Software BaseCamp di Garmin: personalizza i tuoi percorsi


Cos’è Basecamp?

BaseCamp è un software realizzato e distribuito da Garmin utilizzato per la gestione ottimale dei propri percorsi GPS. Permette tutta una serie di funzionalità veramente utili sopratutto per coloro che affrontano luoghi impervi come la montagna, in cui ogni riferimento è importante al fine dell’orientamento e della gestione delle tappe di riferimento (chiamate in gergo tecnico waypoint e segnalate solitamente con delle bandierine rosse).

I waypoint

Un waypoint è essenzialmente un punto di riferimento nello spazio fisico (possono essere rocce, strade, edifici, sorgenti, corsi d’acqua, ferrovie, ecc…) utilizzato per qualsiasi tipologia di navigazione. I tipi di coordinate (ovvero i riferimenti numerici che identificano univocamente un punto nello spazio fisico) utilizzate può variare a seconda dell’applicazione: per la navigazione terrestre queste coordinate geografiche sono espresse in longitudine e latitudine, mentre nella navigazione aerea, comprendono anche l’altitudine. Sapersi orientare comprende quindi anche il saper leggere, inserire e gestire le coordinate, di vitale importanza quando ci si trova dispersi in un bosco e non si sa come procedere.

Pianificare un viaggio

Utilizzando BaseCamp puoi pianificare:

  • viaggi in auto
  • viaggi in moto
  • passeggiate
  • corse in bici
  • escursioni
  • alpinismo
  • ecc…

All’apertura del software BaseCamp ti verrà chiesto di selezionare il tuo profilo attività:

Profilo attività BaseCamp

Ed una volta scelto il profilo opportuno si accede ad una serie di operazioni che possono essere effettuate:

  • pianificare un percorso
  • creare un’avventura Garmin
  • cercare avventure caricate da altri nella community
  • assegnare dei georiferimenti (o geotag) alle foto
  • contrassegnare waypoint e tracce dal computer per poi trasferirli sul dispositivo

Strumenti BaseCamp

Crea le tracce dei tuoi percorsi (o scaricale dal tuo GPS, puoi accedere all’account Garmin Connect da BaseCamp) per visualizzare il profilo altimetrico e lo sviluppo dell’itinerario, in modo da poter stimare il livello di difficoltà di un’escursione o di una corsa in bici.

  • Pianifica l’itinerario panoramico perfetto per il tuo prossimo viaggio su strada, assicurandoti che il navigatore ti guidi attraverso determinati waypoint.
  • Riproduci un’animazione di percorsi e tracce sulla cartografia in 3D, salva e condividi la tua avventura.

Breve introduzione per iniziare a personalizzare il proprio tragitto

La mappa di base è una mappa molto scarna con le strade e città principali. Per avere quindi delle mappe dettagliate con strade secondarie, sentieri e maggiori riferimenti bisogna installarle (possiamo farlo gratuitamente dal sito openmtbmap.org). Iniziamo quindi con lo scaricare e successivamente installare la mappa italiana (basta chiudere BaseCamp e fare doppio click sul file scaricato per avviare automaticamente l’installazione, una volta installato aprite BaseCamp e selezionate la mappa installata nel menu Mappe). Fatto questo andiamo prima di tutto a creare la nostra cartella dove inseriremo i file, andando in file->nuova->cartella elenco e diamo il nome che desideriamo. Fatto questo andiamo sempre su file->nuovo->Elenco e diamogli un nome per iniziare a creare il nostro percorso. A questo punto avremo bisogno degli strumenti principali per il disegno e sono quelli indicati in figura:

  1. Inserisci nuovo waypoint
  2. Crea nuovo percorso
  3. Crea nuova traccia

Strumenti per il disegno

Quindi per l’appunto possiamo iniziare ad inserire i waypoint che vogliamo, e che ci compariranno sia nella mappa sia nell’elenco (nella parte in basso a sinistra). Poi possiamo andare a creare il percorso e/o la traccia.

Attenzione ai termini utilizzati: qual’è la differenza tra percorso e traccia?

