Be Veggie: la calzatura ecosostenibile realizzata in legno e 100% made in Italy


L’idea

Guardare al futuro con un occhio al passato; è sicuramente questa la strada da intraprendere per avere successo in un mercato sempre più saturo di qualità, originalità e artigianalità. Guardare la scarpa da un altro punto di vista, quello dei materiali, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Avvicinarsi sempre più alla natura, all’etica ed alla riciclabilità è la via del presente/futuro. Naike Pascucci è riuscita a cogliere il cambiamento in atto nel mondo moderno e a promuovere la sua idea, il design rivisitato, esaltando positivamente l’artigianato calzaturiero, in una società volta ad uno sviluppo sempre più attento all’ecosostenibilità. Be Veggie è un brand giovane nato a fine 2017 ma sta emergendo a livello nazionale grazie a importanti collaborazioni.

Be Veggie

Nata per cambiare la concezione di calzatura. Avete mai indossato un albero ai vostri piedi?

La ricerca di materiali innovativi ed ecosostenibili, ha portato l’azienda Be Veggie a puntare sul legno lavorato attraverso laserature, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Attraverso questo esclusivo materiale Be Veggie è l’unica ditta a produrre scarpe in legno di ciliegio usando tutti i materiali vegani 100% bio, cruelty free. Uno stile elegante ed eccentrico di esclusive calzature artigianali italiane provenienti dall’azienda di famiglia con sede a Loro Piceno (paesino nelle Marche in provincia di Macerata). Le scarpe Be Veggie esprimono artigianalità e originalità, rivolgendosi ad un mercato ed una clientela attenta a calzature sostenibili ed etiche, con ricerca del design particolare esaltato dalla naturalezza del legno. Alcuni legni adoperati provengono da foreste gestite eticamente nel rispetto dell’ecosistema. La certificazione FSC (Forest Stewardship Council) garantisce tracciabilità e la provenienza del legno, Inoltre grazie all’accordo con Tree Nation, per ogni prodotto venduto viene piantato un albero in Niger.

LA COLLEZIONE 2018

Di seguito la nuova collezione di scarpe per la stagione 2018. Il made in Italy da sempre è sinonimo di tradizione, arte ma anche innovazione e la collezione di scarpe Be Veggie ne è senza dubbio un esempio.

Be Veggie Modelli

PAUL

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Paul

ADONE

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo gomma e canapa.

Adone

ADAMO

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, elastico laterale. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero, fondo a cassetta in gomma.

Adamo

HERMES

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino, suoletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Hermes

EVA

 Tomaia in legno di ciliegio laserato, riporti in sughero. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato in micro e gomma con inserto in legno sul tacco. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola.

Eva

AFRODITE

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino traspirante e soletta rialzata in sughero. Fondo in micro e gomma. Morsetto in metallo laminato oro.

ELETTRA

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato micro e gomma, con inserto in legno sul tacco.

DAFNE

Tomaia in legno di ciliegio e sughero, fodera in lino trasparente, soletta rialzata in sughero. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola. Fondo in micro e gomma con inserto di legno sul tacco.

Be Veggie Outlet

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

Annunci

La storia del pomodoro: lo sfruttamento dell’oro rosso


 

Caporalato: il figlio prediletto del capitalismo


Dalla cronaca

Strage di braccianti

L’analisi

bracciantiIl caporalato è il figlio prediletto del capitalismo perché uccide l’identità dell’uomo in assoluto silenzio. La disintegrazione dei diritti del lavoratore è colpa del cinismo, dello sviluppo illimitato, della depravata globalizzazione. Abbiamo tutti le mani sporche di sangue ma siamo talmente ipocriti da dimenticarcene ogni giorno. È necessario rimembrare quanto riportato nel libro più famoso al mondo (la Bibbia) dove il Dio del vecchio Testamento distrusse con il diluvio universale la civiltà umana. Al di là del contenuto religioso a cui si può credere o meno per mezzo della parola chiamata fede, reputo la Bibbia molto più interessante se analizzata da un altro punto di vista: quello filosofico. Da fedele non riusciresti infatti a capacitarti di come possa il Creatore essere stato così malvagio da distruggere l’intera civiltà umana. Il pensiero cadrebbe in contraddizione e la domanda rimarrebbe irrisolta. Ma dal punto di vista filosofico il discorso torna. Perché Dio si incazzò di brutto? Perché si rese conto di aver creato una società fuori controllo, cinica, egoista, opportunista ma sopratutto ipocrita vocata all’autodistruzione (più o meno come la nostra). Probabilmente Dio entrò in uno stato di profonda confusione con se stesso, domandandosi come fosse possibile. Allora prese la decisione più difficile della sua vita: distruggere prima dell’autodistruzione con il primo Giudizio Universale.

