Lettera alla madre: Sandro Pertini 


Una lettera intrisa di valori.Forse il punto più alto mai raggiunto dalla libertà di pensiero in quel periodo storico.Un uomo che non tradì la sua fede.Un uomo liberorecluso per quasi quattro anni nel carcere dell’isola di Pianosa dal 13 novembre 1931 al 6 settembre 1935, colpevole di essere antifascista

Sandro Pertini lettera

Lettera alla madre…
Il presidente Sandro Pertini scrive alla madre dal carcere di Pianosa.

Mamma,
con quale animo hai potuto fare questo? Non ho più pace da quando mi hanno comunicato, che tu hai presentato domanda di grazia per me. Se tu potessi immaginare tutto il male che mi hai fatto ti pentiresti amaramente di aver scritto una simile domanda.
Debbo frenare lo sdegno del mio animo, perché sei mia madre e questo non debba mai dimenticarlo. Dimmi mamma, perché hai voluto offendere la mia fede? Lo sai bene, che è tutto per me, questa mia fede, che ho sempre amato tanto. Tutto me stesso ho offerto ad essa e per essa con anima lieto ho accettato la condanna e serenamente ho sempre sopportato la prigione. È l’unica cosa di veramente grande e puro, che io porti in me e tu, proprio tu, hai voluto offenderla così? Perché mamma, perché? Qui nella mia cella di nascosto, ho pianto lacrime di amarezza e di vergogna – quale smarrimento ti ha sorpreso, perché tu abbia potuto compiere un simile atto di debolezza?
E mi sento umiliato al pensiero che tu, sia pure per un solo istante, abbia potuto supporre che io potessi abiurare la mia fede politica pur di riacquistare la libertà. Tu che mi hai sempre compreso, che tanto andavi orgogliosa di me, come hai potuto pensare questo? Ma, dunque, ti sei improvvisamente cosi allontanata da me, da non intendere più l’amore, che io sento per la mia idea?
Come si può pensare, che io, pur di tornare libero, sarei pronto a rinnegare la mia fede? E privo della mia fede, cosa può importarmene della libertà? La libertà, questo bene prezioso tanto caro agli uomini, diventa un sudicio, straccio da gettar via, acquistato al prezzo di questo tradimento, che si è osato proporre a me.
Nulla può giustificare questo tuo imperdonabile atto.
Lo so, più di te sono colpevoli coloro che ti hanno consigliata di compierlo. Vi sono stati spinti dall’amicizia che per me sentono e dalla pietà che provano per le mie condizioni di salute?
Ma pietà ed amicizia diventano sentimenti falsi e disprezzabili, quando fanno compiere simili azioni. Mi si lasci in pace, con la mia condanna, che è il mio orgoglio e con la mia fede, che è tutta la mia vita. Non ho chiesto mai pietà a nessuno e non ne voglio. Mai mi sono lagnato di essere in carcere e perché, dunque, propormi un cosi vergognoso mercato? E tu povera mamma ti sei lasciata persuadere, perché troppo ti tormenta il pensiero, che io non ti trovi più al mio ritorno. Ma dimmi, mamma, come potresti abbracciare tuo figlio, se a te tornasse macchiato di un così basso tradimento? Come potrei vivere vicino, dopo aver venduto la mia fede, che tu hai sempre tanto ammirata?
No mamma, meglio che tu continui a pensarlo qui in carcere, ma puro d’ogni macchia, questo tuo figliuolo, che vederlo vicino colpevole, però, d’una vergognosa viltà.
Che male ho fatto per meritarmi questa offesa?
Forse ho peccato di orgoglio, quando andavo superbo di te, che con fiera rassegnazione sopportavi il dolore di sapermi in carcere. E ne parlavo con orgoglio ai miei compagni. E adesso non posso più pensarti, come sempre ti ho pensata: qualche cosa hai distrutto in me, mamma, e per sempre. È bene che tu conosca la dichiarazione da me scritta all’ invito se mi associavo alla domanda da te presentata. Eccola: “ La comunicazione, che mia madre ha presentato domanda di grazia in mio favore, mi umilia profondamente. 
Non mi associo, quindi, ad una simile domanda, perché sento che macchierei la mia fede politica, che più d’ogni altra cosa, della mia stessa vita, mi preme”. 
Lettera Sandro Pertini
Per questo mio reciso rifiuto, la tua domanda sarà respinta. Ed adesso non mi rimane che chiudermi in questo amore, che porto alla mia fede e vivere di esso. Lo sento più forte di me, dopo questo tuo atto.
E mi auguro di soffrire pene maggiori di quelle sofferte fino ad aggi, di fare altri sacrifici, per scontare io questo male che tu hai fatto. Solo così riparata sarà l’offesa, che è stata recata alla mia fede ed il mio spirito ritroverà finalmente la sua pace. Ti bacio tuo Sandro.
P.S. Non ti preoccupare della mia salute, se starai molto priva di mie lettere.
Pianosa, 23 febbraio 1933
La resistenza italiana

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La seconda guerra mondiale raccontata da Scuola Zoo [parte 1]


Scontri estremi: si stanno riacutizzando i fenomeni di estremismo?


