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Fonte: seoutility.com

 

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Software BaseCamp di Garmin: personalizza i tuoi percorsi


Cos’è Basecamp?

BaseCamp è un software realizzato e distribuito da Garmin utilizzato per la gestione ottimale dei propri percorsi GPS. Permette tutta una serie di funzionalità veramente utili sopratutto per coloro che affrontano luoghi impervi come la montagna, in cui ogni riferimento è importante al fine dell’orientamento e della gestione delle tappe di riferimento (chiamate in gergo tecnico waypoint e segnalate solitamente con delle bandierine rosse).

I waypoint

Un waypoint è essenzialmente un punto di riferimento nello spazio fisico (possono essere rocce, strade, edifici, sorgenti, corsi d’acqua, ferrovie, ecc…) utilizzato per qualsiasi tipologia di navigazione. I tipi di coordinate (ovvero i riferimenti numerici che identificano univocamente un punto nello spazio fisico) utilizzate può variare a seconda dell’applicazione: per la navigazione terrestre queste coordinate geografiche sono espresse in longitudine e latitudine, mentre nella navigazione aerea, comprendono anche l’altitudine. Sapersi orientare comprende quindi anche il saper leggere, inserire e gestire le coordinate, di vitale importanza quando ci si trova dispersi in un bosco e non si sa come procedere.

Pianificare un viaggio

Utilizzando BaseCamp puoi pianificare:

  • viaggi in auto
  • viaggi in moto
  • passeggiate
  • corse in bici
  • escursioni
  • alpinismo
  • ecc…

All’apertura del software BaseCamp ti verrà chiesto di selezionare il tuo profilo attività:

Profilo attività BaseCamp

Ed una volta scelto il profilo opportuno si accede ad una serie di operazioni che possono essere effettuate:

  • pianificare un percorso
  • creare un’avventura Garmin
  • cercare avventure caricate da altri nella community
  • assegnare dei georiferimenti (o geotag) alle foto
  • contrassegnare waypoint e tracce dal computer per poi trasferirli sul dispositivo

Strumenti BaseCamp

Crea le tracce dei tuoi percorsi (o scaricale dal tuo GPS, puoi accedere all’account Garmin Connect da BaseCamp) per visualizzare il profilo altimetrico e lo sviluppo dell’itinerario, in modo da poter stimare il livello di difficoltà di un’escursione o di una corsa in bici.

  • Pianifica l’itinerario panoramico perfetto per il tuo prossimo viaggio su strada, assicurandoti che il navigatore ti guidi attraverso determinati waypoint.
  • Riproduci un’animazione di percorsi e tracce sulla cartografia in 3D, salva e condividi la tua avventura.

Breve introduzione per iniziare a personalizzare il proprio tragitto

La mappa di base è una mappa molto scarna con le strade e città principali. Per avere quindi delle mappe dettagliate con strade secondarie, sentieri e maggiori riferimenti bisogna installarle (possiamo farlo gratuitamente dal sito openmtbmap.org). Iniziamo quindi con lo scaricare e successivamente installare la mappa italiana (basta chiudere BaseCamp e fare doppio click sul file scaricato per avviare automaticamente l’installazione, una volta installato aprite BaseCamp e selezionate la mappa installata nel menu Mappe). Fatto questo andiamo prima di tutto a creare la nostra cartella dove inseriremo i file, andando in file->nuova->cartella elenco e diamo il nome che desideriamo. Fatto questo andiamo sempre su file->nuovo->Elenco e diamogli un nome per iniziare a creare il nostro percorso. A questo punto avremo bisogno degli strumenti principali per il disegno e sono quelli indicati in figura:

  1. Inserisci nuovo waypoint
  2. Crea nuovo percorso
  3. Crea nuova traccia

Strumenti per il disegno

Quindi per l’appunto possiamo iniziare ad inserire i waypoint che vogliamo, e che ci compariranno sia nella mappa sia nell’elenco (nella parte in basso a sinistra). Poi possiamo andare a creare il percorso e/o la traccia.

Attenzione ai termini utilizzati: qual’è la differenza tra percorso e traccia?

La differenza sostanziale tra i due termini è che selezionando due punti nella mappa, il percorso mi crea automaticamente attraverso l’autorouting, una curva arzigogolata che segue i sentieri, le strade,ecc.. mentre la traccia mi crea direttamente una linea retta tra i due punti selezionati. La traccia è cioè quella che i matematici definiscono la spezzata (segmento) che meglio approssima in maniera lineare una curva (in questo caso rappresentata dal percorso). Per ogni traccia o percorso creato abbiamo dei parametri identificativi come:

  • la distanza
  • le coordinate dei punti di partenza e arrivo
  • la rotta del tratto

Da un percorso ad una traccia

Uno strumento utile presente all’interno di in questo tool è proprio crea traccia da percorso che permette di unire una serie di spezzate che meglio approssimano la curva del percorso.

