Da Google URL Shortener a Firebase Dynamic Links: URL sempre più intelligenti


Google URL Shortener è un servizio lanciato nel lontano 2009 per aiutare le persone a condividere più facilmente link ed a misurare il traffico online. In gergo tecnico questi sistemi di abbreviazione sono conosciuti con le parole chiave shortner link o collegamenti brevi. La condivisione di link “non pretrattati” comportava:

  • un fastidio visivo e poco attrattivo nei confronti dei consumer dovuto alla lunghezza esagerata di certi URL
  • una mancanza di anonimato nel link condiviso, passibile quindi in alcuni casi, di spam nelle community
  • una difficoltà nel monitoraggio degli utenti “ingaggiati”, ovvero di coloro che avevano cliccato il link (cosa molto utile o meglio indispensabile per avere un feedback sull’interesse)

per questo Google ha introdotto questo semplice e comodo servizio in grado di accorciare l’intero URL, rendendolo meno invadente e più funzionale.

Google Shortner URL

Da allora, sono emersi molti servizi popolari di abbreviazione degli URL e anche i modi in cui le persone trovano i contenuti su Internet sono cambiati radicalmente, dalle pagine Web principalmente desktop alle app, ai dispositivi mobili (Mobile Moment), agli assistenti domestici (vedi Google Home) ed altro ancora. L’evoluzione tecnologica non si arresta e di conseguenza c’è bisogno anche di rinnovare le piattaforme web per lo sviluppo. Per tale motivo il supporto per goo.gl verrà sostituito con Firebase Dynamic Links (FDL). I FDL sono URL intelligenti che consentono di inviare utenti esistenti e potenziali a qualsiasi posizione all’interno di un’app iOS, Android o Web. “Siamo entusiasti di crescere e migliorare il prodotto”, dicono gli sviluppatori Google. Mentre la maggior parte delle funzionalità di goo.gl alla fine verranno disabilitate, tutti i collegamenti esistenti continueranno ad essere reindirizzati verso la destinazione prevista. A partire dal 13 Aprile 2018:

  • utenti anonimi 
  • utenti che non hanno mai creato collegamenti brevi prima del 13 Aprile 2018

non saranno in grado di creare nuovi collegamenti brevi tramite la console goo.gl. Se stai cercando di creare nuovi link brevi, ti consigliamo di consultare i servizi più popolari come Bitly e Ow.ly in alternativa al più blasonato ed ex goo.gl. Se disponi già di link brevi goo.gl esistenti, puoi continuare a utilizzare tutte le funzionalità della console goo.gl per un periodo pari ad un anno, ovvero fino al 30 Marzo 2019, quando si interromperà definitivamente la console goo.gl. Puoi gestire tutti i tuoi link brevi e le loro analisi attraverso la console goo.gl durante tutto questo periodo. Dopo il 30 Marzo 2019, tutti i collegamenti continueranno ad essere reindirizzati verso la destinazione prevista. I tuoi link brevi esistenti non verranno migrati alla console Firebase, tuttavia, potrai esportare le informazioni dei tuoi link dalla console goo.gl. Per gli sviluppatori a partire dal 30 Maggio 2018, solo i progetti che hanno accesso alle API di Shortener di URL possono creare collegamenti brevi. Per creare nuovi collegamenti brevi, consigliamo le API FDL. I collegamenti brevi FDL sono ancora più intelligenti in quanto rileveranno automaticamente la piattaforma dell’utente e invieranno l’utente al Web o alla tua app, a seconda dei casi. Per gli sviluppatori che desiderano migrare su FDL, possono consultare la guida alla migrazione di Google. Come per i consumer, tutti i collegamenti continueranno a reindirizzare verso la destinazione prevista anche dopo il 30 Marzo 2019, tuttavia, i collegamenti brevi esistenti non verranno migrati alla console API di Firebase.