La differenza sostanziale tra i due termini è che selezionando due punti nella mappa, il percorso mi crea automaticamente attraverso l’autorouting, una curva arzigogolata che segue i sentieri, le strade,ecc.. mentre la traccia mi crea direttamente una linea retta tra i due punti selezionati. La traccia è cioè quella che i matematici definiscono la spezzata (segmento) che meglio approssima in maniera lineare una curva (in questo caso rappresentata dal percorso). Per ogni traccia o percorso creato abbiamo dei parametri identificativi come:

  • la distanza
  • le coordinate dei punti di partenza e arrivo
  • la rotta del tratto

Da un percorso ad una traccia

Uno strumento utile presente all’interno di in questo tool è proprio crea traccia da percorso che permette di unire una serie di spezzate che meglio approssimano la curva del percorso.

Come modificare un percorso esistente?

Possiamo modificare i percorsi registrati con il nostro dispositivo Garmin semplicemente esportando il percorso da Garmin Connect in formato .Gpx:

Esporta percorso in Gpx

ed importandolo in BaseCamp (da file->importa) per apportare le dovute modifiche. Possiamo vedere anche tutti i dettagli dell’attività come in Garmin Connect:

Frequenza cardiaca

Esplora il terreno

BaseCamp visualizza i dati topografici delle mappe in 2D o 3D sullo schermo del computer, comprese le curve di livello e profili altimetrici. È possibile anche caricare le cartografie dallo strumento, o importare le mappe scaricate o acquistate su DVD o scheda microSD™. Garmin offre un’ampia serie di carte topografiche dei sentieri, che coprono gran parte di Europa e del resto del mondo, pronte all’uso in BaseCamp.

Assegna georiferimenti alle foto

BaseCamp consente di creare foto con georiferimenti, associandole a waypoint specifici. Puoi visualizzare lo scenario esatto in qualsiasi luogo. Trasferisci le foto al dispositivo portatile, pubblica le foto direttamente su Picasa o invia direttamente le foto con georiferimenti tramite e-mail ad amici o familiari, così che in futuro possano raggiungere i tuoi luoghi preferiti.

Crea e condividi le tue avventure

Garmin Adventures fornisce un modo interattivo e gratuito di condividere escursioni, corse in bici, viaggi su strada e molto altro. Utilizzando BaseCamp, è possibile combinare registri traccia, waypoint, foto con georiferimenti, video di YouTube®e molto altro all’interno di un’avventura che verrà pubblicata online. Puoi inoltre inviare tramite e-mail un collegamento alla tua avventura ad amici e familiari, condividerla sui siti di social media o pubblicarla sui tuoi forum preferiti. BaseCamp consente di inoltre di seguire le tracce di altri viaggiatori, permettendoti di cercare e scaricare avventure.

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Utili:

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Cos’è veramente il VO2max e come si calcola?


Cos’è il VO2Max: la definizione fisica

Il VO2Max rappresenta il massimo volume di ossigeno consumato per minuto. Sarà pertanto espresso da un’unità di misura consona a definire il volume (ovvero la misura dello spazio occupato da un corpo, definito dall’unità di misura ml, sottomultiplo del litro) di ossigeno (formula chimica O2, è una molecola costituita da 2 atomi di ossigeno, rappresenta il comburente per ottenere energia bruciando calorie provenienti dal consumo alimentare) occupato all’interno del corpo (di una certa massa espressa in Kg) nell’unità di tempo (si utilizza un multiplo del secondo ovvero il minuto come riferimento). L’unità di misura è quindi mlO2/kg/min e definisce (definizione fisica precisa) il VO2 max come: la massima quantità di ossigeno (il numero totale di molecole di ossigeno) presenti in 1 ml di volume, consumata per ogni 1 Kg di massa corporea nell’arco temporale di 1 minuto. Ora che è stata chiarita la definizione fisica del parametro biologico VO2max dobbiamo andare a vedere da cosa dipende, ovvero la formula per il calcolo (ne vedremo una empirica, ovvero trovata sperimentalmente che quindi ci permette di valutare con elevata precisione il risultato, ed una approssimata utilizzata per via della sua semplicità e facilità di applicazione). Pertanto se trovate dei dati online prima di confrontarli con i vostri VO2max controllate che venga utilizzata la stessa unità di misura altrimenti dovrete fare la conversione.

Quali valori assume il VO2max?

