La Bandiera Lilla non si compra ma si paga


Domanda: La città di Monte Urano merita davvero un riconoscimento per il “turismo accessibile” a persone con disabilità?

Il Comune di Monte Urano è stato il secondo nella regione Marche ed il primo della Provincia di Fermo ad “ottenere” la Bandiera lilla (il 12 Aprile 2019, come si suol dire a “cocco di pippa” per le elezioni del 26 Maggio), un vessillo attribuito dall’omonima cooperativa che, dal 2012, premia e supporta quei Comuni, si legge sul sito web, che con lungimiranza, prestano una particolare attenzione a questo target turistico. L’ottenimento della bandiera lilla è stato annunciato dall’Amministrazione comunale con molta soddisfazione ma abbiamo un forte dubbio sulla reale corrispondenza della struttura cittadina alle esigenze delle persone con disabilità confermato dalla frase-clausola riportata proprio sul sito del comune:

Un Comune BANDIERA LILLA non è ovviamente un Comune accessibile in ogni sua parte. Siamo infatti convinti che “non ne esistano” per caratteristiche geografiche o presenza di palazzi antichi o particolari conformazioni urbanistiche dei centri storici.

Per sugellare il fatto che non siamo pronti alle esigenze dei disabili mi viene in mente per esempio l’ingresso/accesso tortuoso per recarsi dal medico di famiglia.

Domanda: Come ottenere la Bandiera Lilla?

Se un Comune lavora seriamente da anni sull’accessibilità non vi siano particolari problemi nell’ottenere il riconoscimento. È stato predisposto un modello di autovalutazione preliminare reperibile cliccando qui. Se la maggior parte delle risposte alle domande nel modello sono positive vi sono buone possibilità che otteniate la Bandiera Lilla (Fonte: bandieralilla.it).

Domanda: Come si svolge la valutazione?

Attraverso la compilazione di un questionario online che, se superato, conduce all’analisi territoriale svolta, su appuntamento, da valutatori inviati dalla cooperativa (Fonte: bandieralilla.it).

Domanda: Ogni quanto il comune deve pagare la quota di valutazione per essere valutato?
Ogni due anni: il riconoscimento è biennale e così la valutazione, per cui anche l’adesione e la relativa quota valgono per due anni (Fonte: bandieralilla.it).

Domanda: Quanto deve pagare il comune per essere valutato?

Le quote di valutazione sono proporzionali al numero di abitanti. Si versa una quota per compilare i moduli e una quota successiva se si viene accettati. In sostanza anche se non si viene accettati si deve pagare per la compilazione dei moduli (Fonte: bandieralilla.it).


A finire nel mirino sono i **** euro pagati dal Comune, in base a una convenzione stipulata con Bandiera lilla, per la “valutazione” dei principali luoghi pubblici e turistici della città da parte dei responsabili del progetto. Il sopralluogo consistite nella simulazione di “percorsi per disabili in tutti i luoghi di interesse: spiagge, piazze, giardini, chiese, palazzi storici, impianti sportivi, museo e biblioteca comunale”.
In realtà la bandiera non è un riconoscimento a quanto è stato fatto ma è un modo per dire “convenzione”, una convenzione con cui il Comune si impegna a versare alla suddetta associazione soldi pubblici che anziché essere utilizzati per rafforzare il PEBA (Piano per la Eliminazione delle Barriere Architettoniche) servono a pagare un servizio (che alla fine è marketing turistico) alla cooperativa (vedi qui il caso di Pomezia).
È vero, la Bandiera Lilla non si compra ma è richiesto un contributo sostanzioso alla cooperativa onlus che comprende le verifiche tecniche sui requisiti minimi per ottenere la certificazione e una serie di servizi che inseriscono il comune in una rete informativa e turistica nel web. Quindi la Bandiera Lilla non si compra ma si paga! Il Comune di Monte Urano e le testate giornalistiche locali si sono dimenticate di dirlo ai cittadini, una grave omissione di trasparenza pre elettorale. Per questo vi diciamo: avete inconsapevolmente contribuito ad acquistare la Bandiera Lilla. Nella mia opinabile opinione lo ritengo uno scivolone che sinceramente non mi stupisce ma mi rattrista. Il marketing è una cosa, la cruda realtà un’altra. Quando all’amministrazione non fa comodo rispondere ai cittadini sui fatti del paese allora dice di lavorare in silenzio ma a ridosso delle elezioni si sbandiera (eh già, non solo metaforicamente) a più non posso. Ho quindi imparato in questi anni che le omissioni sono il loro modus operandi di default per riuscire a vincere; è comodo perché se menti ti possono accusare e puoi perdere di credibilità ma se ometti te la cavi sempre. Ecco perché durante l’omelia cristiana il prete pronuncia: <<Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieriparoleopere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa>>.

