Cosa rappresenta Google Quick Searchbox referral?


google.android.googlequicksearchbox-referral

Analizzando i referral link (collegamento referente,ovvero che ha il compito di indirizzare un utente verso una determinata pagina) del tuo sito web (in WordPress o Google Analytics) sicuramente ti sarà capitato di vedere la stringa: com.google.android.googlequicksearchbox. Le visite provenienti da questo referral infatti vanno conteggiate come visite organiche provenienti dalla ricerca su Google.Referral COM.GOOGLE.ANDROID.GOOGLEQUICKSEARCHBOX

Ma a cosa si riferisce?

Questo referral link, non è da considerarsi assolutamente come spam come potrebbe sembrare di primo acchito, ma come traffico proveniente dalla Google Quick Search ovvero dalla finestra di ricerca rapida mediante dispositivi Android e per questo va inserito a tutti gli effetti all’interno del traffico organico ricevuto dal tuo sito grazie all’ottimizzazione SEO. La finestra di ricerca rapida, presente come App sugli smartphone Android, per ricercare determinate query su motore di ricerca Google (per intenderci il widget di ricerca presente nella parte superiore del sistema Android) è la responsabile della generazione di questo referral. Questo accade nelle versioni Android più obsolete,mentre in quelle successive il problema(di non riconoscerlo come traffico organico in Google Analytics) è stato risolto opportunamente dagli sviluppatori.

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I segreti dietro la SEO di Google [parte 1]


Iniziamo dal titolo.Se qualcuno vi svela i segreti nascosti dietro la SEO di Google o è un impostore, il che riguarda la maggioranza dei casi o lavora proprio nel settore e nella multinazionale,e in questo caso sta commettendo un reato per divulgazione non permessa.Vi dico subito di non far parte di queste due categorie,mi piace essere chiaro,molto chiaro.La categoria a cui appartengo è quella di coloro che cercano di capire.Quanto affermerò in seguito deve essere considerato come ipotesi non come certezza ed in quanto tale va presa con le dovute precauzioni del caso.Badate bene a chi vi vende certezze,è solo marketing.Quando si parla di SEO Google di preciso nessuno sa come funziona in quanto gli algoritmi sono fortemente complessi e molto variabili nel tempo , ma si può risalire al modo di pensare dell’algoritmo partendo dai risultati ottenuti nelle ricerche SERP.  Un po’ come fanno gli ingegneri di reverse engineering (ingegneria inversa) quando debbono copiare un dispositivo prodotto da altri concorrenti avendo a disposizione solo l’oggetto senza conoscere il suo schema di funzionamento. Attenzione però non vi basta andare direttamente nel motore di ricerca e digitare quello che volete analizzare(una parola chiave,una query) poiché Google vi ha già “schedati” e “memorizzati” modificando quindi i risultati di ricerca in base alle vostre preferenze/esigenze e cronologie temporali memorizzate dal browser nella sua memoria interna(non a caso si chiama Search Engine Optimization, tutto ruota nell’ottimizzazione). Google vi ha studiato e ha ottimizzato i risultati più consoni alle vostre esigenze. Per poter quindi fare un’analisi “incontaminata” dalle precedenti ricerche dobbiamo prima di tutto svuotare la cache nelle impostazioni del browser e successivamente sempre dalle impostazioni di Google Chrome avviamo nuova finestra di navigazione in incognito. Da qui in poi i nostri risultati nelle ricerche non terranno conto del passato e quindi non modificheranno il futuro. Siamo in completo anonimato come se fossimo un utente qualsiasi del web in cerca di qualcosa e naturalmente speriamo che quel qualcosa ci conduca al nostro sito. Ma come diavolo fa Google a posizionarci? Se non possiamo dare una risposta precisa e dettagliata a questa domanda possiamo immaginare quali siano i parametri principali da tenere in considerazione che rappresentano la traduzione in termini numerici del comportamento degli utenti nel vostro sito: tempo di permanenza , frequenza di rimbalzo, numero di pagine visualizzate, etc. etc . Ovvero uno dei primi compiti di Google è quello di fungere da vero e proprio trasduttore. Un trasduttore in fisica non è altro che un componente in grado di trasformare/convertire un segnale di un certo tipo in un segnale di un altro tipo al fine di poter essere studiato. I sensori sono tutti dei trasduttori,basti pensare al sensore di temperatura che trasforma il livello di temperatura in un livello di tensione elettrica (un’ampiezza di tensione). Una cosa simile fa Google convertendo dei segnali comportamentali (il comportamento degli utenti sul sito visitato) in parametri numerici capaci di essere trattati,rielaborati,studiati. Dopo aver effettuato la trasduzione sarà compito dell’algoritmo di fare i calcoli ed analizzare un numero elevato di parametri che alla fine ci debbono dare come risultato una posizione nel motore di ricerca. La velocità dei cambiamenti nel mondo di internet è veramente impressionante e quindi per stargli dietro l’algoritmo deve essere altrettanto “bravo” da analizzare i dati nel miglior modo ottimizzato possibile al fine di assicurare all’utente la migliore approssimazione possibile al livello di informazione richiesta. Un motore di ricerca di successo è quello che da all’utente ciò che l’utente cerca(nel migliore dei casi) o ciò che di più si avvicina a quello cercato dall’utente.

