In nome dei “Bambini antiparticolato” di Porto Sant’Elpidio


Riccardo Rosettani ha lanciato questa petizione online contro il parco giochi per bambini (bambinopoli) realizzato nel centro di Porto Sant’Elpidio (FM) attaccato alla trafficata statale 16:

Piazza

Una segnale forte per la tutela dei più deboli e contro l’arroganza di una politica assurda e priva di “buon senso”. Il buon senso che non è altro, come cita WIKIPEDIA, che la capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza una situazione, comprendendo le necessità pratiche che essa comporta! E allora, come poter pensare di realizzare dei GIOCHI per BAMBINI in mezzo ad una delle strade più trafficate d’italia, quale la statale 16!?!

Tutto ciò completamente in barba a quelle che sono le linee guida (ove dovessero servire indicazioni per individuare il sito più adatto ad accogliere una struttura che accolga bimbi in tenerissima età che non sia la mezzeria di una carreggiata della Strada Statale Adriatica ovvero certamente non un esempio di salubrità), del Ministero delle Attività Produttive, ma in barba soprattutto alle mozioni ed i dubbi di una cittadinanza che contesta una spesa irrazionale di oltre 100 mila euro, con la consapevolezza che in ogni caso così è stato deciso dal “palazzo” e che non ci sarà nulla e nessuno in grado di cambiare qualcosa.

Ecco, se questa petizione ha proprio un obbiettivo, oltre al motivo cardine per la quale è stata composta, è proprio quello di verificare se anche a fronte di questioni che toccano drammaticamente ed irrazionalmente le “generazioni future”, i bambini, i nostri figli, i nostri nipoti, finalmente qualcosa si muoverà e qualcuno in grado di poter decidere diversamente interverrà! Una petizione che vorrebbe invertire la tendenza che la cosa pubblica sia gestita senza visione d’insieme, scarica da derive opportunistiche e clientelari, che il cittadino prima di tutto specialmente se è debole anziano e soprattutto minore, sovvertendo il paradigma per il quale come accaduto  fino ad oggi con molte, se non proprio per tutte le questioni annose che hanno coinvolto questa comunità, bisognerà prendere atto che nessuna decisione assunta dal palazzo, anche la più stolta, ottusa e dissennata, non potrà mai essere appellata!

—>>>FIRMA LA PETIZIONE<<<—

I commenti dal web:

  • Per la salute dei bambini che non dovrebbero giocare dove si respirano gli scarichi delle auto
  • È importante tutelare la salute dei nostri figli; viviamo in provincia, abbiamo sicuramente un luogo più idoneo per costruire un parco giochi; uccide di più l’inquinamento da smog che il fumo da sigaretta!! Inoltre la ss16 nel nostro paese è stata già scena di incidenti mortali!! Evitiamo che la storia si ripeta!!!
  • Sto firmando perché ritengo che non ci si può limitare ad avere “cose belle” nella propria città. Questo parco giochi si è bello ma è stupido. E’ stupido perché è stato realizzato attaccato alla statale, la strada più trafficata di Porto Sant’Elpidio e per giunta nei pressi di un incrocio, dove smog e pericolo di incidenti automobilistici aumentano. Si poteva benissimo realizzarlo in un’altro punto. Non mi sembra proprio una scelta fatta con la testa. Non ci possiamo accontentare perché si poteva fare meglio e se si poteva fare meglio andava fatto meglio, con la testa, con un progettazione sensata.
  • Ritengo non idoneo il luogo scelto per la bambinopoli
  • Ritengo uno spreco di soldi il lavoro fatto, per collocazione dei giochi, al sole e vicino al traffico, e per la scelta dei materiali che nelle ore diurne diventano incandescenti. I bambini devono giocare tranquilli senza respirare smog o ustionarsi. Ma chi è stato l’artefice di tutto ciò?
  • Una scelta gratuitamente dannosa, figlia della voglia di abbellire un’opera (la nuova piazza) che non ha ne capo ne coda, non pensata e non ragionata, non condivisa e sfruttata ai soli fini biecamente elettorali.
    Purtroppo questa “bambinopoli” tristemente chiamata così dal sindaco, è l’emblema del modo d’agire delle amministrazioni che hanno gestito Pse da troppi anni.

