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Discoteca Mahè: la nascita ed il declino dopo gli anni 90′

Discoteca Mahè: la nascita ed il declino dopo gli anni 90′

La discoteca Mahè era situata a Pedaso e fu per anni uno dei locali estivi d’eccellenza nella Regione Marche Sud. Una tra le discoteche all’aperto più belle d’Italia, per location, stile e presenze. Lussuoso giardino, splendide cascate ed un ambiente elegante caratteristico del club lungo la riviera adriatica. Una volta superato l’ingresso ed esser scesi da una serie di scalini si arrivava nella sala centrale meta, nei tempi d’oro, di vip e personaggi dello spettacolo (da ricordare uno dei fondatori del locale, il grande sciatore Alberto Tomba che non le mandava a dire ai fotografi). La sala centrale del Mahè si contraddistingueva per la sua eleganza: cascate, ruscelli e una splendida villa, facevano da cornice ad un arredamento di altissima qualità. Anche la pista da ballo si presentava in modo elegante. Non grandissima ma sempre molto affollata. Una pista dove ballare musica house e commerciale fino alle prime luci dell’alba frequentata anche da coloro che arrivavano nei limitrofi villaggi turistici. Poi vi era un secondo ambiente nel Mahè: un sorta di privè, piccolino e raccolto che ha riscosso da sempre un grande successo. In questa seconda sala solitamente si ballava musica revival e happy, ideale per un pubblico più adulto.

La nascita ed il declino del Mahè

“Di te, di me, Mahè, discoteca Mahè”, era questa la frase pubblicizzata in radio con la voce asmr dello speaker. Una frase semplice e geniale che rimaneva impressa. La discoteca Mahè nasceva negli del boom discotecaro da un’idea di una serie di imprenditori e addetti ai lavori. Erano gli anni in cui le discoteche erano quasi tutte stracolme e la gente si divertiva da matti, ma questo locale è stato per anni uno dei più apprezzati e conosciuti a livello italiano, quasi da far invidia alle grandi discoteche della Riviera Romagnola. Dopo anni di successi e champagne a fiumi, con vip dal mondo del cinema, spettacolo e reality del calibro di Riccardo Scamarcio, Daniele Battaglia, Veronica Ciardi, Francesco Arca, Brigitta Bulgari, Stefano De Martino, anche il Mahè all’inizio del 2000 ebbe il suo periodo di crisi che portò alla chiusura definitiva. In quegli anni nascevano i primi chalet ad ingresso libero e le discoteche estive delle Marche cominciarono a subire questa moda che è andata sempre più in espansione. Fino al punto tale da sovrastare le grandi discoteche che per motivi economici non riuscivano a sostenere le spese e poter magari ridurre i prezzi d’ingresso. Nella stagione estiva del 2008 arriva una svolta, la discoteca Mahè si rinnova e cambia gestione, ma l’avventura non ebbe un grosso successo e dopo un breve periodo arrivò la chiusura definitiva. Come dimenticare il Mercoledì del Mahè, targato Baciami Signorina, che confermava essere una delle serate “Top” in Riviera con la presenza di tantissime donne per un appuntamento interamente a loro dedicato: e quando porti le donne, gli uomini arrivano a flotte!

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Com’è oggi il Mahè?

Un ammasso di abbandono, vandalismo, distruzione e ruggine, dove la natura si riprende gli spazi ballando in pista alla faccia dell’eccesso decaduto. Le bollicine francesi simbolo dell’ostentazione trash hanno lasciato spazio all’acqua distillata della pioggia. Il mondo delle discoteche ha subito si l’effetto della crisi economica ma anche l’effetto di una crisi di valori di carta fondati sull’apparenza. L’eccessiva esaltazione oltre i limiti accettabili ha distrutto il mondo discotecaro che stava in affanno economico.

Da Google Maps

In tutti i casi di discoteche decadute molti degli oggetti vengono lasciati sul luogo a marcire come divanetti, lampadari, ecc… Neanche la dignità di riciclarli o portarseli via. Neanche il rispetto per l’ambiente, la natura, la città. Anche questo fa parte della decadenza, perché alla fine l’apparenza dell’avere decade sempre e rimane il vuoto dettato dalla mancanza dell’essere. È proprio il caso di dire: locale fondato da Tomba e finito nella tomba.

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