(pausa di riflessione)

Per concludere e completare il discorso ecco la mappa di chi ha pagato per ottenere la Bandiera Lilla:

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Odore acre e aria irrespirabile lungo la Mezzina: siamo nella merda


Il 30 Giugno 2011 un’azienda agricola mise le carte in tavola per la realizzazione di un impianto a biogas generato da biomasse (sorgo, mais e triticale) e reflui zootecnici della potenza nominale di 999 kW (nel territorio del comune di Torre San Patrizio in contrada San Pietro) depositando i documenti presso la Segreteria dei seguenti Comuni e/o Enti:

COMUNE di TORRE SAN PATRIZIO p.za Umberto I°
COMUNE DI FERMO via Mazzini
COMUNE DI MONTE URANO p.zza della Libertà
REGIONE MARCHE via Tiziano Ancona
ARPAM viale della Repubblica n. 34 Ascoli Piceno
CORPO FORESTALE DELLO STATO via Benedetto Croce Ascoli Piceno
PROVINCIA DI FERMO sede in via Trento

IL BIOGAS: come funziona in breve

Il processo di produzione energetico in poche parole consiste nel mettere insieme reflui e biomasse nel digestore, farli fermentare ed utilizzare il biogas prodotto per la combustione e la generazione di energia elettrica. N.b. Una precisazione importante anche in vista di quello che troverete scritto dopo: in questo processo non viene bruciato il combustibile per produrre energia ma viene bruciato il gas prodotto dalla digestione del biocombustibile. Mentre nel primo caso si produce digestato come scarto di produzione solido nel secondo caso si produce cenere.

IL RICORSO: le attività ricettive si oppongono

Paolucci Francesca titolare dell’agriturismo Pomod’oro di Torre San Patrizio (FM) essendo nei terreni confinanti e avendo una struttura ricettiva di tipo turistico presentò ricorso contro tale opera ma con la sentenza n. 302/2013 il Tar Marche, Sez. Prima la respinse. Anche il Consiglio di Stato, con l’ordinanza n. 3798/2013, respinse la domanda cautelare, ritenendo l’appello non assistito da adeguato fumus (aggiungo io: “questi cercavano il fumus ma la puzza de mmerda che te ffiara no??? Come se lo zuccherificio degli anni ’90 non fosse stato d’insegnamento”). La valutazione di impatto ambientale procedette senza intoppi e con silenzi assordanti.

RETROSCENA POLITICI: cosa successe nelle zone limitrofe?

Interessante fu il dibattito tra il sindaco di Monte Urano, l’allora Francesco Giacinti, e la consigliera Laura Cognigni che aveva presentato un’interrogazione sull’argomento (la trovate qui). Francesco disse di essere un’appassionato della materia e di aver studiato l’argomento, perciò affermò:

Impianto a biogas

Laura Cognigni
Laura Cognigni

Secondo Francesco il rischio di “cattivo odore” sarebbe stato eliminato dalle vasche di concentrazione dei liquami. In soldoni il comune di Monte Urano diede parere favorevole. Lo stesso fecero regione e provincia. Col senno del poi uno potrebbe pensare che Francè fece bene i compiti e passò di livello in Regione ma pensatelo solo non scrivetelo mi raccomando. La consigliera inoltre disse: “il paesaggio collinare va tutelato perché è la nostra ricchezza, una zona che invece deve essere aiutata a svilupparsi anche dal punto di vista turistico ricettivo, proprio perché come ha fatto la Toscana prima di noi, ha sfruttato proprio le bellezze del suo territorio, quindi, inserire delle centrali biomasse su tutti i Comuni, perché alla fine questo è quello che si realizzerà in tutti i Comuni circostanti, non ci porterà nella direzione di un investimento turistico ricettivo, anzi, chi ha investito in questo senso, sicuramente sarà danneggiato”. Giacinti si “piccò” sul termine usato dalla consigliera Cognigni dicendo che non era una centrale a biomasse ma un impianto a biogas (impianto perché complementare alla porcilaia e a biogas perché si brucia il gas e non il combustibile).