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Travel Blogger per un giorno a Porto Sant’Elpidio [parte 2]


Il fulcro centrale di tutto il discorso era scoprire il genere femminile a Pse (Porto Sant’Elpidio) godendosi ogni angolo selvaggio rimasto incontaminato[link parte 1]. Lo spirito di avanscoperta stava cedendo,mentre le gambe erano abbastanza allenate da incitare la parte razionale a non arrendersi e proseguire in avanti verso nuovi lidi ancora sconosciuti.

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I legni trasportati dalla forza mai arrendevole del mare avevano creato un paesaggio semi desertico come se quei grossi ceppi incastonati tra loro e diventati parte integrante della sabbia fossero stati dei grossi animali smembrati dalle iene,divenuti carcasse e lasciati in balia del nulla (di seguito piccolo spazio bianco per dare l’effetto del nulla).

In lontananza la piattaforma di petrolio creava un po’ di sconcerto,i miei occhi che volevano perdersi nell’infinità,della riga dell’orizzonte che separava il blu ad elevato contrasto dal blu chiaro,erano in realtà stoppati da quella diamine di costruzione artificiale rossa a testimoniare l’incapacità umana di conciliarsi e vivere in simbiosi con la natura.Almeno coloratela di blu per mimetizzarla suggeriva la parte più irrazionale di me,ma poi subito dopo la ragione la redarguì motivando il colore rosso per ovvie ragioni,non tanto ovvie alle capacità cognitive del cuore.Il sole era dietro le mie spalle,e tra me e le mie spalle tante belle nullità. Di tanto in tanto con lo sguardo periferico osservavo la mia ombra longilinea sulla battigia camminare libera e felice,mentre io faticavo con le mie nike running a rimanere in superficie affondando nel miscuglio di sassi e sabbia che sembravano voler intrappolarmi proprio come quei tronchi bagnati dall’acqua. Proseguendo verso nord il paesaggio era sempre più “nature” e qualche pescatore scapestrato con le reti verdi in mano faceva dei rituali strani a me ignoti chissà se per invocare gli Dei come nell’antichità,prostrarsi a loro per una pesca abbondante o per lanciare le reti in lontananza,fatto sta che proseguii dritto per la mia strada(ignota).

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Ero giunto al capolinea di Porto Sant’Elpidio (piccola parentesi,senza essere sconcertato dal fatto che Porto Sant’Elpidio non ha un porto,mi aveva sempre colpito,infatti la confondevo con Sant’Elpidio a mare che invece non ha un mare…bah) e scorgevo lo stadio di Civitanova.Le due città erano in realtà separate dal rigolo d’acqua del fiume che si riversava con molta calma in mare.Nessun ponticello di attraversata, nessun collegamento, ma una netta separazione naturale,come se l’uomo avesse volutamente abbandonato l’idea di unire le due città.

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L’imponente Monte Conero,sempre presente in lontananza timido osservatore silente e sempre più vicino ai miei sensori visivi,era in realtà ancora parecchio lontano alla mobilità delle mie gambe.Era giunto il momento di fare marcia indietro e ripercorrere a ritroso tutto il tragitto,il che era una cosa buona perché altrimenti avrei proseguito fino a sfinimento: quando le gambe sfidano la mente la mente sfida le gambe,e tutto viene portato al limite delle capacità psico-motorie.La presenza del genere femminile era assente anche qui e forse era questo il motivo di così tanta calma??Col sole sempre più basso e il passo sempre più spedito la via del ritorno diveniva una meta ambita dalla testa ai piedi passando per le rotule stanche,dato che la passeggiata aveva stimolato la vescica,la fame,la stanchezza,il rammarico,per non parlare della voglia di acqua fresca rigorosamente gassata con una fettina di limone.

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