La ciclovia dell’Esino: 7,1 milioni a disposizione per 30 chilometri di tracciato


A disposizione ci sono 7,1 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Sono sufficienti per realizzare 30 di chilometri del tracciato mancante (78 chilometri) che si aggiungeranno ai 44 già realizzati. Serviranno ad ampliare la ciclovia dell’Esino che avrà uno sviluppo complessivo di 122 chilometri. L’ipotesi del tracciato è stata discussa nel corso di un incontro con gli amministratori locali interessati che si è svolto presso la sede della Giunta regionale. Le linee progettuali presentate seguono la direttrice del fiume. Interesserà aree demaniali in prossimità degli argini, reticoli stradali minori, tracciati esistenti. Sono previste opere accessorie, come aree di sosta attrezzate in prossimità di nodi di scambio o in luoghi di particolare interesse paesaggistico. Si ipotizzano undici connessioni con stazioni ferroviarie e fermate varie lungo la tratta Falconara Marittima-Fabriano. “La Regione sta dando vita a un progetto di crescita del territorio costruito attorno allo sviluppo della rete ciclabile – ha commentato l’assessora Manuela Bora a margine dell’incontro – Investe risorse importanti, anche europee, per promuovere una mobilità dolce che contribuisca alla lotta all’inquinamento, al rilancio sostenibile delle città, alla promozione del turismo. L’obiettivo è favorire lo sviluppo delle Marche, compresa l’area del cratere sismico, valorizzando le tante località ricche di qualità ambientali, paesaggistiche e culturali”.

Ciclovia Esino

Numerosi gli amministratori presenti all’incontro, tra i quali anche rappresentanti del Coni Marche (con il presidente della Federazione ciclistica, Lino Secchi), del Credito sportivo, Legambiente, Trenitalia e Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Il dirigente regionale Nardo Goffi ha illustrato le attività in corso che verranno definite, compreso il tracciato, con i progetti di fattibilità di prossima realizzazione. L’obiettivo, è stato detto, è quello di avviare un vero distretto cicloturistico della Vallesina, dando vita a una “infrastruttura che abbia un futuro e non si limiti al semplice investimento iniziale. Fa parte di un disegno complessivo attorno al quale costruire un pezzo dello sviluppo economico della regione”. Da parte del Coni è stato evidenziato l’interesse a realizzare, lungo i percorsi delle ciclovie dell’Esino e del Tenna, due ciclodromi per le gare ciclistiche e di pattinaggio, in collaborazione con le amministrazioni locali coinvolte, che andrebbero a completare l’impiantistica già esistente a livello regionale. Il sindaco di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli, ha auspicato che il tracciato della ciclovia dell’Esino arrivi fino al suo comune: “Siamo la porta verso l’Umbria e garantiamo una connessione ciclabile verso la direttrice di Gubbio”. La ciclovia dell’Esino è una delle tredici principali direttrici di sviluppo della Rete ciclabile regionale: un sistema di mobilità dolce che collega l’entroterra alla costa, attraverso percorsi ciclopedonabili lungo le vallate dei fiumi che vanno a congiungersi con la Ciclovia Adriatica:

Ciclovia Adriatica

l’arteria strategica nazionale che corre da Venezia al Gargano, lungo la costa, attraversando sei regioni di cui le Marche sono capofila. Lo sviluppo della Rete regionale può contare su 46,3 milioni di euro che consentiranno di realizzare circa 247 chilometri di nuovi percorsi, compresi quelli dell’Esino che beneficerà della quota più consistente di risorse disponibili tra le tredici direttrici fluviali. L’investimento favorirà la lotta all’inquinamento, il rilancio di città più sostenibili, la promozione del turismo e del cicloturismo. Interessati al tracciato dell’Esino sono, potenzialmente:

  • Agugliano
  • Camerata Picena
  • Castelbellino
  • Castelplanio
  • Cerreto D’Esi
  • Chiaravalle
  • Cupramontana
  • Fabriano
  • Falconara Marittima
  • Genga
  • Jesi
  • Maiolati Spontini
  • Mergo, Monsano
  • Monte Roberto
  • Monte San Vito
  • Montemarciano
  • Rosora
  • Sassoferrato
  • Serra San Quirico
  • la Provincia di Ancona
  • l’Unione montana dell’Esino Frasassi
  • il Parco Gola della Rossa e di Frasassi
  • la Riserva naturale di Ripa Bianca

 

 

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La prima Bike Night nelle Marche [video]


“Sono le 5 del mattino e in un’Ascoli deserta fioccano baci: «Non mi capita mai di baciarla», scherza, «Io sono già contento così». Quali sono le cose che non ti capita mai di fare? È la domanda che ci portiamo dietro ogni estate da cinque anni, e proviamo a pedalare di notte per trovare la risposta. Non ci era mai capitato, per esempio, di portare la Bike Night nelle Marche, e siamo stati sorpresi anche noi, come voi che ve la siete fatta in bici: non c’è un chilometro uguale all’altro, si sale, si scende, c’è il mare, c’è il travertino, ci sono le palme e le piazze, ci sono appassionati di ciclismo che decidono di giocare insieme a noi e appassionati di storie nuove prima ancora che di bici che si uniscono dalle altre regioni. Eravate in 100 a far capitare una cosa mai accaduta prima: padre e figlio in tandem, la squadra del negozio di bici, il gruppo della palestra, gli amici da Bologna o Como, giornalisti, ex corridori, fotografe, professori universitari… E mentre qualcuno imprecava per la salita di Offida, o per i km che sembravano infiniti come il buio, c’era tutta una regione che intanto andava avanti insieme a voi. L’odore del forno in piazza del Popolo a Fermo, i ragazzi del bar a Offida che gridavano increduli al vostro passaggio, la barista Romina e le paste con la crema cotta appena sfornate a Colli del Tronto alle 5 del mattino, i corridori delle 6 al parco della Sentina. E intanto voi ce la stavate facendo, ad arrivare a San Benedetto del Tronto, sul lungomare, dove non si vince niente, se non una tazzina di caffè, un altro bacio, il gusto di dire “te l’avevo detto che la finivo” all’amico. Era la nostra prima Bike Night nelle Marche e siamo stati con occhi e cuore spalancati fino alla fine: grazie a chi ha creduto, a chi è arrivato dal resto d’Italia e magari una Bike Night l’aveva già fatta, a chi l’ha scoperta proprio questa notte, a chi tornerà. Noi, torneremo, perché ci piace “farcela”, scoprire, incontrare, farvi andare in giro a orari impensabili, uscire dalle città in bici, far capitare le cose. Tipo baciarci all’alba, arrivare ultimi, pedalare di notte”

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