Parco Fluviale Alex Langer – Percorsi cicloturistici


Il parco fluviale pubblico, nel comune di Monte Urano, è stato intitolato ad Alexander Langer (1946-1995) una personalità della politica e della società civile italiana molto impegnata verso la tutela dell’ambiente, della pace ed della fraternità tra i popoli. Il parco, con i suoi 1000 mt. di lunghezza e 100 di larghezza, la sua ricca e tipica vegetazione fluviale, rappresenta un punto di approdo per tutti coloro che hanno bisogno o voglia di avere un punto di contatto con la natura. Presenta diversi punti di ingresso e si può percorrere sia a piedi sia in bici (consigliata mtb).

  • Percorso completo da Monte Urano -> link
  • Percorso ad anello nella circoscrizione del parco Alex Langer -> link
  • Percorso sulle rive del Tenna che arriva alla circoscrizione del fiume -> link

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Nasce una nuova professione nelle Marche: l’accompagnatore cicloturistico


Il turismo è un settore in costante evoluzione. Alla tradizionale offerta turistica si accompagna una modalità di fruizione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico che ha consentito, in molte realtà della regione, di far crescere la presenza di turisti e visitatori orientati verso soluzioni di trasporto più ecologiche e sostenibili. In particolar modo il cicloturismo (o turismo in bicicletta) rappresenta una risorsa concreta per lo sviluppo del turismo, una opportunità per coniugare costa e entroterra, offrendo un contatto diretto con l’ambiente circostante, con possibilità di approfondire cultura e tradizioni dei luoghi percorsi, sostandovi per visita e ristoro. Inoltre, se sostenuto, può costituire valido supporto agli operatori turistici, specialmente nei periodi di bassa stagione, ideali peraltro per praticare il cicloturismo. Si stima che il cicloturismo muove ogni anno in tutta Europa oltre 10 milioni di persone, e che in Italia, i cicloturisti sono per la maggior parte stranieri, dove è maggiormente radicata una cultura del turismo sostenibile (secondo i dati Legambiente l’insieme degli spostamenti a pedali genera in Italia un fatturato superiore ai 6 miliardi di euro, inteso come somma della produzione di biciclette e di accessori). Da questo punto di vista anche le professioni turistiche, così come normate dalla legge regionale 23 gennaio 1996, n. 4, devono essere meglio articolate in specializzazioni per corrispondere sempre di più ai vari modi di fare turismo.

Cicloturismo Marche
Foto con le colline marchigiane

Con la proposta di legge presentata il 18 Maggio 2017 si definisce la figura dell’accompagnatore cicloturistico e la possibilità di esercitare la professione di accompagnatore cicloturistico subordinandola al possesso della specifica abilitazione e conseguente iscrizione nell’elenco regionale professionale degli accompagnatori cicloturistici. L’abilitazione per esercitare la professione di accompagnatore cicloturistico sarà rilasciata dalla Giunta regionale che istituirà periodicamente corsi di formazione con contenuti e standard formativi certi e qualificanti. Gli accompagnatori cicloturistici, a seguito del superamento di prova d’esame aggiuntiva di conoscenza di lingue straniere potranno ottenere anche la specializzazione in lingua e, mediante la frequenza di appositi corsi e superamento di
relativi esami, anche la specializzazione di esperto di mountain bike e di maestro di mountain bike.

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Marche Trail: il primo evento bikepacking unsupported nella Regione Marche


Il 12 Ottobre 2018 un gruppo di oltre 150 appassionati di cicloturismo partiranno da Marcelli di Numana per compiere un percorso di oltre 380 km in tutta la regione Marche (con ben 24 comuni attraversati) che si concluderà a Cupra Marittima.
Non è una gara, non è un viaggio organizzato. È quello che nel mondo del ciclismo si chiama TRAIL: una traccia da percorrere in totale autonomia, ognuno con la propria andatura, ognuno con le proprie motivazioni.
Un viaggio alla scoperta di un territorio ma anche alla scoperta di sé stessi organizzato da Marche Trail.
Marche Trail

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Gravel bike: la bici ideale per gli amanti del cicloturismo


Cos’è il Gravel?

