I 3 poteri del diamante massonico


La pochezza espansiva di individui dell’alta borghesia promessi sposi che hanno ricoperto pagine e pagine di quotidiani di Porto Sant’Elpidio(FM,Marche) sul quel “coso” chiamato diamante (a me sembra una cagata pacchiana esteticamente orrenda e fuori luogo) è la dimostrazione che i quotidiani cartacei e online si sono svenduti ai poteri politico-dirigenziali,un triangolo politica marcia ,borghesia squattrinata e giornalettismo spicciolo che formano i tre angoli di facciata del potere massonico. Ostentare ricchezza per affermare il proprio potere economico e sociale è stato uno dei motivi del fallimento di parecchie aziende locali,di persone che negli anni 90′ giravano in ferrari e poi si sono trovate a mutande calate.Quando la brama di soldi supera la ragione il tracollo è solo una questione di tempo,quel tempo che ha fatto crollare il vicino G. L.(link).

Diamante Porto Sant'Elpidio.jpg
Diamante di Porto Sant’Elpidio di una nota azienda(iniziale L.)

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Riapre Punto Gelato


L’attesa è quasi terminata,dopo sei mesi di riposo sta per tornare il gusto del gelato fresco e artigianale. Se lo vuoi buono e delicato,la risposta è Punto Gelato. Apertura Sabato 15 Aprile 2017,Porto Sant’Elpidio(FM).

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I mostri del mare Adriatico


Un viaggio alla scoperta dei mostri del mare:i giganti perforatori.Il campo ad olio di Santa Maria a mare è ubicato tra le città di Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio, si sviluppa:

concessione B.C. 7.LF.jpg

tabella produzione gas naturale Fiume Tenna.jpg

La scoperta risale al 1974. I pozzi, raggruppati in quattro Cluster, sono collegati con flowline (condotta a terra) da 4” alla vicina centrale di trattamento, stoccaggio e spedizione di Maria a Mare.

centrale Edison Maria a Mare.jpg

Il campo è stato avviato alla produzione nel settembre 1975. Dopo un periodo di inattività protrattosi per circa 15 anni, nella primavera del 2013 è stata ripristinata la produzione di due pozzi. I restanti pozzi sono stati chiusi minerariamente.(FONTE:link alla fonte)

cartina zona B Mare Adriatico.jpg
FONTE: link alla fonte

Scheda tecnica

  • Luogo:
    Fermo, Marche (FM)
  • Tipologia:
    campo on-shoreoff-shore
  • Produzione giornaliera:
    circa 170 barili/giorno
  • Situazione erogativa:
    attualmente in produzione
  • Numero di pozzi:
    11 (di cui 2 produttivi, 2 di iniezione e 7 chiusi minerariamente)
  • Operatore:
    Edison (96,25%) – GPI (4,75%)
  • Inizio produzione:
    1975
  • Trattamento e stoccaggio:
    Centrale Edison di Maria a Mare

Adesso andiamo a vedere invece la posizione e le coordinate delle varie piattaforme sparse lungo una parte della costa adriatica (Fonte:link alla fonte).Abbiamo:

  • Civitanova: 2 piattaforme
  • Porto Sant’Elpidio: 2 piattaforme
  • Porto San Giorgio: 4 piattaforme
  • San Benedetto: 7 piattaforme
  • Giulianova: 4 piattaforme
  • Pescara: 5 piattaforme

Porto Sant’Elpidio:

Piattaforma Mormora 1-4

La Mormora 1-4 si trova a circa 7 km dalla costa.

Piattaforma V.G.M. 1.jpg

La V.G.M.1 si trova a circa 10 Km dalla costa.

Tracciando il collegamento tra tutte queste piattaforme da Civitanova a San Benedetto si ottiene il seguente grafico:

piattaforme nell'Adriatico .jpg

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Porto Sant’Elpidio e la genialità


Da una “foto denuncia” di una pista ciclabile allagata può nascere un’opera d’arte.Su Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner (gruppo Facebook nato per dar voce a tutti i cittadini soprattutto elpidiensi ) accade anche questo.Un tocco di genialità e l’arte si scatena…

Ringraziamo Andrès Medori Jr. e Andrea Turrini per gli scatti.

