IL MANIFESTO DELLA RAZZA (luglio 1938)


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Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio 1938, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.

Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.

2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.

4. La popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa.

5. È una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d’Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio.

6. Esiste ormai una pura “razza italiana”. Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.

7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l’Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.

8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.

9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.

10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

FONTE: Manifesto della razza

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Il Pervitin: l’anfetamina per potenziare i soldati tedeschi


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La puntata dedicata al nazismo inizia con il consueto contributo di Paolo Mieli . Due documentari che raccontano momenti noti attraverso immagini a colori nuove e straordinarie, e momenti meno noti che sono stati messi in luce da recenti ricerche storiche. Si comincia con “Hitler nella morsa”: siamo negli ultimi mesi del 1944, gli americani sono sbarcati in Normandia e stanno lentamente liberando Francia e Paesi Bassi. Si continua con “Göring, la svastica e la droga”. Cacciate quel drogato! È il grido rabbioso di Hitler nei giorni della disfatta. Si riferisce niente di meno che al numero due del nazismo Hermann Göring, che ha osato disubbidire ai suoi ordini. Ai soldati tedeschi veniva somministrata anfetamina per migliorare le prestazioni,ridurre le ore di sonno e aumentare la concentrazione. Queste pasticche denominate Pervitin erano vendute anche in farmacia e veniva fatta loro una grande pubblicità.

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Il 14 maggio 1940, dopo solo 4 giorni, le truppe dell’armata nazista conquistarono l’Olanda, fu determinante la loro capacità di combattere senza sosta, giorno e notte, senza dormire. La pillola dopante era stata sviluppata nel 1937 dal medico Fritz Hauschild, rimasto colpito dagli straordinari effetti delle benzedrine sugli atleti americani che avevano partecipato alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale veniva distribuita ai soldati dai medici militari.

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“Der totale Rausch”, ovvero “La totale euforia” è il titolo del libro uscito in Germania ad opera dello scrittore Norman Ohler, che racconta come Adolf Hitler e i componenti della Wehrmacht, dagli alti ufficiali ai soldati semplici, fossero quasi perennemente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che li rendevano non solo euforici, ma anche in grado di mantenere ritmi elevatissimi e quindi resistere a marce e battaglie estenuanti. L’anfetamina è uno stimolante sintetico usato per:

  • sopprimere l’appetito;
  • controllare il peso;
  • trattamento di disturbi mentali e comportamentali;

È inoltre usata come stupefacente e per l’aumento di prestazioni fisiche (doping).L’anfetamina fu sintetizzata nel 1887. L’uso medico sperimentale delle anfetamine è cominciato negli anni 1920. È stato introdotto nella maggior parte del mondo sotto forma di Benzedrina verso la fine degli anni venti.
Simpamina era il nome commerciale di un prodotto farmaceutico adrenergico derivato dall’amfetamina, prodotto dalla ditta Recordati e venduto in farmacia senza ricetta sino al 1972.

LINK ALLA PUNTATA DI RAI STORIA

APPROFONDIMENTI: PSICHIATRIA E NAZISMO

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La più grande distesa italiana di carri armati


Una delle più grandi distese di carri armati dismessi in Italia, residui bellici in disuso,si trova qui (Parco mezzi cingolati e corazzati), vicino alla Riserva Naturale Orientata delle Baragge in Piemonte non lontano dal paesino di Lenta.In teoria dovrebbero trovarsi in una base segreta data la vastità di materiale bellico,ma da Google Earth non sembra esserci tutta questa segretezza. Secondo l’espresso è una delle più grandi concentrazioni di tank al mondo.Si possono trovare tank Leopard, semoventi M-109 (nate nel 1962,si può portar via con 60.000€), autoblindo Centauro(nate nel 1986,si può portar via con 100.000€), cingolati M-133 e Vcc-1 Camillino (si può portar via con 20.000€).

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Questi giganti di morte  e distruzione sono costati milioni e una parte è stata venduta a paesi come Giordania e Pakistan per cercare di ripianare i debiti.Nel 2012 l’Italia denuncia nel censimento della commissione internazionale 1.173 carri armati e 3.071 cingolati da combattimento.

