La storia del pomodoro: lo sfruttamento dell’oro rosso


 

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Caporalato: il figlio prediletto del capitalismo


Dalla cronaca

Strage di braccianti

L’analisi

bracciantiIl caporalato è il figlio prediletto del capitalismo perché uccide l’identità dell’uomo in assoluto silenzio. La disintegrazione dei diritti del lavoratore è colpa del cinismo, dello sviluppo illimitato, della depravata globalizzazione. Abbiamo tutti le mani sporche di sangue ma siamo talmente ipocriti da dimenticarcene ogni giorno. È necessario rimembrare quanto riportato nel libro più famoso al mondo (la Bibbia) dove il Dio del vecchio Testamento distrusse con il diluvio universale la civiltà umana. Al di là del contenuto religioso a cui si può credere o meno per mezzo della parola chiamata fede, reputo la Bibbia molto più interessante se analizzata da un altro punto di vista: quello filosofico. Da fedele non riusciresti infatti a capacitarti di come possa il Creatore essere stato così malvagio da distruggere l’intera civiltà umana. Il pensiero cadrebbe in contraddizione e la domanda rimarrebbe irrisolta. Ma dal punto di vista filosofico il discorso torna. Perché Dio si incazzò di brutto? Perché si rese conto di aver creato una società fuori controllo, cinica, egoista, opportunista ma sopratutto ipocrita vocata all’autodistruzione (più o meno come la nostra). Probabilmente Dio entrò in uno stato di profonda confusione con se stesso, domandandosi come fosse possibile. Allora prese la decisione più difficile della sua vita: distruggere prima dell’autodistruzione con il primo Giudizio Universale.

Tornando al presente analizziamo gli attori in gioco nella vita biblica moderna:

  • I braccianti sfruttati: ricordano Gesù crocefisso che si immolò per salvare il mondo; i braccianti si immolano per salvare l’economia locale in onore della competitività nel mondo globalizzato
  • I caporali: ricordano il sinedrio e i soldati che infilzarono la lancia al costato di Gesù deridendolo e schernendolo
  • La società inerme: ricorda Pilato e la folla che urla; quella pesante decisione di lavarsi le mani dinanzi ad una scelta; andare contro il popolo o fare la cosa giusta? Meglio far scegliere alla folla pensò Pilato. L’atto di lavarsi le mani è un gesto molto forte di ipocrisia. Vogliamo tutti avere la coscienza pulita nonostante le mani astrattamente sporche di sangue. Ovviamente la folla psicologica (ben descritta dall’antropologo Gustave Le Bon) prese la scelta sbagliata annebbiata dal pensiero comune
  • La plutocrazia capitalista: ricorda il cinismo di Erode, la supremazia a tutti i costi
  • I mezzi di comunicazione: ricordano la distorsione della realtà tramandata dalle maldicenze e dai ritocchi continui in stile telefono senza filo; la realtà arriva talmente distorta da essere spesso completamente contrapposta alla verità. I mezzi di comunicazione incitano all’odio e a sentimenti negativi perché vendono molto di più rispetto alla positività. I mass media fomentano la confusione e spalleggiano il capitalismo. La cronaca nera ha successo perché la gente prova un brivido di emozione nera, mentre la positività e il successo scaturiscono inconsapevole invidia in quanto esaltano le capacità altrui. Quando le disparità sociali aumentano aumenta anche l’invidia, un altro becero frutto del capitalismo malato.

 

SoldatiCome possiamo vedere utilizzando l’analogia e il dualismo si giunge a risultati interessanti. Il primo risultato è che la Bibbia è un libro multidisciplinare con contenuti filosofici. La religione non è altro che un mezzo inventato dagli uomini di intelletto per diffondere dei messaggi (i concetti filosofici fondamentali) per vivere serenamente nella società. La Bibbia è la Wikipedia della storia passata. La Bibbia è stata una sorta di involucro per contenuti importanti, un primo tentativo dell’uomo di creare Internet dove l’informazione potesse viaggiare, anche se statica e unilaterale, nello spazio e nel tempo. E dopo migliaia di anni l’informazione è arrivata, molto spesso criptata (dal “linguaggio di programmazione” del tempo ovvero le parabole) per sfuggire al ban dei tempi passati. Ecco perché spesso la Bibbia non la si comprende, perché non si riesce a tradurre bene i messaggi criptici o perché ognuno li interpreta a modo suo. In sostanza la chiave di lettura può apparire parecchio soggettiva e la soggettività rende troppo variabili i concetti dell’oggettività reale. Se si riuscisse a trovare una chiave di lettura univoca si potrebbero decriptare correttamente i messaggi.

Bibbia

In conclusione quando andiamo al supermercato a comprare i pomodori sottocosto a 39 centesimi noi della società inerme ci stiamo sporcando di un crimine contribuendo ad alimentare il sistema malato del capitalismo. Nel momento in cui prendiamo in mano il prodotto stiamo frustando un bracciante africano e al contempo pagando un caporale. Siamo noi ad alimentare inconsapevolmente (perché preferite Sky Calcio e Cristiano Ronaldo alla cruda realtà) e continuamente il sistema: questo è l’inganno del capitalismo (cripticamente molto ben denunciato nel film Matrix).

Matrix
Umani come macchine attaccate al sistema per fornire energia illimitata

Un ultimo appunto sulla distorsione dell’informazione: quando dicono “un lavoro che gli italiani non vogliono più fare” dicono fesserie in quanto gli italiani semplicemente non riescono a farlo per quanto massacrante. Un italiano (etnia italiana) a quei ritmi non resisterebbe 3 giorni. Di qui la balla del SIAMO TUTTI UGUALI. Non siamo per niente tutti uguali, siamo tutti diversi, con un’identità culturale e caratteristiche fisiche diverse. Questo livellamento del siamo tutti uguali genera esso stesso razzismo. Non viene insegnato l’apprezzamento bilaterale per culture diverse ma viene spiattellata la frase del siamo tutti uguali quando la realtà dimostra il contrario. Insomma va rivisto il concetto di razza, etnia, popolo distrutto dalla globalizzazione che ci vuole tutti uguali, tutti viaggianti nel mondo, tutti nomadi pronti per farci togliere l’identità della nostra patria, la nostra casa, i nostri campi, il frutto dei sacrifici tramandati dalle nostre generazioni. Vogliono costringerci ad abbandonare la nostra cultura, il nostro paese, i nostri ideali, i nostri affetti.

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