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Monte Urano: la fibra ottica 200 Mbps è un’illusione

Monte Urano: la fibra ottica 200 Mbps è un’illusione
cacciannanze

Premessa: siamo tutti Giancarlo Fisichella, aspettiamo il gran premio giusto che però forse non arriverà mai. Voi direte perchè!? Andiamo con ordine. N.B: per chi lo leggerà in futuro fare sempre riferimento alla data di scrittura dell’articolo perché forse nel 2030 andremo più veloci (si spera).

Ci chiamano Schumacher ma siamo tutti Fisichella

Le parole, i comunicati e la teoria cozzano profondamente con la realtà dei fatti come d’altronde spesso accade nel territorio monturanese (doping mediatico fraudolento) motivo per cui il blog continua ad esistere. La propaganda sulla fibra ottica cozza con il sistema fisico realizzato nel nostro territorio ma anche nei paesi limitrofi. La realtà dei fatti è che i cabinet installati nel comune sono insufficienti a coprire l’intera popolazione monturanese sopratutto se abiti nella “Borgo Panigale de Monturà” ovvero la periferia. Ma questo vale un po’ dovunque.

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La propaganda TIM che millantava e continua a millantare cifre improbabili trae in inganno i cittadini che sono clienti e consumatori. Collegandoci all’ethernet e facendo uno speed test si scopre in molti casi (come il mio) che dei 200 Mbps non si arriva neanche a 20 Mbps, un fattore 10 non è poco, è un’ordine di grandezza. Paragonando la velocità a quella di una formula uno è come se tu vai a 20km/h ed il tuo competitor a 200km/h. L’unico modo per vincere è sperare che: vada a sbattere, gli si rompa il motore, gli si fori una gomma, insomma una botta di culo immane come la prima vittoria in F1 di Giancarlo Fisichella nel Gp del Brasile del 2003 (vedi Appendice, roba da non credere per questo me la ricodavo).

Ipotesi fantasiose

Analisi reale: il caso studio

Nel mio caso la distanza dal cabinet è di circa 1.3 km ed il collo di bottiglia del doppino in rame che arriva in casa si fa sentire. Passando dalla semplice ADSL alla fibra o meglio alla XDSL (misto fibra e rame) la velocità è triplicata ma poiché prima andavo lentissimo, ora 3 volte di lentissimo è quasi normale. A noi non serve la quasi normalità, serve velocità e banda minima garantita. Nonostante questo evidente problema i gestori telefonici continuano a millantare cifre che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti. In questo periodo storico caratterizzato dallo smart working e dalla didattica a distanza la connessione a banda ultralarga diventa prerogativa di fondamentale importanza in quanto necessaria alle attività di routine giornaliere di molti cittadini. Call, riunioni, conferenze, didattica a distanza, consigli comunali in streaming, dirette Facebook della Proloco, video aggiornamenti della sindaca Moira, cani e gatti che spariscono e vanno cercati su “Sei monturanese se” e quant’altro richieda banda per fare satira tra le righe.

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Gli operatori di call center o meglio i truffatori di call center che lavorano per Tim dicono chiaramente cose totalmente false come 200 Mbps effettivi in casa. Sapevo che era una falsità però almeno contavo su una quarantina di arrivarci. Alla fine quasi 20 è sicuramente meglio dei 6 che avevo prima. Quando però sento puzza di falsità registro le chiamate, ecco lo show delle cazzate dei 300 Mbps nominali e 200 Mbps effettivi in casa con fttc:

Call Center

Tutti però pagano la stessa cifra in quanto il contratto non è in base alle fasce di velocità ma uguale per tutti. Questo crea disagio e diseguaglianze oltre a non avere senso logico. Inoltre con il call center stipuli un contratto super fibra ma ti ritrovi per email un contratto super mega ed una volta attivato vai sul sito Tim e hai un contratto super XDSL perché l’infrastruttura fa cagare. Insomma l’unica cosa di super vera è la “Super inculata”.

