Il reparto speciale dell’arma dei Carabinieri: I Cacciatori di Calabria


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Lo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori “Calabria” è un reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri, con sede a Vibo Valentia, dipendente dal Gruppo operativo Calabria.

Reparto concettualmente nuovo, ad elevatissima specializzazione, che identifica in un’unica visione operativa procedure eminentemente militari e tecniche di polizia, secondo la migliore tradizione dell’Arma. Di supporto ai reparti territoriali dell’Arma, i “Cacciatori” sono rivolti esclusivamente alla lotta del crimine organizzato attraverso gli specifici compiti a loro devoluti, quali:

  • la penetrazione nel territorio, che si concretizza in “infiltrazioni” diurne e notturne improvvise, rapide, nel cuore profondo ed impervio delle asperità montane;
  • gli appiattamenti mirati ad interventi diretti da posti di osservazione e allarme notturni, per la sorveglianza di luoghi e persone sospetti, in assenza di una pianificazione d’intervento immediato;
  • l’attesa e la cattura della “preda” (da qui deriva l’appellativo di “cacciatori“), che si identifica in sequestratori o criminali latitanti.

L’elevato profilo professionale del reparto, scaturito da un’accurata specializzazione del personale, anche ai fini di una diversificazione operativa (tiratore scelto, rocciatore, ardimento, difesa personale, etc.) è in sintonia con uno standard d’intervento tipicamente militare, che prevede l’attuazione di tecniche di controguerriglia proprie dei reparti speciali. A sostegno di tutto ciò è anche previsto l’impiego, in simbiosi con il reparto, di elicotteri e unità cinofile, nonché la disponibilità di apparecchiature ad avanzata tecnologia, tra cui sofisticati apparati di localizzazione individuale satellitare, estremamente utili in ambienti naturali difficili come le zone montuose della Calabria e della Sardegna.
Attualmente l’articolazione operativa dell’Arma comprende:

  • lo Squadrone Carabinieri eliportato “Cacciatori Calabria” istituito il 1° luglio 1991 con sede a Vibo Valentia, inserito nella struttura ordinativa del Comando Regione Calabria;
  • lo Squadrone Carabinieri eliportato “Cacciatori Sardegna” istituito il 1° settembre 1993, con sede in Abbasanta (OR).

(FONTE:link alla fonte)

Vediamo come la ricerca su Google di questo reparto speciale sia schizzata negli ultimi giorni a causa del caso di Igor Vaclavik:

cacciatori di calabria

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Esercitazione Dynamic Manta 2017: La NATO gioca alla guerra nel Mediterraneo


L’esercitazione NATO “DYNAMIC MANTA 2017 (DYMA 17)” si svolgerà al largo delle coste siciliane, dal 13 al 24 marzo, con mezzi aeronavali ed equipaggi provenienti da 10 Paesi Alleati, riuniti nel Mediterraneo Centrale per un addestramento alla lotta anti sommergibile e alla lotta contro i mezzi di superficie.I sommergibili provenienti da Francia, Grecia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti, sono sotto il controllo del Comando Sommergibili NATO (COMSUBNATO) e opereranno con 10 navi militari di Francia, Grecia, Inghilterra, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti.L’Italia, oltre a partecipare con il cacciatorpediniere  Luigi Durand De La Penne, il sommergibile Pietro Venuti, e un elicottero SH90 della Marina Militare, fornirà supporto logistico attraverso il Comando Marittimo della Sicilia, la Base Navale di Augusta e la Base Aerea di Sigonella.La DYNAMIC MANTA 17 rappresenta la principale esercitazione della NATO nel Mediterraneo, dedicata all’addestramento anti sommergibile con l’obiettivo di affinare capacità e tecniche dei sommergibili e delle navi dell’Alleanza Atlantica. Scenari realistici ed eventi con difficoltà crescente caratterizzeranno i temi addestrativi per incrementare la capacità di combattimento in contesti operativi multinazionali.Le navi in addestramento saranno supportate da 14 aerei da pattugliamento marittimo ed elicotteri di Canada, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Norvegia, Spagna, Turchia e Stati Uniti che opereranno dalla base di Sigonella e da bordo delle navi.Il numero di nazioni partecipanti all’esercitazione di quest’anno, è una dimostrazione dell’impegno della NATO per la sicurezza marittima, in particolare, per lo sviluppo di capacità nella lotta anti sommergibile.(FONTE:Marina Militare)

Tra le unità navali impiegate, a preoccupare maggiormente è la presenza di sottomarini a propulsione nucleare, già partecipanti all’edizione del 2016. Per l’ipotesi d’incidente atomico da tenere sempre in conto,manca ad oggi un piano di emergenza esterna.

Così, mentre per uomini, donne e minori migranti il Mediterraneo è frontiera da sfidare per la sopravvivenza, gli eserciti Usa-Nato stanno trasformando questo stesso specchio d’acqua in un laboratorio di guerra permanente, che si affianca al ruolo operativo assunto dalla Sicilia come piattaforma offensiva proiettata nei teatri bellici africani, mediorientali e asiatici. Un ruolo, quest’ultimo, aggravato dalla recente conferma del dissequestro del Muos di Niscemi da parte della Cassazione, mentre è in programma l’allargamento della base dei droni-killer di Sigonella.

Le continue esercitazioni militari nell’isola, oltre a danneggiare l’ambiente e a iniettare nei territori una sub-cultura militarista di violenza e prevaricazione, bruciano ingenti risorse economiche sottratte alla scuola, alla cultura, alla sanità, al risanamento e alla messa in sicurezza dei territori. Gli stessi settori colpiti dai continui tagli prodotti dalle politiche di austerità imposte dall’ Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.

Nel frattempo, l’avvento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha inaugurato una nuova stagione di corsa agli armamenti in ambito Nato. E l’Italia, dal canto suo, quest’anno destinerà alle spese militari ben 23,4 miliardi di euro (oltre 64 milioni di euro al giorno), di cui circa un quarto impiegati per l’acquisto di portaerei, carri armati, aerei ed elicotteri d’attacco (FONTE: rapporto MILEX2017)