Il VO2 max è un’indicatore delle prestazioni atletiche e deve aumentare quando il livello di forma fisica migliora. Inoltre grazie all’allenamento il nostro organismo migliora in efficienza riuscendo ad ottenere un miglior apporto di ossigeno alle cellule con meno sforzo da parte del cuore. Tuttavia, se ci alleniamo con lo stesso allenamento per parecchio tempo, l’organismo si adatterà, la frequenza cardiaca si ridurrà, lo scambio di ossigeno rimarrà pressoché costante e il VO2max scenderà. Ecco perché è sempre consigliabile variare gli allenamenti/schede dopo un tot periodo di tempo.

Se non ci si allena, la FC sarà bassa e il nostro organismo sarà anche meno efficiente nell’ossigenazione, con un conseguente VO2max basso. Ma la cosa interessante è che un soggetto allenato nelle normali condizioni di riposo riesce ad avere una pressione cardiaca minore rispetto ad un soggetto non allenato nelle stesse condizioni! Il cuore, non dimentichiamolo è il muscolo motore del nostro corpo, e come tutti i muscoli allenati permette performance maggiori e migliori. Se quindi fate vita sedentaria e avete una lieve ipertensione il medico di famiglia, che si fa i viaggi pagati dagli informatori scientifici mascherati da seminari di aggiornamento, vi consiglierà la classica pasticca, mentre il medico onesto vi consiglierà l’attività fisica (con tutto rispetto per la categoria dei medici che ogni giorno svolgono il loro prezioso lavoro).

 

Viola          

Ottimo

Blu              

Eccellente

Verde         

Buono

Arancione 

Adeguato

Rosso         

Scarso

Come si calcola il VO2max realmente? (formula empirica)

Attraverso la seguente formula:

VO2 max = FC x GS x (Δa-v)

ovvero Massimo consumo di ossigeno = Frequenza cardiaca x Gittata sistolica x differenza artero-venosa di ossigeno

  • La frequenza cardiaca (FC) rappresenta il numero di battiti che il cuore compie in un minuto.
  • La gittata sistolica (GS) esprime il volume di sangue (in ml) che esce dal ventricolo sinistro del cuore ad ogni contrazione (sistole).
  • La differenza artero-venosa (Δa-v) di ossigeno rappresenta la quantità di ossigeno che le cellule riescono ad estrarre dal circolo sanguigno durante il passaggio del sangue nei capillari.

Il calcolo esatto di questo parametro biologico può essere quindi fatto solamente utilizzando una strumentazione altamente sofisticata gestita da personale medico. Come vediamo c’è un legame di proporzionalità diretta con questi 3 parametri importanti tra cui la frequenza cardiaca che è l’unico elemento che ritroviamo nella formula approssimata per via della sua semplicità di rilevazione (misura). Gli altri due parametri sono molto difficili da misurare in quanto non possiamo applicare dei sensori direttamente sulle cellule interne del nostro corpo! Per questo motivo richiedono una misura indiretta attraverso strumenti sofisticati (può essere misurato attraverso un test cardiopolmonare con l’utilizzo di un cicloergometro o tapis roulant, con un sistema per l’analisi dei gas (breath by breath, ossia che misura la ventilazione e la concentrazione di O2 e CO2 nel volume di aria espirata), un saturimetro ed un ECG a 12 derivazioni).

Come si calcola il VO2max in maniera approssimata? (formula approssimata)

La stima del VO2max rappresenta un calcolo stimato ovvero approssimato del valore empirico reale. In parole povere si cercano altri parametri misurabili direttamente che siano legati alla gittata sistolica e alla differenza artero-venosa. Naturalmente ci sono diverse formule approssimate e test che si possono trovare in letteratura medica, tra cui il test di Bruce sviluppato dal DR. Robert. A. Bruce nel 1963 per diagnosticare i problemi cardiaci dei suoi pazienti e che permette tramite una procedura di andare a valutare tale parametro. Con il miglioramento della tecnologia e l’arrivo di microprocessori sempre più piccoli e potenti, si è potuti passare dalla valutazione mediante test ad un calcolo molto più immediato tramite elaborazioni real time dei dati.

Sfruttando la conoscenza dell’indice di correlazione tra VO2max e FC valutato mediante studi scientifici si è arrivati a poter stimare il suo valore (naturalmente la stima è legata anche al fatto che non tutti hanno la stessa età, condizioni fisiche, problematiche congenite, ecc…):

  • 50% FC max = 35% VO2max
  • 60% FC max = 48% VO2max
  • 70% FC max = 60% VO2max
  • 80% FC max = 73% VO2max
  • 90% FC max = 86% VO2max
  • 100% FC max = 100% VO2max

Conoscendo quindi FC max basta applicare la formula inverse per ricavare il VO2max.