La porcilaia

Centrale a biogas Torre San Patrizio

Torniamo ancora indietro alla costruzione della porcilaia; diversi anni prima l’azienda agricola in questione aveva presentato un progetto di realizzazione (sui propri terreni acquistati dal comune di Fermo) di nr. 6 capannoni destinati all’allevamento suinicolo e l’impianto a biogas sarebbe servito a chiudere il cerchio energetico. L’allevamento è caratterizzato dalla presenza di cinque porcilaie prefabbricate, ciascuna 882,53 m2, al cui interno si hanno 48 box, per una consistenza di stalla di circa di 3.813 capi ciclo caratterizzati dalla presenza di 1.930 capi da ingrasso leggeri (110 kg) e 1.883 capi da ingrasso pesanti (130 kg). L’impianto è dotato di un edificio ove è presente il locale preparazione alimenti inviati ai capannoni tramite apposito sistema automatizzato; i mangimi sono preventivamente stoccati in 6 silos, mentre acqua e siero sono stoccati in tre cisterne verticali. I liquami vengono allontanati 1-2 volte al giorno tramite tubazioni poste sotto il pavimento fessurato; lo svuotamento completo del liquame dai canali avviene grazie al vacuum system. L’impianto per la produzione di energia elettrica e calore (cogeneratore) alimentato a biogas da digestione anaerobica è operativo dal Dicembre 2012Nel raggio di 1 km sono presenti: case di civile abitazione, agriturismo, discarica, strada provinciale e zone agricole. Cosa accadeva in quel periodo? Un video inedito trovato nei meandri del web mostra la routine:

Quadro di riferimento ambientale (Documentazione Biogas Torre San Patrizio)

l DDPF 34/13 indica il valore limite dei COT in 150 mg/Nm3 ed il relativo metodo di analisi. Il Giudizio di Compatibilità Ambientale della Provincia di Fermo riferisce tale valore agli idrocarburi non metanici (NMHC). La stessa ditta nel corso del precedente procedimento ha evidenziato che l’indicazione dedotta dalla relazione tecnica della ditta fornitrice dell’impianto di cogenerazione voleva comunque indicare il parametro NMHC. A seguito della visita ispettiva condotta da ARPAM viene rilevato lo sforamento dei limiti rispetto a quanto riportato nel DDPF 34/13, evidenziando tuttavia delle incongruenze in merito al metodo di analisi indicato nel decreto stesso.

Punto di emissione

Attività

Inquinante

Valore limite

(mg/Nm3)

Flusso di massa

(g/h)

Metodo di analisi

E1

Motore a biogas

Ossidi di Azoto (come NO2)

450

1.553

UNI 9970

Carbonio Organico Totale (COT)

150

582

UNIEN 13649*

Monossido di Carbonio (CO)

500

1.942

UNI 9968

Composti inorganici del Cloro sotto forma di gas o vapori (come HCl)

10

39

UNI EN 13284-1

Polveri totali

15

58

UNI EN 13284-1

Monitoraggio emissione in atmosfera

La legge dice che il controllato deve autocontrollarsi (è come dire ad un drogato di drogarsi poco, ad un alcolista di bere con moderazione ed a una ninfomane di prendere meno uccelli). Eppure lo dice la legge anche se per fortuna ogni tanto per qualche botta di culo l’ARPAM controlla:

  1. Il gestore deve effettuare analisi annuali, nelle più gravose condizioni d’esercizio, per determinare la concentrazione ed il flusso di massa orario degli inquinanti riportati nella Tabella 1;
  2. Il certificato analitico, redatto da laboratorio certificato, deve contenere: la portata del punto d’emissione, la temperatura dei fumi, la concentrazione, il flusso di massa orario, i valori limite imposti ed il metodo d’analisi;
  3. I metodi di analisi devono essere quelli prescritti nella Tabella 1;
  4. Copia dei risultati analitici deve essere trasmessa, anche via fax, all’Autorità Competente, al Comune ed all’ARPAM – Servizio Impiantistica Regionale entro il 28 febbraio dell’anno successivo alle analisi;
  5. I metodi di analisi devono essere quelli prescritti nella Tabella 1;
  6. Copia dei risultati analitici deve essere trasmessa, anche via fax, all’Autorità Competente, al Comune ed all’ARPAM – Servizio Impiantistica Regionale entro il 28 febbraio dell’anno successivo alle analisi;
  7. I certificati analitici, o copia, devono essere conservati, presso l’impianto, per almeno 10 anni a decorrere dalla data di redazione”

Diffide

L’ARPAM, con nota loro prot. n° 21898 del 25/06/2015 assunta al prot. n° 458829/EFR del 26/06/2015, trasmette l’esito del proprio controllo ispettivo nel quale si segnala lo sforamento dei limiti per le emissioni in atmosfera. A seguito di tale segnalazione, il Servizio Infrastrutture, Trasporti ed Energia, per conto della scrivente P.F. e della P.F. EFR, trasmette, con prot. n° 493440 del 06/07/2015, la nota di diffida ad avviare ogni azione necessaria al rientro nei limiti stabiliti. La Società Agricola Cooperativa San Pietro ha presentato ricorso al TAR Marche (n° Reg. gen. 583/2015) avverso tale diffida chiedendo l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia. Il TAR Marche ha accolto la domanda cautelare, alla luce degli esiti dell’audizione delle parti e dei rispettivi tecnici (disposta con Ordinanza n° 391/2015).

Di cosa si dovrebbero preoccupare i cittadini?

  1. La prima immediata e intuitiva preoccupazione è relativa a odori molesti, la cosiddetta puzza che Giacinti disse sarebbe stata eliminata. Una puzza che si somma e si mescola come sappiamo all’odore acre prodotto dalla confinante discarica. Passando per la strada Mezzina sopratutto al mattino quando l’aria tira in quella direzione si può sentire un forte odore pungente che spesso crea sforzi di stomaco se non si chiudono immediatamente i finestrini dell’auto su cui si viaggia (un giorno stavo per rimettere in auto con sforzi violenti manco avessi bevuto 5 negroni a digiuno). 
  2. Seconda preoccupazione: la centrale a biogas. Come funziona la centrale a biogas? L’azienda agricola fornisce il “combustibile” ovvero il liquame prodotto dai suini dei 5 capannoni e le varie biomasse agricole seminate nei 200 ettari limitrofi; 
    Emissioni in atmosfera, cattivi odori, scarti, rischi sanitari e inquinamento, ANCHE QUESTO DOBBIAMO SOMMARLO A QUANTO DI “SPIACEVOLE” AVVIENE NELL’ADIACENTE DISCARICA!!
  3. Chi monitora la situazione ambientale? Chi rileva se ci sono sforamenti? Chi si occupa della salute dei cittadini? L’autocontrollo non è un mezzo di controllo. Manca una centralina pubblica di controllo della qualità dell’aria o meglio quelle che ci sono e di competenza della Provincia di Fermo non funzionano (clicca qui per approfondire) tant’è che nel processo di valutazione impatto ambientale per la centrale che doveva sorgere a Campiglione furono usati i dati di quella di Civitanova Marche (assurdo poiché aree urbane completamente differenti).

Provincia di Fermo Qualità dell'aria

FINALE: cosa è successo di recente e cosa succederà a breve?