Donna Rachele mia nonna-La moglie di Benito MussoliniOrdine Futuro e Aries O.N.P. presentano a Civitanova Marche, presso la biblioteca comunale S. Zavatti, il libro DONNA RACHELE MIA NONNA la moglie di Benito Mussolini. Interverranno l’autrice Edda Negri Mussolini e la relatrice Jeanne Dante. [Link all’evento]

Sull’evento sono sorte molte proteste dal web anche per via della scritta provocatoria presente nella locandina PER NON DIMENTICARE. È nato un’incontro organizzato dall’ANPI alle ore 20 davanti al monumento della resistenza di via Gramsci e un contro-evento denominato Mobilitazione antifascista organizzato dall’Officina Popolare Jolly Roger che si esprime scrivendo:

Ancora una volta l’organizzazione neofascista guidata dal terrorista nero Roberto Fiore cerca spazi di agibilita’ politica nella nostra citta’ ,stavolta mascherandosi da associazione culturale.
Magari la nipote del duce venisse a raccontarci che la Nonna era una privilegiata quando le condizioni della Donna sotto il fascismo erano pessime ,magari!

Sappiamo solo che questo e’ l’ennesimo tentativo di rivalutare figure e momenti storici per assolvere dalle responsabilita’ personaggi che fino all’ultimo sono stati carnefici e aguzzini.
Ancora una volta le istituzioni antifasciste di questo paese cedono alle lusinghe di organizzazioni squadriste e xenofobe.
L’Amministrazione Ciarapica per l’ennesima volta si rende protagonista di oltraggi alla Costituzione.
E’ inaccettabile che si lasci spazio a queste provocazioni e per questo chiamiamo tutte le anime e organizzazioni Antifasciste di questa Citta’ e non solo a fare fronte comune e mobilitarsi in occasione del 2 dicembre!!

I compagni e le compagne dell’ O.P. Jolly Roger

Aries risponde:

Comunicato stampa in risposta a quanto apparso nei media locali nei giorni scorsi a firma Centro Sociale Jolly Rogers di Civitanova Marche relativamente alla presentazione del libro “Donna Rachele, mia Nonna. La moglie di Benito Mussolini” in programma a Civitanova Marche il 2 dicembre 2017.

Apprendiamo con giubilo e sollievo le urla dei soliti sconosciuti contro la presentazione del libro di Edda Negri Mussolini. Finalmente, dopo anni, sappiamo che quella (per fortuna!) sparuta parte di italiani (sebbene vogliano non esserlo), rimasta ferma agli anni di piombo (o forse addirittura prima) non è scomparsa.

Proprio quando stavamo per annotarne l’estinzione, scopriamo che sono ancora capaci di battere un colpo. Non per portare un contributo concreto ad una causa, certo che no; bensì, per essere sempre e solo “anti”.

Ipotizzavamo che avessero raggiunto le loro creazioni mitologiche in qualche mondo metafisico (e politically correct), oppure che si fossero autoconfinati in un novello “soviet – Eden”, senza proprietà privata (tanto si sa che i conti correnti possono ben stare in qualche atollo sperduto), diritti paritari per quasi tutti (tranne che per chi osa dissentire), amore e sballo libero (ottimi metodi per tamponare il vuoto da anomia). Invece eccoli qua, col loro carico d’odio, la solita spocchia, la tradizionale baldanza.

Ci accusano di portare alla ribalta, di nuovo, il Fascismo.

Imputazione indimostrata ed indimostrabile.
Cominciamo col dire che si tratta di una iniziativa che parte da noi, non da Forza Nuova, con l’aiuto nell’organizzazione della costola culturale Ordine e Futuro. Scarsa, quindi, l’attenzione di chi oggi ci attacca, anche perché, a ben vedere, non è la prima volta che il Comune di Civitanova Marche offre i propri spazi, su nostra richiesta, alle varie iniziative messe in atto, previa formale richiesta (la legalità, questa sconosciuta!). Ricordiamo “Io non morirò del tutto”, presentazione del libro postumo di Rutilio Sermonti, occasione in cui venne concessa la stessa sala dalla precedente Amministrazione comunale di centro – sinistra. L’ignoranza domina: se oggi tengono banco e sollecitano lo scalpore, dei più, i ricordi di un’allora bambina verso la propria nonna, dov’erano questi accalorati “signori” quando, il 23 ottobre del 2015, venivano raccontate le gesta di un combattente eroico della Repubblica Sociale Italiana? Forse a comprendere i loro destini, tra Veltroni e Renzi!

