L’ostentazione trash e il decadimento di Trendy Night


Simona Sessa, una vera regina della comunicazione, con le sue interviste glamour nei locali della movida notturna della riviera adriatica è stata la precorritrice del trash moderno, per come lo conosciamo oggi. Con le sue interviste, che andavano in onda nei canali della tv locale dai loghi sballati come e-Tv Marche, estirpava perle di innaturale bellezza, al contempo orripilanti. Quel trash no-sense che sarebbe esploso qualche decennio più tardi, esaltato dall’alcool e dalle pippate di coca dei protagonisti con gli occhi sbarrati e il sorriso di cartapesta stampato in faccia. La sensualità della formosa Simona mista alla sua voce odiosa ma ammaliante facevano incollare migliaia di giovani appena svegliati al teleschermo del trash non dichiarato di Trendy Night (l’ostentazione inglese atta a dare importanza e internazionalizzazione faceva spaccare dalle risate, come se Porto Recanati fosse Las Vegas e l’Hotel House il Luxor Hotel).

E così partiva sparata e carica a molla Simona Sessa, ripetendo 50 volte se stessa ovvero Simona Sessa, ciao da Simona Sessa, un saluto da Simona Sessa, è Simona Sessa che vi parla (era veramente un talento):

<<Amici di Trendy Night benvenuti in un’altra puntata spumeggiante, effervescente, assolutamente vip & chic, perché stasera io mi trovo al Green Leaves di Porto Recanati e c’è una festa specialissima a 4 stelle: il compleanno di Alberto Merli che sta festeggiando con tutti i suoi amici e con tantissime persone, vip & vippetti della nostra regione favolosa. Chiaramente anche noi non potevamo mancare perché questa è una notte da incorniciare. 

E poi partivano le inquadrature al vocalist che parlava a caso ripetendo nomi e cognomi no-sense dei very important people per poter essere pagato a nero a fine serata, sempre con quel tono da duro/vippettino, le inquadrature a cosce e alla sensualità recondita pre-Instagram, i primi tatuaggi da esibire entrati in trend, le bottiglie di champagne da vero vippettino sciupa femmine ostentatore di ricchezza e benessere sociale, gli orecchini a cerchione da battona vecchio stampo, il parterre dei super vip del Green Leaves, i privè delle ragazze immagine perché il bello costa, le scollature, la crema dei vip come dice Simona, i buttafuori armadietto, l’onorevole Norante con la gnocca, il monopolio imprenditoriale degli Ascani, i cambi di scena improvvisi, ancora scollature, cosce e labbra rifatte, tette in silicone fase test, il gel “mixato” con piastra, lampada, le sopracciglia ad ali di gabbiano e l’orecchino tamarro dell’uomo vero. Per concludere le immancabili milfone di plastica scaricate da macchine lussuose parcheggiate sempre in prossimità dell’ingresso per ostentare lusso, potere e rispetto ben oltre il limite del ridicolo.

Trendy Night ha segnato gli ultimi colpi del periodo d’oro antecedente il 2011, anno della crisi nera che dal 2008 ha iniziato ad intaccare l’economia sociale globale e quindi anche il divertimento dei vippettini. Il 2011 è stato l’anno della linea di demarcazione netta che ha segnato la fine delle più floride discoteche della riviera. La chiusura del Green Leaves è stato un duro colpo per Porto Recanati, per l’ostentazione locale, per i pusher insieme al declino del Babaloo. Tuttavia, la dinastia Ascani è ancora in pista così come Merli, sintomo che è crollata una parte della base piramidale ma non sono caduti i vertici della movida locale, che è stata ristrutturata e ridimensionata al periodo corrente. La ricerca dell’ostentazione c’è sempre stata e ci sarà sempre, cambiano le modalità ma ritornano le mode nel sentirsi il/la numero uno, magari con la citazione della vita sotto la foto a pecora sullo scoglio. Abbiamo vissuto un epoca di ostentazione visiva reale e siamo passati a quella dell’ ostentazione surreale, ancora più assurda. Cosa abbiamo veramente imparato? Che l’esibizionismo non passerà mai di moda, anzi è un carattere intrinseco dell’essere umano, sentirsi al centro dell’universo anche per un solo secondo provoca un subdolo piacere effimero da cui bisogna saper stare lontani.

(breve pausa di riflessione)

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