L’azienda agricola ha presentato il progetto di realizzazione del sesto capannone e a ciò si è opposto il comune di Torre San Patrizio ed altri cittadini in maniera autonoma, tra cui il Comitato Tutelaambiente Tsp. L’azienda agricola risponde chiarendo che i liquami prodotti dai nuovi capi non alimenteranno la centrale a biogas ma saranno venduti per uso agronomico presso terreni confinanti. Chiarisce altresì che lo scarico dei liquami sarà giornaliero e non più settimanale, che sarà applicata una procedura per il monitoraggio delle emissioni odorose nell’aria. Ma e soprattutto risponde che QUANDO L’AZIENDA AGRICOLA HA PRESENTATO IL PROGETTO INIZIALE NEL SITO SAN PIETRO C’ERA SOLO UNA VECCHIA DISCARICA CONSORTILE, CHE LE DUE DISCARICHE (119mila mc e 388mila mc) sono state approvate e realizzate successivamente e DA PARTE DEI CITTADINI E DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON CI SONO STATE PROTESTE E NON SONO STATE MAI FORMULATE RICHIESTE DI CHIARIMENTO PER L’AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA E PER LA REALIZZAZIONE DEL COMPOSTAGGIO. Siamo nella merda e non in senso lato, proprio in senso stretto.

APPENDICE A: il nuovo ospedale a soli 2 km

A soli 2 km di distanza in località San Claudio di Fermo sorgerà il nuovo ospedale e immaginiamo che l’aria satura di merda non sia proprio un’ottimo ambiente per i pazienti. Quando l’aria tira nella direzione giusta la puzza viaggia lontano e 2Km sono veramente un nulla.

Nuovo ospedale Campiglione di Fermo

APPENDICE B: gli incentivi sul biogas, il 2012 è stato l’anno x ed il 2019 l’anno y

L’ex comandante del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Ancona illustra quanto avrebbero guadagnato gli imprenditori che hanno costruito un impianto a biogas entro il 31 Dicembre del 2012 e quale ruolo hanno avuto i funzionari della regione Marche nell’approvazione della legge del Marzo 2012 che prevedeva che per gli impianti di potenza inferiore a 1 MW non fosse necessaria la valutazione d’impatto ambientale (VIA).

16 Luglio 2019 – Autorizzazioni facili per le Biogas nelle Marche, 5 condannati in primo grado. Il Tribunale penale di Ancona ha definito il giudizio di primo grado del processo  (Green Profit) sulla vicenda delle Centrali Biogas nelle Marche, condannando un dirigente della Regione Marche, un consulente accusato di esercitare la sua influenza e le sue relazioni per ottenere le autorizzazioni necessarie ad installare gli impianti di biogas in vari Comuni marchigiani, nonché 3 noti imprenditori marchigiani.

APPENDICE C: approfondimento sul biogas

Innanzitutto sarebbe meglio parlare al plurale (i biogas), considerando l’enorme variabilità della miscela che lo compone. Questa variabile è amplissima e dipende oltre che dalle matrici utilizzate anche dalle condizioni ambientali. I biogas più ricchi di contaminanti sono quelli derivati da discarica e da fanghi, ma anche quelli da rifiuti organici e agricoli non sono certo puliti e la loro combustione non è priva di conseguenze. Le variazioni di composizione sono importanti perché comportano la presenza di composti dannosi per la salute umana e per l’ambiente quando vengono immessi in atmosfera. La grande variabilità del biogas dipende anche da altri parametri quali la composizione dei consorzi batterici e la loro efficienza nella produzione di metano. Indicativamente si può parlare di una composizione del biogas fatta principalmente da metano 54-64%, anidride carbonica 35-45%, azoto circa 1%. Si tratta di dati del tutto indicativi perché il biogas può variare moltissimo. La CO2 ha valori che possono oscillare tra il 10% e il 40% con effetti importanti sul potere calorifico e sulla formazione degli ossidi di azoto. Il biogas contiene componenti minori in tracce quali, idrogeno solforato e altri composti dello zolfo, silossani (composti organici della silice), composti aromatici e alogenati. Anche se le quantità di questi composti sono basse rispetto al metano, esse possono avere impatti ambientali pesanti sullo strato di ozono stratosferico, sull’effetto serra e sul peggioramento della qualità dell’aria a livello locale.

Agli effetti delle emissioni di composti nocivi vanno sommati quelli che riguardano i COV (composti organici volatili). Questi composti sono dannosi per l’ambiente e per l’uomo, poiché reagendo con gli ossidi di azoto formano ozono e smog per reazione fotochimica. L’esposizione prolungata a composti organici volatili può causare danni al fegato, reni e sistema nervoso centrale.

