La “potenza” gratuita di Twitter – Seremailragno.com™


L’Analytics di Twitter parla dei risultati raggiunti dal nostro account: in soli 28 giorni ha collezionato 20.200 visualizzazioni, 1860 visite al profilo e 17 menzioni, numeri impensabili da raggiungere con Facebook senza l’utilizzo di sponsorizzazioni. Twitter è una risorsa importante per scrittori, editori, blogger, giornalisti perché permette di raccogliere un bacino ben targhettizzato dando priorità visiva agli articoli. Perché molti abbiano abbandonato Twitter è ancora un mistero. Ne avevamo già parlato diverso tempo fa in questo articolo che vi consiglio di leggere. Chiaramente la qualità e la credibilità di ciò che scrivete è sempre molto importante e vanno mantenute alte onde evitare perdite nel tempo.

Twitter Statistiche

Twitter numeri

Google Play Store

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Le Amp Stories – Uno strumento web di storytelling mobile friendly


Amp Stories Cosa sono

Nel podcast che troverete sotto ho parlato delle Amp Stories una novità abbastanza fresca e molto interessante introdotta circa un anno fa (ma ancora non decollata nel mainstream del web). In breve un’amp stories è l’emulazione nel “web puro” delle stories di Instagram nate per il “web social”. L’obiettivo è utilizzare le accelerated mobile page (da cui AMP) per promuovere contenuti multimediali “smartphone friendly” senza dover per forza passare dall’ormai monopolio Zuckerberg. Inoltre le amp stories a differenza delle Instagram stories, oltre che ad essere di nostra esclusiva proprietà intellettuale possono essere indicizzate nel motore di ricerca e comparire quindi nel momento più opportuno ovvero quando vengono richiamate dalle giuste keyword. Come crearle? Spiegarlo richiede tempo e screenshot quindi lo vedremo magari in un prossimo articolo, rimanete sintonizzati.

Qui troverete la nostra prima amp stories di test.

 

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Migliorare l’indicizzazione nei motori di ricerca: i podcast, un ottimo strumento


Ascoltate come poter migliorare la vostra indicizzazione nei motori di ricerca grazie ai podcast. Cosa sono i podcast?? Sono file audio che potete caricare su apposite piattaforme e che tutti gli utenti online possono ascoltare e scaricare (vengono spesso utilizzati dalle radio nelle loro trasmissioni). Perché sono importanti?? Perché se ben utilizzati contribuiscono a migliorare la vostra visibilità online quando associati a blog o siti con rank elevato. Sicuramente il podcast è uno di quegli strumenti indispensabili se volete migliorare la vostra visibilità nel world wide web. Quali sono i passi da eseguire:

  1. Create un account podcast (ad esempio su Anchor)
  2. Create un vostro jingle personale di breve durata ma efficace da inserire all’inizio di ogni trasmissione
  3. Cercate un argomento principale da trattare in cui siete più esperti
  4. Scaricatevi un’app di editing audio in grado di permettervi l’unione del jingle con la registrazione del podcast
  5. Caricate il vostro podcast online e automaticamente nel giro di qualche ora lo ritroverete sulle più importanti piattaforme come Spotify, Itunes,ecc…
  6. Condividete il vostro podcast Spotify nelle storie Instagram (la condivisione permette di inserire il link diretto alla piattaforma Spotify…una figata!)
  7. Seguite i miei podcast

Buona fortuna!

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L’importanza di Twitter nell’indicizzazione su Google


Alleanza tra Google e Twitter

I risultati dai siti internet non possono essere aggiornati e indicizzati che in alcune ore, e nemmeno il box dedicato a Google News può competere alla rapidità con quanto viene pubblicato su Twitter. Ecco quindi che utilizzando l’alleanza con Twitter il motore di ricerca Google ha fornito ai suoi utenti contenuti in tempo reale diventando praticamente insuperabile quanto a completezza dei risultati real-time. Se volete quindi sfruttare l’effetto scoop dovrete essere rapidi, concreti, astuti entrando nel gap temporale che intercorre tra lo scoop e la sua indicizzazione.

I Tweet in Google: come funziona la ricerca?

Il funzionamento è abbastanza semplice e diviso in due parti. Da un lato una normale ricerca su Google: in questo caso non è detto che i Tweet siano sempre mostrati fra i risultati, in quanto tutto dipenderà dal tipo di ricerca e se per quella domanda vi saranno trend o flussi di informazione “freschi” tali da giustificare la visualizzazione dei Tweet. Quando questo accade, l’utente vedrà una serie di Tweet sotto forma di carosello orizzontale scorrevole, con la possibilità di aprirli e visualizzare l’account correlato.

