La scomparsa di Donna Serena e il femminicidio della globalizzazione


Avevamo parlato qualche tempo fa con un post riflessivo, d’impatto e provocatorio della sofferenza dei nostri piccoli imprenditori calzaturieri locali soffocati dalle grandi economie di scala. Non vogliamo dimenticare la storia contemporanea e non possiamo neanche permettercelo. Ogni volta che si passa davanti alla curva di Donna Serena (clicca qui per approfondire) e si vedono le serrande chiuse ci ricordiamo di quanto sia in bilico l’artigianato locale e il made in Italy. E ne paghiamo tutti le conseguenze economiche direttamente o indirettamente. Cosa bisogna fare? Prima di tutto farsi due domande. Nessuno analizza i fallimenti, anzi si tende a nasconderli in questo mondo delle apparenze dove conta soltanto l’ostentazione dell’agio, del danaro, del successo. Ma la storia è la più grande maestra che si possa avere e dimostra come i più grandi insegnamenti provengano proprio dai fallimenti.

mulinoSe non si analizzano e studiano le cause di un fallimento, le strategie andate a male, ecc, si rischia di rivederle in azione magari a meno di 100 metri. Cosa è mancato nel nostro territorio? Il cambio di mentalità, la visione, l’investimento, il ricambio generazionale. Ognuno con la fabbrichetta ha tirato l’acqua al suo mulino facendo girare velocemente la ruota negli anni 90′ ma dimenticandosi che il mulino ha bisogno di un costante flusso d’acqua. E quando l’acqua ha iniziato a deviare, dalle nuove correnti economiche, verso l’oriente di Cina e India, verso i vigliacchi traditori fuggiti indisturbati in Romania a delocalizzare, verso i mancati controllori che non hanno fermato la silente immigrazione clandestina cinese che ha distrutto e continua a distruggere il tessuto sociale fermano, beh allora è iniziata la decadenza (clicca qui per approfondire). Una decadenza  che ha favorito le grandi aziende e le multinazionali ben descritta e predetta nel libro più famoso al mondo (la Bibbia):

A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha (Mt 13,12) 

Ebbene questa parabola economica di un certo Gesù il Nazareno ha spiegato qualche migliaio di anni fa il capitalismo e la conseguenza dell’aumento del coefficiente di Gini nelle società future. È chiaro come dal fallimento dei pesci piccoli, i pesci grossi guadagnino fette di mercato e si espandano aumentando i profitti. Quindi un fedele operaio non comprenderebbe mai perché Gesù avesse detto quelle cose mentre un fedele economista probabilmente si. Nel nostro territorio le aziende più grandi come Della Valle (Tod’s) e Bracalente (Nero Giardini) con un piano di investimento ben strutturato sono usciti fuori dalla crisi finanziaria del 2008 (percepita solo nel 2011, ne avevamo parlato qui) e si stanno rafforzando puntando sulle esportazioni e sull’internazionalizzazione del brand mentre i pesci piccoli sono stati inghiottiti dal vortice economico negativo indotto dalla finanza globale. C’era d’aspettarselo? Si. Se vicino alla classe operaia degli anni 90′ si fosse affiancata la classe dirigenziale probabilmente gli effetti sarebbero stati migliori. L’operaio dirigente non aveva le conoscenze/visione per espandersi, capire il mercato. La struttura piramidale di tipo verticale tipica dell’organigramma di grandi aziende non è stata rispettata ed il collasso è avvenuto probabilmente proprio per questo (l’unico vero vertice era il padrone mentre tutti gli altri erano alla base; ma troppo spesso il padrone si metteva a lavorare alla base dimenticando l’importanza della comunicazione e del ruolo dirigenziale che ha il compito di allacciare rapporti economici). Si è pensato solo a lavorare duro senza riflettere sul futuro. E quando il lavoro supera di molto il pensiero, le classi sociali sono destinate al fallimento a causa del mancato rinnovamento. Tuttavia il mancato protezionismo nei confronti del nostro prodotto artigianale di qualità è stato il più grave errore degli anni 90′. Hanno volutamente distrutto l’artigianato made in Italy attraverso leggi ridicole create appositamente per annientare l’economia nazionale e favorire quella globalizzata in nome dell’Europa unita (ipocritamente unita). Nonostante ciò esistono menti fervide, nuove, giovanili, in grado di capire, anticipare le mosse, proporsi al mercato di nicchia e creare novità come il caso di BeVeggie di cui vi avevo parlato poche settimane fa.

Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono dei ripari ed altri costruiscono dei mulini a vento.
(Proverbio cinese)

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Be Veggie: la calzatura ecosostenibile realizzata in legno e 100% made in Italy


L’idea

Guardare al futuro con un occhio al passato; è sicuramente questa la strada da intraprendere per avere successo in un mercato sempre più saturo di qualità, originalità e artigianalità. Guardare la scarpa da un altro punto di vista, quello dei materiali, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Avvicinarsi sempre più alla natura, all’etica ed alla riciclabilità è la via del presente/futuro. Naike Pascucci è riuscita a cogliere il cambiamento in atto nel mondo moderno e a promuovere la sua idea, il design rivisitato, esaltando positivamente l’artigianato calzaturiero, in una società volta ad uno sviluppo sempre più attento all’ecosostenibilità. Be Veggie è un brand giovane nato a fine 2017 ma sta emergendo a livello nazionale grazie a importanti collaborazioni.

Be Veggie

Nata per cambiare la concezione di calzatura. Avete mai indossato un albero ai vostri piedi?

La ricerca di materiali innovativi ed ecosostenibili, ha portato l’azienda Be Veggie a puntare sul legno lavorato attraverso laserature, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Attraverso questo esclusivo materiale Be Veggie è l’unica ditta a produrre scarpe in legno di ciliegio usando tutti i materiali vegani 100% bio, cruelty free. Uno stile elegante ed eccentrico di esclusive calzature artigianali italiane provenienti dall’azienda di famiglia con sede a Loro Piceno (paesino nelle Marche in provincia di Macerata). Le scarpe Be Veggie esprimono artigianalità e originalità, rivolgendosi ad un mercato ed una clientela attenta a calzature sostenibili ed etiche, con ricerca del design particolare esaltato dalla naturalezza del legno. Alcuni legni adoperati provengono da foreste gestite eticamente nel rispetto dell’ecosistema. La certificazione FSC (Forest Stewardship Council) garantisce tracciabilità e la provenienza del legno, Inoltre grazie all’accordo con Tree Nation, per ogni prodotto venduto viene piantato un albero in Niger.

LA COLLEZIONE 2018

Di seguito la nuova collezione di scarpe per la stagione 2018. Il made in Italy da sempre è sinonimo di tradizione, arte ma anche innovazione e la collezione di scarpe Be Veggie ne è senza dubbio un esempio.

Be Veggie Modelli

PAUL

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Paul

ADONE

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo gomma e canapa.

Adone

ADAMO

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, elastico laterale. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero, fondo a cassetta in gomma.

Adamo

HERMES

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino, suoletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Hermes

EVA

 Tomaia in legno di ciliegio laserato, riporti in sughero. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato in micro e gomma con inserto in legno sul tacco. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola.

Eva

AFRODITE

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino traspirante e soletta rialzata in sughero. Fondo in micro e gomma. Morsetto in metallo laminato oro.

ELETTRA

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato micro e gomma, con inserto in legno sul tacco.

DAFNE

Tomaia in legno di ciliegio e sughero, fodera in lino trasparente, soletta rialzata in sughero. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola. Fondo in micro e gomma con inserto di legno sul tacco.

Be Veggie Outlet

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