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Casa del Mare,il ricordo del triste crollo di un simbolo di libertà (Porto S.Elpidio)


casa porto sant'elpidio.jpg

Era divenuto un simbolo unico di rara bellezza(dal mio punto di vista) il murale della casa colonica sito sul lungomare nord di Porto S.Elpidio(tra il centro vacanze La Risacca e La Playa de Cococciò).L’imponente forza del mare e la sua avanzata lo rasero al suolo diversi anni or sono,il rudere si arrese alle onde,all’impeto del mare,all’impotenza dell’uomo.Il murale raffigurava due enormi mani bianche incatenate da manette,protese verso un cuore appeso nella parte alta del casolare dove sporgevano reti rosse da cantiere.Le manette venivano spezzate da un’imponente bocca di mani che spuntava dal basso.Un disegno semplice ma vero e nella sua semplicità rendeva il luogo molto suggestivo,soprattutto quando,passando col treno dell’adiacente ferrovia o con l’auto sulla parallela alla statale,ci si trovava a guardare questo scenario molto particolare.Quella casa era sempre lì,con la pioggia e con il sole,quei contorni bianchi “intorno agli occhi” sembravano  pronti a dare il lieto benvenuto a Porto Sant’Elpidio.
Quel rudere,mai arredato,rimasto sempre allo stato grezzo,quando venne edificato aveva davanti a sé almeno una ventina di metri di spiaggia.Ma anno dopo anno,l’acqua si è inesorabilmente avvicinata,sempre più rapidamente col passare delle stagioni, finché,nel 2009,le onde arrivarono prima a lambire l’edificio,poi a provocarne il cedimento strutturale.
rudere .jpgPrima crollò la parete affacciata sul mare Adriatico,poi ad una successiva mareggiata iniziarono a cedere anche le scale ed a sgretolarsi i muri interni.Fu proprio in quel periodo che qualche sconosciuto sprovveduto,si avventurò fino all’abitazione in procinto di finire distrutta,per realizzare il murale.Nei mesi successivi,altre giornate di correnti forti interessarono il paese e finirono di distruggere altri pezzi della struttura,finché solo una parete,quella a ovest,rimase in piedi.Così,quella pittura e quel muro che resistevano di fronte alle intemperie sembrarono un ultimo bastione indifeso da buttare giù.Alla fine,ahimè,anche le gigantesche mani bianche si schiantarono rovinosamente sulla sabbia,mattone dopo mattone scomparve del tutto(se non erro nel novembre del 2011).Una vittima del mare,della natura,dell’incuria umana o un monito all’erosione costiera,all’avanzata dell’acqua,all’arrendevolezza popolare??(PAUSA DI RIFLESSIONE)caduto.jpg.In realtà all’inizio forse quasi nessuno fece caso alla sua assenza,come se quel dolce addio silenzioso non volesse disturbare nessuno.Una richiesta d’aiuto forte ma pacata,urlata ma in silenzio e ascoltata solo dalle profonde radici degli alberi.Ma poi col passare del tempo vagheggiava nell’aria un’assenza,si sentiva una mancanza,gli occhi preoccupati sbattevano a destra e sinistra scossi dall’incapacità di scorgere di nuovo quel rudere selvaggio,quel murale tanto caro che come la siepe Leopardiana il guardo escludeva.E allora tutto d’un colpo,il respiro si affannò,il cuore battè forte,gli occhi si arrestarono.Cadde la malinconia e la consapevolezza.Cadde dentro di me il mattone del silenzio (10 SECONDI DI SILENZIO PER RISPETTO).

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Come apparirebbe se fosse un quadro in un’esposizione immaginaria al Louvre

E  così un simbolo se ne andò per sempre,ma quelle mani bianche che spezzavano le catene rimarranno per sempre impresse nella mente di coloro che le videro dal vivo,come se quella casa fosse ancora lì ad inneggiare alla rivoluzione,alla voglia e al desiderio di libertà.

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Com’era la visuale del rudere da lungomare europa (novembre 2010)
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Com’era la visuale del rudere da lungomare Europa(novembre 2010)
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Com’è oggi la visuale senza rudere dal lungomare Europa

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Travel Blogger per un giorno a Porto Sant’Elpidio [parte 2]


Il fulcro centrale di tutto il discorso era scoprire il genere femminile a Pse (Porto Sant’Elpidio) godendosi ogni angolo selvaggio rimasto incontaminato[link parte 1]. Lo spirito di avanscoperta stava cedendo,mentre le gambe erano abbastanza allenate da incitare la parte razionale a non arrendersi e proseguire in avanti verso nuovi lidi ancora sconosciuti.

