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Telegram: la nuova rivoluzione popolare parte da qui

Telegram: la nuova rivoluzione popolare parte da qui

Quando la maggior parte delle piattaforme sono sotto ferreo controllo di unità centrali pilotate e pilotabili, dire la propria senza violare le “Regole della Community” diventa quasi impossibile. Non si diventa più liberi di esprimersi per paura del ban o dello strike. La centralizzazione risente sempre di questi problemi che prima o poi vengono a galla. Ecco quindi che per combattere la nuova forma di censura che limita (vedi per esempio l’articolo sullo Shadow Ban), oscura o elimina i dissidenti ci si sposta in piattaforme differenti dove sei libero di parlare senza avere la paura di ciò che dici perché ti potrebbero bloccare. Molti si sono quindi riversati su Telegram dove con l’introduzione delle chat live audio è possibile creare dei veri e propri dibattiti real-time con migliaia di persone. La live di Luca Donadel (CANALE: https://t.me/LucaDofficial) del 19 Luglio intitolata Ep.15 di Coprifuoco Live ha raggiunto livelli storici con circa 1400 utenti connessi, nel suo canale da oramai 35.000 iscritti. Donadel è stato uno dei primi a credere nel potere dei contenuti e nel fatto che non dovrebbe essere la piattaforma a remunerare il creatore (si diventa dipendenti) bensì direttamente gli utenti che apprezzano il lavoro creato (si diventa liberi professionisti). Ecco quindi che è l’utente stesso a ripagare e finanziare il lavoro del creatore libero ed indipendente. Questo ha degli enormi vantaggi dal punto di vista della credibilità ed indipendenza ma anche diversi svantaggi come una difficoltà maggiore nell’espansione rispetto alle piattaforme classiche. Il sistema mainstream ha iniziato ad accorgersi di questo andamento quando sono iniziate a scoppiare manifestazioni in tutta Italia contro il Green Pass. Ci si aspetta quindi che la comunicazione delle grandi testate giornalistiche denigri questi sistemi gettando fango su fango nonché spie di vario genere. Telegram rappresenta al momento uno strumento importante per creare una Community forte e targettizzata, tant’è che anche il movimento IoApro è quasi arrivato a 5000 iscritti sul loro canale ufficiale. Ricordiamo come gli strike nelle piattaforme classiche hanno colpito personaggi anti-sistema come la parlamentare Sara Cunial (censurata da Facebook, canale con circa 30.000 persone su Telegram https://t.me/saracunial), la testata giornalistica Byoblu di Claudio Messora (censurata da YouTube, canale con circa 50.000 persone su Telegram https://t.me/ByobluOfficial), il filosofo/scrittore Diego Fusaro (demonetizzato da YouTube, circa 20.000 persone su Telegram https://t.me/fusarodiego). Trovare un’informazione sana, priva di conflitti d’interesse e di qualità è sempre più difficile anche perché le piattaforme tendono a mostrarci cosa vogliono loro perché studiano cosa cerchiamo, cosa vogliamo e ci mostrano una realtà distorta che piano piano va a formare un’opinione pilotata. Se da un lato la digitalizzazione ha dei vantaggi, dall’altro ha innumerevoli falle dal punto di vista della libertà dell’uomo. Questi scenari li abbiamo visti nei film che se venti/trenta anni fa sembravano fantascienza oggi rappresentano in molti aspetti una realtà consolidata. Dati demografici, dati biometrici (scansione retina ed impronte digitali), dati di navigazione e dati economici finiscono ad alimentare gli algoritmi di big data. Siamo entrati nell’era del controllo permanente e non ce ne siamo resi neanche conto. Se dovessimo stilare una lista dei peggior “giornalisti” clickbait che abbiamo nel bel paese a nostro avviso sono:
– Selvaggia
– Andrea
– Saverio
I cognomi li omettiamo per lasciare spazio alla vostra immaginazione.
Del resto basta capire quale sia il business plan delle grandi testate giornalistiche nazionali per capire l’etica della notizia. Il loro business plan sono le pubblicità visto che con gli abbonamenti mensili non guadagnano un fico secco non essendo credibili. Inoltre gli italiani per via della cultura vogliono le notizie gratis e difficilmente sono disposti a pagarle. Ecco quindi che il giornalismo si sta tramutando in marketing, con sempre meno giornalisti professionisti e sempre più articoli clickbait. Le pubblicità si pagano in base ai dati, perciò fare grandi numeri significa fare grandi introiti.

Cosa ci dobbiamo aspettare? Il fatto che Donadel e la Cunial abbiano su Telegram più follower di Repubblica.it ovvero una tra le più grandi testate nazionali fa pensare che presto ci sarà un attacco mediatico con delegittimazione di Telegram perché risulta la piattaforma di comunicazione più funzionale al momento. In effetti si stanno ridicolizzando i gruppi Telegram con la storia dei Green Pass finti venduti. È un periodo storico dove il giornalismo ha totalmente perso la sua credibilità ed i giornalisti sono sempre meno dipendenti e sempre più freelance in cerca di danaro. La cosa interessante è che proprio questi giornalisti accusano il sistema quando sono stati loro stessi, con le loro fandonie, a generarlo. Ovvero i gruppi Telegram sono la reazione all’azione demenziale politica e giornalistica. Cercano inoltre di denigrare questi movimenti di protesta con la banalizzazione, dando voce a chi fa comodo loro: 5G, controllo e vaccino. Ogni folla è caratterizzata da stupidi ma questo non significa che devi dar voce agli stupidi piuttosto che alla maggioranza. Invece si cercano proprio gli stupidi per delegittimare la maggioranza, per fare più visualizzazioni, per far circolare di più l’articolo, per monetizzare e questo è un metodo che hanno sempre utilizzato contro tutti i movimenti popolari.

Il Green Pass ha senso? Beh, ovviamente no visto che anche chi è vaccinato con lo Sputnik non può averlo in quanto non accettato dal “sistema”. Non si tratta quindi di essere categorizzati a camera stagna nei due grandi insiemi provax o novax, qui si tratta di discriminazione, economie globali e mosse geopolitiche. Siamo le pedine delle grandi organizzazioni. E quando la lotta si ridispone orizzontalmente, la contraddizione classista diventa invisibile.

Diego Fusaro Citazioni
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