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Il video dell’Onorevole Sara Cunial censurato da Youtube

Il video dell’Onorevole Sara Cunial censurato da Youtube

Articolo 21 – Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. YouTube viola la Costituzione Italiana censurando un video di un deputato, registrato nel Parlamento Italiano e caricato da una testata giornalistica. Il video infatti era stato caricato da Byoblu24 diventato da qualche giorno testata giornalistica registrata al tribunale di Milano e come direttore responsabile la giornalista professionista Virginia Camerieri inscritta all’albo dei giornalisti delle Marche dal 30 Gennaio 2014. Analizziamo alcuni aspetti utilizzando la logica dell’informazione libera.

➤ Che la Cunial possa dire cose condivisibili o meno, illazioni, cose “populiste” e/o “complottiste” è un altro discorso che eventualmente va chiarito dalla politica stessa e dall’organo della Magistratura, se necessario, utilizzando gli strumenti legislativi-giudiziari della Repubblica Italiana e non di certo quelli di una multinazionale come YouTube.

➤ Il secondo aspetto riguarda il fatto che questo discorso della Cunial non abbia avuto risalto nei telegiornali. Credo che sia la prima volta che in un parlamento vengano dette quel genere di cose facendo accuse molto pesanti. Andava quindi riportata la notizia perché che si possa essere d’accordo o meno è impossibile da trascurare poiché di elevato impatto mediatico.

➤ Il terzo aspetto è che Domenica 14 Giugno 2020 la piattaforma di condivisione e fruizione video “Youtube” sospende l’account dell’emittente radiofonica romana “Radio Radio danneggiandola economicamente, ed emotivamente le centinaia di migliaia di ascoltatori che quotidianamente si informano attraverso questo canale. In seguito all’interrogazione presentata al Ministro dello sviluppo economico il canale viene ripristinato non essendoci stata alcuna violazione (le motivazioni di Youtube sulla chiusura sono state del tutto infondate). L’editore Fabio Duranti aveva difeso il nome della radio in un video sul sito ufficiale in cui ha accusato Google di calunnia. Ha anche dato mandato agli avvocati spiegando di procedere per vie legali.

➤ Un’altra pratica scorretta di YouTube è di rimuovere gli iscritti dai canali. In sostanza piano piano rimuovono le iscrizioni senza che l’utente si sia effettivamente “disiscritto“. Vi sono molte testimonianze di tale pratica (anche personali perciò ne sono certo) che però guarda caso non viola le regole della Community.

➤ YouTube è stata acquistata da Google. Il motore di ricerca più utilizzato al mondo gestisce perciò una mole di dati testuali e visivi impressionante (vi ricordate Matrix?). Esiste un controllo automatico dell’informazione che può essere penalizzata (rank basso) o favorita (aumento del rank) dagli algoritmi in base a dei feedback derivanti da molti parametri che identificano la qualità. Non credo sia improbabile la modalità manuale attivata dai dipendenti che possa affondare chi diventa “troppo ostile” (quelli che in Matrix si chiamavano sentinelle). Di certo per quanto possa centrare o meno Bill una cosa è certa, accostare la parola filantropo a miliardario rappresenta secondo me un ossimoro. Come dire un Santo omicida, oppure un povero miliardario. La filantropia è un sentimento ed un conseguente atteggiamento di benevolenza alla base di un comportamento diretto a realizzare il benessere degli altri; se si ha un patrimonio che supera i 100 miliardi di dollari, non credo che ci sia stata troppa benevolenza. La parola corretta da associare a miliardario è capitalista. Il filantropo è il barbone che spezza il suo pezzo di pane per darlo al suo amico barbone. I miliardari non sono filantropi punto.

➤ Google gestisce anche una buona fetta delle ricerche vocali grazie agli smart assistant. In sostanza testo (motore di ricerca), immagini (motore di ricerca), video (Youtube), videosorveglianza (Nest Cam) e audio (Smart Assistant) sono quasi monopolizzati dall’azienda multinazionale americana. Un grande fallimento di Google è stato il Social Google+ che non ha permesso il dominio anche nella sfera dei social network.

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