Non essendo tutti allo stesso livello (comunismo) e non potendo pagare di più per andare più veloci in quanto l’infrastruttura non lo permette (capitalismo) la competitività viene meno e chi punta sul digitale si trova con le mani legate da un’infrastruttura già vecchia sul nascere (investimenti totalmente insufficienti). I 200 Mbps sono un’illusione appannaggio del marketing della Tim e compagnie varie, dei call center truffaldini, degli spot politici e noi siamo tutti Giancarlo Fisichella che aspettano di vincere un gran premio con l’enorme contributo dello Stato centrale in bonus monopattino, cashback e lotteria degli scontrini.

Citazione

Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.“ —  Horacio Verbitsky

APPENDICE: chiacchiere da bar, la vittoria di Giancarlo Fisichella

Iniziò così lo show che alla fine contò 10 ritiri:  all’ottavo giro, a Nick Heidfeld cedette il motore, mentre otto giri dopo Justin Wilson andò in testacoda e anche lui è costretto al ritiro. Durante il 18º giro sulla vettura di Firman si ruppe senza preavviso la sospensione anteriore destra e la monoposto dell’irlandese, senza più controllo, si schiantò contro quella di Panis ed entrambi i piloti furono costretti al ritiro. Montoya, nel corso del 25º passaggio, uscì di pista alla curva Do Sol, andando a sbattere violentemente contro le barriere. Nello stesso punto uscirono di pista anche Pizzonia, la cui Jaguar colpì la monoposto del colombiano ferma nella via di fuga, e, due giri più tardi, Michael Schumacher. Al giro 33, anche il pilota inglese Jenson Button della BAR uscì di pista alla curva Do Sol; poco prima, invece, si era ritirato per un testacoda dovuto ad un suo errore anche Jos Verstappen su Minardi, che al momento era ottavo. Il pilota olandese era partito con il serbatoio completamente pieno di benzina e, come ammise anni dopo l’allora proprietario del team faentino Paul Stoddart, se non avesse compiuto errori e fosse arrivato al traguardo avrebbe potuto conquistare il podio o addirittura la vittoria. La Minardi aveva infatti pianificato una strategia di gara che prevedeva un caos totale derivante da un possibile nubifragio. La gara ripartì al 34º passaggio, con Coulthard in testa davanti a Barrichello, Ralf Schumacher, Alonso, Räikkönen e Fisichella. Con la pista che si stava asciugando gradualmente il pilota finlandese risultò tra i più rapidi ad adattarsi alle condizioni variabili, portandosi rapidamente in terza posizione alle spalle di Barrichello. Quest’ultimo recuperò terreno su Coulthard, mettendo pressione all’avversario e sopravanzandolo nel corso del 44º passaggio. Una volta in testa alla corsa, Barrichello fece segnare il giro più veloce in gara, staccando nettamente Coulthard, ma tre tornate più tardi il pilota brasiliano fu costretto al ritiro per un problema di pescaggio del carburante. Coulthard tornò quindi al comando davanti a Räikkönen, Fisichella, Alonso, Frentzen, Villeneuve, Trulli e Webber: lo scozzese rifornì per l’ultima volta cinque giri più tardi, rientrando in pista in terza posizione. Räikkönen, in crisi con le gomme, commise un errore, cedendo la posizione a Fisichella e rientrando ai box a sua volta nel corso del 54º giro. Nel frattempo, però Webber perse il controllo della sua Jaguar nelle ultime, veloci curve che precedono il rettilineo d’arrivo, andando a sbattere violentemente contro le barriere e disseminando il tracciato di detriti. Alonso, arrivato troppo velocemente nella zona dell’incidente, colpì una delle ruote della monoposto dell’australiano, sbattendo a sua volta contro le barriere di protezione. La gravità di questi incidenti, in particolare quello del pilota spagnolo che fu trasportato in ospedale per accertamenti, spinse la direzione gara ad esporre la bandiera rossa interrompendo la gara. Vinse perciò Giancarlo Fisichella (FONTE: motori.it).

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