Ebbene, se c’è un qualcosa che vogliamo ribadire, a tali figuri e non solo, è che Aries non è un movimento rientrante nelle logiche della Destra, tanto meno Estrema, perché per tale si intende, molto spesso, borghesia e capitalismo nella prima eccezione, elitarismo nella seconda; siamo Nazionalisti e Socialisti, pertanto vicini alle logiche della massa, molto più identificabili con l’area della Sinistra Nazionale. Abbiamo una visione chiara e precisa del mondo, della politica, della società.

Siamo convinti del primato del sangue sull’oro, del lavoro sul capitale, dello spirito sulla materia. E su questi princìpi non transigiamo, tanto è forte la certezza della loro immanente validità in ogni epoca, passata, presente e futura; tanto siamo sicuri delle nostre idee, indipendentemente dalle etichette si pretende di attaccarci.

Eccoci, dunque, pronti al confronto su qualsiasi tematica, in ogni momento, con chiunque, soprattutto con chi, ancora oggi, non sa ben dire da cosa sia stato liberato (dal “naZZifascismo”?), da chi (dai “partiGGiani”?), e perché (per essere la troia degli Usa o dell’URSS?).

Davvero non temiamo certa gente, né accettiamo filtri di merito e lezioni di moralità da chi si nasconde dietro i falsi veli del sociale e dell’erudizione, quando in realtà, come troppo spesso capita, il reale profilo di platea è molto lontano dalla cultura e pressoché vicino allo sballo.

Sempre e solo al servizio dell’Italia e degli Italiani.

Aries, Officina Nazional Popolare

Il Presidente – Simone Perticarini

Opinioni social sulla richiesta di revoca dell’autorizzazione del sindaco Fabrizio Ciarapica da parte dell’ANPI:

Commenti.jpg

Bandiera della pace.jpgIl riacutizzarsi dei fenomeni di estremismo è la conseguenza logica di un pensiero sociale sempre più spaccato?È la dimostrazione di come non si riesca mai ad imparare dal passato?Dove finisce l’interesse storico e inizia l’apologia?Si può dire che se gli organizzatori sono storici l’interesse è storico mentre se sono politici l’interesse è ai fini dell’apologia?È proprio necessario inserire provocazioni?Non sono forse queste a far “scavallare” l’interesse storico verso l’apologia?Si sta facendo un uso strumentale del passato storico?Si stanno riacutizzando fenomeni rimasti in sordina per parecchio tempo figli dell’odio mai dismesso ma tramandato da generazione in generazione?L’utilizzo dei social network è in parte responsabile del costante incremento di odio tra le masse organizzate in folle psicologiche che creano la deresponsabilizzazione dell’individuo?Siamo dimenticatori seriali.E quando i pochi sopravvissuti testimoni del conflitto più becero e carico d’odio dell’umanità saranno morti,cosa ne sarà di noi?Torneranno alla carica anche i negazionisti da tutti i fronti?Nei dibattiti reali e online solitamente le due fazioni estreme ed opposte si attaccano a vicenda menzionando sempre lo stesso “succo del discorso” con qualche variante.Visto che il passato torna sempre nel bene e/o nel male,ricordiamo qualche numero(non tocca a me dare risposta alle domande,ogni conclusione è e rimane abbastanza personale,l’importante è riflettere prima di giungere a conclusioni affrettate):

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L’entrata in Europa,la chiusura dello zuccherificio Sadam,l’invasione dei cinesi e la fine dell’incubo a biomasse


Striscioni contro la centrale Campiglione.jpg

Intro – Cosa è successo negli ultimi trent’anni nel nostro territorio?Cercherò di riavvolgere il nastro della memoria,perché siamo dei “dimenticatori seriali” soprattutto di storia contemporanea.Si tira fuori la politica del 1945 ma ci si dimentica quella degli anni 2000.È più importante il passato o il passato remoto?Andando a logica una che me l’ha data ieri per me che viaggio nel presente è più incisiva di una che me l’ha data vent’anni fa.Ma secondo Einstein il tempo ha poco senso,tutto ruota attorno agli eventi e l’evento della seconda guerra mondiale è nettamente più importante di quelli che si sono susseguiti.Per rispondere correttamente alla domanda è meglio usare un dipende,scrollando di dosso tutte le responsabilità.Dipende dal contesto,da cosa stiamo analizzando,ecc…

Correva l’anno 2015, la battaglia oramai decennale in opposizione alla costruzione della centrale a biomasse di Campiglione di Fermo si stava inasprendo;mentre partecipavo alle discussioni e ai dibattiti organizzati dal Citasfe (Comitato Intercomunale per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Fermano).