Arrivando ora agli sportwatch Garmin, avendo a disposizione anche altri dati come velocità, tempo, spazio, dati dinamici, sesso, massa, età, storici, ecc… è possibile implementare formule più complesse e algoritmi sempre più sofisticati in grado di migliorare l’approssimazione del calcolo. Per esempio utilizzando la correlazione tra FCvelocità l’algoritmo potrebbe concludere:

  • FC media bassa e velocità media alta ->ALTO VO2max: perché si riesce a fornire più ossigeno pompando meno il cuore (il che indica un ottimo allenamento)
  • FC media alta e velocità media bassa ->BASSO VO2max: perché si riesce a fornire meno ossigeno pompando di più il cuore (il che indica uno scarso allenamento)

Non siamo a conoscenza dell’algoritmo implementato da Garmin ma è probabile che il team di ingegneri del reparto elettronico, informatico e di bioingegneria siano in costante lavoro per migliorare l’affidabilità grazie alla sempre maggiore disponibilità di dati raccolti. Partendo da questo presupposto è anche importante sottolineare che un’errata valutazione della FC comporta un’errata valutazione del VO2max e questo è quello che potrebbe accadere in alcuni casi quando si utilizza il sensore ottico incorporato piuttosto che la fascia toracica.

Constatazioni sul VO2Max

  • nelle femmine è inferiore rispetto ai maschi
  • nella popolazione femminile media, da 20 a 29 anni è compreso tra: 35-43 ml/kg/min
  • nella popolazione maschile media, da 20 a 29 anni è compreso tra: 44-51 ml/kg/min
  • con l’allenamento il suo valore può essere incrementato dal 10% al 25%

I feedback del vostro corpo: ascoltateli

Il corpo manda sempre dei messaggi sopratutto quando si trova in una situazione di malessere e molto spesso noi non siamo in grado, non siamo abituati o meglio non vogliamo interpretarli. Se contattiamo l’interprete (medico) e la sua soluzione non cura la causa ma solo l’effetto forse è bene che ci poniamo qualche domanda etica/morale/scientifica passando più tempo a leggere invece di vedere le partite di campionato. Mio fratello prendeva le pastiglie per il reflusso gastroesofageo, dopo aver fatto un cambiamento drastico nella dieta alimentare diventando vegano per motivi etici, ora non prende più alcuna medicina poiché il reflusso è sparito. Questo è solo un esempio di come l’alimentazione giochi un ruolo fondamentale.

Chi è la persona migliore che ci conosce se non noi stessi? Sfruttiamo positivamente questo vantaggio di conoscere per esperienza il nostro organismo (prima dobbiamo imparare però ad ascoltarlo e non è difficile basta farci caso, quindi fateci caso). A questo punto vi dico però anche attenzione! Il mio non è un incitamento a non ascoltare il medico (che ha solide basi scientifiche), anzi sempre meglio ascoltarne più di uno. La mia è una riflessione più ampia e anche un po’ filosofica sul conoscere meglio i messaggi che manda il proprio corpo. Dall’altra parte pronti come avvoltoi ci sono i guru opposti alla scienza con costose cure acqua e limone. Pertanto il mio consiglio è di ascoltare il parere del medico, di non ascoltare i ciarlatani che vogliono spennarvi dei soldi con cose alternative inutili e conoscere meglio voi stessi, punto.

Tra i molti aspetti riguardanti la salute sicuramente l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale perché è il combustibile che produce l’energia necessaria per il fabbisogno giornaliero. Ora due dei tanti feedback importanti di cui mai si parla perché tabù sociale, sono le feci conosciute meglio come cacca e i gas di scarico del corpo; il colore, l’odore, la forma ed il consolidamento delle feci, il rumore sonoro, la puzza e la frequenza delle “scoregge”, sono caratteristiche che riflettono il nostro stato di salute. Se mangi male caghi male, non sono io a dirlo ma è un dato di fatto che tutti voi avete appurato nella vostra vita. Se mangi bene e caghi male potrebbe esserci qualcosa nell’organismo che non funziona come dovrebbe]

