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Sant’Elpidio a Mare e l’assessore alla “sua cultura”: una volta è abbastanza

Sant’Elpidio a Mare e l’assessore alla “sua cultura”: una volta è abbastanza

Sant’Elpidio a mare conta più di 17.000 abitanti. Nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, gli assessori possono essere nominati dal sindaco anche al di fuori dei componenti del consiglio. Gli assessori “esterni” devono essere in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità previsti per i consiglieri (Corte di cassazione – Sezioni civili: I Sezione, 6 marzo 2000, n. 2490). A Sant’Elpidio a Mare il sindaco Alessio Terrenzi scelse Norberto Clementi e Giulia Ciarapica che sostituirono Stefania Torresi e Stefano Berdini. Nel 2019 Giulia Ciarapica, scrittrice e blogger, era stata la promotrice della rassegna Libri a 180 gradi.

Nel momento in cui viene eletta dal sindaco a ricoprire il ruolo di assessore alla cultura, turismo, pari opportunità, rapporti con le associazioni ed i quartieri si profila un conflitto d’interesse tra il Festival da lei promosso e la sua carica di assessore alla cultura. Se ti autoproclami come speaker, ti autoinviti come autore per parlare del libro che hai scritto per Rizzoli (Gruppo Mondadori->Gruppo Fininvest->Famiglia Berlusconi->Bunga Bunga), ti fai fare articoli con stampato il tuo viso da book influencer da usare come trampolino di lancio per la carriera privata e non il logo del Festival, condividi video del profilo Fb privato su pagine istituzionali comunali, quale cultura stai promuovendo? Promuovere la cultura non significa promuovere la propria carriera da book influencer. Ci sarebbe incompatibilità.

Cultura elpidiense

Dall’analisi del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 sulle autonomie locali si evince che la ratio delle disposizioni dettate in materia di incompatibilità è da ricercare nell’esigenza di garantire l’imparzialità nell’esplicazione delle cariche pubbliche, che verrebbe disattesa qualora il titolare della carica fosse portatore di interessi propri, configgenti con quelli della pubblica amministrazione presso la quale egli esplica il suo mandato. Il conflitto di interesse è configurabile quando l’atto riguarda interessi propri, o di parenti o affini sino al quarto grado. La Giurisprudenza ha chiarito che: <<Il conflitto di interesse comprende ogni situazione di conflitto o di contrasto di situazioni personali, comportante una tensione della volontà, verso una qualsiasi utilità che si possa ricavare dal contribuire all’adozione di una delibera>> (in tal senso, cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 4 novembre 2003, n. 7050; si veda inoltre T.A.R.
Lombardia Milano, sez. II, 19 maggio 2009, n. 3782).

Nel momento in cui si decide di accettare la carica di assessore si deve separare il lavoro privato dal lavoro pubblico. Altrimenti la parola “conflitto d’interesse” inizia a vibrare nell’aria delle antiche mura elpidiensi. Promuovere il proprio libro in un Festival dove si è organizzatore, speaker, autore (di professione) e assessore io penso che calzi proprio a pennello. Oggi è l’influencer a dettare le regole, chiamata da una mano in alto. Ma ognuno è libero di influenzare ciò che vuole purché non si utilizzi una carica pubblica e soldi pubblici per accentuare l’influenza di una carriera privata. La morale? Parafrasando il libro “Una volta è abbastanza” e pure troppo.

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