Come modificare un percorso esistente?

Possiamo modificare i percorsi registrati con il nostro dispositivo Garmin semplicemente esportando il percorso da Garmin Connect in formato .Gpx:

Esporta percorso in Gpx

ed importandolo in BaseCamp (da file->importa) per apportare le dovute modifiche. Possiamo vedere anche tutti i dettagli dell’attività come in Garmin Connect:

Frequenza cardiaca

Esplora il terreno

BaseCamp visualizza i dati topografici delle mappe in 2D o 3D sullo schermo del computer, comprese le curve di livello e profili altimetrici. È possibile anche caricare le cartografie dallo strumento, o importare le mappe scaricate o acquistate su DVD o scheda microSD™. Garmin offre un’ampia serie di carte topografiche dei sentieri, che coprono gran parte di Europa e del resto del mondo, pronte all’uso in BaseCamp.

Assegna georiferimenti alle foto

BaseCamp consente di creare foto con georiferimenti, associandole a waypoint specifici. Puoi visualizzare lo scenario esatto in qualsiasi luogo. Trasferisci le foto al dispositivo portatile, pubblica le foto direttamente su Picasa o invia direttamente le foto con georiferimenti tramite e-mail ad amici o familiari, così che in futuro possano raggiungere i tuoi luoghi preferiti.

Crea e condividi le tue avventure

Garmin Adventures fornisce un modo interattivo e gratuito di condividere escursioni, corse in bici, viaggi su strada e molto altro. Utilizzando BaseCamp, è possibile combinare registri traccia, waypoint, foto con georiferimenti, video di YouTube®e molto altro all’interno di un’avventura che verrà pubblicata online. Puoi inoltre inviare tramite e-mail un collegamento alla tua avventura ad amici e familiari, condividerla sui siti di social media o pubblicarla sui tuoi forum preferiti. BaseCamp consente di inoltre di seguire le tracce di altri viaggiatori, permettendoti di cercare e scaricare avventure.

SCARICA GRATIS ORA

Utili:

Puoi seguire la pagina Garmin Sportwatch Italia per rimanere sempre aggiornato

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Relive: crea automaticamente video percorsi 3D da tracciati GPS


Relive è un sito web/applicazione che tramite i dati raccolti con il GPS abbina un modello 3D del terreno mappato, aggiungendo automaticamente le foto scattate durante il percorso. Elabora quindi autonomamente un video sulla propria uscita in pochi e semplici passi. Per ottenere il tutto è molto semplice:

  1. Andate al sito www.relive.cc
  2. Registratevi con un account Facebook, Google o Strava
  3. Aggiungete il permesso di connessione al vostro account gestore dove vengono registrate le vostre attività sportive (Es: Strava, Garmin, Polar)
  4. Riceverete nella successive attività alla registrazione i video elaborati per email e nella bacheca dell’applicazione smartphone

N.B. Se il percorso è troppo corto il video non viene creato

Relive

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Un grande problema della ristorazione: la voluta mancanza di unità di misura


Menu &amp; Cutlery on A Restaurant TableHo purtroppo notato, passando da entrambe le parti della campana,come ci sia un grande problema di fondo (che genera malcontento sociale) nella ristorazione: la mancanza di unità di misura (u.d.m.) nel menù. Ci troviamo difronte ad un grande dilemma che ha creato e continua a creare incomprensioni nella “popolazione non media” ,ovvero per le frange fuori dal valore medio gaussiano di uno scarto quadratico medio importante (la fascia media non viene toccata dalla problematica). Anche per le comitive il ristoratore non serio approfittandosene crea un prezzo forfettario non giustamente commisurato a quanto ognuno di loro abbia effettivamente mangiato e bevuto. In questi casi è più opportuno trattare prezzo e menù prima del pasto in maniera chiara, facendo capire le intenzioni di non essere “inculato” nel gran finale a sorpresa in stile Quentin Tarantino. Evitate i giorni in cui è alta la domanda e ristretta l’offerta come Natale,Capodanno,San Valentino,Pasqua,ecc…,perché è chiaro che il prezzo, fissato dalla mano invisibile di Adam Smith, lieviterà per la legge del mercato senza che vi sia un corrispondente beneficio in termini di appagamento culinario e il rilascio di endorfine sarà destato dalla vista del conto. Culinario“inculinario” in questi casi si intrecciano a vicenda,come direbbe De Sica: <<Na bella cafonata>>!

