Penis Park: Il parco dei peni


Il suo nome è HAESINDANG PARK ed è un parco originale e alquanto bizzarro, che si trova a Sinnam in Corea del sud. Una serie di sculture di pietra, in legno e in molti altri materiali sono poste in un parco naturale molto grande al di sopra di una collina. Si dice che nei pressi del luogo in cui è nato il parco un tempo si trovava un piccolo villaggio di pescatori e la leggenda narra la disgrazia di una giovane coppia di sposi che viveva in quel villaggio. Una notte, i due, mentre passeggiavano vicino la costa furono colti da una fortissima tempesta e la ragazza fu travolta dalla violenza di un’onda e trascinata in mare. Il giovane tentò di salvarla ma quando la raggiunse fu troppo tardi, la ragazza morì ancora vergine. Il giorno dopo i pescatori andarono a pesca e non presero niente, attribuirono l’evento allo spirito della giovane che non aveva consumato il suo matrimonio. Per questo motivo i pescatori intagliarono nel legno dei peni per renderle omaggio e ‘gratificarla’. Dopo quell’offerta la pesca magicamente riprese più ricca di prima.

Il parco è un successo soprattutto per le donne in cerca di consolazione che tra una posa e l’altra si scattano selfie del c…,insomma ci siamo capiti 🙂 È ora di organizzare l’aereo per Penis Park!!

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Un misterioso oggetto caduto dal cielo: il meteorite di Fermo


I misteri si infittiscono,si gonfiano,si svelano,e si dimenticano,l’Indipendence Day fermano fu rimandato a data da destinarsi. 

MARTEDI’ 1/10/1996 DAL QUOTIDIANO NAZIONALE LA STAMPA

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MERCOLEDI’ 13/05/1998 DAL QUOTIDIANO NAZIONALE LA STAMPA

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Scrive in una rivista Franco Foresta Martin in quel periodo redattore scientifico e ambientale del Corriere della Sera:

I primi di ottobre del 1996, mentre mi trovavo nel mio ufficio presso la redazione del Corriere della Sera (sede di Roma), ricevetti un’originale e simpatica telefonata. Il mio sconosciuto interlocutore si compiaceva di fornirmi una notizia di prima mano, accompagnata da un invito a recarmi subito nella sua città, esprimendosi più o meno
in questi termini: “Sono Ettore Fedeli, professore di fisica e sindaco di Fermo. Sono orgoglioso di annunciare che un frammento di un corpo celeste di una decina di chili ha scelto l’unica città italiana amministrata da un fisico per venire fra noi. Se ci raggiunge subito, prima che il meteorite sia trasferito nei laboratori per le analisi,avrò il piacere di presentarglielo!”. Sembrava una burla, ma era la pura verità.

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Ettore Fedeli ex sindaco di Fermo
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Franco Foresta Martin

Fu così che, in poche ore, raggiunsi in automobile la graziosa cittadina marchigiana, 35 mila abitanti, 70 km da Ascoli Piceno, e feci la conoscenza del sindaco-fisico e dei numerosi personaggi coinvolti nella caduta del meteorite. Rileggendo, a distanza di tanti anni, i miei articoli e gli appunti su quell’evento straordinario, mi sembra che possa risultare gradito per i lettori di questa rubrica rievocarne gli aspetti salienti.

Il primo ad avere l’incontro ravvicinato col meteorite,fu l’agricoltore Luigino Benedetti, 39 anni che non vide nulla ma senti’: “Il pomeriggio del 25 settembre ero chino a piantare l’insalata nel mio campo, ai margini della strada di Santa Petronilla,quando ho sentito una serie di suoni davvero strani. Prima come il rombo di un tuono,poi dei sibili simili a quelli delle pale di un elicottero,e per finire un tonfo sordo, dalle parti della scarpata che delimita la strada. Anche se non ho visto nulla − mi confessò Benedetti durante l’intervista che gli feci − ho pensato subito che fosse cascato qualcosa dal cielo e l’ho detto ai miei otto compagni intenti a lavorare con me nel campo.Ma cosa vuoi che sia, mi rispondevano quelli,prendendomi in giro. E cosi, nonostante avessi la grande curiosità di andare a guardare fra i rovi vicino alla strada,lasciai perdere”

Ma la notte Benedetti, quasi non dormì ripensando all’accaduto e il mattino successivo ne parlò con Gino Ferraguti, suo vicino di casa, il quale gli confesso’ di aver sentito anche lui dei suoni strani il pomeriggio del giorno prima. Ma, ancora una volta, entrambi non ebbero ne il coraggio ne la voglia di andare a constatare di persona.“A questo punto Gino che cosa mi ha combinato?− mi raccontò quasi dispiaciuto Luigino Benendetti −. Per conto suo, senza informarmi, è andato a guardare tra i cespugli e ha trovato un “bozzolone”, come quello che può provocare un oggetto che penetra con forza nel terreno e s’infossa
quasi completamente. Poi, senza toccare nulla, è corso ad avvertire i carabinieri”.