Curiosità sull’attività respiratoria, l’ossigeno e l’emoglobina

Tutto ha inizio con l’attività respiratoria la cui efficienza è valutata in base ai volumi e alle capacità polmonari, misurabili con uno spirometro. Durante una respirazione tranquilla abbiamo l’immissione e l’emissione di circa 500ml di aria. Grazie ai movimenti respiratori, l’aria entra ed esce alternativamente dai 2 polmoni ognuno dei quali presenta circa 300 milioni di rigonfiamenti, chiamati alveoli. I gas diffondono (meccanismo fisico/chimico) attraverso l’epitelio degli alveoli. L’ossigeno segue il suo gradiente di pressione ed entra nei capillari polmonari, e da qui grazie ai vasi sanguigni si arriva nei tessuti dove la concentrazione di ossigeno è bassa, il gas diffonde nel liquido interstiziale e da qui entra nelle cellule. L’anidride carbonica segue lo stesso percorso in maniera inversa e infine viene eliminata dai polmoni. È grazie alla presenza dell’emoglobina nel sangue che si realizza un efficiente trasporto di O2 e di CO2. Il 97% dell’O2 trasportato dai polmoni ai tessuti si trova legato chimicamente con l’emoglobina presente nei globuli rossi trasportati dal sangue. Il restante 3% si trova sotto forma di gas disciolto in fase acquosa nel plasma.  1 g di emoglobina combina 1,34 ml di ossigeno, essendo il nostro contenuto emoglobinico di 15 gr per 100 ml, ne deriva che: 100 ml di sangue trasportano circa 20 ml di ossigeno.

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Garmin Running Dynamic Pod: perché misurare le dinamiche della corsa


Perché utilizzare il Garmin Running Dynamic Pod?

Garmin offre sempre più prodotti che misurano la frequenza cardiaca al polso grazie alla tecnologia Garmin Elevate 2.0, tuttavia, fino ad oggi, per avere anche i dati delle dinamiche di corsa era necessario indossare una fascia cardio HRM-Run®. Grazie al nuovo Running Dynamic Pod puoi decidere di non indossare più la fascia ed avere ugualmente tutti i dati semplicemente applicando il pod sull’elastico dei pantaloncini e rilevare il battito direttamente al polso con uno strumento dotato di rilevazione Garmin Elevate.

Il prezzo

  • Prezzo massimo 74€
  • Prezzo Garmin 69,90€
  • Prezzo attuale 61,90€
  • Miglior prezzo Amazon 55.90€
garmin pod

Caratteristiche

  • Peso: solo 12g 
  • A clip, facile da applicare sull’elastico posteriore dei pantaloni
  • Misura tutte e sei le dinamiche di corsa avanzate
  • Sostituisce le metriche rilevate dalla fascia cardio RUN
  • Durata della batteria fino ad 1 anno
  • Si attiva automaticamente al movimento
  • Si connette via Bluetooth con il dispositivo Garmin compatibile
  • Dimensioni unità (LxAxP): pod con clip 37,6 mm x 23,2 mm x 19,2 mm
  • Peso: 12,0 g
  • Durata della batteria: 1 anno (ipotizzando un utilizzo di 1 ora al giorno)
  • Tipo di batteria: CR1632 (sostituibile dall’utente)
  • Classificazione di impermeabilità: 1 ATM
  • Connettività ANT+: sì

PARAMETRI VALUTATI CON IL POD

Il pod può valutare una serie di parametri molto importanti dal punto di vista tecnico, poiché permettono di valutare l’andatura del corridore, trasdotta in parametri numerici in grado di descrivere alcune dinamiche e movimenti biomeccanici del corpo. Quando si percorrono molti chilometri ogni minimo dettaglio può fare la differenza, certamente:

  • l’allenamento
  • la struttura biomeccanica dell’individuo
  • l’abbigliamento tecnico