Oltre a presentare vari gradi di tossicità cronica i COV sono anche responsabili di odori molesti. L’esposizione a emissioni maleodoranti può causare sintomi secondari come nausea e ipersensibilità. I COV si formano anche per modificazione di composti già presenti durante il processo di digestione anaerobica.

Esiste anche un rischio microbiologico nella digestione anaerobica. Escherichia coli e Salmonella non sono abbattute completamente ma solo a livelli “accettabili”. Questi e altri agenti patogeni sono stati rilevati nei digestati da diversi studi e ciò può rappresentare un rischio contaminazione nel caso di utilizzo di questo compost su terreni coltivati. Oltre a queste motivazioni la fitotossicità del digestato è stata attribuita all’elevata concentrazione di azoto ammoniacale che caratterizza tutti i digestati da digestione anaerobica e non solo quelli derivati da trattamento dei fanghi di depurazione. La digestione anaerobica inoltre produce percolato e scarti non compostabili che devono a loro volta essere smaltiti come rifiuti speciali pericolosi e disposti in discarica. (Fonte: http://www.salutepubblica.net/linganno-del-biogas/)

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L’impianto di videosorveglianza monturanese: luci & ombre


Le proposte fatte dalla minoranza, molte vengono respinte, altre vengono approvate ma rimangono in cantiere, altre volte ancora richiedono tempi lunghi (volutamente lunghi) per la loro progettazione e realizzazione. È il caso dell’impianto di videosorveglianza per la sicurezza di Monte Urano proposto in Consiglio Comunale dall’opposizione nel 2015 ma che nel 2018 stenta ancora ad essere realizzato (forse non è neanche stato progettato?). Non sembra proprio un temporeggiamento tecnico ma bensì voluto dal Partito Democratico per presentarsi al meglio in vista delle prossime elezioni comunali (così come l’impianto di illuminazione a led lasciato a metà e non completato volutamente?). Troppo veloci quando si tratta di vendere, troppo lenti quando si tratta di costruire. Non è un fatto di problemi tecnici ma di strategie politiche.

I ladri nel frattempo non hanno temporeggiato e continuano a colpire il territorio. Quando i cittadini saranno belli incazzati e inizieranno ad insultare a destra e a manca su Sei monturanese se, arriverà il momento ideale per piazzare le telecamere ed “accontentare” la folla psicologica. La Smart City può attendere: le elezioni.

Politica Monte Urano

Vignetta Monte Urano Smart City

APPROFONDIMENTI TEMATICA: Cronache Fermane , Corriere Adriatico

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Il post-sisma: Monte Urano aspetta ancora le aule scolastiche


IL COMUNICATO: le parole subito ma la consegna?

Dal comunicato del 12/09/2017 dell’azienda Rosss con titolo “ROSSS DONA UNA SCUOLA IN ACCIAIO AL COMUNE DI MONTE URANO” si legge:

Rosss, in data 24 Agosto u.s. (2017), ad un anno esatto dal sisma che ha colpito le zone del Centro Italia, ha stipulato una convenzione con il Comune di Monte Urano (FM), località devastata dal terremoto dell’Agosto 2016. La convenzione è relativa alla fabbricazione, donazione e gestione di un modulo in acciaio temporaneo ad uso scolastico da realizzare nel Comune di Monte Urano. La struttura che verrà realizzata non sarà un container, ma una struttura in acciaio ad un piano, su una superficie di circa 400 m2, con spazi confortevoli e tutti dotati di servizi necessari allo svolgimento dell’attività scolastica. A questo progetto, oltre a Rosss, hanno già aderito anche altre aziende ed associazioni della Toscana.

IL SISMA: un dramma per molti, un’occasione ghiotta per qualcuno? Che fine ha fatto ROSSS?

Monte Urano struttura scolastica acciaioI giornali locali riportavano come obiettivo la data Gennaio 2018:

“l’obiettivo è di inaugurare il modulo scolastico, che sarà perfettamente collegato alla scuola elementare e che ospiterà 6 classi su 10 della scuola media, entro Gennaio 2018. Speriamo di essere qui a Dicembre, diceva S. Bettini, ex presidente di Confindustria Firenze e numero 2 di Confindustria Nazionale Federmeccanica

Siamo a Marzo 2018 e forse dovremmo chiamare Federica Sciarelli di Chi l’ha visto dato che si sono perse le tracce, sia GIORNALISTICHE sia POLITICHE sia IMPRENDITORIALI, sulla struttura metallica. Ogni tanto un po’ di giornalismo d’inchiesta bisognerebbe osarlo e qualcuno tra Rosss, PD e/o Confindustria dovrebbe fare il Buffon della situazione mettendoci la faccia (basterebbe un comunicato scritto di poche righe anche senza foto con giacca e cravatta).

