La legge dell’equilibrio


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Ogni cosa al mondo ha un suo trade-off (un compromesso) basti pensare all’assorbente, vive in un posto stupendo ma in un periodo di merda. Non si può ottenere il massimo in ogni aspetto, la legge dell’equilibrio è salda a mantenere lontane le brusche variazioni, a ristabilire l’ordine delle cose, ecco quindi che eccedendo in una strada intrapresa inevitabilmente si finirà per bruciare un altro percorso della stessa quantità pari all’eccesso dell’altra. L’eccesso porta a squilibrio, a malessere, a disorientamento. Siate equilibrati e troverete la strada giusta.

Il covo dei serpenti


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Ho gli occhi pieni di serpi.
Mi annebbiano la vista.
Mi soffocano il respiro.
Mi scherniscono la fiducia.
Mi feriscono l’animo.
Mi iniettano veleno.
Mi urlano sibili assordanti.
Mi batte forte il cuore.
Mi sento lo stomaco in gola.
Mi schiaffeggio violentemente.
Non è un sogno.

Ho visto parlar male,alle spalle di un’amica(in sua assenza)e poi???ABBRACCIARLA.Come le chiamate??Persone??No,assolutamente no!!
Indipendentemente dal sesso,dalla ragione sociale,dall’età,dalla loro storia di merda,sono serpenti striscianti sulla vigliaccheria umana,deridono la vittima e scavalcano la propria dignità per far prevalere nel branco il loro ego di infima putridità.Sono come la melma,zozzi,sporchi,infanganti.
E così,ascoltando quasi incredulo,ti senti all’istante un fottuto topo caduto in trappola,osservando inerme quel comportamento difficile da definire per quanto scabroso,ti domandi se non abbiano fatto altrettanto in tua assenza.Allora rielabori tutto a ritroso,i falsi sorrisi,i falsi sguardi,il falso interesse,le false parole.Tutto falso.Tutto meramente architettato a dovere per fini di beffa e e di potere.Tutto diventa chiaro,tenti di fuggire,ma ormai è troppo tardi,sei finito per errore nel covo dei serpenti.

Tic-tac,tic-tac


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Il rumore quasi impercettibile della lancetta della sveglia vicino al tuo comodino diventa assordante nel momento in cui attorno cala il silenzio. I secondi scorrono, il tempo passa. Tic, tac, tic, tac, ti entra in testa, ti giri, ti rigiri ma lo senti sempre più vicino.

La tua attenzione viene attirata con un crescendo dal ticchettio e ti sale il nervosismo. Tic, tac, tic, tac.
Questo è quello che accade. Ogni tic e ogni tac sono i vocaboli sinceri detti a te. Parole rimaste indelebili,ma sospese nel rumore della quotidianità. Quando fuori calerà il silenzio, quando una tempesta di emozioni si abbatterà nel tuo inconscio, allora tutto verrà risucchiato via e tic, e i tac, cadranno giù come macigni appesantiti dal logorio del tempo. Sarà troppo tardi. Saranno maturati in rimorsi figli di un’occasione persa.

Michele Paoletti

 

Riflessioni sensoriali


silenzio

E se ci hanno fatto due mani per il tatto,

due occhi per la vista,

due orecchie per l’udito

e due narici per l’olfatto,

rispettando un disegno di simmetria sensoriale/geometrico davvero impeccabile,

un motivo ci sarà.

Se ci è stata concessa un’unica bocca interrompendo la perfezione del 2 e

sfociando nell’asimmetria dell’unicità è per voler trasmettere un messaggio:

sparlate meno e godetevi il gusto in silenzio

E il sesto senso???Il sesto senso è l’equilibrio dei sensi.

Copertina facebook: “Il silenzio è il mio vaffanculo più grande”


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