Stato di indicizzazione nei Motori di Ricerca e rifiuto di backlinks


Con dei semplici comandi si può andare verificare direttamente, senza accedere ad alcun account, lo stato di indicizzazione di un sito web nel Search Engine desiderato.

OPERATORE SITE

1- Recatevi in un motore di ricerca (per esempio Google, Yahoo, Bing, Baidu, Sogou, Yandex, ecc…).

2- Digitate: site:nome_sito.estensione_di_dominio ed otterrete tutte le pagine indicizzate nel motore di ricerca corrispondente con il relativo volume. Per esempio:

Site nome_sito

Ovvero le parole About 8,010 results indicano che Google (il motore di ricerca scelto nell’esempio) ha indicizzato circa 8,010 pagine del sito web, posizionandole grazie all’algoritmo implementato.

Variante 1: site:nome_sito.estensione_di_dominio x dove x è la parola chiave.

Variante 2: site:nome_sito.estensione_di_dominio frase_di_ricerca 

Variante 3: site:nome_sito.estensione_di_dominio frase_di_ricerca -da_escludere , permette di escludere un argomento

INDICIZZAZIONE E POSIZIONAMENTO

I primi due aspetti/parole chiave da tenere in considerazione sono: indicizzazione e posizionamento.

  • L’indicizzazione indica la decisione del motore di ricerca di inserire il vostro articolo, foto, video, documento, ecc, nei risultati di ricerca. Il motore di ricerca dopo avere effettuato le dovute analisi con i suoi complessi algoritmi conclude prendendo una delle due possibili decisioni: indicizzato o non indicizzato. In uno schema a blocchi di qualsiasi algoritmo l’aspetto decisionale rappresenta uno degli ultimi blocchi, in quanto deve fornire la decisione finale del problema sulla base delle analisi svolte nei blocchi precedenti.
  • Il posizionamento può essere principalmente di due tipi: organico o a pagamento. Il posizionamento organico è sostanzialmente la posizione che viene assegnata al vostro articolo, foto, video, documento, ecc, nei risultati di ricerca. Se la decisione presa nell’indicizzazione è indicizzato, allora viene assegnata una posizione corrispondente alla pagina e alla riga in cui dovrà essere visualizzato. Si entra quindi in competizione con altri contenuti presenti nel web e in base ad una serie di parametri (qualità, pertinenza, importanza, notorietà, tempo di presenza nel web, reputazione, ecc…) vi verrà assegnata una posizione che non sarà statica ma varierà dinamicamente nel tempo. Il posizionamento a pagamento (dichiarato esplicitamente inserendo la scritta Ann., abbreviativo di annuncio, e che compare nei primi risultati) apre un mondo abbastanza grande delle sponsorizzazioni create ad esempio grazie alla piattaforma Google Adwords, che potrebbe rendervi visibili nelle prime posizioni quando si digitano certe keywords che voi impostate (il potrebbe deriva dal fatto che non è affatto scontato in quanto entrate anche qui in competizione con altre realtà e vi sono delle vere e proprie aste per ottenere il posizionamento a pagamento). Utilizzando uno strumento per WebMaster come Google Search Console potrete vedere in maniera approfondita le indicizzazioni e i posizionamenti.

