25 Aprile al parco fluviale Alex Langer tra alcool e droga


Parco Fluviale Alex Langer Monte Urano

Il parco fluviale di Monte Urano è molto frequentato ogni anno sopratutto nei giorni del 25 Aprile e 1° Maggio dai teenager che si accampano in compagnia nei prati del parco. Nonostante i divieti emanati dal comune di portare alcolici e super alcolici come ogni anno tale divieto viene barbaramente infranto senza che venga effettuato alcun tipo di controllo da parte delle autorità competenti. Ma oltre all’alcool giravano sostante ancora più vietate come la cannabis che veniva arrotolata e fumata nella via sterrata costeggiante il fiume Tenna. Le ragazzine già alle ore 14:00 collassavano a terra in stato semi-cosciente abbattute dal peso dell’alcol etilico. In sostanza il rispetto per la natura ma sopratutto per se stessi e per gli altri cozza con l’aberrazione sociale adolescenziale esaltata dalla musica trap che ho sentito con rammarico riecheggiare tra la natura selvaggia. Ho visto il declino dei 2000 che mi guardavano con aria di sfida esclamando “questo è in borghese”. Avrei voluto scendere dalla bici e dare 4 “papagne” per svegliarli dal torpore della cannabis, ma questo è un compito che spetta ai loro genitori non a me, quindi ho tirato dritto per la mia strada scuotendo la testa a destra e sinistra. La festa della liberazione è stata confusa con quella della libertà anarchiga e se l’oppressione del regime fu un male dolente anche il mancato controllo sul libero arbitrio è altrettanto doloroso. Dagli estremi dell’estremismo dell’oppressione agli estremi del libero arbitrio fuori controllo. Si è perso per strada il rispetto, colpa molto spesso di falsi idoli che inneggiano alla droga, alla violenza e all’arroganza. La conclusione? La maleducazione può fare danni come l’oppressione sopratutto se viene fomentata da alcool e droga. E che la droga sia un problema sociale ne si ha conferma ogni giorno. Senza gli acquirenti non esisterebbero gli spacciatori, così dice la legge del mercato. Serve maggiore educazione al rispetto per gli altri e per se stessi ma sopratutto rigidi controlli durante tali manifestazioni che possono sfociare nel degrado.

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Il conflitto tra gli ultimi – Citazione di Diego Fusaro


Diego Fusaro Citazioni

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Generazioni opposte spinte agli estremi


Passeggiando in centro ascolti una voce seguita da una moltitudine di voci provenienti dalla finestra dell’appartamento al quinto piano di un vecchio palazzo fatiscente; è la novantenne con il rosario di tv2000 a tutto volume. Nel contempo osservi nel bel mezzo del viale delle ragazzine bivaccare con shorts e 3/4 di chiappe al di fuori di quello che dovrebbe essere un indumento coprente. Uno spaccato di vita che riassume due epoche totalmente opposte separate da due guerre mondiali,dalla fame,dalla miseria,dal sacrificio e dalla generazione intermedia del 68,quella che ha spaccato in due il pensiero sociale. In pochi anni si sono sbriciolati secoli e secoli di tradizioni,credenze,valori e usanze. Quegli shorts sono il simbolo del declino sociale,della perdita del senno,della mancanza di contegno. Sono il sottolineare dell’assenza di un’autocritica,sono la mancanza di una propria libertà di espressione,sono la conferma di una moda che non bada al contenuto ma all’apparenza superficiale dei tempi moderni. È il famoso comportamento per imitazione, imitare una persona per somigliargli, a far si che una moda si sviluppi e faccia breccia nello shopping sfrenato femminile. La moda è uno strumento per controllare e manipolare le masse.  Ma spostando lo sguardo verso destra dietro l’ombra dell’albero, ecco seduta su una panchina una donna orientale con il velo integrale. Oltre allo scontro generazionale vi è uno scontro culturale,come se spazio e tempo fossero collassati in un unica dimensione per evidenziare i lati opposti dell’aspetto umano. Una bilancia quando è soggiogata dalle malattie del mondo perde l’equilibrio e si sposta ad uno degli estremi. La vecchietta che ascolta tutto il giorno il rosario fa parte di un estremo,come la ragazzina incurante di cosa sta mostrando in pubblico fa parte di un estremo,come la stessa donna coperta dal velo integrale fa parte di un estremo. È proprio necessario spingersi agli estremi?