sono i principali fattori da prendere in considerazione, ma anche l’analisi dei dati non è da sottovalutare poiché rappresenta il feedback da utilizzare per migliorare l’allenamento e quindi le prestazioni dell’individuo stesso! Dopotutto siamo nell’era dei “big data” e più andiamo avanti e maggiori saranno i sensori in circolazione in tutti gli ambiti da quello civile a quello commerciale per non parlare di quello militare da dove partono sempre tutte le tecnologie più avanzate (vedi online la storia del GPS). Le auto parleranno tra di loro, guideranno da sole e scambieranno informazioni con il cloud, quella che qualche anno fa era fantascienza ora è una realtà sempre più affermata e sempre più in rete. Se da una parte le informazioni diventano maggiori e preziose, dall’altra si avrà il problema della privacy e della sicurezza dei dati acquisiti. Avete saputo il casino successo poco tempo fa in ambito militare utilizzando Strava? ( link per scoprirlo ). Ogni nostra parte del corpo ha una sua funzione ben specifica ed è soggetta a delle sollecitazioni durante la corsa. Come avete potuto sperimentare di persona sicuramente le caviglie e le ginocchia sono i punti cruciali da tenere sotto controllo, vi siete chiesti perché? Non apriamo l’argomento perché sarebbe lungo da trattare ma dovete sapere che l’80% dell’energia proveniente dall’impatto con il terreno viene scaricata sulle caviglie! Ecco perché la caviglia si può infiammare spesso, perché è sollecitata notevolmente durante la corsa!

Tempo di contatto con il suolo

E’ il tempo di contatto del piede col suolo durante la corsa. Generalmente, il tempo di contatto con il suolo è decisamente breve, pertanto viene misurato in millisecondi. Il tempo di contatto con il suolo tende ad essere particolarmente breve per gli atleti più allenati, i cui tempi spesso sono inferiori a 200ms. In pratica, i tempi di contatto con il suolo di tutti gli atleti allenati è inferiore a 300ms, probabilmente perché hanno affinato la loro tecnica di corsa sollevando i piedi più rapidamente e calpestando il suolo in modo corretto. “L’overstriding” descrive uno stile di corsa in cui i piedi calpestano il suolo troppo lontano dal corpo frenando i movimenti e, generalmente, aumentando i tempi di contatto con il suolo.

Bilanciamento tempo di contatto con il suolo

Il monitoraggio del bilanciamento del tempo di contatto con il suolo (GCT) tra piede destro e sinistro consente di misurare la simmetria della corsa. Sugli smart sportwatch Garmin questo dato è sempre rappresentato come percentuale superiore al 50% con una freccia a sinistra o a destra, per mostrare quale piede calpesta più a lungo il suolo. Per la maggior parte delle persone è preferibile uno stile di corsa più simmetrico. Gli indicatori colorati sugli orologi Garmin e sul portale Garmin Connect, mostrano il dato di bilanciamento rispetto ad altri atleti. Molti atleti segnalano che il bilanciamento GCT tende a deviare dal 50/50 quando corrono in salita o in discesa, quando praticano esercizi di velocità o quando sono stanchi. Inoltre, alcuni atleti notano che maggiore è lo sbilanciamento e più alta è la probabilità di lesioni.

Cadenza

Si tratta del numero di passi effettuati al minuto, conteggiando entrambi i piedi. È una metrica di corsa comune, che fornisce molte informazioni sulla qualità della corsa. Ad esempio, a una certa andatura, una cadenza più rapida e un passo più breve producono piccoli sforzi in molte parti del corpo, ad esempio le anche, le ginocchia e i fianchi. Secondo la maggior parte degli esperti, la scarsa rilevanza di tali forze riduce il rischio di lesioni e infortuni. È chiaro che la cadenza può aumentare solo fino a un certo punto, tuttavia per gli atleti più soggetti a lesioni, correre con una cadenza alta può essere di aiuto. Un obiettivo di cadenza spesso citato è 180 passi al minuto, sebbene gli atleti più alti tendano ad avere una cadenza inferiore. Inoltre, è interessante notare come una cadenza maggiore corrisponda a una minore oscillazione verticale e a un minore tempo di contatto con il suolo.

Lunghezza del passo

Un altro dato fondamentale che misura lo stile della corsa è la lunghezza del passo, cioè la distanza percorsa da ciascun passo, destro e sinistro. Viene mostrato alla fine della corsa come campo dato all’interno dell’attività ed è visualizzabile mentre corri. Successivamente è possibile visualizzare questo dato con maggiori dettagli su Garmin Connect™ e scoprire le variazioni della lunghezza del passo in relazione all’andatura, alla cadenza, alla quota e ad altre metriche. La lunghezza del passo dipende da una serie di fattori, inclusa la morfologia del corpo, la forza muscolare e la flessibilità.

