Ritorno al futuro 4: la bufala per nostalgici


Ritorno al Futuro 4

 

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La bufala dell’insalame: il salame vegano marchigiano


Bufala salame vegano

Ha fatto il giro dei social da pagina a pagina (partendo da quelle territoriali fino a quelle nazionali) e tutti si sono domandati se l’insalame sia veramente una nuova pietanza marchigiana o la solita BDS (bufala di successo) /presa in giro nei riguardi di una categoria molto discriminata sui social: i vegani. In realtà si tratta della seconda opzione, infatti la foto originale, trovata mediante ricerca inversa delle immagini su Google, è postata nel sito italiano64.over-blog.com e raffigura il famoso salame di Felino (prodotto per l’appunto nella cittadina di Felino in provincia di Parma). Tra l’altro è il ciauscolo il salume della tradizione contadina dell’entroterra umbro-marchigiano quindi magari l’ “insabuscolo” sarebbe stato più credibile anche se meno sonoro come pronuncia. Il post goliardico circolante in rete è corredato di spiegazione tecnica culinaria che aumenta suggestione e credibilità:

L'insalame Post

Dalle Marche, Il “Salame” 100% Vegano: l’Insalame. A base di cicoria, lattuga, rucola, scarola, radicchio, tarassaco e aglio, questo piatto è davvero un eccellente sostituto dell’insaccato. Il grasso è ottenuto dalla centrifugazione di pregiati oli vegetali e burro di nocciole salata. Si può avere con o senza pepe. La “pelle” viene ricavata da un opportuno trattamento delle foglie di mais.

Insomma una “photoshoppata” degna di nota ha riscritto la tradizione marchigiana.

 

 

L'insalame
Dati sulle ricerche della parola insalame

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Bufale di successo: tra ipnosi e psicosi collettiva


Come si costruisce una BDS (Bufala Di Successo)?Perchè una BDS ha successo?Come diventa virale una BDS?Quali sono i meccanismi che eleggono una BDS?

Suggestioni delle fake news.jpg

Facebook era un social bellissimo dove potevi provarci con la gnocca stando comodamente seduto davanti a un computer e all’inizio “cuccavi” pure per via della novità che piace. Poi è iniziata una lenta trasformazione quando si è vista la potenza dell’influenza sulle persone. Le aziende si sono riversate sui social, la politica si è riversata sui social propinando e potenziando le idee demagogiche e utopiche, le pubblicità sono diventate sempre maggiori di pari passo agli introiti e alle crescenti pagine più o meno trash. Quelli che hanno capito per primi la potenza di Facebook hanno creato un vero e proprio impero del business dove guadagnare scrivendo “boiate” è divento un vero e proprio lavoro anche se per pochi eletti consapevoli o meno di quanto stessero facendo. Poi il mercato è iniziato a saturare sempre di più,acchiappare like è diventato sempre più difficile e Facebook ha raggiunto il picco del successo; successivamente è iniziata una lenta fase decrescente in termini di novità del social per via anche dell’avvento di Instagram, altra piattaforma molto influenzale che ha messo a nudo in tutti i sensi soprattutto quello fisico piuttosto che quello letterale, le persone. Quando Facebook introduce delle novità non lo fa a caso ma perché capisce che sta perdendo colpi,e quando parliamo di colpi parliamo di interesse e quindi soldi! Un bel giorno qualcuno capì di poter fare denaro con le fake news e iniziò a dare sfogo alla fantasia dando origine ad un fenomeno virale in cui la diffusione di notizie false soprattutto nelle fasi primordiali del fenomeno ha fatto cadere nella trappola moltissime persone facendo credere cose assurde e impensabili,facendo leva sull’inganno. Il primo aspetto dell’inganno riguarda il nome del sito fake sempre molto simile ad uno già esistente e attendibile. Ma cosa sono le fake news? Le fake news non sono altro che notizie trappola clamorosamente false ma che hanno in se una profonda credenza popolare, in grado di far cadere e quindi cliccare l’utente social su di esse e trasportarlo nella sua pagina web dove grazie alle moltissime pubblicità e all’elevato numero di utenti caduti in trappola si riesce o meglio si riusciva a creare un vero e proprio malloppo economico semplicemente scatenando la fantasia del fake!