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I legni trasportati dalla forza mai arrendevole del mare avevano creato un paesaggio semi desertico come se quei grossi ceppi incastonati tra loro e diventati parte integrante della sabbia fossero stati dei grossi animali smembrati dalle iene,divenuti carcasse e lasciati in balia del nulla (di seguito piccolo spazio bianco per dare l’effetto del nulla).

In lontananza la piattaforma di petrolio creava un po’ di sconcerto,i miei occhi che volevano perdersi nell’infinità,della riga dell’orizzonte che separava il blu ad elevato contrasto dal blu chiaro,erano in realtà stoppati da quella diamine di costruzione artificiale rossa a testimoniare l’incapacità umana di conciliarsi e vivere in simbiosi con la natura.Almeno coloratela di blu per mimetizzarla suggeriva la parte più irrazionale di me,ma poi subito dopo la ragione la redarguì motivando il colore rosso per ovvie ragioni,non tanto ovvie alle capacità cognitive del cuore.Il sole era dietro le mie spalle,e tra me e le mie spalle tante belle nullità. Di tanto in tanto con lo sguardo periferico osservavo la mia ombra longilinea sulla battigia camminare libera e felice,mentre io faticavo con le mie nike running a rimanere in superficie affondando nel miscuglio di sassi e sabbia che sembravano voler intrappolarmi proprio come quei tronchi bagnati dall’acqua. Proseguendo verso nord il paesaggio era sempre più “nature” e qualche pescatore scapestrato con le reti verdi in mano faceva dei rituali strani a me ignoti chissà se per invocare gli Dei come nell’antichità,prostrarsi a loro per una pesca abbondante o per lanciare le reti in lontananza,fatto sta che proseguii dritto per la mia strada(ignota).

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Ero giunto al capolinea di Porto Sant’Elpidio (piccola parentesi,senza essere sconcertato dal fatto che Porto Sant’Elpidio non ha un porto,mi aveva sempre colpito,infatti la confondevo con Sant’Elpidio a mare che invece non ha un mare…bah) e scorgevo lo stadio di Civitanova.Le due città erano in realtà separate dal rigolo d’acqua del fiume che si riversava con molta calma in mare.Nessun ponticello di attraversata, nessun collegamento, ma una netta separazione naturale,come se l’uomo avesse volutamente abbandonato l’idea di unire le due città.

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L’imponente Monte Conero,sempre presente in lontananza timido osservatore silente e sempre più vicino ai miei sensori visivi,era in realtà ancora parecchio lontano alla mobilità delle mie gambe.Era giunto il momento di fare marcia indietro e ripercorrere a ritroso tutto il tragitto,il che era una cosa buona perché altrimenti avrei proseguito fino a sfinimento: quando le gambe sfidano la mente la mente sfida le gambe,e tutto viene portato al limite delle capacità psico-motorie.La presenza del genere femminile era assente anche qui e forse era questo il motivo di così tanta calma??Col sole sempre più basso e il passo sempre più spedito la via del ritorno diveniva una meta ambita dalla testa ai piedi passando per le rotule stanche,dato che la passeggiata aveva stimolato la vescica,la fame,la stanchezza,il rammarico,per non parlare della voglia di acqua fresca rigorosamente gassata con una fettina di limone.

precedente

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Travel Blogger per un giorno a Porto Sant’Elpidio [parte 1]