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CRONOLOGIA STORICA DEL P.G.70 E DEL POSTO STRATEGICO


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PRIMA DEL 1900: QUESTA ERA LA SITUAZIONE DEL TRATTO FERROVIARIO DELL’ITALIA CENTRALE

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FONTE: LINK

14/12/1908: VIENE INAUGURATO IL TRATTO FERROVIARIO PORTO S.GIORGIO-AMANDOLA CON TRAZIONE A VAPORE.STAZIONI E FERMATE: Porto S. Giorgio, Porto S. Giorgio (FAA), Castiglione, Fermo S. Lucia, Monteurano-Rapagnano, Girola, Grottazzolina, Magliano di Tenna, Montegiorgio, Belmonte Piceno, Monteverde, Falerone, Servigliano, S. Vittoria in Matenano, Monte S. Martino, Montefalcone Appennino, Marnacchia, Amandola

PRIMA DEL 1930: ERA PRESENTE IL VECCHIO PONTE ROMANO,DISTRUTTO SUCCESSIVAMENTE DA UNA PIENA

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Foto del vecchio ponte romano sul fiume Tenna che collegava Fermo con Campiglione, crollato con una piena,e sostituito dal nuovo ponte ancora presente.

1930: COSTRUZIONE DEL NUOVO PONTE SOPRA IL FIUME TENNA (FONTE:LINK)

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24/12/1930 e 21-22-23/11/1931: PIENA DEL TENNA (FONTE:LINK)

1938: COSTRUZIONE DEL LINIFICIO(FONTE:LINK

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10/07/1942 : LO STATO MAGGIORE REGIO DELL’ESERCITO UFFICIO PRIGIONIERI DI GUERRA TRAMITE IL SOTTOCAPO DI STATO MAGGIORE PER LA DIFESA DEL TERRITORIO COMUNICA AL COMANDO IX CORPO D’ARMATA: SI DISPONE L’IMMEDIATO APPRONTAMENTO A CAMPI DI CONCENTRAMENTO DEI LINIFICI SITUATI IN LOCALITA’ MONTURANO (MONTE URANO) E URBISAGLIA. OGNI CAMPO DOVRA’ POTER INTERNARE 12.000 PRIGIONIERI DI GUERRA SISTEMATI IN LETTINI TRIPOSTO.SI DANNO DISPOSIZIONI ANCHE IN MERITO ALLA RECINZIONE DEI CAMPI,ALLA SUDDIVISIONE INTERNA,ECC….(FONTE:LINK).FURONO COSI’ CHIUSI CON PARETI IN MURATURA I VARI CAPANNONI,INSERENDO LE FINESTRE DOVE MANCAVANO.

21/07/1942: LO STATO MAGGIORE REGIO DELL’ESERCITO UFFICIO PRIGIONIERI DI GUERRA TRAMITE IL COLONNELLO DI STATO MAGGIORE COMUNICA AL MINISTERO DELLA GUERRA:A PARZIALE MODIFICA DI QUANTO STABILITO PRECEDENTEMENTE (VEDI PGV03),SI PRECISA CHE IN SEGUITO ALLE MODIFICHE DEI LINIFICI DI MONTE URANO E URBISAGLIA E DEI BARACCAMENTI DI CARINARO I POSTI ACCANTONATI DISPONIBILI SARANNO 42.500 (FONTE:LINK).

AGOSTO 1942: IL CAMPO DIVIENE OPERATIVO,VIENE STABILITA UNA CAPIENZA MASSIMA DI 8.000 PRIGIONIERI

01/09/1942: IL CAMPO CONTA 1.374 PRIGIONIERI

07/09/1942: IL CAMPO P.G.70 VIENE NUMERATO COME P.M.(POSTA MILITARE) 3.300 (FONTE:LINK)

30/09/1942: IL CAMPO CONTA 1.629 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

30/11/1942: IL CAMPO CONTA 4.115 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

31/12/1942: IL CAMPO CONTA 5.766 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

31/01/1943: IL CAMPO CONTA 6.230 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

20/02/1943: ISPEZIONE SANITARIA (FONTE:LINK)

28/02/1943: IL CAMPO CONTA 7.314 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

31/03/1943: IL CAMPO CONTA 6.898 PRIGIONIERI(FONTE:LINK)

LUGLIO 1943: KEN DE SOUSA FUGGE DAL PG70 E RIMANE 6 MESI NELLA CASA DELLA FAMIGLIA BRUGNONI

08/09/1943: L’ 8 SETTEMBRE DEL 1943 VIENE RESO PUBBLICO L’ARMISTIZIO FIRMATO CON GLI ALLEATI IL 03/09/1943.I SOLDATI FASCISTI DI GUARDIA NEL CAMPO PG70 FUGGONO DALL’ARRIVO DEI TEDESCHI,MENTRE GLI INTERNATI PRENDONO DUE STRADE,UNA PARTE FUGGE NELLE CAMPAGNE CERCANDO DI ACCORCIARE LE DISTANZE CON GLI ALLEATI,UN’ALTRA PARTE DECIDE DI RIMANERE NEL CAMPO PER ASPETTARE L’ARRIVO DELLE TRUPPE ALLEATE.NEL FRATTEMPO I TEDESCHI SONO DIVENTATI DEI NEMICI.