fumo bianco.jpegRimembravo spolverando gli angoli dell’infanzia come il bianco fumo denso nelle notti d’estate veniva trasportato dal vento a riposarsi sopra le lenzuola della mia camera da letto.L’unico “vantaggio“,se così possiamo chiamarlo, era quello di poter camuffare le “puzzette” in quanto l’odore era del tutto simile a quello post piatto di fagioli borlotti.Il fetore nauseabondo nella lavorazione delle barbabietole, si sommava al costante rumore e all’inquinamento dei tir che ogni notte facevano la spola per scaricare il prodotto grezzo in quel losco sito in cui sorgeva l’azienda Sadam. La temibile scritta, visibile ancora oggi, domina l’ampio spazio dall’alto della sua spavalderia disinnescata. In quel tempo di tenera gioventù quando l’azienda era a pieno regime, i telegiornali passavano quasi ogni giorno le fantastiche avventure di guerriglia tra Saddam Hussein e non so quale schieramento. Quando scorrevano le immagini del dittatore,io come penso il 90% della popolazione locale della mia età,per assonanza associavamo il tizio a quel maledetto zuccherificio. La Sadam era negativa per la puzza,Saddam per come lo dipingevano i media, e mischiarli insieme era una sorta di routine giornaliera da giochi di parole.

Scenario centrale a biomasse Campiglione di Fermo

Crescevi,ti alzavi e ogni estate la puzza ti faceva compagnia;col tempo quella compagnia a volte irruenta si era fatta delicata a causa dell’abitudine talmente radicata da essere diventata parte integrante della tua vita,tanto che quando non la sentivi più ti iniziavano a venire i dubbi esistenziali.Certi giorni il cielo azzurro diventava bianco,sembrava di essere in paradiso se non fosse per l’aria satura che ti riportava nel lato più profondo dell’inferno. Le burla in dialetto fermano erano sempre in auge come “Puzzi più de lu zuccherificiu”,“Ma che si scoregghiato?? (in realtà no,era lu zuccherificiu)”,e via dicendo,la simpatia la faceva da padrone;tanto oramai non ci restava che ridere.

Euro.jpgPoi un giorno tutto d’un tratto l’Italia, che se non sbaglio era governata dall’Ulivo (un nome offensivo alla natura) di un certo P.,un maiale di fine anni 90′ meglio conosciuto come mortadella per quanto si ingozzava di denaro e per quanta fame ha fatto patire al popolo italiano,entrò nel più grande sbaglio(per come fu fatto) della storia contemporanea chiamato Unione Europea e unione monetaria. Così finì il periodo rose e fiori,e iniziò quello delle sole rose vendute da ambulanti abusivi, alla svendita del patrimonio italiano in nome dell’internazionalizzazione.Tutto si decise a tavolino nel palazzo dei poteri,alla velocità di un ladro in pieno regime di rapina e mentre la gente stava ancora comprando convertitori lira-euro incasinata nei processi mentali di conversione diventati psicopatologici il numero 1936,27 frastornava la razionalità anche dei più temerari.E così nacque il caos misto a paura nei portafogli degli anziani,che ragionavano ancora in lire ma dovevano pagare in euro;per non parlare delle partite a carte sotto Natale dove nascevano le diatribe per la puntata a bestia nella riconversione lira-euro.Un vero dramma soprattutto per quelli che bussavano col 3 secco e non stavano di mano.Fu così che nacquero 4 fazioni:

  • da una parte i tirchi quelli che col tre secco passano sempre quando la puntata è alta
  • da una parte i prudenti quelli che bussano solo se stanno di mano indipendentemente dalla puntata
  • da una parte i tirchi prudenti che bussano se la puntata è media e stanno di mano
  • da una parte i temerari che bussano sempre per far alzare la bestia,per conquistare l’onore