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L’involuzione sociale di pari passo alla rivoluzione industriale


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Siamo tutti progenitori di contadini,di persone nate al mondo per vivere di semina e raccolta.I nostri nonni,i padri dei nostri nonni,e i padri dei padri dei nostri nonni,erano tutti contadini.La bellezza di quei tempi duri e crudi di vita vissuta,ma con tanta gioia di vivere sono terminati.Per la prima volta nella storia moltissime persone in massa hanno smesso di coltivare la terra in cerca di fortuna e di una vita migliore nelle crescenti città,soggiogati dalla brama di ricchezza e dalla voglia di dare una svolta positiva ai loro figli.Il loro unico scopo era quello di piazzare la propria prole al comune,all’ospedale,nella scuola o in qualunque luogo in grado di dargli un posto fisso,un posto sicuro,un posto senza polvere.Da 10 divennero 100,da 100 a 1000,da 1000 a milioni.Questo spopolamento delle campagne verso le città noto come rivoluzione industriale nei libri di storia,io la definirei involuzione sociale.Ad ogni fenomeno infatti associamo un trade-off,un compromesso.E il compromesso di una vita migliore è stata la perdita di valori.La scissione dell’Io sempre più grave.Ci siamo distaccati dalla campagna,dalla natura,dal rapporto con l’evolversi delle stagioni.E come colpo finale la globalizzazione ha permesso di peggiorare ancor di più la direzione che si stava prendendo,facendo chiudere le piccole botteghe di artigiani,cultori,artisti e saggi del sapere per dar luogo a distese di cemento chiamate centri commerciali dove sempre più persone si intanano in cerca di chissà cosa.Stiamo vivendo un periodo difficile di maleducazione,di disinformazione,di assenza di rispetto per la natura e di fallimento del consumismo sfrenato.Il sistema consumistico è un fallimento e la forsennata corsa ai consumi oltre ad essere deleteria per l’ambiente è deleteria per il nostro animo.Sempre di corsa,sempre al lavoro,sempre talmente impegnati da non aver più tempo di ragionare.La riflessione sta morendo.I rapporti sociali stanno scomparendo.Le dita sfiorano più schermi di cellulari che clitoridi e di questo declino sociale sono il testimone.Siamo nati nel posto giusto in un epoca sbagliata.Dove abbiamo tutto ma ci manca tutto.Dove l’apparenza sovrasta l’essenza.Dove si è persa l’usanza di autoproduzione,artigianato,valorizzazione locale.La terra sta diventando sempre più arida e sterile,i prodotti sempre più industrializzati,lavorati,raffinati,privi di energia e imbevuti di sostanze chimiche a non finire,sono diventati il pane sterile del futuro.L’industria chimica sta avvelenando la nostra generazione sotto il silenzio delle lobby.Si vuole una società malata e controllata in grado di non pensare,in grado di non agire.Siamo entrati in matrix e nemmeno ce ne siamo accorti.Ma un giorno ti svegli o ti sveglierai con la consapevolezza che ti stanno fregando la vita.Capirai che la libertà è inesistente.

Ma torniamo a noi.

La famiglia ha avuto un cambio netto,dal patriarcato caratterizzato da un numero elevato di persone appartenenti alla stessa famiglia e dove l’uomo aveva il ruolo centrale di portare a casa da mangiare mentre la donna il ruolo principe di accudire i figli,siamo passati ad una famiglia molto ridotta dove l’uguaglianza dei diritti ha permesso la scalata della donna verso i più alti vertici sociali ma che di conseguenza ha portato a trascurare la prole.Questo ha comportato il dilagante fenomeno della maleducazione legato all’assenza di educazione e a fenomeni da baraccone chiamati star presi come esempio da seguire.I mass media hanno distrutto quel poco rimasto e il fallimento sociale è sempre più evidente.Stiamo vivendo il fallimento della rivoluzione industriale,del capitalismo,della globalizzazione,della maleducazione.Stiamo vivendo l’involuzione sociale.

E morirono felici e ignoranti


favola.jpgSapete perchè si raccontano le favole??Per iniziare ad ingannare il cervello,a plasmare la mente.La trasposizione della realtà in un mondo dove tutto è bello rende gli animi felici.Il problema è che le persone crescono ma rimangono intrappolate nel mondo delle favole e guai a chi le contraddice.Vogliono solo il lieto fine,il “vissero felici e contenti”.L’ignoranza intesa come l’ignorare il mondo reale è la malattia di questa gente nata nell’immaginario collettivo,il collettivo della massa aberrata che serve a rendere reale ciò che reale non è.