La fake news dei portachiavi con microchip sbarca nel fermano


 

Fake

 

È un ever green,torna di moda quasi ogni anno addirittura circola in rete dal lontano 2012, e poi le catene su Whatsapp completano l’opera manipolatoria della fake news.

Bufala microchip Dicembre 2012

Si ripresenta però con diverse varianti arricchite di volta in volta soprattutto con l’arrivo dell’inverno e del periodo natalizio. Le testate giornalistiche debbono inserire e identificare l’autore dell’articolo,cosa che manca in entrambi gli articoli pubblicati. La mancanza del nome dell’autore è il primo segno di puzza di bruciato nella stesura di un articolo. Come se nessuno volesse assumersi la responsabilità di ciò che scrive. Il problema è che poi dovrà assumersela il direttore della testata.Andiamo ad analizzare alcune parti del testo. Si legge che questi balordi offrono un portachiavi gratuitamente da agganciare all’ interno dell’auto. Domanda: ma se è un portachiavi perché bisogna agganciarlo nell’auto?Allora che portachiavi sarebbe?Incongruenze semantiche. Andiamo avanti: si tratta di un sofisticato sistema elettronico. Il fatto che un sofisticato sistema elettronico da centinaia e centinaia di euro venga dato gratuitamente rappresenta un incongruenza economica al di la di ogni logica (in effetti tutte le fake news sono prive di logica ma usano solo il veicolo sentimentale della paura,e la paura come sappiamo spegne l’interruttore della razionalità).Andiamo avanti: secondo le forze dell’ordine che hanno già sperimentato questa nuova truffa in alcune regioni del Nord.Obiezione vostro onore,ma le truffe non sono sperimentate dal ladro?Qui dicono che le forze dell’ordine hanno sperimentato la truffa.Quindi i ladri sono le forze dell’ordine?Avranno casomai sperimentato la riuscita della truffa?!!Incongruenze logiche/grammaticali (dubito che l’abbia scritto un giornalista). Poi come se non bastasse nel finale si incita all’odio perché la colpa non è dei malviventi ma delle bande di rumeni. Generalismo nei confronti dell’etnia rumena e incitamento all’odio. Anche l’odio vende forse più della paura. Il setimental marketing della cronaca con maggior audience punta su odio e paura. Ecco perché il caso dell’omicidio di Emmanuel è passato dalla cronaca fermana alla cronaca nazionale. Aveva tutti i sentimenti in regola per vendere: paura,odio,etnia diversa,rabbia repressa del nazionalista.

In ultimo nei due articoli (articolo 1 e articolo 2) del fantomatico microchip mancano le fonti attendibili che possano confermare quanto accaduto. Un articolo senza fonti confutabili ha validità nulla. Le due notizie sono quasi identiche e sembrano essere scritte dalla stessa mano invisibile girovagante in cerca di successo mediatico virale vendibile all’opinione pubblica.In gergo tecnico in questi casi si parla di clickbait (o clickbaiting, tradotto “Esca da click”)  ovvero attirare quante più persone possibili per incrementare il rank nel web (fama) e gli introiti dalle pubblicità online e perché no anche la diffusione virale nei social.

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Un pensiero non può essere fake


Qual’è la differenza tra pensiero (articolo di un blog) e realtà dei fatti (articolo di giornale)??

Il pensiero rappresenta ciò che l’individuo pensa in un determinato momento riguardo una persona e/o un gruppo di persone secondo il proprio ragionamento semi-razionale basato su eventi accaduti e/o di cui è venuto a conoscenza.Non essendo basato su fatti concreti,tangibili,comprovati, un pensiero rimane tale nella sua forma semi-astratta e può essere chiaramente attaccato da chiunque.Ci saranno alcuni d’accordo con il tuo pensiero altri in forte disaccordo,ad altri non fotterà invece proprio nulla.Io stesso spesso sono in forte disaccordo con i miei pensieri di me insieme a una bella gnocca,perché non corrisponde alla realtà dei fatti.Il mio pensiero in quel caso è fuorviante poiché si distacca dal reale per abbracciare un mondo fantasioso,quello dei desideri. Un pensiero diventa plausibile quando il discorso nella narrazione fila verso un “concretismo” più probabile ma di cui non è possibile dare certezze. Siamo nel mondo dello stocastico e della probabilità.

Un fatto realmente accaduto va invece dimostrato con prove a carico che ne determinano la veridicità.Questo significa che ogni testata giornalistica cartacea o online, deve avere le prove (ovvero fonti attendibili) per poter dimostrare qualora venga richiesto nelle sedi opportune ciò che ha espresso. In questo caso la deduzione dovrebbe mettere d’accordo quasi tutti nel definire se un comportamento oggettivo sia giusto o sbagliato secondo il metro di giudizio che però è soggettivo.Siamo nel mondo del determinismo,della certezza di un fatto (che poi questo in molti casi non avvenga è un altro discorso) che si incrocia con quello stocastico a causa dell’incertezza dovuta al nostro giudizio.

Ora un giornalista può passare dal mondo del pensiero al mondo del realmente accaduto purché definisca bene i confini tra realtà e opinione. Un giornalista di alto livello è secondo me colui che riesce a mettere i paletti tra i due mondi quando immette nel canale l’informazione.

Un blogger o meglio un libero pensatore non può dare la notizia ufficiale in quanto non abilitato a farlo. Può dare la notizie ufficiosa quando questa sia comprovata da link contenenti fonti attendibili o può esprimere il proprio pensiero.

Ora chiarito quanto detto sopra,che mi si venga a dire che un pensiero è “fake” lo trovo abbastanza fuori tema perché la notizia spacciata per ufficiale ovvero la narrazione imparziale di un fatto realmente accaduto si può definire “fake” se non si basa su qualcosa di realmente successo ma spacciato per tale, ma un mio pensiero rielaborato e messo in ordine esprimendo i miei dubbi e le mie perplessità su una pagina web non si può definire tale o meglio la parola non si accosta al concetto del termine. Siamo responsabili della realtà ufficiale dei fatti ma non possiamo essere responsabili dei nostri pensieri ordinati e rielaborati proprio perché la rielaborazione di un pensiero non attinge dalle fonti attendibili o attinge da fonti attendibili ma rimane comunque una notizia ufficiosa.

Potete dirmi:<Non sei credibile>,ma questo sarebbe lapalissiano visto che molti pensieri sono in gran parte non attendibili.

Potete dirmi:<Non è sono d’accordo>, e va benissimo ed è comprensibilissimo visto che il pensiero è strettamente personale e molto spesso cucito su misura delle proprie esperienze.

Quando mi dite:<<È un fake>>,pur accettandolo non condivido il vostro pensiero poiché decade nel mondo illogico.

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