Nel volgere di poche ore, nella piccola comunità di Fermo scattò la sindrome da Independence Day. Carabinieri, artificieri, Vigili del Fuoco e sindaco si mobilitarono per andare a vedere l’oggetto caduto dal cielo e per capire di che cosa si trattasse, mentre la notizia rimbalzava dai media locali a quelli nazionali.

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Foto del meteorite,rappresenta il terzo in termini di peso fra tutti quelli recuperati nel nostro paese nel corso del Novecento

Un tratto della strada di Santa Petronilla, a ridosso del luogo di caduta venne delimitato e
chiuso al pubblico, mentre il comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo Benedetto Capponi, si consultava con i superiori e con i tecnici per decidere come procedere.

“Secondo le nostre ricostruzioni, il corpo è caduto alle 17:30 del 25 settembre − mi riferì
con meticolosità da verbale il maresciallo, che andai a intervistare subito dopo avere
raccolto le dichiarazioni dell’agricoltore −Il giorno dopo Luigino Benedetti ne ha parlato
col Ferraguti. Il 27 Ferraguti ha scoperto il luogo di caduta e ci ha telefonato. Abbiamo
fatto subito un sopralluogo e abbiamo trovato dei rami spezzati e bruciacchiati. Nel
terreno c’era l’oggetto ancora sepolto. Temendo che si potesse trattare di un ordigno, abbiamo chiamato i nostri artificieri. In attesa del loro arrivo abbiamo piantonato l’oggetto per tutta la notte. Il 28 il corpo è stato estratto dal terreno. Non era una bomba e nemmeno un frammento di un velivolo o di un satellite, come qualcuno aveva ipotizzato. Era una pietra di colore grigio scuro con evidenti bruciature.Ha una forma irregolare: circa 24x19x15
cm e pesa ben 10 kg. Insomma a noi sembrava un meteorite. I contatori Geiger portati dai
Vigili del Fuoco non hanno rilevato radiazioni pericolose. Abbiamo deciso di conservarlo
al sicuro, in attesa dell’arrivo di alcuni ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche
a cui ci eravamo rivolti per una richiesta di consulenza”.“Maresciallo, dove lo avete conservato?”,chiesi io impaziente di vedere il presunto meteorite. Lì, rispose il graduato, indicando la camera di sicurezza della caserma dove solitamente vengono rinchiusi i malfattori!E cosi potei fare la conoscenza di quello che sarebbe passato alla storia come
il meteorite di Fermo, 10 chili di roccia scura appartenente a chissà quale asteroide,
della fascia principale, schizzato via dalla sua abituale dimora fra Marte e Giove, sceso
giù a spirale, e, infine, risucchiato dalla forza d’attrazione terrestre.
Mentre la pietra venuta dal cielo se ne stava al sicuro in gattabuia, giunse finalmente
a Fermo l’atteso ricercatore del CNR, il grande esperto di meteoriti Giordano Cevolani,
allora in servizio presso un istituto dell’ente con sede a Bologna che si chiamava
Fisbat (Fenomeni fisici e chimici della bassa e alta atmosfera). Intervistai anche lui.
“Pensi che io i meteoriti me li vado a cercare in Antartide − mi dichiarò ancora incredulo dell’eccezionale ritrovamento −.

Facciamo ogni anno campagne di ricerca fra i sedimenti ghiacciati, raccogliamo piccoli
meteoriti e li analizziamo per capire da dove vengono. E ora ce ne arriva uno direttamente
qui da dieci chili!”.
Cevolani ricostruì cosi il suo coinvolgimento nell’avventura di Fermo. “Era il primo
ottobre. Ho ricevuto una telefonata da colleghi dell’Istituto che avevano raccolto
la segnalazione da Fermo. Andate, hanno trovato un grosso meteorite a Fermo, esortavano.Impossibile, ho risposto io, chissà che cos’è. Comunque, il tempo di organizzare la spedizione, caricare gli strumenti e siamo partiti, io e il mio collega Romano
Serra. Pioveva a dirotto lungo tutto il tragitto e siamo rimasti impantanati. Alla fine
abbiamo raggiunto la caserma dei carabinieri.
Appena l’ho visto, in bella mostra,su un tavolo, ho cominciato a tremare per
l’emozione. All’esterno presentava la tipica crosta da fusione, dovuta all’attrito con
l’atmosfera. L’ho esaminato da vicino. Dove qualche crepa lasciava intravedere l’interno,
si distinguevano i caratteristici noduli cristallini che noi chiamiamo ‘condruli’.
Insomma, mi è bastato un esame sommario per rendermi conto che si trattava di
uno dei più begli esemplari di meteoriti che avevo visto fino a quel momento. Era troppo
bello per dividerlo a pezzi e distribuirlo fa vari musei e laboratori. Accogliendo
la richiesta del sindaco di Fermo, ne abbiamo staccato un piccolo frammento, necessario
a effettuare le analisi di laboratorio e classificarlo”.