Una delle novità che si sta diffondendo sempre di più in Italia (sopratutto al Nord, mentre al centro-Sud siamo ancora agli albori) riguarda le gravel bike, biciclette con uno stile da corsa pensate però per affrontare il misto: strade bianche, sentieri battuti e sterrati, luoghi finora resi accessibili soltanto dalle mtb. La bici gravel nasce come ibrido per affrontare qualsiasi terreno non eccessivamente estremo da richiedere gli ammortizzatori. Perfetta ad esempio per le zone collinari, come nella nostra regione Marche, dove sono presenti molti sentieri semisconosciuti da scoprire.

Gravel Bike

Il termine inglese “Gravel” significa proprio “ghiaia”, ad indicare la versatilità della bici in grado di percorrere non solo le strade normali ma anche i sentieri ghiaiosi e disconnessi. La bici gravel permette quindi di raggiungere velocità molto elevate anche su terreni non asfaltati grazie al pneumatico maggiorato rispetto la bici da corsa ma più stretto rispetto alla mtb. La bici gravel è perfetta per il cicloturismo in quanto permette di macinare molti chilometri ed essere accessoriata a piacere per lunghe percorrenze. È perfetta per colui che ama scoprire nuovi paesaggi, monumenti, chiese e posti sconosciuti che la velocità dell’auto non permette di apprezzare. Il gravel possiamo dire che è lo stile di vita di colui che ama la bici, la natura, la lentezza e la libertà.

Diffusione nelle regioni italiane

Le regioni in cui al momento il Gravel è più diffuso sono in ordine decrescente:

  1. Veneto
  2. Emilia Romagna
  3. Friuli
  4. Trentino
  5. Lombardia
  6. Marche
  7. Umbria
  8. Piemonte
  9. Toscana
  10. Liguria

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È iniziata l’Italy Divide 2018: la sfida più dura d’Europa


 

L’Italy Divide è una manifestazione sportiva adventure unsupported (cioè un’avventura senza alcun tipo di supporto da parte dell’Organizzazione) in cui, per la prima volta, bikepackers* e ultrarunners affrontano insieme una sfida veramente epica in sella alla loro mtb:

900 km (922 km per la precisione), 25.000 mt di dislivello e solo una traccia GPS da dover seguire

I Divide sono eventi di ciclismo al limite tra il cicloturismo, l’avventura e l’ultracycling, nate negli Stati Uniti ed importate in Italia da pochi anni (ecco perché quasi nessuno ne parla). Si tratta di manifestazioni e competizioni dall’elevato chilometraggio, con percorsi che mescolano in proporzione variabile asfalto, strade bianche e sterrato da mtb. L’impegno fisico è notevole, per via delle lunghe ore passate in sella, dei dislivelli molto importanti e del fatto che si debba passare almeno una notte fuori. Spesso si sente parlare delle Divide e dei Trail come di ultramarathon o di randonneé, anche se si tratta di eventi con caratteristiche peculiari ben precise.

Italy Divide 2018.jpg

È partita ieri 25 Aprile da Roma l’Italy Divide 2018, ai piedi del Colosseo, il cui traguardo sarà l’arrivo a Torbole sul lago di Garda percorrendo l’antica via Francigena attraversando il Lazio e fiancheggiando il lago di Bolsena fino ad arrivare in Toscana. A Firenze li aspetterà l’antica Via degli Dei che valica gli Appennini fino a Bologna. Da Bologna attraverseranno tutta la pianura Padana fino a Mantova, raggiungendo Verona e iniziando l’ascesa della Lessinia. L’ultima fatica porterà gli atleti sul Monte Baldo, prima della splendida discesa per arrivare all’arrivo nella città di Torbole.

Italy Divide finish.jpg

Un percorso che puoi seguire in diretta live.

*Per definizione il bikepacking è un viaggio di almeno due giorni consecutivi effettuato in bicicletta che prevede l’utilizzo di borse con viveri per la sopravvivenza da applicare al telaio della bicicletta.

Approfondimenti: italydivide.it

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