OPERATORE LINK

Digitate: link:nome_sito.estensione_di_dominio ed otterrete i link che rimandano al sito web indicato (in gergo tecnico vengono definiti backlink ovvero letteralmente traducibili come link di ritorno. Non è detto che vengano forniti tutti i backlink ma solo un loro sottoinsieme per evitare pratiche scorrette della concorrenza, ma potrai vederli comunque tutti accedendo privatamente in Google Search Console). Sono noti anche con il nome di “incoming link” o “inbound link” (collegamenti in entrata), i backlink sono i collegamenti in entrata verso un sito web provenienti da un altro o dallo stesso sito web. I backlink giocano un ruolo fondamentale nel web in quanto entrano negli algoritmi per il posizionamento (ranking) nei motori di ricerca. Il vostro rank sarà migliore se i backlink provengono da siti di una certa fama e affidabilità. Viceversa backlink provenienti da siti considerati “spammosi” avranno un effetto negativo sulla vostra reputazione e quindi sul rank del sito. Ad esempio nelle parole chiavi sopra mostrate, come backlink e rank ho inserito 2 backlink interni al mio sito web che riportano ad articoli scritti in precedenza. Questa pratica è piuttosto comune poiché permette di aumentare il traffico nel tuo sito (ogni visitatore visiterà più pagine web), permette di migliorare la leggibilità del sito in quanto la struttura risulta essere meglio organizzata, va usata con cautela evitando di inserire più di 2-3 backlink per ogni articolo (perché altrimenti verrebbe considerata come pratica di auto-spam, poco elegante sia per l’utente che per i bot dei Search Engine in grado di captarla). Per esempio nel nostro caso avremo:

Link nome_sito

Ovvero le parole About 14,400 results indicano che Google (il motore di ricerca scelto nell’esempio) ha indicizzato circa 14,400 backlink al sito web, posizionandoli grazie all’algoritmo implementato.

OPERATORE INURL

Digitate inurl:x ed otterrete tutti i risultati con x all’interno dell’URL (fonte: Seo Pratico)

METODO 1: SINTASSI ANTI-SPAM: riconoscere e rifiutare backlink

Per andare a controllare chi utilizza impropriamente il nostro brand minacciando la nostra reputazione online possiamo utilizzare nel motore di ricerca la seguente sintassi:

nome_sito.estensione_di_dominio  -site:nome_sito.estensione_di_dominio 

Questo metodo fa utilizzo di uno strumento di analisi ad uso pubblico (meno dettagliato e preciso) in quanto tutti lo possono utilizzare dal motore di ricerca, ma la segnalazione è privata. Qualora utilizzando questi strumenti trovaste dei backlink di spam che rimandano al vostro sito potete segnalarli nella Google Search Console al seguente link (si tratta del tool Disavow Links). Questo permette di migliorare la vostra reputazione digitale. Infatti nessuno può impedire alla concorrenza di costruire bad links verso il nostro sito allo scopo di fare credere a Google che non siamo degni di essere “rankati” come si deve, e quindi per questa ragione passibili di penalizzazioni a vari livelli. Per fare un paragone con la vita reale, la nostra reputazione ci permette di vivere più o meno intensamente iniziative ed eventi, e questo sulla base di ciò che gli altri dicono di noi. Se qualcuno inizia a parlare male di noi, in certi casi specie se non siamo abbastanza conosciuti gli effetti possono essere devastanti. Questo tool permette ai webmaster di distinguere esplicitamente, le entità vere da quelle inserite semplicemente per fare negative SEO, una vera e propria diffamazione nascosta .

METODO 2: riconoscere e rifiutare backlink in Search Console

Questo metodo è privato in quanto analisi e segnalazione la possono effettuare solo chi ha accesso alla Search Console:

  1. Scegli il sito desiderato nella home page di Search Console.
  2. Nella Dashboard, fai clic su Traffico di ricerca, quindi su Link che rimandano al tuo sito.
  3. Sotto Chi utilizza più link, fai clic su Altro.
  4. Fai clic su Scarica altri link di esempio. Se fai clic su Scarica ultimi link, vengono visualizzate anche le date.
  5. Utilizzalo per creare un file di testo (che deve avere l’estensione .txt e deve essere codificato in UTF-8 o ASCII a 7 bit) contenente soltanto i link che desideri rifiutare, un link per riga. Se desideri che Google ignori tutti i link di un intero dominio (come example.com), aggiungi la riga “domain:example.com”.
  6. Caricare il file nel disavow tool

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Quanto si può guadagnare dalle pubblicità sul proprio sito web?


Come guadagnare soldi

Ci saremo posti questa domanda centinaia di volte quando abbiamo intrapreso un nuovo progetto di impresa per il nostro sito Web o quello dei nostri clienti. È una domanda entusiasmante e interessante a cui dover dare risposta. Mesi di idee, sogni e pensieri di un imprenditore possono a volte essere quantificati con cifre realistiche che poi possono determinare la quantità di entrate pubblicitarie del sito, sottraendo le tipiche spese operative del sito (non i costi di marketing) come il web hosting e i server.