Mano invisibile di SmithLe sorti del popolo furono indegnamente segnate. Una pagina di storia oscura,per l’egemonia di una politica venduta alla finanza e al business da far-west dove controllore e controllato erano sempre gli stessi individui collusi.Da una parte c’era il mafioso B. dell’imprenditoria,delle speculazioni edilizie milanesi e del controllo sull’informazione che in quel tempo viaggiava ancora quasi interamente per via televisiva mentre dall’altro il venduto P. cercava di far soldi con i poteri forti dell’Unione Europea fregandosene di tutto e di tutti.E così nella spartizione di quote fu deciso che non potevamo produrre tutto quello zucchero!Eravamo forse troppo dolci per l’ “avvenente” futuro degli Stati Uniti d’Europa (il fascino di copiare agli americani persino i nomi sarà mica dovuto all’influenza di quella sessantina di basi militari che occupano il suolo italiano??In altri tempi si sarebbe chiamata occupazione).Il libero mercato se ne andò a farsi fottere senza nessuna protesta dell’opinione pubblica italiana soggiogata dallo spirito comunitario osannato da mortadella. La mano invisibile di Adam Smith fu sostituita da quella visibile di Bruxelles che mise sul lastrico parecchie famiglie.Dallo zuccherificio 150 dipendenti fissi furono mandati a casa più tutti quelli stagionali che operavano nei periodi di pieno regime.Fu un duro colpo per l’occupazione locale,una bastonata imposta dall’alto. Da un giorno all’altro senza nessun piano di riconversione studiato a tavolino,senza progetti,senza visione del futuro, si decise di fare tabula rasa colpendo il fulcro: lo strato sociale medio.L’egemonia europea,la delocalizzazione delle aziende(processo di declino iniziato negli anni 90′,portato avanti da traditori senza scrupoli,senza un minimo di etica col solo scopo di realizzare un profitto economico e senza l’opposizione né del popolo dormiente né delle istituzioni politiche),l’immigrazione incontrollata e mal integrata e la globalizzazione dei grandi colossi,sono i principali responsabili della distruzione dell’artigianato locale,della qualità dei prodotti,del ceto sociale medio.Questo processo di ristrutturazione europeo (quando sentite la parola ristrutturazione aziendale significa sempre taglio del personale) ha decretato il taglio di posti di lavoro perché costavamo troppo rispetto alla manodopera a basso costo cinese. Ma portare i semilavorati dall’Italia alla Cina era poco efficiente da un punto di vista logistico poiché si rimetteva il basso costo della manodopera sui tempi di spedizione e costi di trasporto.Allora si decise di fare la “furbata”. Ci furono rapporti segreti (ma anche alla luce del sole e li mostreremo dopo) tra la Cina sovrappopolata e il governo italiano.L’Italia richiedeva manodopera a basso costo per far fronte alla concorrenza del mercato e la riduzione del debito pubblico,la Cina voleva togliersi dalle palle un bel po’ di parassiti diventati troppi,insostenibili e un peso per la società che nonostante le tasse sul secondo figlio non riusciva a controllare le nascite. L’accordo ci fu e i cinesi furono merce di scambio spedita(non ho capito bene come) forse con la collaborazione della triade cinese ovvero l’organizzazione criminale a stampo mafioso tutta made in China. Sono talmente bravi a copiare che avranno pensato,“In Italia la mafia funziona alla grande perché non ce provemo pure nojatri!?” .

La mia supposizione spiegherebbe l’inspiegabile.Se andiamo ad analizzare i dati demografici (fonte ufficiale ISTAT) possiamo avere molta carne sul fuoco.Prendiamo un paese di riferimento come Monte Urano dove la calzatura ha attirato il flusso incontrollato e degradopostmezzadrile l’ha rinominata Repubblica Popolare Cinese:

  1. nel 2004 i cinesi rappresentavano il 6,29% contro il 20,51% di albanesi e  il 47,79% di marocchini. Ovvero erano in netta minoranza
  2. nel 2006 i cinesi rappresentavano il 11,23% contro il 22,83% di albanesi e  il 36,78% di marocchini. Ovvero erano ancora in netta minoranza
  3. nel 2008 i cinesi rappresentavano il 24,97% contro il 15.46% di albanesi e  il 29.02% marocchini. Ovvero i cinesi nel 2008 superarono gli albanesi e agganciarono i campioni marocchini
  4. nel 2009 i cinesi rappresentavano il 28,41% contro il 15.09% di albanesi e  il 27.52% marocchini. Ovvero i cinesi superarono gli albanesi e i marocchini vincendo la medaglia di campioni dell’immigrazione
  5. nel 2010 i cinesi rappresentavano il 30.26% contro il 15.23% di albanesi e  il 24.85% marocchini. Ovvero i cinesi nel 2010 si laurearono campioni di immigrazione

Se proprio vogliamo continuare possiamo vedere l’invasione graduale cinese perché di invasione si tratta in quanto mentre le percentuali di immigrati di altri paesi rimangono costanti o diminuiscono e complessivamente la % totale di stranieri si riduce, la % di cinesi (immigrati non riconosciuti dalla società come tali e dopo vedremo perché) schizza:

  1. 2011 i cinesi rappresentavano il 32.79%
  2. 2012 i cinesi rappresentavano il 32.17%
  3. 2013 i cinesi rappresentavano il 35.06%
  4. 2014 i cinesi rappresentavano il 38.52%
  5. 2015 i cinesi rappresentavano il 42.97%
  6. 2016 i cinesi rappresentavano il 43.81%
  7. 2017 i cinesi rappresentavano il 43.27%

Chi controlla questo flusso?Chi permette e ha permesso l’invasione silenziosa?