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MOMA – Il cervello di Google


MOMA, il cui acronimo non è stato mai ben noto e forse si riferisce al New York City’s Museum Of Mondern Art, è la rete intranet di Google (una rete Internet privata), progettata da e per gli ingegneri. Il sistema permetteva e permette di connettere le menti di Google tra di loro. Tra tutti i dati e documenti mostrati vi era anche un parametro denominato OKR (objective and key results) per misurare i risultati raggiunti da ogni singolo individuo e dai vari team. Le idee, i progetti e l’andamento dell’azienda erano tutti condivisi in questa grande rete interna. Fu questo uno dei sistemi che permise a Google di arrivare fino a 20.000 dipendenti.

moma

Per i primi due anni, riferisce un ex lavoratore, l’home page è stata priva di miglioramenti estetici che non servivano a fornire informazioni essenziali per il funzionamento di Google. Era densa, disordinata e piena di numeri difficili da analizzare per i non iniziati, ma ricchi di “valore nutrizionale” per gli “affamati di dati”. MOMA visualizzava i tempi di latenza, i termini di ricerca più comuni, le statistiche di traffico per le varie proprietà di Google e, al centro di tutto, un grande grafico con linee colorate etichettate con i nomi dei personaggi Muppet.

Moma-Google

Per poter accedervi si deve necessariamente inserire le credenziali che solo i dipendenti hanno. Insomma MOMA è il grande cervello di Google.

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Google Assistant: Android e il nuovo assistente vocale


Assistente Google.jpgGoogle Assistant è un assistente vocale intelligente,utile per aiutarvi nella vostra vita quotidiana. Abbiamo provato ad avere qualche conversazione con lui e forse è ancora troppo presto per testarlo approfonditamente.Deve ancora “imparare” a fornire molte risposte concrete senza fornire la pagina di ricerca.Colpisce subito la rapidità di funzionamento e la correttezza nella trasformazione delle query vocali.

Google Assistant è ufficialmente disponibile in Italia, su tutti gli smartphone Android supportati. Dopo essere stato annunciato formalmente un paio di settimane fa, Assistant si era diffuso solo in modo molto limitato, ma è da poche ore che Google ha letteralmente “spalancato le porte”, prima del comunicato dell’azienda che ne annunciava l’arrivo in Italia dal 1° Dicembre 2017.

Per installarlo vi basterà aggiornare l’app Google dal Play Store.Vi ricordiamo che è supportato solo negli smartphone che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Android 6.0 Marshmallow o successivi.
  • App Google 6.13 o successiva
  • Google Play Services 
  • 1,5 GB di memoria e risoluzione dello schermo pari a 720p (1.280×720  pixel)

Vi basterà pronunciare “Ok Google” e l’assistente si attiverà.L’attivazione a schermo spento avviene solo quando il telefono è in carica,per diverse ragioni tra cui l’ottimizzazione e la riduzione del consumo energetico durante il normale utilizzo.

Qualche domanda fatta all’assistente vocale:

  • Chi sono i tuoi genitori?Sono stato cresciuto dagli ingegneri di Google.
  • Cosa pensi di Siri?Ho sentito parlare bene di Siri.
  • Qual’è la tua azienda preferita?È così difficile sceglierne una che ho preferito non scegliere affatto.
  • Qual’è il tuo film preferito?Mi piacciono moltissimi film.Possiamo giocare a Emoji Movies se ti va.
  • Qual’è il tuo libro preferito?I manga di Kodomo sono buffi.
  • Che ne pensi di Siri?Sembra intelligente.
  • Quando sei nato?Non ricordo.Ero troppo piccolo per ricordarmi,quando sono nato.
  • Quando iniziò la seconda guerra mondiale?1 Settembre 1939-2 Settembre 1945.
  • Quando è morto Giacomo Leopardi?14 Giugno 1837.
  • Chi è Jury Chechi?Secondo Wikipedia Jury Dimitri Chechi è un ex ginnasta italiano.
  • Cosa significa dissacrante?Irriverentemente critico o caustico nei confronti di tutto ciò che per tradizione o conformismo è ritenuto sacro e intoccabile,allo scopo di riportarlo al giusto e reale valore.

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Il nuovo Google Earth


Questo è il nuovo Google Earth,con una grafica accattivante di elevata qualità.

Google Earth.jpg

  1. Effettua ricerche più complesse,seleziona una destinazione e vai.
  2. Impara con le schede informative,scopri ed esplora punti di riferimento locali.
  3. Ruota intorno alla Terra in 3D, inclina e ruota la mappa con Maiusc+trascinamento.
  4. Prendi il timone con Voyager e scegli la tua avventura.
  5. Ti senti fortunato?Lasciati trasportare nel globo.

google earth .jpg

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