Rubbianello e il ponte


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Fonte foto informazione.tvLink foto originale e articolo sul ponte di Rubbianello

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Da campo di prigionia a luogo di solidarietà all’ex conceria di Fermo


Video tratto dal TGR del 16-02-2017,servizio a cura di Maria Francesca Alfonsi, immagini di Carlo Bragoni, montaggio di Maurizio Piloni.

Anteprima del trailer “Mine…mica li cazzi”


Anteprima del trailer remake di “Mine” in dialetto marchigiano: “Mine…mica li cazzi”. A breve sulla pagina della Pa.St. Entertainment.Ci sarà da sbellicarsi dalle risate.

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8° Fiera dell’elettronica a Fermo


Con un’area di 1800 metri arriva insieme alla fiera dell’elettronica anche il Cosplay(Facciamo vivere il Cosplay a Fermo)!!!
Potrete trovare, giochi da tavolo, giochi su consolle, tornei, raduni, fumetti, gadget, scuola di fumetto, scherma medievale, nintendo e molte altre cose!!!!
Di certo non può mancare la gara cosplay 😉
Ingresso 7€
Ridotto cosplay 4 €
Abbonamento cosplay 7 €
Per il ridotto Cosplay, basta presentarsi in cassa mostrando il costume.
camerini e guardaroba custodito.

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EVENTO: LINK

CRONOLOGIA STORICA DEL P.G.70 E DEL POSTO STRATEGICO


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PRIMA DEL 1900: QUESTA ERA LA SITUAZIONE DEL TRATTO FERROVIARIO DELL’ITALIA CENTRALE

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FONTE: LINK

14/12/1908: VIENE INAUGURATO IL TRATTO FERROVIARIO PORTO S.GIORGIO-AMANDOLA CON TRAZIONE A VAPORE.STAZIONI E FERMATE: Porto S. Giorgio, Porto S. Giorgio (FAA), Castiglione, Fermo S. Lucia, Monteurano-Rapagnano, Girola, Grottazzolina, Magliano di Tenna, Montegiorgio, Belmonte Piceno, Monteverde, Falerone, Servigliano, S. Vittoria in Matenano, Monte S. Martino, Montefalcone Appennino, Marnacchia, Amandola

PRIMA DEL 1930: ERA PRESENTE IL VECCHIO PONTE ROMANO,DISTRUTTO SUCCESSIVAMENTE DA UNA PIENA

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Foto del vecchio ponte romano sul fiume Tenna che collegava Fermo con Campiglione, crollato con una piena,e sostituito dal nuovo ponte ancora presente.

1930: COSTRUZIONE DEL NUOVO PONTE SOPRA IL FIUME TENNA (FONTE:LINK)

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24/12/1930 e 21-22-23/11/1931: PIENA DEL TENNA (FONTE:LINK)

1938: COSTRUZIONE DEL LINIFICIO(FONTE:LINK

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10/07/1942 : LO STATO MAGGIORE REGIO DELL’ESERCITO UFFICIO PRIGIONIERI DI GUERRA TRAMITE IL SOTTOCAPO DI STATO MAGGIORE PER LA DIFESA DEL TERRITORIO COMUNICA AL COMANDO IX CORPO D’ARMATA: SI DISPONE L’IMMEDIATO APPRONTAMENTO A CAMPI DI CONCENTRAMENTO DEI LINIFICI SITUATI IN LOCALITA’ MONTURANO (MONTE URANO) E URBISAGLIA. OGNI CAMPO DOVRA’ POTER INTERNARE 12.000 PRIGIONIERI DI GUERRA SISTEMATI IN LETTINI TRIPOSTO.SI DANNO DISPOSIZIONI ANCHE IN MERITO ALLA RECINZIONE DEI CAMPI,ALLA SUDDIVISIONE INTERNA,ECC….(FONTE:LINK).FURONO COSI’ CHIUSI CON PARETI IN MURATURA I VARI CAPANNONI,INSERENDO LE FINESTRE DOVE MANCAVANO.

21/07/1942: LO STATO MAGGIORE REGIO DELL’ESERCITO UFFICIO PRIGIONIERI DI GUERRA TRAMITE IL COLONNELLO DI STATO MAGGIORE COMUNICA AL MINISTERO DELLA GUERRA:A PARZIALE MODIFICA DI QUANTO STABILITO PRECEDENTEMENTE (VEDI PGV03),SI PRECISA CHE IN SEGUITO ALLE MODIFICHE DEI LINIFICI DI MONTE URANO E URBISAGLIA E DEI BARACCAMENTI DI CARINARO I POSTI ACCANTONATI DISPONIBILI SARANNO 42.500 (FONTE:LINK).

