Frasi storiche del ventennio fascista – La propaganda ai tempi di Mussolini


I muri del Duce
Libro di approfondimento

Nelle Marche come in altre regioni d’Italia sono ancora presenti i rimasugli del ventennio fascista. Tra questi ci sono delle scritte apparentemente silenti che passano inosservate se si viaggia in auto: sulle pareti interne ed esterne delle case erano riportate le frasi pronunciate nei discorsi del duce pronte ad impressionare chi le leggeva. Ancora oggi possiamo osservarle esattamente dopo 80 anni dalla loro introduzione ufficiale. Sono oramai parte della nostra storia ed è bene che rimangano a testimoniare il passato fugace che troppo spesso si dimentica.

Ettore Muti
Ettore Muti

Ettore Muti segretario del partito nazionale fascista (PNFscriveva: “I Segretari federali provvedano affinché le frasi del duce siano riprodotte sulle pareti esterne delle case perfettamente intonate all’ambiente locale, in modo da costituire un richiamo diretto ed efficace” (Riferimento: 28 Dicembre 1939 – Roma Foglio Disposizioni n.40 Frasi del Duce riprodotte su pareti interne ed esterne delle sedi del PNF). A tal fine in questa casa nella strada che da Falerone porta a Penna San Giovanni è riportata la frase consigliata sulle case rurali: “I popoli che abbandonano la terra sono condannati alla decadenza”.

case_fasciste.jpg
I popoli che abbandonano la terra sono condannati alla decadenza

Non è l’unica abitazione del territorio marchigiano dove si possono osservare frasi ad alto impatto emotivo. A Rapagnano ne troviamo un’altra che probabilmente serviva a dar linfa e fomentare i combattenti: “La pace riposa sulle nostre forze armate”.

La pace riposa sulle nostre forze armate
“I muri del Duce”

Le case erano utilizzate quindi come mezzo di propaganda della dottrina fascista e a livello di comunicazione ebbero un grande effetto sulla popolazione. Ancora oggi leggendole senti sobbalzare lo spirito nazionalista dell’amor patria ma anche i milioni di morti delle 2 guerre mondiali, perciò rappresentano oggi un monito se si conosce bene la storia di ciò che rappresentano. Ecco quindi che oggi la storia diventa fondamentale anche se il problema di fondo permane: la storia è stata sempre plasmata e modificata dalla bocca ed in seguito dalle mani di chi l’ha scritta. Dunque è importante sapere oltre alla conoscenza della storia la storia delle fonti storiche per capire se i conflitti d’interesse abbiano potuto influenzare la storia stessa (scusate il giro di parole).

All’epoca le forme di propaganda erano veramente limitate rispetto ad oggi perciò era necessario sfruttare ogni idea per portare il messaggio a destinazione (e pensare che oggi basti solo un post su Facebook). E la targettizzazione? Anche quella era presa in considerazione con un brillante sistema di “geo-targeting analogico“. A seconda se le aree erano rurali, case del fascio, fabbriche, sedi sindacali o case della Gioventù Italiana del Littorio i messaggi variavano al fine di far centro sull’emotività di chi le leggeva (tipicamente chi ci abitava o era nelle vicinanze). Le scritte si trovavano tipicamente all’entrata o all’uscita dei paesi dove era più facile vederle.

Google Play Store

Copyright©2019 Seremailragno.com by Michele Paoletti – michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

 

Annunci

Prisoner of War (POW) in Italy [italian/english version]: state of art


This article is divided into two language part:

  1. First part in italian language
  2. Second part in english language

ITALIAN LANGUAGE

Avevo spedito un’email di cui mi ero completamente dimenticato ad un sito che raccoglie le memorie dei prigionieri di guerra per far aggiungere le informazioni storiche che avevo raccolto sulla loro pagina in modo tale che potessero essere d’aiuto a tutti. Questa è stata la risposta (dopo 9 mesi):

EMAIL TRADOTTA

Grazie mille per l’e-mail. Mi scuso se hai dovuto attendere molto per avere risposta. Per alcuni anni la gestione dei miei siti web Prisoner of War è stata interamente compito di una sola persona. Ora vengo aiutato nel rispondere alle e-mail indirizzate al sito web Lamsdorf.com, ma finora non ho potuto trovare alcun ausilio con l’Italia riguardo i prigionieri di guerra e altri siti web. Inevitabilmente cresce l’arretrato di e-mail senza risposta. Oltre a questo, dopo 17 anni, a causa della vecchiaia, delle considerazioni personali come la famiglia e la salute, ho deciso che devo ritirarmi dal progetto e consegnarlo (si spera) ad altri che condividono il mio stesso entusiasmo per questa area di ricerca storica. Penso che sia improbabile – e probabilmente poco saggio – aspettarsi che una persona assuma tutto il controllo, ed è per questo che spero di reclutare una squadra per assumere i vari compiti, in modo da ridurre il lavoro del singolo. Come ho detto, ora ho una piccola squadra che risponde alle e-mail per il sito web Lamsdorf.com, e non solo inviano risposte, ma inseriscono anche il sito web, i nomi e le informazioni POW che ricevono. Per favore fatemi sapere se volete unirvi a un team simile per gestire le email di Stalag.org. Sarò molto grato per ogni aiuto che viene offerto. Verranno fornite istruzioni complete. Nel frattempo, tutte le email di attesa saranno conservate fino al momento in cui possono essere elaborate. Un altro lavoro che mi piacerebbe consegnare è l’amministrazione del nostro gruppo Facebook:

https://www.facebook.com/groups/1098088790202648/

L’elenco completo dei membri del team che spero di reclutare è:

Curatore del Museo on-line di Prisoners of War (che sono io al momento)
al fine di supervisionare l’intero progetto e coordinare i manager e gli amministratori elencati di seguito.

Gestori e assistenti per ciascuno dei seguenti siti:
http://www.lamsdorf.com (concerning Stalag VIIIB/344 Lamsdorf)
http://www.stalag.org (concerning POWs in other German camps)
http://www.powsitaly.weebly.com (concerning POWs in Italian camps)
http://www.powsfareast.weebly.com (concerning POWs in Japanese camps)

Amministratori per questi gruppi Facebook:
• Stalag

• Stalag: Prigionieri di guerra 1939-1945

• Prigionieri di guerra in Italia

• Prigionieri di guerra in Estremo Oriente

(per il gruppo Facebook di Stalag VIIIB / 344 Lamsdorf POW, qualcuno ha già rilevato l’amministratore).

Se potresti essere interessato a dare un aiuto come descritto sopra, puoi scrivermi a: mail@lamsdorf.com. Se vuoi sapere come è stato avviato il progetto in primo luogo e come si è sviluppato, dai un’occhiata a questa pagina: https://www.lamsdorf.com/about-us.html
I migliori auguri,
Philip Baker


ENGLISH LANGUAGE

I had sent an email that I had completely forgotten to a site that collects memories of prisoners of war to add the historical information I had collected on their page. This was the answer (after 9 months):

ORIGINAL EMAIL:

The On-Line Museum of Prisoners of Wa

Thank you very much for your email. I do apologise if you have had a long wait for a reply.

For some years managing my Prisoner-of-War websites has been entirely a one-man task. I now have some help with answering the emails directed at the Lamsdorf.com website, but so far I have not been able to recruit help with the POWs Italy and the other websites. Inevitably the backlog of unanswered emails is growing.

As well as this, after 17 years, because of creeping old age, family and health considerations I have decided that I must retire from the project, and hand it on (hopefully) to others who share my enthusiasm for this area of historical research.

I think it is unlikely – and probably unwise – to expect one person to take on everything, and this is why am hoping to recruit a team to take on the various tasks that are involved, so that nothing becomes too much for anyone. As I have said, I now have a small team answering emails for the Lamsdorf.com website, and they not only send replies but also enter onto the website, the POW names and information that they receive.

Please let me know if you would like to join a similar team to deal with the Stalag.org emails. I will be very grateful for any help that is offered. Full instructions will be given of course.

In the meantime, all the waiting emails will be held until such time as they can be processed.

Another job I would like to hand over is the administration of our Facebook group:

https://www.facebook.com/groups/1098088790202648/

The full list of team members I am hoping to recruit is:

  • Curator of the On-Line Museum of Prisoners-of-War (that’s me at the moment)

to oversee the whole project and to co-ordinate the managers and administrators listed below.

  • Mangers and assistants for each of the following sites:

http://www.lamsdorf.com (concerning Stalag VIIIB/344 Lamsdorf)

http://www.stalag.org (concerning POWs in other German camps)

http://www.powsitaly.weebly.com (concerning POWs in Italian camps)

http://www.powsfareast.weebly.com (concerning POWs in Japanese camps)

to continue with the development of these sites and each maybe to build a team to assist with this.

  • Administrators for these Facebook groups:

Stalag

Stalag: Prisonniers de Guerre 1939-1945

POWs Italy

POWs Far East

(for Stalag VIIIB/344 Lamsdorf POWs Facebook group, someone has already taken over the admin.)

If you might be interested in giving some help as described above, you can email me at: mail@lamsdorf.com

If you want to know how the project got started in the first place and how it has developed, have a look at this page: https://www.lamsdorf.com/about-us.html

Very best wishes,

Philip Baker

Clicca qui per seguire l’edizione in Google News

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

Aveva affisso volantini con scritto: “Per un mondo più pulito torna in vita zio Benito”


apologia-di-fascismo.jpg

L’autore dell’affissione dei manifesti con l’immagine di Benito Mussolini e la scritta “Per un mondo più pulito torna in vita zio Benito”, apparsi il 30 Gennaio 2018 nel centro storico di Rimini, è Davide Fabbri 52enne forlivese (detto il Vikingo) condannato per il reato di propaganda per la ricostituzione del partito fascista punito dalla legge Scelba (legge n.645 del 20 Giugno 1952).