Tornando al presente analizziamo gli attori in gioco nella vita biblica moderna:

  • I braccianti sfruttati: ricordano Gesù crocefisso che si immolò per salvare il mondo; i braccianti si immolano per salvare l’economia locale in onore della competitività nel mondo globalizzato
  • I caporali: ricordano il sinedrio e i soldati che infilzarono la lancia al costato di Gesù deridendolo e schernendolo
  • La società inerme: ricorda Pilato e la folla che urla; quella pesante decisione di lavarsi le mani dinanzi ad una scelta; andare contro il popolo o fare la cosa giusta? Meglio far scegliere alla folla pensò Pilato. L’atto di lavarsi le mani è un gesto molto forte di ipocrisia. Vogliamo tutti avere la coscienza pulita nonostante le mani astrattamente sporche di sangue. Ovviamente la folla psicologica (ben descritta dall’antropologo Gustave Le Bon) prese la scelta sbagliata annebbiata dal pensiero comune
  • La plutocrazia capitalista: ricorda il cinismo di Erode, la supremazia a tutti i costi
  • I mezzi di comunicazione: ricordano la distorsione della realtà tramandata dalle maldicenze e dai ritocchi continui in stile telefono senza filo; la realtà arriva talmente distorta da essere spesso completamente contrapposta alla verità. I mezzi di comunicazione incitano all’odio e a sentimenti negativi perché vendono molto di più rispetto alla positività. I mass media fomentano la confusione e spalleggiano il capitalismo. La cronaca nera ha successo perché la gente prova un brivido di emozione nera, mentre la positività e il successo scaturiscono inconsapevole invidia in quanto esaltano le capacità altrui. Quando le disparità sociali aumentano aumenta anche l’invidia, un altro becero frutto del capitalismo malato.

 

SoldatiCome possiamo vedere utilizzando l’analogia e il dualismo si giunge a risultati interessanti. Il primo risultato è che la Bibbia è un libro multidisciplinare con contenuti filosofici. La religione non è altro che un mezzo inventato dagli uomini di intelletto per diffondere dei messaggi (i concetti filosofici fondamentali) per vivere serenamente nella società. La Bibbia è la Wikipedia della storia passata. La Bibbia è stata una sorta di involucro per contenuti importanti, un primo tentativo dell’uomo di creare Internet dove l’informazione potesse viaggiare, anche se statica e unilaterale, nello spazio e nel tempo. E dopo migliaia di anni l’informazione è arrivata, molto spesso criptata (dal “linguaggio di programmazione” del tempo ovvero le parabole) per sfuggire al ban dei tempi passati. Ecco perché spesso la Bibbia non la si comprende, perché non si riesce a tradurre bene i messaggi criptici o perché ognuno li interpreta a modo suo. In sostanza la chiave di lettura può apparire parecchio soggettiva e la soggettività rende troppo variabili i concetti dell’oggettività reale. Se si riuscisse a trovare una chiave di lettura univoca si potrebbero decriptare correttamente i messaggi.

Bibbia

In conclusione quando andiamo al supermercato a comprare i pomodori sottocosto a 39 centesimi noi della società inerme ci stiamo sporcando di un crimine contribuendo ad alimentare il sistema malato del capitalismo. Nel momento in cui prendiamo in mano il prodotto stiamo frustando un bracciante africano e al contempo pagando un caporale. Siamo noi ad alimentare inconsapevolmente (perché preferite Sky Calcio e Cristiano Ronaldo alla cruda realtà) e continuamente il sistema: questo è l’inganno del capitalismo (cripticamente molto ben denunciato nel film Matrix).

Matrix
Umani come macchine attaccate al sistema per fornire energia illimitata

Un ultimo appunto sulla distorsione dell’informazione: quando dicono “un lavoro che gli italiani non vogliono più fare” dicono fesserie in quanto gli italiani semplicemente non riescono a farlo per quanto massacrante. Un italiano (etnia italiana) a quei ritmi non resisterebbe 3 giorni. Di qui la balla del SIAMO TUTTI UGUALI. Non siamo per niente tutti uguali, siamo tutti diversi, con un’identità culturale e caratteristiche fisiche diverse. Questo livellamento del siamo tutti uguali genera esso stesso razzismo. Non viene insegnato l’apprezzamento bilaterale per culture diverse ma viene spiattellata la frase del siamo tutti uguali quando la realtà dimostra il contrario. Insomma va rivisto il concetto di razza, etnia, popolo distrutto dalla globalizzazione che ci vuole tutti uguali, tutti viaggianti nel mondo, tutti nomadi pronti per farci togliere l’identità della nostra patria, la nostra casa, i nostri campi, il frutto dei sacrifici tramandati dalle nostre generazioni. Vogliono costringerci ad abbandonare la nostra cultura, il nostro paese, i nostri ideali, i nostri affetti.