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15/12/1943: KEN DE SOUSA E I SUOI COMPAGNI TENTANO DI TORNARE A CASA.L’OPERAZIONE VIENE PERO’ ANNULLATA A CAUSA DEL MALTEMPO.

21/01/1944: SI TENTA DI NUOVO L’OPERAZIONE DI RECUPERO.FINALMENTE IL SALVATAGGIO RIESCE,GLI INGLESI SONO LIBERI DI TORNARE A CASA (GRAZIE ALLA RICOSTRUZIONE STORICA FATTA SONO RIUSCITO A TROVARE UN ERRORE,NEL VIDEO IL CRONISTA DICE 21/01/1943 QUANDO IN REALTA’ E’ 21/01/1944,FONTE VIDEO:LINK):

22/06/1944:GLI AMERICANI AVANZANO E CONQUISTANDO CAMERINO E L’UMBRIA,FINO AD ARRIVARE A FERMO.

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02/09/1945: TERMINA LA SECONDA GUERRA MONDIALE

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1945-1950: IL PG70 DIVIENE UN CAMPO DI RACCOLTA PROFUGHI DI VARIE NAZIONALITA’ MA IN MASSIMA PARTE CROATI,FUGGITI DALLE PERSECUZIONI DI TITO.IL CAMPO GIUNSE FINO AD OSPITARE 3000 PROFUGHI.QUESTI ADIBIRONO UNO DEI CAPANNONI COME CHIESA,E VI PITTURARONO UNA DIVINITA’ AVENTE PROPRIO LO STEMMA CROATO:

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UNA SUA RISTRUTTURAZIONE DIGITALE DA ME REALIZZATA:

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1956: INAUGURAZIONE DELLA NUOVA PROPRIETA’ ,NASCE LA CONCERIA SACOMAR.

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Foto dell’inaugurazione della Conceria nel 1956

27/08/1956: IL TRATTO FERROVIARIO PORTO SAN GIORGIO-AMANDOLA VIENE CHIUSO A CAUSA DELLE FORTI PASSIVITA'(FONTE:LINK).

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FONTE:LINK

1958 : SUL TRATTO PORTO SAN GIORGIO-FERMO VIENE COSTRUITA UNA LINEA FILOVIARIA(ATTIVA FINO AL 1977):

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1966: VIENE FESTEGGIATO IL DECENNALE DELLA NASCITA E IL PRIMO MILIARDO DI LIRE

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Decennale 1966 quando fu festeggiato il primo miliardo di lire di incasso

APRILE 2003: LA CONCERIA ENTRA IN AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA.

6/09/2003: IL TRIBUNALE DI FERMO NE DICHIARA IL FALLIMENTO E VIENE CHIUSA,MANDANDO A CASA 144 DIPENDENTI.TUTTI I MACCHINARI VENGONO ACQUISITI DAI CINESI AD ECCEZIONE DI UNA CORONA DI TRASMISSIONE CIRCOLARE DI GRANDI DIMENSIONI,RIMASTA VICINO ALL’AQUILA DIFRONTE ALL’ INGRESSO.

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Corona di trasmissione delle botti utilizzata per conciare le pelli,vi erano enormi lavatrici dove si mettevano le pelli e tramite la rotazione la pelle veniva conciata

DICEMBRE 2005: VIENE PUBBLICATO IL LIBRO DI KEN DE SOUZA “ESCAPE FROM ASCOLI” SUCCESSIVAMENTE TRADOTTO DA ANNELISE NEBBIA IN “FUGA DALLE MARCHE”,CHE NARRA LA STORIA DI UN SOTTUFFICIALE DELL’AVIAZIONE BRITANNICA PRECIPITATO NEL DESERTO AFRICANO DURANTE UN BOMBARDAMENTO,CATTURATO E PORTATO NEL PG70.UN LIBRO FANTASTICO DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE.

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25/04/2006: KEN DE SOUSA VIENE INVITATO A MONTE URANO PER L’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE E IN CORRISPONDENZA DELL’USCITA TRADOTTA DEL SUO LIBRO.

