Effetti negativi del GDPR: riduzione dei guadagni per i content creator


Problema

Hai notato una riduzione degli introiti da advertising (pubblicità) sul tuo sito web?? Beh se la maggior parte del tuo traffico, relativo al sito creato, proviene dall’Europa (soggetta quindi al GDPR) allora il problema potrebbe essere proprio quello!! Quando un utente non da il proprio consenso a mostrare gli annunci basati sui cookie nel proprio computer/smartphone (non accettando il classico banner dei cookie), vengono visualizzati annunci generici che hanno un pagamento inferiore rispetto agli annunci mirati. In sostanza l’utente negando o non accettando l’utilizzo dei cookie ti sta automaticamente e indirettamente penalizzando. Questo comporterà quindi una riduzione dei tuoi guadagni da entrate pubblicitarie nonostante le pubblicità mostrate siano comunque elevate!!

Soluzione

Probabilmente non hai attivato il widget Banner cookie sul sito o viene visualizzato in modo inopportuno (potrebbe non essere visibile se non viene effettuato lo scroll). Poni subito rimedio in modo tale che i visitatori possano accettare attraverso il widget gli annunci mirati. Questo consentirà di aumentare le tue entrate!

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Wordpress, Twitter e Facebook: la mancata standardizzazione del tracking


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Sopra Twitter, sotto WordPress: incongruenza tra click e visualizzazioni. Ho utilizzato un articolo su Cristiano Ronaldo poiché molto responsive grazie alla cultura “pallonara”

Un problema non indifferente riguardante WordPress, Twitter e Facebook, ma non solo, è dato dall’impossibilità da parte dell’utente di avere un riscontro sull’effettivo percorso dei click in ingresso. I metodi di tracciamento (in gergo tecnico conosciuti con la parola chiave TRACKING, ovvero tracciamento dei dati) utilizzati dalle varie piattaforme digitali sono differenti e non seguono un unico standard. Questo fa si che se ricevete ad esempio 50 click all’articolo su Twitter (e questo lo potete verificare in maniera molto semplice da Twitter stesso) ve ne ritrovate ad esempio solo 30 in WordPress. Vi è mai capitato di analizzarlo? Provare per credere! Il motivo di tale differenza è dovuto al diverso metodo di conteggio effettuato (come confermato dagli ingegneri stessi). Stessa cosa accade per Facebook. Per gli editori risulta essere un bell’inghippo in quanto non si riesce a capire con assoluta precisione il numero di click ottenuti da un canale di informazione piuttosto che un altro. I bacini di raccolta degli utenti social come Facebook, Instagram, Twitter, Youtube potrebbero essere piuttosto difficili da analizzare a causa di questa importante differenza nell’algoritmo di conteggio. Ci troviamo a combattere con l’indeterminazione come quel povero Heisenberg.

Tale problematica determina un quesito: di chi mi fido? Come faccio a sapere che una piattaforma non pompi in eccesso o in difetto i click? Chi mi garantisce la correttezza dei dati raccolti? Come posso tutelarmi? Non posso avere un riscontro tramite confronto indiretto. Se invece le piattaforme utilizzassero lo stesso metodo avrei la possibilità di verificare empiricamente se vi siano differenze o meno e segnalarle alle autorità competenti. Secondo il mio parere questo è un grave problema di trasparenza nel mondo del Web che andrebbe quanto prima risolto poiché avvantaggia le piattaforme a discapito della trasparenza nei confronti di autori/editori. L’Europa cosa ne pensa?

Approfondimento: Statistiche di WordPress.com

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