L’imputato è stato condannato a pagare 4.625€ di multa mentre vi è stata la sospensione della pena di 6 mesi di reclusione.

 


Davide Fabbri sentenza

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

 

L’Africa è enorme: la scala utilizzata nelle cartografie comuni è errata


La notizia che vi lascerà a bocca aperta è che la vera e propria mappa dell’Africa non è quella che noi conosciamo! Se si rispetta la stessa scala di tutte le regioni del mondo, il continente africano è semplicemente enorme. Nelle rappresentazioni cartografiche, tutto è una questione di scala. Ahimè, la mappa dell’Africa non ha nulla a che fare con quella che abbiamo studiato nelle nostre scuole. Lo scrive anche The Economist e il Washington Post (filmato). Se manteniamo la stessa scala per rappresentare tutte le aree del mondo (come la logica dovrebbe suggerire), l’Africa è la più imponente del planisfero (se tutte le regioni del mondo, utilizzassero l’uniformità di scala) sarebbe grande come l’insieme dei più importanti continenti tutti messi assieme:

Africa in scala

Sull’argomento vi sono diversi articoli pubblicati tempo fa, secondo alcuni risultati della ricerca del geografo Jean-Paul Pougala, direttore dell’Istituto di studi geostrategici a Douala, Camerun. Il ricercatore ha spiegato il motivo per cui le mappe ufficiali, le cosiddette mappe del Mercatore (il nome del loro autore, il fiammingo Gerardus Mercator), sono false:

La Groenlandia appare più grande dell’Africa, mentre questa è 15 volte più grande, nella realtà. Il Camerun, per esempio, sembra essere della stessa dimensione della Svizzera, mentre in realtà è 11,5 volte più grande, che con i suoi 41.277 chilometri quadrati è inferiore alla dimensione di una delle 10 province del Camerun (475.000 km2). La Germania sembra due volte più grande del Mozambico, mentre in realtà, la Germania con i suoi 357.114 chilometri quadrati è meno della metà del Mozambico ha 801.590 chilometri quadrati. Il Belgio sembra più grande del Senegal, mentre in realtà, con i suoi 196.722 chilometri quadrati, è quasi sei volte e mezzo più grande, visto che ne ha solo 30.528“.

Il ricercatore aggiungeva che questi errori di scala non sono stati senza conseguenze, soprattutto dal punto di vista simbolico:

“L’Africa è un continente enorme con i suoi 30.418.873 chilometri quadrati, pari al 6% della superficie terrestre ed il 20,3% delle terre emerse. Mentre i 46 paesi Europei hanno una superficie totale di 5.917.619 chilometri quadrati, vale a dire, tutta l’Europa, dal Portogallo all’Ucraina è 4,4 volte più piccolo dell’Africa. Eppure, nell’immaginario collettivo, gli africani sono convinti di essere dieci volte più piccoli dell’Europa e di disporre di meno spazio vitale rispetto agli europei…Con questa carta a prima vista banale, l’Europa ha ben incapsulato, e con con successo, nelle teste degli africani, l’accettazione della sua presunta superiorità”.

La proiezione Gall–Peters è una proiezione cartografica rettangolare che mappa tutte le aree in modo che abbiano le dimensioni corrette l’una rispetto all’altra. Come ogni proiezione di area uguale, raggiunge questo obiettivo distorcendo la maggior parte delle forme. La proiezione prende il nome da James Gall e Arno Peters. A Gall viene attribuita la descrizione della proiezione nel 1855 ad una convention scientifica (pubblicò un Articolo su tale ricerca nel 1885).

Gall's orthographic projection

Peters ha portato la proiezione a un pubblico più vasto a partire dai primi anni ’70 per mezzo della “Peters World Map”:

Peters Map

Il nome “Gall-Peters projection” sembra essere stato usato per primo da Arthur H. Robinson in un opuscolo pubblicato dall’American Cartographic Association nel 1986.  Le mappe basate sulla proiezione sono promosse dall’UNESCO e sono anche ampiamente utilizzate dalle scuole britanniche. Nello stato americano del Massachusetts, le scuole pubbliche di Boston hanno iniziato a introdurre gradualmente queste mappe nel Marzo 2017, diventando il primo distretto scolastico pubblico negli Stati Uniti ad adottare le mappe Gall-Peters come standard. La proiezione di Gall-Peters raggiunse notorietà nel tardo XX secolo come il fulcro di una controversia sulle implicazioni politiche della progettazione di mappe. [Approfondimento: Wikipedia]

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.