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11/2007: NEL NOVEMBRE DEL 2007 ADRIATICA SPA (LINK) HA PROCEDUTO ALL’ACQUISIZIONE(6/7 MILIONI DI €) DELL’AREA SITA IN GIROLA DI TENNA (FERMO), SEDE DELL’EX SACOMAR, PER 110.000 mq  CIRCA (DI CUI CIRCA 20.000 AL COPERTO).PROCEDENDO SUCCESSIVAMENTE ALLA SUA BONIFICA(1 MILIONE DI €):

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30/04/2016: ESCE PG70 FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO MIOLA (GIORNALISTA FOTOREPORTER link al suo profilo), UN OPUSCOLO DI 48 FACCIATE CONTENTE LA BREVE STORIA DEL PG70 SIA IN ITALIANO CHE IN INGLESE E ALCUNE FOTO PARTICOLARI SCATTATE AL SUO INTERNO (LINK)

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03/05/2016: L’ARTISTA GIULIO VESPRINI (link al profilo) INIZIA A REALIZZARE LA SUA OPERA SU UN LATO DEL CAPANNONE.NELLA PARTE CENTRALE VIENE RAFFIGURATO UN GRANDE PAPAVERO ROSSO (IL FIORE CHE RICORDA I CADUTI IN BATTAGLIA) CON LA SCRITTA BIANCA IN MEMORY:

IL VIDEO DELLA REALIZZAZIONE OTTIENE UN ENORME SUCCESSO NEL CAMPO DEGLI ARTIST:

NELLO STESSO ANNO ALCUNI RAGAZZI DEL LICEO ARTISTICO REALIZZANO UN ALTRO MURALE,CHE RACCHIUDE TUTTA LA STORIA DEL ‘900 IN UNA SOLA PITTURA,IL LINO,LE PELLI,GLI INTERNATI,IL TRENO DELLA VECCHIA STAZIONE,IL FILO SPINATO E LA LOTTA PER LA LIBERTA’:

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Gli autori di questo fantastico murale: SECCACCINI,RAMADAN,CALCINARO,GIACOBBI

RAMADANI SCRIVE:

”La storia narrata per immagini, ispirata alle vicende del luogo , si snoda con moto circolare intorno all’impressionante figura totemica del Tempo.
La potenza del racconto si origina dalla poesia cromatica di un prato fiorito di lino. Una corolla delicata emerge a donare il filo sottile che per tragica mutazione si riempie di spine avvolgendosi al braccio teso verso il passato.
Quell’opificio si trasformerà in una deriva di sofferenza: ai panneggi del linificio si sostituiranno presto le tetre divise a strisce dei detenuti nel campo di concentramento, vuote ma già destinate a vestire cataste di anime dolenti, quelle dei profughi qui deportati su un treno che non più, incombente macchina sulfurea il cui vapore malato si confonde con le nuvole pure.
Mentre alcune pelli rimandano all’attività dell’ex conceria ormai dismessa che attende di essere riqualificata.
Così dalla feconda Terra, di noi tutti Madre, ci siamo distaccati, Da una tagliente frattura si erge la figura centrale a dominare ipnoticamente la scena.
Rappresenta l’Umanità ora mai inesorabilmente fermata nella sua crescita morale della terribile tentazione di dominio, irrigidita nella livida corruzione dello Spirito che priva della libertà della vita.”

04/06/2016: VA IN SCENA TURNI D’ARTE UN EVENTO RICCO DI ARTISTI,PER PENSARE,RICOMINCIARE,RICOSTRUIRE.L’EVENTO VIENE ORGANIZZATO DA OLTRECONCERIA (LINK):

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01/09/2016-2017: A SEGUITO DEGLI EVENTI SISMICI VERIFICATISI NELLE MARCHE UNA PARTE DELLA STRUTTURA E’ STATA MESSA A DISPOSIZIONE DEI TERREMOTATI.ALCUNI CAPANNONI SONO UTILIZZATI COME DEPOSITO DA ALCUNE DITTE. 

15-16 Luglio 2017: PRIMA MANIFESTAZIONE DELLA FABBRICA DELLE POLPETTE,ALLA SCOPERTA DEI PRODOTTI GASTRONOMICI LOCALI.

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VEDI ANCHE IL MIO ARTICOLO SUCCESSIVO: LA VITA DIETRO IL FILO,la biografia di un soldato inglese imprigionato nel PG70 di Fermo,nelle Marche

LUOGO ESATTO:

COLLEGAMENTI UTILI E APPROFONDIMENTI:

 

 

I grandi comunicatori della storia:Benito Mussolini


L’arte oratoria di Mussolini era un talento insuperabile,come lo era la sua cultura,la padronanza dell’inglese e del tedesco,sapeva farsi amare dalle folle,sicuramente uno dei più grandi comunicatori della storia italiana.Fu un dittatore,un totalitarista,usò mezzi illegittimi per fare propaganda,ma riuscì a guadagnarsi la fiducia grazie alla comunicazione verbale e non verbale.

Ecco alcuni pezzi dei suoi discorsi:

E’ sulle rive del Mediterraneo,che sono nate:le grande religioni,le grandi filosofie,le grandi poesie e un impero;un impero,che ha lasciato tracce incancellabili nella storia di tutti i popoli civili  
(Benito Mussolini)

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