LE MIE OPINIONI PERSONALI: quindi profondamente intime?Si.

Nel frattempo sono maturate alcune mie opinioni personali che vi propongo senza filtri (in quanto opinioni personali rimangono tali, ognuno è libero di verificarle o meno):

Il verbo dona è riferito alla firma della convenzione e non all’arrivo della struttura (in quel caso il verbo era donerà)-> perché la struttura non è mai arrivata nel nostro territorio 
Nel comunicato non viene menzionata la linea temporale -> quando arriverà? Gennaio 2018 riportato dalla stampa è passato da tempo. Non si specifica l’arco temporale entro il quale la struttura verrà consegnata e montata. Neanche in consiglio comunale si era parlato di una data certa ma solo di ritardi
Non mi sorprende che la ditta sia Toscana -> il motivo dovrebbe essere chiaro e tinto di rosso
 Un vecchio detto dice Gratis è deceduto da parecchio tempo o in dialetto gradisse mpezzu che è mortu!”-> ora che una ditta dalla Toscana si venga a scomodare gratuitamente a Monte Urano perché ha un cuore grande sembra una delle più belle favole a lieto fine che io abbia mai ascoltato in vita mia, ma la realtà nuda e cruda, quando si parla di migliaia di euro, mi suggerisce nella testa una possibile spiegazione: influenza geografica/politica/economica. Insomma della serie cappuccetto rosso va a trovare la nonna (che vuole donarle 250.000€ in materiali a fondo perduto) ma alla fine trova il lupo (che se vole magnà tutto). E poi sopraggiunge anche il cacciatore che invece di salvare tutti fa accordi col lupo. Vi piace il cruento remake? Naturalmente è una favola alla quale qualcuno assocerà il termine “comblotto!1!”. Quale sarà dunque la merce di scambio con la quale si ripagherà il favore? Pensate veramente che siamo così ingenui da poter pensare al gesto eroico spacciato quasi come pietà post-sisma? (domanda la ragione alla parte irrazionale)
La struttura non è pervenuta: i ragazzi sono stipati nelle loro classi trasferite dalla scuola media alla scuola elementare, con un maggiore rischio sicurezza causa sovraffollamento, in caso di emergenza. Mentre i grandi giocano a Risiko spostando i carri armati dell’armata rossa -> Occhio all’arrivo delle armate verdi, nere e gialle, perché gli ultimi dati tirati hanno mostrato una strana sorte
Forse si è preferito far slittare verso la fine del mandato? No non penso, sarebbe troppo complottista come pensiero, ma su altri argomenti è plausibile -> la classica strategia di fare tutto al termine in modo da accumulare consensi nella società, da sdoganare in campagna elettorale grazie alla full immersion finale:

  • conclusione del sistema di illuminazione a led
  • marciapiedi
  • telecamere di videosorveglianza
  • inizio dei lavori al Cineteatro Arlecchino
  • e magari il progetto completo delle nuove scuole medie

Ps: i dossi li avete fatti subito perché stanno sul ca**o a tutti e farli dopo avrebbe portato via consensi. Devo dire geniali, scelte mai casuali, sempre ben strutturate. L’esperienza e le competenze del Partito Democratico non sono in discussione; quella che è in discussione è la trasparenza nelle scelte e certe priorità portate troppo per le lunghe (anche se certe volte non è nemmeno colpa loro ma dei privati che non tirano fuori i soldi). I comunicati per informare i cittadini andrebbero fatti nella buona e nella cattiva sorte.

RISPOSTE AI LETTORI: le critiche sono bene accette purché coerenti. Se mi critichi l’utilizzo improprio della lingua italiana dovresti prima appurare di conoscerla meglio di me o no? Siamo nati tutti a vanvera.