AGOSTO 1942: IL CAMPO DIVIENE OPERATIVO,VIENE STABILITA UNA CAPIENZA MASSIMA DI 8.000 PRIGIONIERI

01/09/1942: IL CAMPO CONTA 1.374 PRIGIONIERI

07/09/1942: IL CAMPO P.G.70 VIENE NUMERATO COME P.M.(POSTA MILITARE) 3.300 (FONTE:LINK)

30/09/1942: IL CAMPO CONTA 1.629 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

30/11/1942: IL CAMPO CONTA 4.115 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

31/12/1942: IL CAMPO CONTA 5.766 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

31/01/1943: IL CAMPO CONTA 6.230 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

20/02/1943: ISPEZIONE SANITARIA (FONTE:LINK)

28/02/1943: IL CAMPO CONTA 7.314 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

31/03/1943: IL CAMPO CONTA 6.898 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

LUGLIO 1943: KEN DE SOUSA FUGGE DAL PG70 E RIMANE 6 MESI NELLA CASA DELLA FAMIGLIA BRUGNONI

08/09/1943: L’ 8 SETTEMBRE DEL 1943 VIENE RESO PUBBLICO L’ARMISTIZIO FIRMATO CON GLI ALLEATI IL 03/09/1943.I SOLDATI FASCISTI DI GUARDIA NEL CAMPO PG70 FUGGONO DALL’ARRIVO DEI TEDESCHI,MENTRE GLI INTERNATI PRENDONO DUE STRADE,UNA PARTE FUGGE NELLE CAMPAGNE CERCANDO DI ACCORCIARE LE DISTANZE CON GLI ALLEATI,UN’ALTRA PARTE DECIDE DI RIMANERE NEL CAMPO PER ASPETTARE L’ARRIVO DELLE TRUPPE ALLEATE.NEL FRATTEMPO I TEDESCHI SONO DIVENTATI DEI NEMICI.

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15/12/1943: KEN DE SOUSA E I SUOI COMPAGNI TENTANO DI TORNARE A CASA.L’OPERAZIONE VIENE PERO’ ANNULLATA A CAUSA DEL MALTEMPO.

21/01/1944: SI TENTA DI NUOVO L’OPERAZIONE DI RECUPERO.FINALMENTE IL SALVATAGGIO RIESCE,GLI INGLESI SONO LIBERI DI TORNARE A CASA (GRAZIE ALLA RICOSTRUZIONE STORICA FATTA SONO RIUSCITO A TROVARE UN ERRORE,NEL VIDEO IL CRONISTA DICE 21/01/1943 QUANDO IN REALTA’ E’ 21/01/1944,FONTE VIDEO:LINK):

22/06/1944:GLI AMERICANI AVANZANO E CONQUISTANDO CAMERINO E L’UMBRIA,FINO AD ARRIVARE A FERMO.

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02/09/1945: TERMINA LA SECONDA GUERRA MONDIALE

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1945-1950: IL PG70 DIVIENE UN CAMPO DI RACCOLTA PROFUGHI DI VARIE NAZIONALITA’ MA IN MASSIMA PARTE CROATI,FUGGITI DALLE PERSECUZIONI DI TITO.IL CAMPO GIUNSE FINO AD OSPITARE 3000 PROFUGHI.QUESTI ADIBIRONO UNO DEI CAPANNONI COME CHIESA,E VI PITTURARONO UNA DIVINITA’ AVENTE PROPRIO LO STEMMA CROATO:

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UNA SUA RISTRUTTURAZIONE DIGITALE DA ME REALIZZATA:

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1956: INAUGURAZIONE DELLA NUOVA PROPRIETA’ ,NASCE LA CONCERIA SACOMAR.

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Foto dell’inaugurazione della Conceria nel 1956

27/08/1956: IL TRATTO FERROVIARIO PORTO SAN GIORGIO-AMANDOLA VIENE CHIUSO A CAUSA DELLE FORTI PASSIVITA'(FONTE:LINK).

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FONTE:LINK

1958 : SUL TRATTO PORTO SAN GIORGIO-FERMO VIENE COSTRUITA UNA LINEA FILOVIARIA(ATTIVA FINO AL 1977):

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1966: VIENE FESTEGGIATO IL DECENNALE DELLA NASCITA E IL PRIMO MILIARDO DI LIRE

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Decennale 1966 quando fu festeggiato il primo miliardo di lire di incasso

APRILE 2003: LA CONCERIA ENTRA IN AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA.