Cittadini stranieri a Monte Urano

I dati non mentono mai,a meno che non vengano truccati o siano mal acquisiti.Mister B. dopotutto con il suo A4 bianco piegato sulla mano destra sventolava e lanciava percentuali infondate ogni giorno sui suoi canali personali e la gente lo votava perché era credibile.Riusciva a conquistare la folla solo perché la folla si fidava e non andava a controllare i dati.Mister B. ha vinto con le menzogne,con il ladrocinio,sfruttando la disinformazione e l’ignoranza dettata anche dall’ancora assente World Wide Web che rivoluzionò il mondo. A Roma i cinesi arrivano nel secondo dopoguerra ma diventano una presenza visibile solo intorno agli anni 80′ come nel resto dell’Europa(riferimento: Come ci vedono e ci raccontano. Rappresentazioni sociali degli immigrati). Nel nostro paese da una spinta all’immigrazione l’accordo tra il governo della Repubblica e i governi della repubblica popolare cinese relativo alla promozione e alla reciproca protezione degli investimenti,firmato a Roma nel 1985 ed entrato in vigore nel 1987 (riferimento: Carchedi,1994,p.48). Un fine conoscitore dell’immigrazione cinese disse:

<<Gli emigrati cinesi sono persone che operano le proprie scelte migratorie nel quadro di strategie familiari di gestione del rischio sociale e di miglioramento del proprio status economico>>

Cinesi comunità.jpgSi emigra per migliorare le condizioni economiche con un’organizzazione complessa che si basa su nuclei familiari allargati che prestano denaro a chi emigra. L’immigrato lavorerà spesso senza remunerazione per il tempo necessario a ripagare il prestito.Quando finalmente si sarà liberato dai debiti contratti si preoccuperà di accumulare quanto gli serve per cominciare una sua attività autonoma.A questo punto il cerchio si chiuderà e colui che l’avrà chiuso ne aprirà uno nuovo prestando a sua volta denaro ad altri aspiranti migranti,rafforzando quella rete di aiuti reciproci che costituisce un vero e proprio network in gergo tecnico chiamato guanxi e sorregge l’intero sistema.Mi sono sempre chiesto una cosa.Quando si parla di extracomunitari nell’immaginario collettivo e nella realtà dei fatti i cinesi non vengono mai menzionati. Perché?La mia auto-risposta è la seguente: il sistema sopra citato permette nel silenzio sociale di fare entrare masse di immigrati senza creare caos nell’opinione pubblica poiché appena arrivano nel nostro paese iniziano a lavorare,si isolano,non danno nell’occhio(i vetri delle fabbriche vengono oscurati per non far vedere all’esterno le luci accese durante le nottate di lavoro e sfruttamento della manodopera). Ecco perché quando parli di extracomunitario il tuo cervello non visualizza un cinese ma un africano.L’africano arriva in Italia senza un network che lo sostiene,spesso da solo,senza disponibilità economica,all’avventura e come accade molto spesso la fine dell’africano senza un welfare state di tutela socialdemocratico ,senza sistemi di integrazione,falsamente accolto da cooperative malavitose a scopo di lucro e di sfruttamento degli incentivi pubblici,purtroppo la sua fine viene segnata e la necessità di sopravvivenza, lo spinge a delinquere,ad entrare nella malavita organizzata.Ecco perché secondo la logica moderna un cinese non è extracomunitario mentre un africano si.I mass media hanno contribuito a pitturare questo aspetto grazie alla leva della cronaca nera di cui la maggior parte dei giornalisti sopravvive e si auto alimenta(ma non è colpa loro se la negatività incuriosisce più della positività,è un nostro aspetto culturale da riformare senza alcun dubbio.Dopotutto la positività di un evento genera invidia mentre la negatività genera compassione.Siamo esseri compassionevoli che covano invidia fomentata dai social e dalle battaglie virtuali a colpi di commenti).Il tema del razzismo sempre in auge e la demagogia politica hanno completato l’opera a favore dell’estremismo.Ma dal punto di vista logico un cinese non è meno extracomunitario di un africano!!I cinesi entrano in concorrenza diretta e spesso sleale,distruggono il mercato locale abbassando i prezzi vendendo merce di qualità scadente e spesso tossica,fanno uscire le imprese locali e iniziano la conquista in pieno stile da gioco in scatola.I cinesi sono conquistatori di nazioni eppure la società non li vede come una minaccia sottovalutando tutti gli aspetti e prendendosela con quel povero africano fuggito dalla povertà e dalla miseria creata dalle multinazionali occidentali che hanno sfruttato e continuano a sfruttare la loro terra.Allora torniamo nel fulcro del tema: i cinesi hanno un network,una comunità,un sistema ben strutturato che permette loro di isolarsi e di non completare il processo di integrazione(ps:poi ci sono sempre le eccezioni,qui stiamo generalizzando l’aspetto in termini più ampi).È questo a rendere ingiustamente il cinese immune dall’essere considerato extracomunitario.

Tornando alla politica nazionale:

Topo GigioPiù recentemente se vi domandate come abbia fatto l’ex direttore di Studio Aperto che io chiamo Topo Gigio per la netta somiglianza, a vincere le elezioni,la risposta è sempre la stessa (non si impara mai dagli errori e dalla storia).Prima ha leccato facendo carriera negli studi M. (quando l’altro lecchino fu licenziato dal TG4 prese le redini di entrambi i TG) poi mister B. dopo aver visto il buon lavoro svolto nel gestire la disinformazione e nel mettere gli orsetti con la musica commovente alla fine di ogni servizio, come d’accordo ha lanciato mister G.T. (curiosità le iniziali reali coincidono proprio con quelle di Topo Gigio,un scherzo del destino) in politica e dal 2015 Topo Gigio è presidente della regione Liguria.