Indicizzazione Twitter

Nel caso in cui nella barra di ricerca di Google si digiti una parola preceduta dall’hashtag, il simbolo # che su Twitter identifica una “parola chiave”, la ricerca sarà invece completamente concentrata su quanto viene cinguettato in quel momento, con una formula chiara e molto completa. La visibilità per Twitter è veramente ampia, dato che il servizio è prevalente nel mondo mobile, e su qualsiasi schermo di smartphone l’integrazione dei Tweet copre una generosa fetta dello schermo.

Come indicizzare i Tweet in Google?

  1. Credibilità del profilo. Per esempio: da quanto tempo sei iscritto, verifica del profilo, numero di follower, la reattività dei follower ad una vostra pubblicazione, presenza di un sito internet associato.
  2. Struttura del Tweet: numero di hashtag, lunghezza del testo, rank e affidabilità del sito in caso di link.
  3. Link in entrata: un Tweet che sarà citato da altri Tweet ma soprattutto linkato da siti esterni a Twitter, magari integrato tramite l’apposita funzione, sarà un altro segnale di gradimento che verrà ben visto da Google.
  4. No a menzioni e feed: da evitare invece le menzioni nelle quali citiamo il nome di un altro utente di Twitter. In questo caso il nostro messaggio perde il suo valore generale e viene considerato un tweet più personale e specifico, meno adatto ad essere scelto per la pubblicazione online e visualizzato dalla totalità degli utenti. Meglio in questo caso scrivere un tweet per l’indicizzazione e un secondo tweet per la persona destinataria.

Come sempre quindi il consiglio è puntare su contenuti completi, originali, di qualità, rispettosi e il resto verrà da solo. Se il vostro contenuto vale il tempo vi darà ragione, non siate frettolosi.

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Stato di indicizzazione nei Motori di Ricerca e rifiuto di backlinks


Con dei semplici comandi si può andare verificare direttamente, senza accedere ad alcun account, lo stato di indicizzazione di un sito web nel Search Engine desiderato.

OPERATORE SITE

1- Recatevi in un motore di ricerca (per esempio Google, Yahoo, Bing, Baidu, Sogou, Yandex, ecc…).

2- Digitate: site:nome_sito.estensione_di_dominio ed otterrete tutte le pagine indicizzate nel motore di ricerca corrispondente con il relativo volume. Per esempio:

Site nome_sito

Ovvero le parole About 8,010 results indicano che Google (il motore di ricerca scelto nell’esempio) ha indicizzato circa 8,010 pagine del sito web, posizionandole grazie all’algoritmo implementato.

Variante 1: site:nome_sito.estensione_di_dominio x dove x è la parola chiave.

Variante 2: site:nome_sito.estensione_di_dominio frase_di_ricerca 

Variante 3: site:nome_sito.estensione_di_dominio frase_di_ricerca -da_escludere , permette di escludere un argomento

INDICIZZAZIONE E POSIZIONAMENTO

I primi due aspetti/parole chiave da tenere in considerazione sono: indicizzazione e posizionamento.

  • L’indicizzazione indica la decisione del motore di ricerca di inserire il vostro articolo, foto, video, documento, ecc, nei risultati di ricerca. Il motore di ricerca dopo avere effettuato le dovute analisi con i suoi complessi algoritmi conclude prendendo una delle due possibili decisioni: indicizzato o non indicizzato. In uno schema a blocchi di qualsiasi algoritmo l’aspetto decisionale rappresenta uno degli ultimi blocchi, in quanto deve fornire la decisione finale del problema sulla base delle analisi svolte nei blocchi precedenti.
  • Il posizionamento può essere principalmente di due tipi: organico o a pagamento. Il posizionamento organico è sostanzialmente la posizione che viene assegnata al vostro articolo, foto, video, documento, ecc, nei risultati di ricerca. Se la decisione presa nell’indicizzazione è indicizzato, allora viene assegnata una posizione corrispondente alla pagina e alla riga in cui dovrà essere visualizzato. Si entra quindi in competizione con altri contenuti presenti nel web e in base ad una serie di parametri (qualità, pertinenza, importanza, notorietà, tempo di presenza nel web, reputazione, ecc…) vi verrà assegnata una posizione che non sarà statica ma varierà dinamicamente nel tempo. Il posizionamento a pagamento (dichiarato esplicitamente inserendo la scritta Ann., abbreviativo di annuncio, e che compare nei primi risultati) apre un mondo abbastanza grande delle sponsorizzazioni create ad esempio grazie alla piattaforma Google Adwords, che potrebbe rendervi visibili nelle prime posizioni quando si digitano certe keywords che voi impostate (il potrebbe deriva dal fatto che non è affatto scontato in quanto entrate anche qui in competizione con altre realtà e vi sono delle vere e proprie aste per ottenere il posizionamento a pagamento). Utilizzando uno strumento per WebMaster come Google Search Console potrete vedere in maniera approfondita le indicizzazioni e i posizionamenti.