6/09/2003: IL TRIBUNALE DI FERMO NE DICHIARA IL FALLIMENTO E VIENE CHIUSA,MANDANDO A CASA 144 DIPENDENTI.TUTTI I MACCHINARI VENGONO ACQUISITI DAI CINESI AD ECCEZIONE DI UNA CORONA DI TRASMISSIONE CIRCOLARE DI GRANDI DIMENSIONI,RIMASTA VICINO ALL’AQUILA DIFRONTE ALL’ INGRESSO.

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Corona di trasmissione delle botti utilizzata per conciare le pelli,vi erano enormi lavatrici dove si mettevano le pelli e tramite la rotazione la pelle veniva conciata

DICEMBRE 2005: VIENE PUBBLICATO IL LIBRO DI KEN DE SOUZA “ESCAPE FROM ASCOLI” SUCCESSIVAMENTE TRADOTTO DA ANNELISE NEBBIA IN “FUGA DALLE MARCHE”,CHE NARRA LA STORIA DI UN SOTTUFFICIALE DELL’AVIAZIONE BRITANNICA PRECIPITATO NEL DESERTO AFRICANO DURANTE UN BOMBARDAMENTO,CATTURATO E PORTATO NEL PG70.UN LIBRO FANTASTICO DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE.

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25/04/2006: KEN DE SOUSA VIENE INVITATO A MONTE URANO PER L’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE E IN CORRISPONDENZA DELL’USCITA TRADOTTA DEL SUO LIBRO.

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11/2007: NEL NOVEMBRE DEL 2007 ADRIATICA SPA (LINK) HA PROCEDUTO ALL’ACQUISIZIONE(6/7 MILIONI DI €) DELL’AREA SITA IN GIROLA DI TENNA (FERMO), SEDE DELL’EX SACOMAR, PER 110.000 mq  CIRCA (DI CUI CIRCA 20.000 AL COPERTO).PROCEDENDO SUCCESSIVAMENTE ALLA SUA BONIFICA(1 MILIONE DI €):

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30/04/2016: ESCE PG70 FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO MIOLA (GIORNALISTA FOTOREPORTER link al suo profilo), UN OPUSCOLO DI 48 FACCIATE CONTENTE LA BREVE STORIA DEL PG70 SIA IN ITALIANO CHE IN INGLESE E ALCUNE FOTO PARTICOLARI SCATTATE AL SUO INTERNO (LINK)

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03/05/2016: L’ARTISTA GIULIO VESPRINI (link al profilo) INIZIA A REALIZZARE LA SUA OPERA SU UN LATO DEL CAPANNONE.NELLA PARTE CENTRALE VIENE RAFFIGURATO UN GRANDE PAPAVERO ROSSO (IL FIORE CHE RICORDA I CADUTI IN BATTAGLIA) CON LA SCRITTA BIANCA IN MEMORY:

IL VIDEO DELLA REALIZZAZIONE OTTIENE UN ENORME SUCCESSO NEL CAMPO DEGLI ARTIST:

NELLO STESSO ANNO ALCUNI RAGAZZI DEL LICEO ARTISTICO REALIZZANO UN ALTRO MURALE,CHE RACCHIUDE TUTTA LA STORIA DEL ‘900 IN UNA SOLA PITTURA,IL LINO,LE PELLI,GLI INTERNATI,IL TRENO DELLA VECCHIA STAZIONE,IL FILO SPINATO E LA LOTTA PER LA LIBERTA’:

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Gli autori di questo fantastico murale: SECCACCINI,RAMADAN,CALCINARO,GIACOBBI

RAMADANI SCRIVE:

”La storia narrata per immagini, ispirata alle vicende del luogo , si snoda con moto circolare intorno all’impressionante figura totemica del Tempo.
La potenza del racconto si origina dalla poesia cromatica di un prato fiorito di lino. Una corolla delicata emerge a donare il filo sottile che per tragica mutazione si riempie di spine avvolgendosi al braccio teso verso il passato.
Quell’opificio si trasformerà in una deriva di sofferenza: ai panneggi del linificio si sostituiranno presto le tetre divise a strisce dei detenuti nel campo di concentramento, vuote ma già destinate a vestire cataste di anime dolenti, quelle dei profughi qui deportati su un treno che non più, incombente macchina sulfurea il cui vapore malato si confonde con le nuvole pure.
Mentre alcune pelli rimandano all’attività dell’ex conceria ormai dismessa che attende di essere riqualificata.
Così dalla feconda Terra, di noi tutti Madre, ci siamo distaccati, Da una tagliente frattura si erge la figura centrale a dominare ipnoticamente la scena.
Rappresenta l’Umanità ora mai inesorabilmente fermata nella sua crescita morale della terribile tentazione di dominio, irrigidita nella livida corruzione dello Spirito che priva della libertà della vita.”