Chiudiamo questa piccola parentesi storico/politica/sociale analizzata dal mio punto di vista,da come l’ho percepita e da come la penso io, torniamo negli ultimi anni.Nelle carte dello scontro legale tra le fazioni contro centrale e quelle pro centrale (a favore erano il gruppo industriale Maccaferri,i nuovi costruttori ,gli ex lavoratori e i rispettivi sindacati) molti erano i conti che non tornavano e già si sentiva la puzza di bruciato come se la centrale fosse già entrata in funzione.I pro centrale erano palesemente quelli che aveano un interesse economico diretto e mettevano i soldi prima della salute (comprensibile in un certo senso ma non condivisibile dal punto di vista morale e sociale).Se la battaglia non fosse mai iniziata e se invece del buon senso fosse prevalso il menefreghismo ora sulle mie lenzuola si sarebbe adagiato il fumo nero e i microgrammi di ceneri non filtrate dal super filtro tecnologico i cui dati tecnici erano tenuti all’oscuro di tutti (per segreto industriale dicevano ma il motivo era semplice,loro sapevano benissimo come i risultati della scheda tecnica differivano dai risultati che si sarebbero ottenuti all’atto pratico ed erano anche convinti come una volta che la struttura sarebbe stata completata di certo nessuno li avrebbe più potuti fermarle). La curiosità mista ad assurdità riguardava la raccolta dei dati riguardanti l’inquinamento atmosferico per fare i calcoli di sostenibilità dell’intero sistema.I dati tecnici furono presi dalla stazione di rilevamento dell’aria di Civitanova Marche poiché quella di Campiglione era fuori uso.La cosa era veramente bizzarra come bizzarro fu l’atto con cui gli enti riconosciuti dalla regione Marche che dovrebbero in teoria proteggere l’ambiente e i cittadini diedero un timido parere in pieno stile Ponzio Pilato nella valutazione di impatto ambientale lasciando le palle a casa. Il Comune di Fermo, Comune di Grottazzolina,il Comune di Ponzano di Fermo e il Comune di Monte Urano diedero parere negativo.

Un bel giorno l’azienda PowerCrop annunciò: <<Con il decreto ministeriale del 23 giugno 2016 il progetto non ha più la sostenibilità economica>>. La perseveranza,la lotta,lo scontro,gli incontri, i dibattiti, vinsero contro il denaro.Fu così che finì un incubo che oggi pochi,domani credo nessuno ricorderà mai grazie anche al futuro scritto positivamente da Mister Bracalente (qui per l’approfondimento).Un grazie particolare a tutti i membri del comitato Citasfe e a tutti coloro che hanno contribuito ad evitare la distruzione di Campiglione di Fermo e del nostro territorio. Concludo con una citazione e una domanda(del 2015) inoltrata via email a cui nessuno degli enti mi ha mai dato risposta.

Un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze.
(Joseph Campbell)

Questa è l’email che mandai prima all’ Arpam di Fermo che mi rimandò all’ Arpam di Ancona che non mi diede risposta:

La centralina rilevamento dell'aria Campiglione di Fermo

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Bilancio della Seconda Guerra Mondiale in numeri


  • 40.000 tonnellate di bombe colpirono la città di Berlino tra fine Aprile e inizio Maggio del 1945
  • 6.500 tonnellate di bombe furono sganciate su Dresda dagli alleati nel febbraio del 1945
  • 500.000 case distrutte nella sola Francia tra il 1944 e il 1945
  • -63.3% di calo nella produzione agricola
  • 87.000 donne stuprate nella sola Vienna,le 3 settimane successive all’ingresso dell’Armata Rossa (stima per difetto)
  • 860 le calorie giornaliere per i cittadini di Berlino nel Giugno del 1945
  • 300.000 orfani nella sola Iugoslavia,49.000 in Cecoslovacchia,60.000 in Olanda, 200.000 in Polonia
  • 66% di neonati morti alla nascita a Berlino nel 1945 per dissenteria da inquinamento idrico
  • 400.000 perdite militari italiane
  • 6.000.000 di ebrei sterminati
  • 16.000.000 di perdite civili nell’URSS
  • 50.000.000 di perdite umane di cui il 60% civili

Bilancio della Seconda Guerra MondialeMorti nella Seconda Guerra Mondiale

FONTE: FOCUS STORIA

D-DAY: lo sbarco in Normandia


“D-DAY” – lo sbarco in Normandia seguito ora per ora. Era il 6 giugno del 1944 e alle 6:30 di una fredda mattina cominciava la più grande operazione aeronavale di tutti tempi: lo sbarco in Normandia. Per Erwin Rommel, a capo delle forze tedesche, sarebbe stato il giorno più lungo della sua vita. Per gli alleati era il D-Day, il cui successo avrebbe condotto alla liberazione della Francia e alla caduta del Terzo Reich. Ulisse ricostruirà il D-Day partendo dalla famosa spiaggia di Omaha Beach; con Alberto Angela, verranno percorsi i fatidici 300 metri di spiaggia dove la mattina del 6 giugno, caddero colpiti migliaia di soldati americani, esposti al fuoco nemico.