Uno dei fattori determinanti più importanti di quanto denaro il tuo sito web può ricavare dalle entrate pubblicitarie si riduce al mercato in cui si trova il sito web stesso, che supporta quindi la quantità di traffico che potresti ricevere. Ad esempio, se il tuo sito fornisce informazioni su antiche lumache, allora la dimensione del mercato sarà abbastanza piccola dato l’interesse di nicchia molto limitato. Tuttavia, se si stesse parlando del mercato delle carte di credito e dei prestiti che ha un enorme potenziale di traffico web, il potenziale di entrate pubblicitarie del sito potrebbe essere molto più alto. Ma proprio perché il potenziale di traffico del sito Web è maggiore, sarà maggiore anche la competitività; quindi l’imprenditore dovrà essere più creativo e bravo nella sua strategia e approccio al marketing al fine di accaparrarsi la fetta maggiore di mercato.

UTILIZZANDO IL PAY PER CLICK

Chiarito questo prima di andare andiamo a  rivedere alcuni parametri già visti in articoli precedenti dato che ripetere non nuoce mai. Le potenziali entrate dalla pubblicità del tuo sito web di cui stiamo parlando ora,sono basate sul costo per clic, noto anche come CPC. Se nella pagina del tuo sito web è presente un annuncio e qualcuno fa clic su tale annuncio, allora parte del costo richiesto per quel clic andrà al gestore delle pubblicità. Il CPC effettivo si basa su ciò che l’inserzionista reale paga per ogni clic. Ad esempio,supponiamo che il costo che un inserzionista paga per l’annuncio sia 2,00€/clic. Non si guadagna l’intera cifra di 2€, ma si guadagna una porzione di quei 2€ perché si sta facendo un favore alla rete pubblicitaria dando a quell’annuncio un pubblico pertinente (gli algoritmi si sono evoluti sempre di più al fine di andare a selezionare il target migliore a cui far vedere l’annuncio;dove per target migliore si intende coloro che hanno più probabilità di portare a termine l’acquisto). Al termine, il feed della rete pubblicitaria ha bisogno di te e il tuo sito web ha bisogno del feed della rete pubblicitaria. Alcune startup di siti web utilizzano inizialmente una rete di feed pubblicitari e una volta accumulato abbastanza traffico, iniziano a vendere i propri annunci. A volte cambiano persino metodo passando da un metodo CPC a un metodo tempo lineare, ovvero vendi semplicemente un annuncio su base mensile per un periodo di tempo anziché fare affidamento su persone che effettivamente devono fare clic sull’annuncio. In questo modo hai il vantaggio di poter contare su un introito certo e sicuro piuttosto che un ricavo approssimativo e variabile.

Ora pensiamo ad una scala più grande.Se hai 100.000 visualizzazioni di pagine al mese, si ha tecnicamente (al massimo) 100.000 possibilità che qualcuno possa fare clic su un annuncio che viene visualizzato sul tuo sito web e ciascuno di questi clic significa entrate pubblicitarie.