04/06/2016: VA IN SCENA TURNI D’ARTE UN EVENTO RICCO DI ARTISTI,PER PENSARE,RICOMINCIARE,RICOSTRUIRE.L’EVENTO VIENE ORGANIZZATO DA OLTRECONCERIA (LINK):

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01/09/2016-2017: A SEGUITO DEGLI EVENTI SISMICI VERIFICATISI NELLE MARCHE UNA PARTE DELLA STRUTTURA E’ STATA MESSA A DISPOSIZIONE DEI TERREMOTATI.ALCUNI CAPANNONI SONO UTILIZZATI COME DEPOSITO DA ALCUNE DITTE. 

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VEDI ANCHE IL MIO ARTICOLO SUCCESSIVO: LA VITA DIETRO IL FILO,la biografia di un soldato inglese imprigionato nel PG70 di Fermo,nelle Marche

COLLEGAMENTI UTILI E APPROFONDIMENTI:

 

Travel Blogger per un giorno a Porto Sant’Elpidio [parte 2]


Il fulcro centrale di tutto il discorso era scoprire il genere femminile a Pse (Porto Sant’Elpidio) godendosi ogni angolo selvaggio rimasto incontaminato[link parte 1]. Lo spirito di avanscoperta stava cedendo,mentre le gambe erano abbastanza allenate da incitare la parte razionale a non arrendersi e proseguire in avanti verso nuovi lidi ancora sconosciuti.

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I legni trasportati dalla forza mai arrendevole del mare avevano creato un paesaggio semi desertico come se quei grossi ceppi incastonati tra loro e diventati parte integrante della sabbia fossero stati dei grossi animali smembrati dalle iene,divenuti carcasse e lasciati in balia del nulla (di seguito piccolo spazio bianco per dare l’effetto del nulla).

In lontananza la piattaforma di petrolio creava un po’ di sconcerto,i miei occhi che volevano perdersi nell’infinità,della riga dell’orizzonte che separava il blu ad elevato contrasto dal blu chiaro,erano in realtà stoppati da quella diamine di costruzione artificiale rossa a testimoniare l’incapacità umana di conciliarsi e vivere in simbiosi con la natura.Almeno coloratela di blu per mimetizzarla suggeriva la parte più irrazionale di me,ma poi subito dopo la ragione la redarguì motivando il colore rosso per ovvie ragioni,non tanto ovvie alle capacità cognitive del cuore.Il sole era dietro le mie spalle,e tra me e le mie spalle tante belle nullità. Di tanto in tanto con lo sguardo periferico osservavo la mia ombra longilinea sulla battigia camminare libera e felice,mentre io faticavo con le mie nike running a rimanere in superficie affondando nel miscuglio di sassi e sabbia che sembravano voler intrappolarmi proprio come quei tronchi bagnati dall’acqua. Proseguendo verso nord il paesaggio era sempre più “nature” e qualche pescatore scapestrato con le reti verdi in mano faceva dei rituali strani a me ignoti chissà se per invocare gli Dei come nell’antichità,prostrarsi a loro per una pesca abbondante o per lanciare le reti in lontananza,fatto sta che proseguii dritto per la mia strada(ignota).

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Ero giunto al capolinea di Porto Sant’Elpidio (piccola parentesi,senza essere sconcertato dal fatto che Porto Sant’Elpidio non ha un porto,mi aveva sempre colpito,infatti la confondevo con Sant’Elpidio a mare che invece non ha un mare…bah) e scorgevo lo stadio di Civitanova.Le due città erano in realtà separate dal rigolo d’acqua del fiume che si riversava con molta calma in mare.Nessun ponticello di attraversata, nessun collegamento, ma una netta separazione naturale,come se l’uomo avesse volutamente abbandonato l’idea di unire le due città.

