Seremailragno.com – Arriva l’app ufficiale per Android


È uscita in Google Play la versione aggiornata di Seremailragno.com

Google Play Store

>>clicca qui per scaricarla<<

App Seremailragno

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
I contenuti presenti  non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

 

Annunci

Fuggire dal Mirage e dalle Marche: una pessima idea


Le due ragazze di 17 anni, Gaia Maria Perasso e Gaia Fiorentini, scomparse mentre erano in vacanza con i genitori al camping Mirage di Marina d’Altidona lungo la costa adriatica in provincia di Fermo sono state ritrovate a Pescara e stanno bene. Ora la domanda sorge spontanea: come si può fuggire da questo angolo di paradiso? Come si può fuggire dalla Regione Marche? Come si può scappare dal ciauscolo, dai vincisgrassi, dalle sagre di paese, dal profumo della costa adriatica, dalle bellezze dell’entroterra, dal rumore del mare, dal richiamo dei monti Sibillini, dall’arte, dalla cultura popolare, dal dialetto marchigiano? Avete fatto una grossa cazzata disonorando il nome di un territorio che offre benessere e relax, accogliendo turisti da tutta Italia. Il fermano è stato troppo spesso disonorato da vicende che hanno oscurato e infangato il nome di un territorio ancora ricco di valori. Noi amiamo il fermano, noi amiamo le Marche. Dovete chiedere scusa al territorio che vi ha ospitato.

Mirage Centro Vacanze
Centro Vacanze Mirage Altidona (FM)

Molti marchigiani si sono sentiti indignati e rivendicano nei social la punizione migliore con cui sono cresciuti sin da piccoli: lo scappellotto, i cui termini per definirlo sono innumerevoli nel nostro territorio:

  • Moccato’
  • Liccapinni’
  • Sciacquadenti
  • Ma’rovesciu
  • Scoppolo’
  • Scapellottu
  • Scopezzò
  • Leccamadonne
  • Leccafardu
  • Tonante
  • Saraca
  • Sberla

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

 

La curva di Donna Serena lascia spazio alla tristezza


Donna Serena Monte UranoÈ l’ennesima conferma delle difficoltà del distretto calzaturiero, delle numerose aziende che fanno fatica ad andare avanti: altri 20 dipendenti lasciati a casa. Il calzaturificio Donna Serena è un’azienda storica del distretto fermano, produceva scarpe da donna, con due brand molto conosciuti sul mercato, Donna Serena e Angelo Giannini. A Monte Urano la grande curva è conosciuta come la curva di Donna Serena. L’addio di un “brand rosa”, da molti anni presente nel territorio monturanese conferma l’andamento della lenta ed inesorabile scomparsa delle piccole e medie imprese sempre più in sofferenza.

Manifatture Giannini Srl

Fonte: Portale dei Fallimenti di Fermo

Sono molte le ditte a conduzione familiare monturanesi operanti anche come terzisti che hanno tirato fino alla pensione e poi hanno chiuso immediatamente a causa di tasse troppo elevate al fronte di profitti sempre più risicati. È l’effetto delle grandi economie di scala e della globalizzazione che ha portato lo spostamento degli investimenti in queste attività verso l’asse orientale dove la manodopera a basso costo permette di ottenere vantaggi economici sui settori del calzaturiero e dell’abbigliamento, ovvero quelli a bassa specializzazione. Un andamento che si iniziava ad intravedere a fine anni 90′ quando diverse aziende del settore iniziarono ad espatriare attratte dal profitto, delocalizzando in Romania, Polonia, Bulgaria senza essere in qualche modo sfavorite/contrastate dallo Stato italiano. E la chiusura della conceria a Molini Girola dove i macchinari sono stati acquistati tutti dai cinesi come mi riferì personalmente il custode ne è uno dei tanti esempi del territorio. Hanno tradito il popolo italiano per fare i soldi facili, ma lo hanno fatto anche per sopravvivere ai segnali di insofferenza che si stavano avvertendo. La concorrenza sleale cinese mai ostacolata ha fatto il resto, mettendo in ginocchio l’intera filiera assaltata da milioni di occhi a mandorla arrivati in Italia non si sa come (eppure non si sente mai parlare dello straniero cinese, ve lo siete mai chiesti il perché?). La mafia cinese, a mio avviso, è una delle più potenti mafie straniere radicate in Italia e lo si può capire dal fatto che ci sia stato un enorme flusso demografico nascosto agli occhi di tutti. Lavorano nascosti sotto il tessuto sociale logorando l’economia locale, sfruttano la gallina dalle uova d’oro finché conviene e poi se ne vanno, proprio come fanno i parassiti nel mondo animale. Un invasione oscurata probabilmente come complici i politici comprati dall’affare made in China e dall’acquisto di debito pubblico.

Donna Serena Monte Urano Calzaturificio

Ora stiamo pagando tutti l’effetto domino degli ultimi 20/30 anni di incapacità varie e di investimenti mancati. Bisognava operare insieme, creare coesione, invece molti hanno pensato e preferito tirare avanti la loro piccola azienda senza avere una visione più ampia d’insieme. Certo a chiacchiere e col senno di poi tutto è facile, ma negli anni del boom c’erano le condizioni economiche per investire in tecnologia e perché no in nuovi settori. Possiamo apprendere come in generale il “risparmio” , “gli straordinari” e lo “sfruttamento” non abbiano portato ad alcun risultato nel lungo periodo come contributo alla società futura.

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
I contenuti presenti  non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.