Il “censimento” per i Rom e la “schedatura” per gli italiani


Una comunità di 180 mila persone deve rispettare le leggi del Paese Italia: ogni individuo deve avere un’identità certificata, chiunque esso sia. Ogni individuo deve essere identificabile e trattato allo stesso modo indipendentemente dalla religione, razza, cultura, ecc.. altrimenti si è complici di un sistema illegale non tracciabile. Non si chiama razzismo ma legalità! Il solo censire non è condizione sufficiente, bisogna schedare per una questione di coerenza legislativa.

Le nuove carte d’identità elettroniche (CIE) emanate ci schedano (sia i dati anagrafici che biometrici)! Lo so bene in quanto rinnovata da poche settimane: vi prendono 3 impronte digitali dell’indice sinistro e 3 impronte digitali dell’indice destro tramite sensore ottico (poi ve la consegnano a casa dopo averla stampata a Roma)! Il documento digitale nasce dalla collaborazione tra il Ministero dell’Interno con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nell’ambito dei progetti di digitalizzazione ed innovazione della Pubblica Amministrazione. Contiene un microprocessore ad elevata tecnologia per la conservazione, in sicurezza, dei dati anagrafici e biometrici. Dunque se io cittadino italiano sono schedato tutti coloro che risiedono in Italia temporaneamente o permanentemente debbono esserlo. Questione di giustizia, coerenza, applicazione delle regole, la logica non c’entra un cavolo col razzismo. Non rispettare le regole significa alimentare l’ingiustizia, la diseguaglianza etnica/sociale che sfociano nel razzismo. Il razzismo è quindi molto spesso una conseguenza della mancata giustizia e le statistiche (strumenti matematici non razzisti ma analitici) dicono che i Rom vivono statisticamente di elemosina e micro-criminalità (senza considerare l’inquinamento arrecato alla società con roghi e mancata raccolta differenziata che grava sull’intera comunità che paga le tasse). Se non vi piacciono le regole del gioco, le regole matematiche, le regole della giustizia, cambiate gioco (=nazione o pianeta).

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CIE: Carta Identità Elettronica


La sigla CIE da non confondere con quella indicante i Centri di identificazione ed espulsione,indica la nuova Carta di Identità Elettronica. Ne sentirete parlare sempre più spesso in questo anno, proprio perché la sperimentazione nata diversi anni fa termina ed entra in pieno vigore proprio questa estate (salvo slittamenti burocratici). Infatti come stabilito dalla circolare del Ministero Degli Interni verrà attivata in tutti i Comuni d’Italia entro il mese di Agosto del 2018. Nel momento in cui le postazioni di lavoro sono operative, il Comune, salvo i casi eccezionali previsti, deve rilasciare la nuova CIE, abbandonando l’emissione della carta d’identità in formato cartaceo.

Carta Identità Elettronica

Tuttavia il sito(al momento in cui scrivo l’articolo) presenta ancora dei bug (se sei in Provincia di Fermo il sistema non lo accetta,vuole Ascoli Piceno altrimenti segnala errore) e non è funzionale:

Carta identità elettronica Ministero dell'Interno

La richiesta al Comune

La Carta di identità elettronica può essere richiesta presso il proprio Comune di residenza o presso il Comune di dimora. Il documento può essere richiesto in qualsiasi momento e la sua durata varia secondo le fasce d’età di appartenenza.

Nel dettaglio:

  • 3 anni per i minori di età inferiore a 3 anni;
  • 5 anni per i minori di età compresa tra i 3  e i 18 anni;
  • 10 anni per i maggiorenni.

Il cittadino dovrà recarsi in Comune munito di fototessera:

  • in formato cartaceo
  • o in formato elettronico, su un supporto USB

La fototessera dovrà essere dello stesso tipo di quelle utilizzate per il passaporto. Le indicazioni su come effettuare correttamente la foto sono disponibili nella sezione “Modalità di acquisizione foto”. È consigliabile, all’atto della richiesta, munirsi di codice fiscale o tessera sanitaria al fine di velocizzare le attività di registrazione (non è necessario presentare altri documenti).

  • vi verranno prelevate, attraverso l’apposito lettore, 3 impronte digitali dell’indice destro e 3 impronte digitali dell’indice sinistro

Prima di avviare la pratica di rilascio della Carta di identità elettronica bisognerà versare, presso le casse del Comune, la somma di 16,79€ oltre i diritti fissi e di segreteria, ove previsti, quale corrispettivo per il rilascio della CIE (totale circa 22€). Bisognerà inoltre conservare il numero della ricevuta di pagamento.

Nel caso in cui il richiedente la CIE sia genitore di minori è necessario che presenti anche dichiarazione di assenso all’espatrio sottoscritta dall’altro genitore o esercente la responsabilità genitoriale, ai sensi della legge n. 1185 del 1967. In alternativa è necessario fornire l’autorizzazione del giudice tutelare. L’assenso ovvero l’autorizzazione del giudice devono essere presentati anche nel caso in cui la richiesta di emissione del documento riguardi il minore.

Il cittadino, nel momento della domanda:

  • In caso di primo rilascio esibisce all’operatore Comunale un altro documento di identità in corso di validità. Se non ne è in possesso dovrà presentarsi al Comune accompagnato da due testimoni;
  • In caso di rinnovo o deterioramento del vecchio documento consegna quest’ultimo all’operatore comunale;
  • Consegna all’operatore comunale il codice fiscale e il numero della ricevuta di pagamento della Carta (se disponibile);
  • Verifica con l’operatore comunale i dati anagrafici rilevati dall’anagrafe comunale;
  • Fornisce, se lo desidera, indirizzi di contatto per essere avvisato circa la spedizione del suo documento;
  • Indica la modalità di ritiro del documento desiderata (consegna presso un indirizzo indicato o ritiro in Comune);
  • Fornisce all’operatore comunale la fotografia;
  • Procede con l’operatore comunale all’acquisizione delle impronte digitali, secondo le modalità consultabili a questo indirizzo “Modalità di acquisizione impronte”
  • Fornisce, se lo desidera, il consenso ovvero il diniego alla donazione degli organi;
  • Firma il modulo di riepilogo procedendo alla verifica finale dei dati;

Potete leggere la Circolare in formato pdf con i relativi Comuni in cui è già attiva:

Circolare Ministero Degli Interni 2017

Fonti e Approfondimenti: http://www.cartaidentita.interno.gov.it

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