OPERATORE LINK

Digitate: link:nome_sito.estensione_di_dominio ed otterrete i link che rimandano al sito web indicato (in gergo tecnico vengono definiti backlink ovvero letteralmente traducibili come link di ritorno. Non è detto che vengano forniti tutti i backlink ma solo un loro sottoinsieme per evitare pratiche scorrette della concorrenza, ma potrai vederli comunque tutti accedendo privatamente in Google Search Console). Sono noti anche con il nome di “incoming link” o “inbound link” (collegamenti in entrata), i backlink sono i collegamenti in entrata verso un sito web provenienti da un altro o dallo stesso sito web. I backlink giocano un ruolo fondamentale nel web in quanto entrano negli algoritmi per il posizionamento (ranking) nei motori di ricerca. Il vostro rank sarà migliore se i backlink provengono da siti di una certa fama e affidabilità. Viceversa backlink provenienti da siti considerati “spammosi” avranno un effetto negativo sulla vostra reputazione e quindi sul rank del sito. Ad esempio nelle parole chiavi sopra mostrate, come backlink e rank ho inserito 2 backlink interni al mio sito web che riportano ad articoli scritti in precedenza. Questa pratica è piuttosto comune poiché permette di aumentare il traffico nel tuo sito (ogni visitatore visiterà più pagine web), permette di migliorare la leggibilità del sito in quanto la struttura risulta essere meglio organizzata, va usata con cautela evitando di inserire più di 2-3 backlink per ogni articolo (perché altrimenti verrebbe considerata come pratica di auto-spam, poco elegante sia per l’utente che per i bot dei Search Engine in grado di captarla). Per esempio nel nostro caso avremo:

Link nome_sito

Ovvero le parole About 14,400 results indicano che Google (il motore di ricerca scelto nell’esempio) ha indicizzato circa 14,400 backlink al sito web, posizionandoli grazie all’algoritmo implementato.

OPERATORE INURL

Digitate inurl:x ed otterrete tutti i risultati con x all’interno dell’URL (fonte: Seo Pratico)

METODO 1: SINTASSI ANTI-SPAM: riconoscere e rifiutare backlink

Per andare a controllare chi utilizza impropriamente il nostro brand minacciando la nostra reputazione online possiamo utilizzare nel motore di ricerca la seguente sintassi:

nome_sito.estensione_di_dominio  -site:nome_sito.estensione_di_dominio 

Questo metodo fa utilizzo di uno strumento di analisi ad uso pubblico (meno dettagliato e preciso) in quanto tutti lo possono utilizzare dal motore di ricerca, ma la segnalazione è privata. Qualora utilizzando questi strumenti trovaste dei backlink di spam che rimandano al vostro sito potete segnalarli nella Google Search Console al seguente link (si tratta del tool Disavow Links). Questo permette di migliorare la vostra reputazione digitale. Infatti nessuno può impedire alla concorrenza di costruire bad links verso il nostro sito allo scopo di fare credere a Google che non siamo degni di essere “rankati” come si deve, e quindi per questa ragione passibili di penalizzazioni a vari livelli. Per fare un paragone con la vita reale, la nostra reputazione ci permette di vivere più o meno intensamente iniziative ed eventi, e questo sulla base di ciò che gli altri dicono di noi. Se qualcuno inizia a parlare male di noi, in certi casi specie se non siamo abbastanza conosciuti gli effetti possono essere devastanti. Questo tool permette ai webmaster di distinguere esplicitamente, le entità vere da quelle inserite semplicemente per fare negative SEO, una vera e propria diffamazione nascosta .

METODO 2: riconoscere e rifiutare backlink in Search Console

Questo metodo è privato in quanto analisi e segnalazione la possono effettuare solo chi ha accesso alla Search Console:

  1. Scegli il sito desiderato nella home page di Search Console.
  2. Nella Dashboard, fai clic su Traffico di ricerca, quindi su Link che rimandano al tuo sito.
  3. Sotto Chi utilizza più link, fai clic su Altro.
  4. Fai clic su Scarica altri link di esempio. Se fai clic su Scarica ultimi link, vengono visualizzate anche le date.
  5. Utilizzalo per creare un file di testo (che deve avere l’estensione .txt e deve essere codificato in UTF-8 o ASCII a 7 bit) contenente soltanto i link che desideri rifiutare, un link per riga. Se desideri che Google ignori tutti i link di un intero dominio (come example.com), aggiungi la riga “domain:example.com”.
  6. Caricare il file nel disavow tool

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