Diciamo che delle 100.000 visualizzazioni di pagine al mese che ottieni, viene prodotto un indice di click-through medio (noto anche come CTR) pari all’ 1%, che può essere considerato ragionevole e non aggressivo in alcuni mercati. Quell’ 1% può variare da 0% a 10%. Tutto è possibile, ma per questo esempio, possiamo mantenere le cose all’ 1% per non complicare le cifre e i calcoli.
1% CTR su 100.000 visualizzazioni di pagina determina 1.000 clic. Prendi questi 1.000 clic e moltiplicali per ciò che l’inserzionista paga per clic: è così che inizi a capire quante entrate puoi riuscire a generare.
Diciamo che l’inserzionista paga 0,80€ per clic (questo valore potrebbe essere diverso in base al mercato in cui ti trovi e in base a quanto paga l’inserzionista). Questi 0,80€ per clic come spiegavamo prima non saranno tutti tuoi. Il feed della rete pubblicitaria richiede ovviamente un costo. Diciamo che ne incassi 0,50€ x 1.000 clic = 500€ al mese.
Ora puoi fare i conti per capire esattamente quante visualizzazioni di pagina / clic / CPC.
Un altro esempio = se tu avessi visualizzazioni di pagine di 3.000.000 (3 MIL) al mese e avessi un CTR pari al .2%, allora sarebbe $ 4.380 al mese che potresti produrre in entrate.
Quindi, se avessi 3 milioni di visualizzazioni di pagine al mese con un CTR basso del 0,2%, allora ca. Si potrebbero generare $ 52.000 di entrate all’anno.
Riportiamo ora il “Potential Website Revenue Table” per avere un’idea del guadagno da 50.000 visualizzazioni di pagina fino a 10.000.000 visualizzazioni di pagina con un basso CTR .

Guadagni pubblicitari stima.jpg

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Ottimizzazione SEO: link,anchor text e nofollow


Collegamenti in-pagina
Uno dei tanti criteri di analisi SEO utilizzato per valutare la qualità di un sito web è rappresentato proprio dai “link” che mostrano:
  • i collegamenti interni (i collegamenti rediretti a pagine interne al proprio sito)
  • i collegamenti esterni (i collegamenti che portano ad altri domini/sotto-domini) con “ancoraggi” (l’ancoraggio in inglese anchor text è lo spazio visibile da selezionare per attivare il collegamento o link) e “nofollow” (approfondito sotto).

Questo attributi vengono utilizzati dai motori di ricerca per determinare il “peso” della tua pagina web. Il criterio “In-page links” mostra come la pagina analizzata distribuisce il peso ad altre pagine web. Questa metrica è importante perché ogni pagina ha un proprio valore numerico conosciuto come Google PageRank che rappresenta il suo valore nel web (il PageRank è generato attraverso algoritmi complessi e variabili nel tempo implementati nel motore di ricerca).

Anche se i dati del Google PageRank non sono più disponibili apertamente, vengono ancora presi in considerazione da parte di Google e utilizzati per generare la pagina nei risultati nel motore di ricerca (SERP). Più “pesa” la pagina (ovvero più collegamenti sono presenti) e più bassa sarà la sua classificazione. È bene quindi non esagerare nell’utilizzo di link interni ed esterni perché se da un lato apportano un beneficio dall’altro riducono il punteggio complessivo utilizzato dai motori di ricerca.

NoFOLLOW (rel=”nofollow”)

Dal punto di vista del codice, questo termine chiave “nofollow” consente ai webmaster di inviare ai motori di ricerca una chiara istruzione semantica,tradotta nel nostro linguaggio:

“Non seguire i link presenti in questa pagina” o “Non seguire questo link”

Per indicare nello specifico ai motori di ricerca e ai bot di non applicare il “nofollow” a tutti i link presenti nella pagina, ma solo a quelli di un determinato link è nato il valore nofollow da applicare all’attributo rel (relation,ovvero legato a quel determinato link).

Come sono gestiti da Google i link contrassegnati come “nofollow” e perché è importante dichiararli?

In genere non vengono seguiti. Google non trasferisce perciò l’anchor text o PageRank tra questi link. In pratica, utilizzando nofollow” escluderemo i link di destinazione dalla nostra rappresentazione complessiva del sito Web. Tuttavia, le pagine di destinazione potrebbero comunque essere incluse nel nostro indice se altri siti vi si collegano senza utilizzare nofollow” se gli URL vengono inviati a Google tramite una Sitemap. È importante tenere presente che altri motori di ricerca potrebbero gestire i nofollow” in un modo leggermente differente. Il perché utilizzare il nofollow” è dettato come dicevamo sopra da una migliore presentazione della pagina e quindi da un miglior punteggio offerto dai motori di ricerca. Seguire in maniera ferrea le regole dettate dai motori di ricerca permette di avere una maggiore probabilità di essere posizionati più in alto.

Dove e quando utilizzarli?