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Negative Seo: ribellarsi al lato oscuro dei blacklink dannosi


Seo negativa-black seo.png

Oggi vogliamo parlare di un fenomeno molto diffuso ma poco conosciuto dal grande pubblico che si ricollega ad alcuni articoli scritti in precedenza sui backlink dannosi.Tutto era partito dall’analisi attraverso strumenti di webmaster del mio sito web che dopo aver scalato il rank per molti mesi posizionandosi davvero a buon livello,ha subito un contraccolpo a prima vista inspiegabile.Il rank misurato con Alexa ha iniziato a peggiorare giorno dopo giorno sia a livello locale che a livello globale.

Rank Alexa.jpg

Questo ha fatto scattare il primo campanello d’allarme,qualcosa non quadrava.E’ iniziata allora la ricerca approfondita del problema per capire cosa e/o chi abbia scaturito questo effetto negativo.Ebbene la risposta è stata trovata grazie anche all’aiuto di gruppi Facebook dedicati.Ogni giorno aumentavano backlink a siti di spamming che si occupano di mostrare le posizioni dei siti nel web e il loro stato(attivo/non attivo) e che danno origine a un sistema di compravendita.Potete osservare in questo grafico un esempio di siti dannosi:

Negative Seo Backlink.jpg

Un vero e proprio mercato di URL dove la qualità la fa il rank e la popolarità.Questi siti in realtà sono una rete facente capo alla stessa organizzazione dislocata a quanto sembra in India/Iran,che attraverso questa pratica danneggia volontariamente o involontariamente il lavoro di moltissimi webmaster.L’effetto negativo conosciuto in letteratura come negative Seo è dovuto al fatto che questi backlink riconosciuti come dannosi dai motori di ricerca penalizzano i siti web a cui questi fanno riferimento.Insomma parliamo di negative Seo e Dangerous Backlinks,una parte del lato oscuro del web.

Possiamo dire quindi che il Black Seo rappresenta uno strumento di vero e proprio danneggiamento a cui bisogna sapersi difendere.Il black Seo utilizza come veicolo il link building negativo che ogni giorno va a minare il nostro rank nei motori di ricerca.Insomma una vera e propria arma di distruzione che se usata di proposito può minare profondamente le basi gettate in molti anni di duro lavoro.Essere penalizzati per qualcosa fatto da altri è davvero insopportabile e bisogna armarsi per combattere questa cyber guerra!

Come risolvere la questione?

  1. Individuare quanto prima possibile la presenza dei backlink dannosi con gli appositi strumenti di webmaster (per esempio seoprofiler.com)
  2. Mandare un email minatoria minacciosa in lingua inglese in cui si chiede l’immediata cancellazione del sito
  3. Utilizzare Google Search Console per caricare la lista dei backlink dannosi(vedi come fare) in modo da ridurre la penalizzazione da parte di Google.

PAROLE CHIAVE PER APPROFONDIMENTI:

negative seo,dangerous backlinks,black seo

Articoli di riferimento: seonegativa.it

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Backlinks: cosa sono e come scovarli


I backlinks (ovvero tradotto “link di ritorno“) sono dei collegamenti ipertestuali che portano ad una determinata pagina web. Inizialmente erano molto importanti per il calcolo della popolarità (pagerank) di un sito ed erano indispensabili per gli algoritmi dei motori di ricerca che generano la SERP (Search Engine Report Page ovvero”pagina dei risultati del motore di ricerca”). Successivamente questi algoritmi sono stati modificati e migliorati per ridurre le sempre più crescenti politiche di scambio/vendita/acquisto di backlinks per scalare i rank più velocemente. Quindi oggi come oggi possono essere molto utili ma anche molto dannosi se usati in maniera scorretta. Infatti per penalizzare i furbetti il nuovo sistema controlla da dove provengono i backlinks ovvero la bontà,l’affidabilità di un sito web.
Per esempio se un sito come ansa.it inserisce in uno dei suoi articoli un link al vostro sito web il vostro pagerank potrebbe subire un ottimo potenziamento.

COME VALUTARE IL NUMERO DI BACKLINKS AL VOSTRO SITO

Vediamo ora un esempio di come valutare il numero di backlinks al vostro sito.Colleghiamoci al sito moz.com e per esempio valutiamo i backlinks del sito ansa.it:

Moz esempio 1.jpg

Come possiamo vedere otteniamo 330.000 backlinks,un valore molto elevato proprio perchè essendo il sito conosciuto e molto affidabile viene citato da moltissime fonti.Possiamo anche vedere molte altre caratteristiche come la DOMAIN AUTHORITY e la PAGE AUTHORITY. 

La DOMAIN AUTHORITY valuta il potenziale del dominio nei motori di ricerca in base ad un algoritmo che analizza tutti i link. La PAGE AUTHORITY valuta il potenziale della pagina nei motori di ricerca in base ad un algoritmo che analizza tutti i link.Come sia sviluppato l’algoritmo e quanto possa essere affidabile non lo sappiamo.E’ sempre prendere tutti i dati con le dovute precauzioni ed essendo stime possono essere anche abbastanza distanti dalla situazione reale.

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