La “potenza” gratuita di Twitter – Seremailragno.com™


L’Analytics di Twitter parla dei risultati raggiunti dal nostro account: in soli 28 giorni ha collezionato 20.200 visualizzazioni, 1860 visite al profilo e 17 menzioni, numeri impensabili da raggiungere con Facebook senza l’utilizzo di sponsorizzazioni. Twitter è una risorsa importante per scrittori, editori, blogger, giornalisti perché permette di raccogliere un bacino ben targhettizzato dando priorità visiva agli articoli. Perché molti abbiano abbandonato Twitter è ancora un mistero. Ne avevamo già parlato diverso tempo fa in questo articolo che vi consiglio di leggere. Chiaramente la qualità e la credibilità di ciò che scrivete è sempre molto importante e vanno mantenute alte onde evitare perdite nel tempo.

Twitter Statistiche

Twitter numeri

Google Play Store

Copyright©2019 Seremailragno.com by Michele Paoletti – michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

L’importanza di Twitter nell’indicizzazione su Google


Alleanza tra Google e Twitter

I risultati dai siti internet non possono essere aggiornati e indicizzati che in alcune ore, e nemmeno il box dedicato a Google News può competere alla rapidità con quanto viene pubblicato su Twitter. Ecco quindi che utilizzando l’alleanza con Twitter il motore di ricerca Google ha fornito ai suoi utenti contenuti in tempo reale diventando praticamente insuperabile quanto a completezza dei risultati real-time. Se volete quindi sfruttare l’effetto scoop dovrete essere rapidi, concreti, astuti entrando nel gap temporale che intercorre tra lo scoop e la sua indicizzazione.

I Tweet in Google: come funziona la ricerca?

Il funzionamento è abbastanza semplice e diviso in due parti. Da un lato una normale ricerca su Google: in questo caso non è detto che i Tweet siano sempre mostrati fra i risultati, in quanto tutto dipenderà dal tipo di ricerca e se per quella domanda vi saranno trend o flussi di informazione “freschi” tali da giustificare la visualizzazione dei Tweet. Quando questo accade, l’utente vedrà una serie di Tweet sotto forma di carosello orizzontale scorrevole, con la possibilità di aprirli e visualizzare l’account correlato.

Indicizzazione Twitter

Nel caso in cui nella barra di ricerca di Google si digiti una parola preceduta dall’hashtag, il simbolo # che su Twitter identifica una “parola chiave”, la ricerca sarà invece completamente concentrata su quanto viene cinguettato in quel momento, con una formula chiara e molto completa. La visibilità per Twitter è veramente ampia, dato che il servizio è prevalente nel mondo mobile, e su qualsiasi schermo di smartphone l’integrazione dei Tweet copre una generosa fetta dello schermo.

Come indicizzare i Tweet in Google?

  1. Credibilità del profilo. Per esempio: da quanto tempo sei iscritto, verifica del profilo, numero di follower, la reattività dei follower ad una vostra pubblicazione, presenza di un sito internet associato.
  2. Struttura del Tweet: numero di hashtag, lunghezza del testo, rank e affidabilità del sito in caso di link.
  3. Link in entrata: un Tweet che sarà citato da altri Tweet ma soprattutto linkato da siti esterni a Twitter, magari integrato tramite l’apposita funzione, sarà un altro segnale di gradimento che verrà ben visto da Google.
  4. No a menzioni e feed: da evitare invece le menzioni nelle quali citiamo il nome di un altro utente di Twitter. In questo caso il nostro messaggio perde il suo valore generale e viene considerato un tweet più personale e specifico, meno adatto ad essere scelto per la pubblicazione online e visualizzato dalla totalità degli utenti. Meglio in questo caso scrivere un tweet per l’indicizzazione e un secondo tweet per la persona destinataria.

Come sempre quindi il consiglio è puntare su contenuti completi, originali, di qualità, rispettosi e il resto verrà da solo. Se il vostro contenuto vale il tempo vi darà ragione, non siate frettolosi.

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

CR7 DAY Trends – Tweet Case Study


Heatmap Cristiano Ronaldo

CR7 Day

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

WordPress, Twitter e Facebook: la mancata standardizzazione del tracking


click
Sopra Twitter, sotto WordPress: incongruenza tra click e visualizzazioni. Ho utilizzato un articolo su Cristiano Ronaldo poiché molto responsive grazie alla cultura “pallonara”

Un problema non indifferente riguardante WordPress, Twitter e Facebook, ma non solo, è dato dall’impossibilità da parte dell’utente di avere un riscontro sull’effettivo percorso dei click in ingresso. I metodi di tracciamento (in gergo tecnico conosciuti con la parola chiave TRACKING, ovvero tracciamento dei dati) utilizzati dalle varie piattaforme digitali sono differenti e non seguono un unico standard. Questo fa si che se ricevete ad esempio 50 click all’articolo su Twitter (e questo lo potete verificare in maniera molto semplice da Twitter stesso) ve ne ritrovate ad esempio solo 30 in WordPress. Vi è mai capitato di analizzarlo? Provare per credere! Il motivo di tale differenza è dovuto al diverso metodo di conteggio effettuato (come confermato dagli ingegneri stessi). Stessa cosa accade per Facebook. Per gli editori risulta essere un bell’inghippo in quanto non si riesce a capire con assoluta precisione il numero di click ottenuti da un canale di informazione piuttosto che un altro. I bacini di raccolta degli utenti social come Facebook, Instagram, Twitter, Youtube potrebbero essere piuttosto difficili da analizzare a causa di questa importante differenza nell’algoritmo di conteggio. Ci troviamo a combattere con l’indeterminazione come quel povero Heisenberg.

Tale problematica determina un quesito: di chi mi fido? Come faccio a sapere che una piattaforma non pompi in eccesso o in difetto i click? Chi mi garantisce la correttezza dei dati raccolti? Come posso tutelarmi? Non posso avere un riscontro tramite confronto indiretto. Se invece le piattaforme utilizzassero lo stesso metodo avrei la possibilità di verificare empiricamente se vi siano differenze o meno e segnalarle alle autorità competenti. Secondo il mio parere questo è un grave problema di trasparenza nel mondo del Web che andrebbe quanto prima risolto poiché avvantaggia le piattaforme a discapito della trasparenza nei confronti di autori/editori. L’Europa cosa ne pensa?

Approfondimento: Statistiche di WordPress.com

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.