È bene utilizzarli quando:

  • I contenuti non sono attendibili. Se non puoi o non vuoi garantire per i contenuti di pagine di cui hai inserito link nel tuo sito, ad esempio commenti o voci di guestbook lasciati da utenti non attendibili, dovresti utilizzare nofollow” per tali link. In questo modo puoi scoraggiare gli spammer dall’attaccare il tuo sito e impedire al tuo sito di trasferire inavvertitamente il PageRank a un cattivo vicino sul Web. In particolare, gli spammer di commenti potrebbero decidere di non attaccare un sistema di gestione dei contenuti o un servizio di blog se si rendono conto che i link non attendibili presenti in tale servizio non vengono seguiti perché contrassegnati con nofollow”. Se desideri riconoscere e premiare collaboratori di fiducia, puoi decidere di rimuovere manualmente o automaticamente l’attributo nofollow” nei link pubblicati dai membri o dagli utenti che hanno contribuito in modo costruttivo e coerente nel tempo.
  • Link a pagamento. Il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google si basa in parte anche sull’analisi dei siti che contengono link che rimandano al sito. Per impedire che i link a pagamento influenzino i risultati di ricerca e abbiano un impatto negativo sugli utenti, invitiamo i webmaster a utilizzare l’attributo nofollow” su tali link. Le linee guida dei motori di ricerca richiedono che i link a pagamento vengano segnalati in un formato leggibile dal computer, come accade per i consumatori online e offline che apprezzano la segnalazione delle relazioni commerciali a pagamento (ad esempio, un annuncio su un’intera pagina di un quotidiano contrassegnato dalla dicitura “Pubblicità”).
  • Determinazione della priorità di scansione. I robot (o bot) dei motori di ricerca non possono eseguire l’accesso o registrarsi come membri del tuo forum, pertanto non vi è motivo di invitare Googlebot a seguire link quali “registrati” o “accedi”. L’utilizzo di nofollow” su questi link consente a Googlebot di eseguire la scansione di altre pagine che desideri siano incluse nell’indice di Google. Tuttavia, una buona strutturazione delle informazioni (una navigazione intuitiva, l’utilizzo di URL facilmente leggibili da motori di ricerca e utenti e così via) potrebbe rappresentare un utilizzo molto più produttivo delle risorse rispetto al concentrarsi sulla determinazione della priorità della scansione tramite i link contrassegnati dall’attributo nofollow”.

Esempio di applicazione del codice

Format Articolo Condivisione Facebook

Oppure se abbiamo ad esempio anche il valore noopener aggiunto automaticamente da wordpress ad ogni link, il codice si modificherà così (andremo ad aggiungere dopo noopener il nofollow):

noopener nofollow

Tenere sotto controllo link,anchor text e nofollow

In un articolo di diverso tempo fa vi avevo parlato dell’ Open SEO Stats. Aprendo l’estensione e andando nella voce Links Stats possiamo proprio vedere tutte le informazioni riguardanti i link interni ed esterni al nostro sito e i relativi URL,gli anchor text e i nofollow! Insomma potete capire in maniera più approfondita e pratica quanto detto sopra.

Open Seo Stats info

Il “nofollow” penalizza i furbetti (spammer) che tentano di guadagnare rank sfruttando la popolarità di altri siti

Il nofollow” istruisce i motori di ricerca che il link non deve contribuire al ranking della pagina linkata. WordPress, forums ecc, utilizzano questo valore dell’attributo rel automaticamente per prevenire/ridurre lo SPAM, perché se uno spammer nota che i link che aggiunge hanno automaticamente il nofollow”, allora potrebbe rinunciare a lasciare il suo commento “spammoso”; spesso gli spammer, una volta trovato un sito che consente loro di lasciare commenti con link e che non aggiunge il nofollow automaticamente, lasciano un commento che sembra “utile”, se lo fanno approvare, e poi dopo qualche giorno tornano e aggiungono link spammosi ai loro commenti, cosi’ – siccome è assente il nofollow” – quei link contribuiscono al ranking dei loro siti web. Ancora oggi spammers vanno a caccia di siti ad alto ranking che non aggiungono il nofollow”.