Un certo C.T. , un fuoriuscito dalla poltrona del palazzo comunale monturanese (e quindi politicamente molto schierato, ecco perché tengo particolarmente a rispondere a questo risentimento alla critica) commenta nei social ad un mio precedente articolo (clicca qui per leggerlo) riferendosi ad un’altra persona che ha condiviso il mio pensiero:

mescola lo pa’ mollo co lì fichi secchi e pretende pure di farci un frustingu!!! Sono stati mescolati argomenti che non hanno alcuna relazione gli uni con gli altri; una volta ci si vergognava quando si usava l’italiano a vanvera, ora é diventato un must come direbbero gli inglesi”

e poi:

“visto che siamo un paese piccolo, visto che ci conosciamo quasi tutti, visto anche tu conosci gran parte del gruppo dei consiglieri e dei membri monturanesi del PD, dimmi in tutta franchezza se delle boiate scritte come fanno i grillini a livello nazionale siano attinenti e congrue ad un contesto paesano come il nostro”

Volevo rispondere al caro signor C.T. ringraziandolo in quanto proverò a fare di meglio perché come disse Socrate “so di non sapere”:

  1. Dato che lei ha sottolineato come dovrei vergognarmi di usare “l’italiano a vanvera” , io le sottolineo che ha scritto “é” invece di “è” utilizzando l’accento acuto invece di quello grave, auto-confermando quindi anche lei una certa mancanza di padronanza nell’utilizzo della lingua italiana e/o nell’utilizzo di comuni strumenti digitali come una semplice tastiera. Visto che lei introduce il termine “must” come dicono gli inglesi, cercando forse di far intendere anche un’ampia conoscenza della lingua inglese, io introduco “details make the difference”. Sono d’accordo con lei che il mio italiano non rientra nel top di gamma presente in circolazione, ma non me ne vergogno affatto. A me sembra che si è concentrato a cercare di denigrare l’etichetta di un vino solo perché non condivide il contenuto. «Parlare a vanvera. Parlare a caso, senza considerare quel che si dica. Temere loqui. Dicesi anche: parlare in aria. Cioè: senza fondamento». La vanvera è spettacolare perché ti permette di spaziare veloce nel tempo e nello spazio. Anche nell’arte la vanvera ripercorre la bellezza dell’apparente caos. Persino Gesù Cristo parlava a vanvera ai suoi discepoli con parabole senza un apparente fondamento. Eppure il senso si comprende nell’interpretazione e nel punto di vista di chi legge. La vanvera per una persona può essere illuminazione per un’altra. Il mondo nacque a vanvera in maniera caotica ed inconcepibile. Eppure ancora oggi i ricercatori cercano di capire quella vanvera di fenomeni che hanno generato la vita. Siamo nati tutti dalla vanvera, in qualche punto non precisato dell’universo, e mi sto ancora sviluppando dalla forma di vanvera primordiale. 
  2. Le mie argomentazioni non sono articoli giornalistici ma bensì mie opinioni (che non credo contino un fico secco,giusto per restare in tema, e non lo pretendo ci mancherebbe, ma mi piace tenerle organizzate e disponibili a tutti quelli che vogliono leggerle e/o condividerle). Tra l’altro se proprio vogliamo dirla tutta sono state acclarate (e il tempo mi ha dato ragione) da quanto apparso nella pagina Facebook istituzionale del partito democratico monturanese nei mesi successivi: era solo campagna elettorale come pensavo ma più spudorata di quanto immaginavo, questo è sicuro (potete leggere qui la mia “indignazione ideologica”).
  3. “lo pa’ mollo co li fichi secchi” mi sembra un piatto abbastanza umile e genuino, non pretendo di farci certamente un “frustingu” ma sicuramente un pasto dignitoso che vada ad alimentare la mia libertà di espressione; lascio a lei ostrichecaviale e quel brindisi radical chic alla bella vita.

Con affetto, affettato e pasticcini….spero di non essere stato irrispettoso nei confronti di nessuno nell’esposizione democratica e cruda dei miei pensieri, vi ringrazio per la lettura e buon proseguimento. Ultimo aforisma: quando parlo a vanvera, vanvera risponde.

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