 

piatto di pastaLa scritta “un piatto di pasta” come la quantifichiamo?Per giusta regola sarebbe opportuno inserire la quantità in grammi del pasto presente nel piatto corrispondente (obiezione: mi metto a pesare i piatti?Si cazzo li pesi,perché in ferramenta non te lo pesano il fottuto ferro?Non farmi incazzare!Oppure usi uno stratagemma per colmare il piatto in maniera equa conoscendo la quantità corrispondente al livello del piatto stesso e con qualche prova lo sai benissimo,quindi non scassare!).

E ancora la scritta “per 2 persone” che senso ha?Chi sono queste due persone?Due soggetti come Ronnie Coleman o come Fassino?Questo relativismo culinario (magari se Albert Einstein avesse fatto il cuoco ora non ci troveremo in questa situazione) fa acqua da tutte le parti ed è questa insieme alla standardizzazione le principali motivazioni per cui è nato il Sistema Internazionale(SI) delle unità di misura. Ci troviamo quindi dinanzi a un principio di indeterminazione nel comprendere la tipologia di queste due persone:

Format Articolo Condivisione Facebook

Abbiamo l’incertezza su quanto mangi la persona e l’incertezza su quanto debba essere grande il piatto. Il grande Heisenberg risolse la questione dell’incertezza sulla posizione e quantità di moto delle particelle introducendo la costante di Planck. Noi come risolviamo la nostra indeterminazione?

LE TIPOLOGIE DI ACQUA MAGGIORMENTE RICHIESTE DAL CLIENTE

Ora non dobbiamo essere al livello del cliente che chiede acqua leggermente frizzante (la classica donna insoddisfatta sulla cinquantina,forse perché ne ha presi troppi e ha un traforo del Gran Sasso; forse perché ne ha presi troppo pochi e la strada è ancora brecciata) perché certo il locale secondo la mente pacata dell’individuo ha 10 tipologie di acqua a seconda delle esigenze di ogni singola persona:

  • l’acqua leggermente frizzante
  • l’acqua ferma
  • l’acqua alla spina
  • l’acqua frizzante q.b. (quanto basta)
  • l’acqua alcalina
  • l’acqua minerale,oligominerale e mediominerale
  • l’acqua povera di sodio
  • l’acqua micro-filtrata dell’Himalaya
  • l’acqua invecchiata in botti di rovere del 1987
  • l’acqua purissima dell’Islanda
  • l’acqua in bottiglia di vetro
  • l’acqua a temperatura ambiente
  • l’acqua non troppo fredda
  • l’acqua freddissima (richiestissima dal quarantenne/cinquantenne medio in piena stagione estiva)
  • l’acqua a scelta: <<A avete solo questa?Ce l’avete …..?(richiesta della marca)>>

ANALISI E CONCLUSIONE

Cavallo golosoBisognerebbe, e il condizionale è d’obbligo fino ad un certo punto,colmare questo gap non indifferente. Da una parte abbiamo l’esigenza di accontentare il cliente affamato,per cui un piatto di pasta è poco, e il cliente delicato,per cui un piatto di pasta è troppo e che esclamerà “oh mio Dio non sapevo fosse così grande” (proprio la stessa frase che pronunciò nella sua mente Cicciolina quando vide il cavallo per la prima volta),che giustamente paga per essere sfamato nettamente o delicatamente in maniera trasparente e direttamente proporzionale al prezzo senza doversi aspettare la sorpresa finale. Dall’altra parte abbiamo il ristoratore che ha bisogno di velocità,di accontentare la clientela,di un motivo per far tornare e fidelizzare il cliente e di “non sputtanarsi” la reputazione.

Recensioni

Allora prendere per i fondelli il cliente non paga mai perché non ritorna più e nel lungo periodo fa perdere “l’importanza del brand” a causa della sua frustrazione (giustamente motivata) scaricata sugli amici e sulle recensioni online per senso di ingiustizia tramutato in una vera e propria vendetta personale.

Ps: sulle recensioni online dovremo aprire una grande parentesi ma esula dagli scopi di queste righe,pertanto facciamo un minuto di silenzio a quelli da commento super positivo che ti piazzano 2 stelle su 5.

 

(spazio bianco per il minuto di silenzio ed espiazione dei peccati da recensione)

 

Conclusione: la mancanza di u.d.m. non crea vantaggio né al cliente né tanto meno al ristoratore. Entrambi ne escono “sconfitti” da questa clamorosa mancanza di stile: un’evidente lacuna per il mondo della ristorazione.Ora avete un buon motivo per inserire l’u.d.m. nel vostro menu.Non lo fa nessuno?Meglio sarete i primi,un ulteriore punto a vostro vantaggio (consapevoli del fatto che non tutto il food è quantificabile in maniera esatta con un’unità di misura è chiaro che l’introduzione dell’u.d.m. è confinata nella possibilità di utilizzo).

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We are all sons of God


Happy Lights

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