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I segreti dietro la SEO di Google [parte 1]


Iniziamo dal titolo.Se qualcuno vi svela i segreti nascosti dietro la SEO di Google o è un impostore, il che riguarda la maggioranza dei casi o lavora proprio nel settore e nella multinazionale,e in questo caso sta commettendo un reato per divulgazione non permessa.Vi dico subito di non far parte di queste due categorie,mi piace essere chiaro,molto chiaro.La categoria a cui appartengo è quella di coloro che cercano di capire.Quanto affermerò in seguito deve essere considerato come ipotesi non come certezza ed in quanto tale va presa con le dovute precauzioni del caso.Badate bene a chi vi vende certezze,è solo marketing.Quando si parla di SEO Google di preciso nessuno sa come funziona in quanto gli algoritmi sono fortemente complessi e molto variabili nel tempo , ma si può risalire al modo di pensare dell’algoritmo partendo dai risultati ottenuti nelle ricerche SERP.  Un po’ come fanno gli ingegneri di reverse engineering (ingegneria inversa) quando debbono copiare un dispositivo prodotto da altri concorrenti avendo a disposizione solo l’oggetto senza conoscere il suo schema di funzionamento. Attenzione però non vi basta andare direttamente nel motore di ricerca e digitare quello che volete analizzare(una parola chiave,una query) poiché Google vi ha già “schedati” e “memorizzati” modificando quindi i risultati di ricerca in base alle vostre preferenze/esigenze e cronologie temporali memorizzate dal browser nella sua memoria interna(non a caso si chiama Search Engine Optimization, tutto ruota nell’ottimizzazione). Google vi ha studiato e ha ottimizzato i risultati più consoni alle vostre esigenze. Per poter quindi fare un’analisi “incontaminata” dalle precedenti ricerche dobbiamo prima di tutto svuotare la cache nelle impostazioni del browser e successivamente sempre dalle impostazioni di Google Chrome avviamo nuova finestra di navigazione in incognito. Da qui in poi i nostri risultati nelle ricerche non terranno conto del passato e quindi non modificheranno il futuro. Siamo in completo anonimato come se fossimo un utente qualsiasi del web in cerca di qualcosa e naturalmente speriamo che quel qualcosa ci conduca al nostro sito. Ma come diavolo fa Google a posizionarci? Se non possiamo dare una risposta precisa e dettagliata a questa domanda possiamo immaginare quali siano i parametri principali da tenere in considerazione che rappresentano la traduzione in termini numerici del comportamento degli utenti nel vostro sito: tempo di permanenza , frequenza di rimbalzo, numero di pagine visualizzate, etc. etc . Ovvero uno dei primi compiti di Google è quello di fungere da vero e proprio trasduttore. Un trasduttore in fisica non è altro che un componente in grado di trasformare/convertire un segnale di un certo tipo in un segnale di un altro tipo al fine di poter essere studiato. I sensori sono tutti dei trasduttori,basti pensare al sensore di temperatura che trasforma il livello di temperatura in un livello di tensione elettrica (un’ampiezza di tensione). Una cosa simile fa Google convertendo dei segnali comportamentali (il comportamento degli utenti sul sito visitato) in parametri numerici capaci di essere trattati,rielaborati,studiati. Dopo aver effettuato la trasduzione sarà compito dell’algoritmo di fare i calcoli ed analizzare un numero elevato di parametri che alla fine ci debbono dare come risultato una posizione nel motore di ricerca. La velocità dei cambiamenti nel mondo di internet è veramente impressionante e quindi per stargli dietro l’algoritmo deve essere altrettanto “bravo” da analizzare i dati nel miglior modo ottimizzato possibile al fine di assicurare all’utente la migliore approssimazione possibile al livello di informazione richiesta. Un motore di ricerca di successo è quello che da all’utente ciò che l’utente cerca(nel migliore dei casi) o ciò che di più si avvicina a quello cercato dall’utente.