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L’imponente Monte Conero,sempre presente in lontananza timido osservatore silente e sempre più vicino ai miei sensori visivi,era in realtà ancora parecchio lontano alla mobilità delle mie gambe.Era giunto il momento di fare marcia indietro e ripercorrere a ritroso tutto il tragitto,il che era una cosa buona perché altrimenti avrei proseguito fino a sfinimento: quando le gambe sfidano la mente la mente sfida le gambe,e tutto viene portato al limite delle capacità psico-motorie.La presenza del genere femminile era assente anche qui e forse era questo il motivo di così tanta calma??Col sole sempre più basso e il passo sempre più spedito la via del ritorno diveniva una meta ambita dalla testa ai piedi passando per le rotule stanche,dato che la passeggiata aveva stimolato la vescica,la fame,la stanchezza,il rammarico,per non parlare della voglia di acqua fresca rigorosamente gassata con una fettina di limone.

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GIORNO DEL RICORDO:una storia sepolta per troppo tempo


Orazio Zanetti
Orazio Zanetti racconta la sua storia a Montegranaro

<<L’adriatico ha sempre unito i popoli,non li ha mai divisi>>.Mio padre lo diceva sempre,nonostante quello che noi abbiamo subito da questa isola che si chiama Neresine (Nerezine in Croato) difronte al golfo di Fiume.

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Abbiamo perso la casa,siamo stati cacciati,siamo fuggiti,lo zio Giovanni è partito per Long Island,lo zio Giuseppe è partito per l’Argentina e noi siamo rimasti soli,quindi nonno Antonio è rimasto a Trento,nonna è rimasta a Neresine dove ha fatto la serva fino al 57’ e naturalmente mio padre,tornando dalla seconda guerra mondiale come colonnello alla legion d’onore si trovò ad arrivare in Istria per poi fuggire su un campo profughi.Questo qui accadde nel 47’.Il problema è trovare sempre un dialogo tra le parti.Quando vado in Istria,vado a casa dai miei “amici Croati” e trovo i miei mobili,e mi dicono o meglio mi hanno detto:<<Sai Orazio,a quell’epoca siete scappati via tutti,la casa era disabitata e non avendo nulla noi abbiamo pensato di prenderli>>.Bene è giusto che rimangano lì,perchè da una parte li tengono bene(gli danno un olio rosso per proteggerli) e dall’altra parte è stato tutto il contesto.Noi non abbiamo mai subito violenze in quella situazione a Neresine.Invece tutto quello che è accaduto nella Giulia,nella Dalmazia e nell’Istria sono state atrocità,nate dopo il 43’ e cresciute sempre di più fino al primo maggio del 45’,dove ci furono 40 giorni di violenze poichè Tito arrivò prima di tutti(persino degli alleati)a Trieste e lì furono fatte delle atrocità indescrivibili.Il primo di maggio del 1945, Tito entrò a Trieste, anticipando di un giorno le truppe alleate neozelandesi.Trascorsero 40 giorni con la città sotto il controllo degli Jugoslavi caratterizzati da forti manifestazioni nazionalistiche slave, organizzate dagli invasori, una decisa caccia ai fascisti o presunti tali, solitamente mirata contro la popolazione di etnia italiana, con numerosi processi ed esecuzioni, fino al raggiungimento di un accordo tra Tito e le truppe alleate (9 giugno, approvazione della cosiddetta “Linea Morgan”)per l’evacuazione degli jugoslavi da parte delle Venezia Giulia occupata e il passaggio dei poteri all’amministrazione anglo-americana: Gorizia e Trieste passarono agli anglo-americani il 12 giugno e Pola (solo temporaneamente) il 20 giugno, mentre Fiume rimase sotto il controllo jugoslavo.

La condizione di Tito a quell’epoca era questa,con i suoi partigiani comunisti,di cui molti provenienti dal Montenegro,gente che non aveva nulla,gente che non aveva nessuna cultura,gli si offrivano le case e i terreni degli italiani.Fu una vera e propria pulizia etnica ai danni degli italiani.Tutto è stato sempre nascosto come accadde nella storia per altri fatti.Vi faccio un esempio sui campi di concentramento sovietici infatti noi abbiamo saputo qualcosa dei gulag grazie a Solženicyn quando scrisse l’Arcipelago,altrimenti non ne si sapeva quasi nulla.

Non sappiamo quanti fossero gli italiani,che erano un tessuto politico sociale/economico della Dalmazia,della Giulia e dell’Istria perchè portavano via i documenti.I partigiani di Tito buttavano queste persone dentro le foibe collegati con massi e fili di ferro senza dare la possibilità di sapere chi erano.Quando ci furono i ritrovamenti riconoscere le persone maciullate e ammassate su migliaia di corpi era un impresa.Quindi noi non sappiamo esattamente quante famiglie siano state distrutte,quanti siano stati gettati all’interno di queste cavità.Togliere l’identità del resto era il comportamento a EST:”dobbiamo cercar di non far conoscere chi noi andiamo a colpire”.Ne abbiamo un esempio poi quando è caduto il Kosovo,alle macchine toglievano le targhe,toglievano il passaporto,l’identità.