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Più di 20 km di costa macinata zaino in spalla,più di due litri di acqua persi,più di 2000 persone scansionate,in cerca della “cara and vecchia faiga” (per chi è nato sotto il segno dei pokemon e non sapesse di cosa si sta parlando ecco un video per schiarirvi le idee link video ).Si perché noi siamo i tradizionalisti della vecchia scuola,amanti dei cinepanettoni trash con Boldi, De Sica, Gerry Calà &co. E in questo periodo di profonda crisi anche la faiga sembra essersi ridotta. Le classiche 7 donne per ogni uomo sono diventate 1/7 per ogni uomo.Insomma scovare la preda che si nasconde nei meandri della costa adriatica non è facile e bisogna preparare le armi giuste per poter stanare la preda giusta.Non essendoci una guida di riferimento per la faiga, non essendoci un “tripadfaiga”,ho deciso di mettere alla prova le mie gambe e fare le cose più belle al mondo:camminare,correre,osservare,scrivere.Il problema infatti è che siamo così talmente bastonati ad andare veloci che perdiamo la capacità di gustare appieno gli odori,i sapori,i profumi e la natura che ci circonda.E’solo andando piano e a piedi che si possono osservare luoghi remoti nascosti nella vegetazione,e posti sconosciuti ma carichi di energia positiva.Tutto il necessario per fare ciò è la voglia di mettersi in gioco ed esplorare,la voglia di passeggiare,la voglia di approfondire scenari socioeconomici ancora poco chiari.Non voglio dilungarmi molto ma come la teoria dell’eliocentrismo governa il sistema solare la teoria della faiga governa il tessuto sociale.Insomma la donna è il dono più bello e pericoloso che sia stato creato quindi merita tutte le attenzioni che sa dare.Ma tutto questo da dove nasce?Nasce semplicemente per dare una risposta ad una semplice domanda,ma tutte queste macchine che si vedono in strada hanno un responso elevato di faiga???Dove si nasconde la faiga??E l’analisi di quantità e qualità???Dove si concentrano i turisti a Porto Sant’Elpidio??Dove si concentrano le milf di American Pie??What’s my age again nel player,cuffiette tattiche e si parte in avanscoperta.Cosa mi aspetto di trovare??Nulla di emozionante.Cosa spero di trovare??Macchine,anzi camion,anzi treni carichi di faiga provenienti da tutto il mondo pronti ad assaporare la cultura post mezzadrile marchigiana e perché no l’arte culinaria con annessi doppisensi.La vecchia scuola insegna naturalmente nel puntare camping e centri vacanze dove orde di turisti provenienti dalle stressanti città si riversano in cerca di relax,di buon cibo e perché no qualche trombatina extra,del resto il maestro De Sica insegna:“Le italiane in vacanza so e più troie” (vedi link video ).

Quindi la nostra attenzione si focalizza principalmente sulle Mimose,Holiday e la Risacca.Partiamo da quest’ultimo sito nella parte più a nord di Porto Sant’Elpidio. La cosa che mi ha subito colpito addentrandomi nella Playa de Cococciò è stato il lato selvaggio e rude,ancora salvo dalla cementificazione.Già sapevo con profondo rammarico che non avrei rivisto la Casa del Mare [link Casa del Mare]. Le sterpaglie la fanno da padrona ma addentrandosi verso la spiaggia grandi massi e una piccola rientranza rendono il luogo magico,dove gli occhi possono perdersi nell’infinità dell’orizzonte grazie all’assenza di scogliere.L’altro aspetto positivo è l’acqua che sembra più trasparente e pulita grazie forse al maggiore ricambio.La panoramica vista spalle al mare sembra da savana,mancano i leoni ma a le leonesse piace prendere il sole a zinne di fuori in posti come questi,anche se devo dire che non ne ho viste,o forse non mi sono concentrato abbastanza su questo aspetto(male).Continua nel prossimo “articolo” (link )

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continua

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Ci misi del tempo a capire che…


Ci misi del tempo per capire che:
Sant’Elpidio a mare non ha un mare,che Porto Sant’Elpidio non ha un porto,che a Monte Vidon Combatte non si fanno le guerre,che Carassai non è poi assai cara,che Fermo non è una città statica,che Comunanza non racchiude tutti i comuni in allegria,che Sassotetto non è un enorme masso con una copertura sopra,che Civitanova non è fonte di civiltà nuova,che Pedaso si trova ai piedi dell’Aso,che Massafermana non è una città di ultras sfegatati della fermana,che a Rapagnano le rape non la vedono da padrona,che a Francavilla la villa di Franca non esista,che alla Corva non abbiano girato”il corvo”,che a Servigliano non vi servono l’ano,che a Petritoli Petriolo non ci sono giacimenti di petrolio,che Marina Palmense non trabocca di palme,che a Grottammare non si vedono grotte bagnate dal mare,che a Monte Vidon Corrado ne Corrado ne la corrida siano mai apparsi…ci misi del tempo ma alla fine capii di essere circondato da posti incantevoli nascosti nelle nostre colline marchigiane che racchiudono in sé misteri,arti,tradizioni e profumi troppo preziosi per poter essere lasciati morire a se stessi in nome della globalizzazione…

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La magia dell’alba


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Foto scattate il 15/08/2015

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