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Negative Seo: ribellarsi al lato oscuro dei blacklink dannosi


Seo negativa-black seo.png

Oggi vogliamo parlare di un fenomeno molto diffuso ma poco conosciuto dal grande pubblico che si ricollega ad alcuni articoli scritti in precedenza sui backlink dannosi.Tutto era partito dall’analisi attraverso strumenti di webmaster del mio sito web che dopo aver scalato il rank per molti mesi posizionandosi davvero a buon livello,ha subito un contraccolpo a prima vista inspiegabile.Il rank misurato con Alexa ha iniziato a peggiorare giorno dopo giorno sia a livello locale che a livello globale.

Rank Alexa.jpg

Questo ha fatto scattare il primo campanello d’allarme,qualcosa non quadrava.E’ iniziata allora la ricerca approfondita del problema per capire cosa e/o chi abbia scaturito questo effetto negativo.Ebbene la risposta è stata trovata grazie anche all’aiuto di gruppi Facebook dedicati.Ogni giorno aumentavano backlink a siti di spamming che si occupano di mostrare le posizioni dei siti nel web e il loro stato(attivo/non attivo) e che danno origine a un sistema di compravendita.Potete osservare in questo grafico un esempio di siti dannosi:

Negative Seo Backlink.jpg

Un vero e proprio mercato di URL dove la qualità la fa il rank e la popolarità.Questi siti in realtà sono una rete facente capo alla stessa organizzazione dislocata a quanto sembra in India/Iran,che attraverso questa pratica danneggia volontariamente o involontariamente il lavoro di moltissimi webmaster.L’effetto negativo conosciuto in letteratura come negative Seo è dovuto al fatto che questi backlink riconosciuti come dannosi dai motori di ricerca penalizzano i siti web a cui questi fanno riferimento.Insomma parliamo di negative Seo e Dangerous Backlinks,una parte del lato oscuro del web.

Possiamo dire quindi che il Black Seo rappresenta uno strumento di vero e proprio danneggiamento a cui bisogna sapersi difendere.Il black Seo utilizza come veicolo il link building negativo che ogni giorno va a minare il nostro rank nei motori di ricerca.Insomma una vera e propria arma di distruzione che se usata di proposito può minare profondamente le basi gettate in molti anni di duro lavoro.Essere penalizzati per qualcosa fatto da altri è davvero insopportabile e bisogna armarsi per combattere questa cyber guerra!

Come risolvere la questione?

  1. Individuare quanto prima possibile la presenza dei backlink dannosi con gli appositi strumenti di webmaster (per esempio seoprofiler.com)
  2. Mandare un email minatoria minacciosa in lingua inglese in cui si chiede l’immediata cancellazione del sito
  3. Utilizzare Google Search Console per caricare la lista dei backlink dannosi(vedi come fare) in modo da ridurre la penalizzazione da parte di Google.

PAROLE CHIAVE PER APPROFONDIMENTI:

negative seo,dangerous backlinks,black seo

Articoli di riferimento: seonegativa.it

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Lumen5:Trasforma i post del tuo sito/blog in video


La piattaforma Lumen5 è un sistema di creazione video basato sull’intelligenza artificiale.Grazie ai suoi algoritmi permette di creare video-slideshow esteticamente interessanti da vedere in pochi semplicissimi passi.

Format Articolo Condivisione Facebook

Con Lumen5 potrai:

  • Creare video in pochi minuti. L’algoritmo di Lumen5 crea automaticamente il video al posto tuo, ti basta inserire il link di un articolo e lasciarlo lavorare.
  • Ottenere un processo di creazione automatico. Aggiungi feed RSS per ottenere video personalizzati direttamente nella tua email ogni giorno.
  • Aumentare l’engagement dei tuoi contenuti. I video infatti ottengono molti più like e, condivisioni e CTR. Pubblicare video su Facebook può portarti anche a moltiplicare per 10 la tua reach.