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fili di ferro per legare i polsi

Quando nel 47’ venivamo in Italia ci prendevano le impronte per identificarci e noi non ci rifiutavamo perchè volevamo che la nostra identità fosse nota.Fummo portati in campi profughi(109 circa in tutta italia)e sparsi dappertutto proprio per fare in modo che non ci fosse la possibilità di riunire le famiglie o i gruppi,perchè troppe persone messe insieme potevano essere pericolose.Queste cose segnano,soprattutto se le si è vissute in prima persona.Ecco il motivo per cui bisogna ritrovarsi,oramai siamo esuli sia i carnefici che le vittime,però la condivisione va fatta e deve essere fatta con due grosse basi,la nostra e la loro,e si crea il ponte del dialogo,ma non si possono mescolare le due cose,perchè saremmo nel solito sciocco discorso che abbiamo voltato pagina.Non è così,non si può dire abbiamo voltato pagina,dobbiamo raccontare quello che è accaduto perchè solamente raccontando le nuove generazioni vengono a sapere quello che è accaduto.Sono pagine della storia che sono state strappate.

Dove siete stati accolti nelle Marche???

Nelle Marche c’era il centro di raccolta profughi di Fermo e quello di Servigliano,dove siamo rimasti fino al 54’/56’.Queste baracche dove le famiglie venivano,divise da una grande coperta di lana(la loro intimità era negata),sono state smontate una per una e vendute dalle varie epoche politiche che hanno cancellato un patrimonio storico di cui non e’ rimasto più nulla.Molti Istriani successivamente si sono legati nel tessuto sociale locale mentre altri si sono sparpagliati in nuovi posti.

Quanti profughi sono fuggiti da questi territori???

Circa 350.000 più tutti quelli che se ne erano già andati precedentemente.

Quali sono i sogni degli eredi di questa tragedia???

Sta nascendo da diversi anni l’irredentismo (aspirazione di un popolo a completare la propria unità territoriale nazionale, acquisendo terre soggette al dominio straniero,terre irredente,sulla base di un’identità etnica o di un precedente legame storico) e si cerca di ricomprarci tutto con i soldi che il ministero del tesoro non ha elargito(perchè la Jugoslavia non ha pagato).C’e’ un grosso contenzioso che cercano di chiudere ogni anno ma non ci riescono.Noi abbiamo come famiglia abbiamo mantenuto i terreni sulle isole,ma abbiamo perso la casa.Facevamo parte dei 600 fortunati che hanno mantenuto tutti i terreni,però abbiamo perso la casa perchè l’abbiamo dovuta abbandonare proprio per paura.I terreni li abbiamo tenuti perchè ho fatto causa al governo Croato dato che i terreni furono stati comperati dai miei bisnonni con 300 corone oro.

Quindi l’irredentismo totale resta un sogno??

Si l’irredentismo totale è un sogno,che va portato avanti a piccoli passi.

E la politica italiana???

Io ho tutti i verbali della cessione della ZONA B di tutti i politici che hanno fatto il loro intervento in parlamento e la data “fatale” fu il trattato di Osimo del 10 novembre 1975.In questo trattato il governo italiano ritiene che i profughi ovvero quelli che si sono trasferiti in Italia non abbiano mai perduto la cittadinanza italiana(sono cittadini jugoslavi fino al loro trasferimento in Italia) ma hanno perduto la cittadinanza jugoslava alla data del loro trasferimento.

La storia del vescovo di Zara

Don Munziani è stato violentato.E’ stato portato nell’isola Calva dopodichè nel 1949 lo hanno liberato ed è andato in Vaticano.Non è mai uscito da quelle mura.

Vorrei ringraziare personalmente chi ha contribuito a organizzare l’incontro nella biblioteca comunale di Montegranaro ovvero Gioventù Libera e l’associazione Aries,con il patrocinio dell’Amministrazione comunale (Montegranaro data 09/02/2016)

articolo scritto a cura di Michele Paoletti

                                                     “IL GIORNO DEL RICORDO”

Con la legge 30 marzo 2004 n.92,”La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe,dell’esodo dalle loro terre degli istriani,fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”