Tutte le fake news hanno successo?No.Vi sono ingredienti per rendere una bufala un successo. La parola chiave è suggestione. La suggestione è un fenomeno psicologico per cui un convincimento, un’idea, un’aspirazione si impongono alla coscienza per azione diretta o indiretta di un’altra personalità o comunque in virtù di una forza esterna cui non si riesce a opporre una resistenza valida. E’ un fenomeno che manda in tilt la coscienza,la ragione e fa prevalere la parte irrazionale dell’inconscio spesso padroneggiata da sentimenti come la paura. Le suggestioni vengono utilizzate dall’ipnotizzatore durante una seduta ipnotica per portare il soggetto nei meandri più profondi dell’animo. Abbiamo quindi tre soggetti chiave:

  • Il curatore o ipnotizzatore
  • L’ipnotizzato che può essere un singolo individuo o una folla di persone
  • Le suggestioni

Il primo soggetto da la notizia. Chi legge la notizia da per scontato che sia vera. Questo fatto implica una fiducia istantanea e un’accettazione immediata del vero. L’instaurazione della fiducia e la/e suggestione/i porta/no l’ipnotizzato in uno stato alterato molto simile a quello ipnotico anche se a livelli molto molto leggeri e impercettibili.

Vediamo la bufala dell’ago sulla pompa dei distributori di benzina. E’ una delle ultime bufale che si sono diffuse in maniera virale e il perché è molto semplice da comprendere. L’immagine crea una fortissima suggestione,manda completamente in pappa il cervello e l’effetto è ancora più potente per via dei numerosi cerchi rossi che evidenziano l’ago. A causa di questa fortissima suggestione il soggetto completamente devastato dalla paura inizia a leggere il testo. Viene suggestionato nuovamente quando viene scritto il luogo del presunto ritrovamento: “in provincia di Verona”. E poi via un’altra suggestione “è stato appurato” crea il panico nell’individuo,ma la domanda che dovrebbe farsi è “chi lo ha appurato?”,”quali sono le fonti?”,ovviamente non vengono date risposte a queste domande nel post proprio perché la suggestione non necessita di verifica, basta e avanza a fare il suo dovere. E poi ancora un’altra suggestione ancora più potente: “si tratta di un ago di siringa infettato dall’HIV” . Ma non finisce qui,ultime due suggestioni  per rendere il post virale e farlo condividere ai soggetti ignari di cosa stanno leggendo: “state attenti quando fate rifornimento” e “passate parola” . Abbiamo un totale di 2 suggestioni tramite immagine e 5 suggestioni tramite testo. L’immagine colpisce sempre per prima: noi viviamo di immagini,ragioniamo in immagini,memorizziamo immagini. Il nostro cervello è in continua elaborazione di frame ma solo alcuni lo cortocircuitano. Mai farsi prendere dalla paura e dal panico,sono questi gli interruttori del black out. Il lume della ragione va sempre alimentato dalla costante informazione su come la manipolazione influenza l’uomo. Ma la cosa più pericolosa è che una notizia falsa può diventare vera nel momento in cui questa viene accettata e presa di esempio da qualche squilibrato!Insomma una psicosi collettiva di un fenomeno inventato può dare origine al fenomeno stesso.

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Inchiesta sulla mozzarella di bufala DOP


Le immagini, del programma Rai di Michele Santoro “Animali come noi”, sono state raccolte in diversi allevamenti del Lazio che fanno mozzarella di bufala DOP : in un allevamento le zampe delle bufale vengono legate alle macchine per evitare che scalcino (pratica assolutamente illegale), e viene messo un sasso sulla macchina di mungitura per fare pressione sulla mammella e ottenere così più latte. I maltrattamenti sugli animali sono gravissimi,viene tolta loro la dignità e vengono trattati come macchine da produzione: un’allevatrice colpisce lo zoccolo di una bufala con un martello,dà bastonate di metallo sulle zampe degli animali,separa i piccoli nati dalle loro madri. In alcuni allevamenti, inoltre, vengono fatte punture di ipofamina per ottenere più latte dalle bufale. L’ipofamina è un farmaco che agisce direttamente sull’utero stimolando la lattazione, ma andrebbe somministrato sotto prescrizione veterinaria, anche perché può provocare gli aborti. Si indaga anche sulla fine che fanno i maschi delle bufale. Inutili per la produzione del latte e con una carne priva di sbocco commerciale, in alcune zone, come quella del casertano, diversi allevatori li abbandonano nelle campagne o li fanno morire di fame e di sete pur di risparmiare il costo del macello. Giulia Innocenzi trova una carcassa di bufalo nelle campagne di Casal di Principe, e viene immediatamente raggiunta dall’allevatore. Alla fine un blitz con le forze dell’ordine e con il parlamentare Paolo Bernini (Movimento 5 Stelle) in un allevamento di bufale, già sequestrato in passato per diverse irregolarità. Per concludere il reportage, Giulia Innocenzi intervista Roberto Battaglia, imprenditore agricolo del casertano e consulente di Eataly per la mozzarella di latte di bufala, sotto scorta da cinque anni per aver denunciato esponenti di spicco del clan Zagaria.

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Giulia Innocenzi,Paolo Bernini,Roberto Battaglia

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