Il tool permette di fare crawling (analizzare i contenuti di un URL) e creare video da qualsiasi link presente nel web, aprendo così scenari pressoché infiniti per il tuo content marketing: immagina di poter creare “storie” composte da video partendo da semplici articoli testuali. Il tempo di rendering non è molto elevato(una decina di minuti per un video di 1 minuto con peso Your video is now rendering! It’ll take an estimated 70 to 80 minutes and you’ll get an email when it’s done”.Lumen5(link al sito) al momento è completamente  gratuito,sottolineamo al momento poichè in futuro se arriverà il successo crediamo che non lo sarà più.

Come funziona?

Il funzionamento è abbastanza semplice.Recatevi al sito di lumen5 e cliccate su sign up for free  per registrarvi.Una volta registrati andate sulla voce in alto a destra create video,incollate il link del vostro articolo e cliccate create.Seguite i passi successivi per modificare il testo,aggiungere e/o rimuovere sfondi e musica.Cercate di strutturare bene le frasi cercando di farle terminare in ogni slide e in modo da ottenere un riassunto conciso di quanto volete comunicare.Evitate video lunghi più di un minuto,perchè decentrerebbero l’attenzione(in genere 30/40 secondi sono ottimi per questo tipo di comunicazione video).Quando avete fatto pubblicate il lavoro e dopo qualche minuto potrete scaricarlo e condividerlo sui social o altre piattaforme.Non vi resta che provare,buon lavoro!

Qualche difetto:

Il risultato del video se strutturato bene è davvero fantastico ma non privo di imperfezioni.Quelle che ho notato personalmente sono:

  • la mancanza di sfumatura finale del sottofondo musicale (la canzone termina all’improvviso con uno stacco non carino).
  • a volte nel video alcune lettere possono uscire fuori dalla schermata e non essere visibili,quindi bisogna fare attenzione a vedere se effettivamente tutto funzioni nella preview
  • la mancanza di riconoscimento di parole chiavi scritte in grassetto da esaltare in fase di realizzazione video.Da un’itelligenza artificiale sinceramente me l’aspettavo invece non è presente.

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Backlinks: cosa sono e come scovarli


I backlinks (ovvero tradotto “link di ritorno“) sono dei collegamenti ipertestuali che portano ad una determinata pagina web. Inizialmente erano molto importanti per il calcolo della popolarità (pagerank) di un sito ed erano indispensabili per gli algoritmi dei motori di ricerca che generano la SERP (Search Engine Report Page ovvero”pagina dei risultati del motore di ricerca”). Successivamente questi algoritmi sono stati modificati e migliorati per ridurre le sempre più crescenti politiche di scambio/vendita/acquisto di backlinks per scalare i rank più velocemente. Quindi oggi come oggi possono essere molto utili ma anche molto dannosi se usati in maniera scorretta. Infatti per penalizzare i furbetti il nuovo sistema controlla da dove provengono i backlinks ovvero la bontà,l’affidabilità di un sito web.
Per esempio se un sito come ansa.it inserisce in uno dei suoi articoli un link al vostro sito web il vostro pagerank potrebbe subire un ottimo potenziamento.

COME VALUTARE IL NUMERO DI BACKLINKS AL VOSTRO SITO

Vediamo ora un esempio di come valutare il numero di backlinks al vostro sito.Colleghiamoci al sito moz.com e per esempio valutiamo i backlinks del sito ansa.it:

Moz esempio 1.jpg

Come possiamo vedere otteniamo 330.000 backlinks,un valore molto elevato proprio perchè essendo il sito conosciuto e molto affidabile viene citato da moltissime fonti.Possiamo anche vedere molte altre caratteristiche come la DOMAIN AUTHORITY e la PAGE AUTHORITY. 

La DOMAIN AUTHORITY valuta il potenziale del dominio nei motori di ricerca in base ad un algoritmo che analizza tutti i link. La PAGE AUTHORITY valuta il potenziale della pagina nei motori di ricerca in base ad un algoritmo che analizza tutti i link.Come sia sviluppato l’algoritmo e quanto possa essere affidabile non lo sappiamo.E’ sempre prendere tutti i dati con le dovute precauzioni ed essendo stime possono essere anche abbastanza distanti dalla situazione reale.

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