Oscillazione verticale

Si tratta del “rimbalzo” che produci in ogni passo della corsa. Misurato a livello del busto, indica, in centimetri, la distanza che percorri in verticale con ogni passo. Molti allenatori ritengono che una minore oscillazione verticale indichi uno stile di corsa più efficiente, poiché viene impiegata meno energia per il movimento verticale. Garmin ha effettuato ricerche su molti atleti di tutti i livelli. In generale, i corridori più esperti tendono ad avere una minore oscillazione verticale. Tuttavia, un passo più veloce corrisponde a una maggiore oscillazione verticale. Il rapporto verticale (descritto di seguito) tiene conto di questo dato. Un altro vantaggio di un’oscillazione verticale ridotta è quello di applicare meno stress sulla parte inferiore del corpo al momento dell’impatto con il suolo.

Rapporto verticale

Questo dato si riflette sull’efficienza della corsa relativamente alla spinta in avanti prodotta con ciascun passo. Il rapporto verticale è il “rimbalzo” prodotto nel passo, diviso per la lunghezza del passo ed espresso in percentuale. Poiché la lunghezza del passo è il movimento orizzontale della corsa, è il beneficio dell’azione, mentre l’oscillazione verticale è uno dei costi energetici della corsa. Un valore basso di rapporto verticale indica un costo ridotto e un grande beneficio. Ciò significa una corsa più efficiente.

Rielaborazione della Fonte: Garmin

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Forerunner 235: affidabilità comparata del sensore ottico con la fascia toracica


Forerunner Grafico Bpm

Tutti si chiedono se il sensore ottico integrato sia affidabile o meno. La risposta è naturalmente dipende. Dipende da:

  • come viene utilizzato
  • la cadenza del passo
  • le variazioni
  • la posizione del sensore
  • il movimento dell’orologio durante la corsa
  • il contatto con la pelle
  • la presenza di peli
  • la formazione di sudore tra pelle e sensore
  • tipologia di firmware installato

Quindi in generale possiamo affermare come il sensore ottico fornisca non una misura precisa ma a grandi linee di quella che è la frequenza cardiaca. Poiché dipende infatti da molti fattori è difficile che si abbia una stabilità nel tempo di tutti i parametri presi in considerazione. Per tale motivo si consiglia qualora si voglia puntare ad un’analisi accurata dei dati, l’utilizzo della fascia cardiaca. Quando l’orologio è indossato in maniera corretta e si esegue un andamento costante senza repentine variazioni i risultati dell’approssimazione risultano essere abbastanza precisi. Viceversa si possono avere notevoli discostamenti.


In questo sperimento (riportato da runworks.com) è stata fatta una corsa di 90 minuti con il Garmin Forerunner 235 e la fascia cardio HRM3. I due grafici mettono a confronto i risultati del cardiofrequenzimetro ottico da polso incorporato nel Garmin Forerunner 235 con la fascia toracica per il rilevamento del battito cardiaco Garmin HRM3. Il grafico mostra i dati HRM3 in rosso e quelli del FR235 in blu, ed è evidente a colpo d’occhio che ci sono delle discrepanze abbastanza importanti. I primi 15 minuti sono sostanzialmente ben approssimati, con qualche piccola deviazione tra le due misurazioni della frequenza cardiaca, ma in seguito le due curve si discostano notevolmente.

Cosa è successo dopo i primi 15 minuti? Si è verificato il fenomeno chiamato blocco della cadenza, ed è durato per più di 30 minuti. Rallentando le misurazioni della frequenza cardiaca sono finalmente tornate in sincronia. Ma quando si ha ripreso a correre, il problema è riapparso immediatamente. Si sono fatte delle prove stringendo e allentando la cinghia del FR235, spostandola su e giù per il braccio mentre si continuava a correre. Al 55 ° minuto, si è trovato un punto a metà dell’avambraccio che sembrava funzionare meglio e le letture del FR235 sono tornate alla normalità.

Allora, è solo questione di trovare il punto magico sul braccio? Purtroppo, non sembra. Anche con l’orologio nel punto “buono” sul braccio, i dati del sensore ottico hanno mostrato molti picchi dispari nei 20 minuti successivi, tra i segni dei 55 e dei 75 minuti sul grafico. E poi raggiungendo la sezione finale in corsa ed in salita, e le misure sono tornate ad essere confuse in modo permanente. Qualcosa nel cambiamento del passo in salita sembrava aver innescato nuovamente il blocco della cadenza.

