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Scrittura digitale: fare gli accenti nelle lettere maiuscole

Scrittura digitale: fare gli accenti nelle lettere maiuscole

Tra gli errori più comuni di scrittura digitale il vincitore è uno solo, “è” maiuscolo che diventa E’ invece di È . Voi direte pignoleria, beh no, in realtà è più serio di quanto si pensi! Abbiamo preso come esempio la pagina iniziale di una testata giornalistica online molto accreditata (che non citiamo per mantenere l’anonimato):

Errori scrittura digitale
Esempio di pagina web con errori ortografici

In testate di fama localenazionale e internazionale è molto semplice incappare in questo tipo di errore digitale molto comune. Quando la lettera diventa maiuscola, accade il misterioso misfatto e l’apostrofo viene utilizzato erroneamente come fosse un accento. L’apostrofo e l’accento sono due cose ben differenti, come ci insegna la letteratura. Proprio perché non sono un esperto di letteratura e sono incappato centinaia di volte in errori del genere ho una certa esperienza personale che mi piace condividere:

  • L’apostrofo (   oppure   ) è un carattere tipografico usato nelle lingue scritte in alfabeto latino, spesso annoverato tra i segni d’interpunzione anche se sarebbe più appropriato definirlo un segno paragrafematico e talvolta un segno diacritico. Di questo carattere esistono due varianti: l’apostrofo tipografico o curvo ( ’ ) e l’apostrofo dattilografico o diritto ( ‘ ). In italiano, tale segno viene utilizzato per indicare l’elisione e in alcune rare situazioni anche il troncamento.
  • L’accento di parola è un tratto prosodico (soprasegmentale), che permette ,nella realizzazione fonetica di una parola, la messa in rilievo di una delle sillabe che la compongono. L’accento grave ( ` ) è un segno diacritico utilizzato in molti sistemi ortografici tra cui la lingua italiana. L’accento acuto ( ´ ) è un segno diacritico utilizzato in numerose lingue scritte moderne basate sull’alfabeto latinocirillico greco ed è uno degli accenti grafici. L’accento circonflesso (^ o ˆ) è un accento ‘doppio’, in quanto deriva da una contrazione di vocali. In italiano è usato sempre più raramente, al contrario della lingua francese

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