  • Regia:Gabriele Cipollitti
  • Conduttore:Alberto Angela

Ulisse D-Day.jpg

 

IL MANIFESTO DELLA RAZZA (luglio 1938)


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Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio 1938, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.

Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.

2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.

4. La popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa.

5. È una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d’Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio.

6. Esiste ormai una pura “razza italiana”. Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.

7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l’Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.

8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.

9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.

10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

FONTE: Manifesto della razza

Qual’è la linea di demarcazione tra passione per la storia e apologia storica?


Mi domando: in questa immagine sto leggendo un libro di un personaggio storico o sto idolatrando il personaggio storico?Qual’è la linea di demarcazione tra passione storica e apologia storica?È l’esposizione pubblica a trasformare un collezionista appassionato in un fanatico fascista?Chi decide di cosa si tratta?Su quali basi si fa la distinzione?

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Il Pervitin: l’anfetamina per potenziare i soldati tedeschi


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La puntata dedicata al nazismo inizia con il consueto contributo di Paolo Mieli . Due documentari che raccontano momenti noti attraverso immagini a colori nuove e straordinarie, e momenti meno noti che sono stati messi in luce da recenti ricerche storiche. Si comincia con “Hitler nella morsa”: siamo negli ultimi mesi del 1944, gli americani sono sbarcati in Normandia e stanno lentamente liberando Francia e Paesi Bassi. Si continua con “Göring, la svastica e la droga”. Cacciate quel drogato! È il grido rabbioso di Hitler nei giorni della disfatta. Si riferisce niente di meno che al numero due del nazismo Hermann Göring, che ha osato disubbidire ai suoi ordini. Ai soldati tedeschi veniva somministrata anfetamina per migliorare le prestazioni,ridurre le ore di sonno e aumentare la concentrazione. Queste pasticche denominate Pervitin erano vendute anche in farmacia e veniva fatta loro una grande pubblicità.

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Il 14 maggio 1940, dopo solo 4 giorni, le truppe dell’armata nazista conquistarono l’Olanda, fu determinante la loro capacità di combattere senza sosta, giorno e notte, senza dormire. La pillola dopante era stata sviluppata nel 1937 dal medico Fritz Hauschild, rimasto colpito dagli straordinari effetti delle benzedrine sugli atleti americani che avevano partecipato alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale veniva distribuita ai soldati dai medici militari.

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“Der totale Rausch”, ovvero “La totale euforia” è il titolo del libro uscito in Germania ad opera dello scrittore Norman Ohler, che racconta come Adolf Hitler e i componenti della Wehrmacht, dagli alti ufficiali ai soldati semplici, fossero quasi perennemente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che li rendevano non solo euforici, ma anche in grado di mantenere ritmi elevatissimi e quindi resistere a marce e battaglie estenuanti. L’anfetamina è uno stimolante sintetico usato per:

  • sopprimere l’appetito;
  • controllare il peso;
  • trattamento di disturbi mentali e comportamentali;

È inoltre usata come stupefacente e per l’aumento di prestazioni fisiche (doping).L’anfetamina fu sintetizzata nel 1887. L’uso medico sperimentale delle anfetamine è cominciato negli anni 1920. È stato introdotto nella maggior parte del mondo sotto forma di Benzedrina verso la fine degli anni venti.
Simpamina era il nome commerciale di un prodotto farmaceutico adrenergico derivato dall’amfetamina, prodotto dalla ditta Recordati e venduto in farmacia senza ricetta sino al 1972.

LINK ALLA PUNTATA DI RAI STORIA

APPROFONDIMENTI: PSICHIATRIA E NAZISMO

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E la chiamano Intelligence


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Un missile Tomahawk (nome tecnico BGM-109) costa la modica cifra di 569.000$. Aggiungendo però qualche optional possono arrivare fino a 800.000$,secondo alcuni addirittura 1,6 milioni di dollari. Facciamo quindi due conti su quanto sia costato solo il comparto missilistico lanciato nell’attacco americano in Siria: sono stati sparati 59 missili Tomahawk,la sola spesa missilistica ammonta da un minimo di 59×569.000$=33.571.000$ ad un massimo di 59×1.600.000$=94.400.000$.Più bisogna aggiungere i costi dell’operazione in termini di navi,personale,ecc..Insomma 100.000.000$ di missili per distruggere 6 aerei.Roba che un camion faceva molti più danni.E la chiamano Intelligence.

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