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I primi risultati furono già disponibili tre mesi dopo la caduta del meteorite e resi
noti nel corso di una giornata di studio che si tenne a Fermo nel dicembre del 1996,
quando studiosi come Gianmario Molin dell’universita di Padova, Giuseppe Bonino
dell’Istituto di Cosmogeofisica del CNR di Torino e lo stesso Giardano Cevolani, hanno
fornito un primi identikit con le caratteristiche chimico-fisiche del corpo celeste.
Il meteorite di Fermo è risultato il terzo più importante in termini di peso (10.2
chilogrammi) fra i 12 caduti nel nostro Paese nel corso del Novecento. È stato classificato come una condrite H 3 – 5, cioè un meteorite pietroso a elevato contenuto in ferro che mostra al suo interno i tipici condruli.La loro presenza equivale all’impronta degli eventi che hanno caratterizzato, oltre 4.5 miliardi di anni fa, la nascita del nostro
Sistema solare. L’ipotesi più accredita è che mentre i pianeti si accrescevano, attirando
per gravità i frammenti sparsi, il Sole nascente ha emesso una vampata che ha prodotto
all’interno dei grandi blocchi rocciosi delle piccole fusioni parziali: i condruli
appunto. Il meteorite di Fermo è quindi un residuo di materiale primordiale che riempiva
lo spazio interplanetario e che non ha partecipato ai successivi processi di aggregazione
avvenuti nei corpi maggiori. Il meteorite di Fermo è stato pure sottoposto allo
studio degli isotopi cosmogenici, quelli generati dal flusso dei raggi cosmici galattici.
Poiché tale flusso è fortemente influenzato dal campo magnetico solare, gli isotopi
recano informazioni sulle variazioni dell’ attività solare. Nel meteorite di Fermo sono
stati identificati gli isotopi sodio 22 e titanio 44 che hanno registrato, rispettivamente,
le variazioni undecennali e secolari della nostra stella.In risposta a un preciso desiderio della cittadinanza, il meteorite si puo’ ammirare esposto in una sezione dei Musei Scientifici di Villa Vitali, in viale Trento, 29, nel centro storico di Fermo.

(PARTE DELLA FONTE:Unione Astrofili Italiani)

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Youtuber italiano fugge dalla patria per allearsi con l’Isis


connessione lenta

Prima di allontanarsi lo youtuber italiano avrebbe scritto un post su facebook:”Non è possibile che nel 2015 a casa non arrivi nemmeno alice 20 mega,non posso lasciare acceso il pc tutta la notte per caricare un misero video di merda in bassa definizione”.I genitori sono sconvolti e si sono chiusi nel silenzio dopo aver raccontato che suo figlio aveva perso le speranze di avere una connessione decente,era l’unica persona al mondo felice di ricevere telefonate dalle compagnie telefoniche,replica la madre,ma quando l’operatore gli confessava che a casa sua non c’era copertura per una linea piu’ veloce,i suoi occhi si spegnevano e le sue parole si facevano pacate.Suo figlio teneva tutto dentro e ogni tanto aveva scatti d’ ira e imprecava contro Berlusconi,il quale secondo lui era il colpevole dell’inadeguata copertura di internet.E’ tutto un imbroglio urlava a gran voce.C’e’ conflitto di interessi!!Suo padre racconta che sul computer di suo figlio se digitavi “you” su google non usciva “tube” come prima scelta ma “porn”.In un suo diario ritrovato in camera il giovane avrebbe scritto in una pagina che una volta voleva farsi una “gnegnetta” ma la pagina di youporn era talmente lenta a caricare che se l’è dovuta fare due giorni dopo.

Dopo mesi di contatti non riusciti proprio qualche minuto fa si è messo in contatto con noi e ha fatto sapere alla famiglia che va tutto bene.Lo youtuber avrebbe confessato di essere felice perchè grazie all’Isis riesce a caricare video full hd in meno di 2 minuti e se il pc si blocca puo’ sparargli tranquillamente con un AK-47 senza che nessuno lo prenda per folle.E’ incredibile replica di nuovo il ragazzo internet prende anche nelle grotte dove persino i pipistrelli comunicano in wi-fi.

Una triste storia


Era un giorno come tanti altri,ma quel giorno mi lasciò.Io lo fissavo ma non perchè avessi qualcosa contro di lui,lo conoscevo di vista e all’improvviso è diventato completamente bianco.Cosi’  senza preavviso.Avrà avuto 10 anni o forse più,allora un po mi sono preoccupato,l’ho toccato ma niente,pensavo scherzasse,avevo preso quell’atteggiamento un po troppo alla leggera.Gli ho dato due schiaffi per destarlo dallo stato catalettico,ma ancora niente dopo aver ansimato un po e detto qualcosa come “zzziihhh” si è spento.Si chiamava acer aveva solo diciassette pollici e ed era fatto di lcd.A volte la tecnologia è triste,ti lascia nel momento del bisogno.Ma suo fratello samsung che stava in camera mia si è subito trovato pronto e allora l’ho abbracciato,staccato di peso e portato giù.Gli manca solo il cavo,ma si può rimediare.Con una piccola operazione rimpiazzerà suo fratello sperando che lui non mi lasci all’improvviso con photoshop appeso.Ciao acer,con affetto il tuo padrone

acer