Miglioramenti notevoli sono stati fatti nelle versioni successive (non solo software ma anche hardware con la riduzione dello spessore del sensore quasi completamente in linea con la base dell’orologio) come nel Garmin Forerunner 935 la cui comparazione vedremo magari nelle prossime puntate.

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Garmin Week 2018: le migliori promozioni Garmin


Garmin Week 2018

Sono arrivate le migliori offerte di Amazon Garmin Week. Un saluto a tutti i lettori di Seremailragno.com. Vi segnaliamo l’arrivo nello store di Amazon della Garmin Week, un periodo di super sconti relativi ad alcuni prodotti Garmin. Offerte relative a:

  • Sportwatch
  • Smartband
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DynamicWatch™: segui il percorso direttamente sul tuo orologio


Percorso Garmin.jpg
Icona di DynamicWatch

DynamicWatch ™ è il modo più semplice e veloce per creare e scaricare percorsi per il tuo orologio Garmin, Edge o GPS, direttamente dal tuo telefono o computer. Sono disponibili due app in Garmin Connect IQ che è possibile scaricare sull’orologio Garmin, sul cycling computer Edge o sul GPS Oregon/Rino:

  • dwMap ™ ti consente di scaricare e seguire una mappa del percorso su Garmin Vivoactive, Vivoactive HR, Vivoactive 3, Forerunner 230, 235, 630, 645, 645M, 735XT, 920XT o 935, Fenix ​​3, Fenix ​​3 HR, Fenix ​​5, 5S o 5X, Fenix ​​Chronos, Approach S60, D2 Charlie, D2 Bravo, D2 Bravo Titanium, Descent Mk1 o Epix GPS watch
  • routeCourse ™ ti consente di scaricare percorsi (percorsi) su Garmin Edge 520, Edge 820/820 Explore, Edge 1000/1000 Explore o Edge 1030 Cycling Computer, Fenix ​​5 / 5S / 5X, Forerunner 935/645 / 645M o Descent Mk1, GPS Oregon 700/750 / 750t o Rino 750 / 755t.


Progettata per ciclisti, corridori ed escursionisti, installa l’app corrispondente sul tuo dispositivo e utilizza questa pagina web, per creare i tuoi percorsi utilizzando il pianificatore di percorsi ottimizzato per dispositivi mobili e inviarli al dispositivo. 
dwMap aggiunge inoltre la funzionalità mappa del percorso che la maggior parte degli orologi Garmin GPS non ha nemmeno integrata, permettendoti di rimanere in rotta con una semplice occhiata al tuo polso.


In alternativa esiste un modo molto più visibile e preciso per ottenere la visualizzazione a schermo di un percorso da seguire.

Wikiloc
Screenshot da Wikiloc
Questo metodo non prevede l’uso dello smartwatch come visualizzatore ma dello smartphone, grazie a Wikiloc, con tutti i suoi vantaggi:
  • precisione
  • dettagli
  • colori
  • zoom
  • impostazioni maggiori
  • display ampio, ecc…)

Potete approfondire l’argomento cliccando qui. Grazie per la lettura.

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Corsa di Pasquetta e Relive Test: ecco come scaricare i video percorsi 3D gratuitamente


Vi avevamo parlato di Relive in un precedente articolo. Abbiamo testato l’app eliminando le limitazioni imposte. Nella versione free infatti (per i non appartenenti al “club”) non potete scaricare il video finale e non potete aggiungere la musica di sottofondo. Vedremo quindi come fare nei seguenti passi ad aggirare le restrizioni.

  1. Registratevi, collegate l’account ed effettuate la prima attività sportiva
  2. Aprite il video al link che vi è stato spedito per email da Relive contenente il video elaborato
  3. Incollatelo al seguente link ed effettuate il download (avete terminato, seguite i passi successivi facoltativi per migliorare ulteriormente il video)
  4. Scaricate ed installate il software gratuito Avidemux, aprite il video ed eliminate la parte finale
  5. Aggiungete la musica di sottofondo con un qualsiasi programma di editing video
  6. Avrete ottenuto il vostro percorso 3D in maniera gratuita da condividere con i vostri amici!
  7. Segui la Pagina Facebook Garmin Sportwatch Italia per rimanere sempre aggiornato su novità, soluzioni a problemi comuni, test e molto altro…

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