Tic-tac,tic-tac


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Il rumore quasi impercettibile della lancetta della sveglia vicino al tuo comodino diventa assordante nel momento in cui attorno cala il silenzio. I secondi scorrono, il tempo passa. Tic, tac, tic, tac, ti entra in testa, ti giri, ti rigiri ma lo senti sempre più vicino.

La tua attenzione viene attirata con un crescendo dal ticchettio e ti sale il nervosismo. Tic, tac, tic, tac.
Questo è quello che accade. Ogni tic e ogni tac sono i vocaboli sinceri detti a te. Parole rimaste indelebili,ma sospese nel rumore della quotidianità. Quando fuori calerà il silenzio, quando una tempesta di emozioni si abbatterà nel tuo inconscio, allora tutto verrà risucchiato via e tic, e i tac, cadranno giù come macigni appesantiti dal logorio del tempo. Sarà troppo tardi. Saranno maturati in rimorsi figli di un’occasione persa.

Michele Paoletti

 

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“Non ci si”


non ci si

Non ci si guarda più negli occhi,

non ci si bacia più,

non ci si sussurra nell’orecchio,

non ci si abbraccia più.

Non ci si sente più,

non ci si capisce più,

non ci si accarezza col sorriso,

non ci si guarda più deciso.

Ci si sta insieme e ci si sente lontani,

ci si sente,come bambini senza mani.

Ci si sente,ci si sente,ma davvero ci si sente?

amore-abbraccio

(immagine presa da internet)