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

Aberrazione sociale da seno piccolo: non c’è nulla che non va


Le vedi, sembrano avere un qualcosa da nascondere, un qualcosa di cui vergognarsi. Si sentono a disagio perché hanno le tette piccole ma non dovrebbe essere così. Avere le tette piccole non è reato, non è una colpa, non è brutto, non è orribile come la società capitalista vuole far intendere. Avere le tette piccole è normale (anche perché è sbagliato il riferimento della comparazione, infatti se 2 rispetto a 5 è piccolo, 2 rispetto a 3 non è molto distante). Avere le tette piccole ha il vantaggio di non distrarre l’uomo nel guardarvi dritti negli occhi, dritti nell’anima. Avere le tette piccole permette di scoprirsi senza mostrare l’eccesso e quell’abbondare che molte volte distorce la realtà dell’essere. Avere le tette piccole permette una gestione dell’outfit più sobria senza dover rinunciare all’inganno dell’aumento di volume/compressione fornito dai push up che piacciono tanto alla moda. Così l’uomo verrà attratto da quel seno sobrio, umile e modesto che ogni tanto aumenta e diminuisce di volume facendo crescere la curiosità nel vedere realmente la naturale dimensione. Le variazioni incuriosiscono l’osservatore attento, e quando si parla di tette gli osservatori attenti sono molti. Il seno è il baricentro frontale del busto superiore. È la seconda parte che un uomo guarda se le tette sono piccole, è la prima cosa che guarda se le tette sono grandi. Allora avendo le tette piccole avete molte più chance di giostrarvi gli occhi, lo sguardo, l’Io interiore per far colpo. Le tette sono una protuberanza che richiama attenzione ma non sono una condizione necessaria e sufficiente della donna che vuole conquistare l’uomo, anzi le tette grandi se mal gestite sono un fardello da dover sopportare a causa delle battutine di “uomini bambini” come se la donna dalle tette grandi avesse una “sportività” più accentuata per il semplice fatto di avere dimensioni maggiori. Dimensioni maggiori non implica una disponibilità maggiore, ma questo all’uomo che fissa per 90 minuti una partita di pallone invece che un buon libro non passa mai per la testa (e voi la date a questi individui? No comment ma ve lo cercate). La cultura delle tette grandi è una cultura sbagliata, capitalista, globalizzata e osannata dallo star system su cui si fonda l’estetica deviata, del “grande=bello”, modello ripreso dal marketing dei prodotti “più costa=maggiore qualità”. Il detto nella botte piccola c’è il vino buono corona il fulcro del ragionamento. Il vino è l’io interiore. La donna dalle tette grandi spesso gioca con la sua dote senza sapere a cosa va incontro annacquando quel vino di cui spesso si dimentica.

Le tette distolgono l’attenzione, alimentano il desiderio e l’irrazionalità dell’istinto umano fomentato dai cambi di testosterone. Le tette possono essere un potenziale blackout per l’uomo che le osserva. Possono essere fatali per la parte razionale. Le tette piccole vanno gestite bene, l’importante non è la dimensione ma come avviene la presentazione. Anche un nano bravo a presentare può comunicare meglio di un culturista incapace di parlare. Non vergognatevi quindi di avere le tette piccole in quanto non c’è nulla di cui vergognarsi. Non paragonatevi alle vostre amiche e non invidiate quelle dalle tette grandi. Voi siete così con i vostri pregi e i vostri difetti, apprezzatelo. Non pensate minimamente di rifarvi il seno per piacere a qualcuno, casomai rifatevi il senno per piacere a voi stesse. Perché alla fine chi non sa apprezzarvi per ciò che siete non merita di avervi.

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

 

 

Da quali guerre sono fuggiti i cinesi?


Domanda: da quali guerre sono fuggiti i 290.681 cittadini della Repubblica Popolare Cinese immigrati nella maggior parte dei casi clandestinamente nel nostro territorio a fare dumping economico e distruggere l’artigianato locale di qualità?

Cinesi in Italia
Dati relativi al 1° Gennaio 2018

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.

Il “censimento” per i Rom e la “schedatura” per gli italiani


Una comunità di 180 mila persone deve rispettare le leggi del Paese Italia: ogni individuo deve avere un’identità certificata, chiunque esso sia. Ogni individuo deve essere identificabile e trattato allo stesso modo indipendentemente dalla religione, razza, cultura, ecc.. altrimenti si è complici di un sistema illegale non tracciabile. Non si chiama razzismo ma legalità! Il solo censire non è condizione sufficiente, bisogna schedare per una questione di coerenza legislativa.

Le nuove carte d’identità elettroniche (CIE) emanate ci schedano (sia i dati anagrafici che biometrici)! Lo so bene in quanto rinnovata da poche settimane: vi prendono 3 impronte digitali dell’indice sinistro e 3 impronte digitali dell’indice destro tramite sensore ottico (poi ve la consegnano a casa dopo averla stampata a Roma)! Il documento digitale nasce dalla collaborazione tra il Ministero dell’Interno con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nell’ambito dei progetti di digitalizzazione ed innovazione della Pubblica Amministrazione. Contiene un microprocessore ad elevata tecnologia per la conservazione, in sicurezza, dei dati anagrafici e biometrici. Dunque se io cittadino italiano sono schedato tutti coloro che risiedono in Italia temporaneamente o permanentemente debbono esserlo. Questione di giustizia, coerenza, applicazione delle regole, la logica non c’entra un cavolo col razzismo. Non rispettare le regole significa alimentare l’ingiustizia, la diseguaglianza etnica/sociale che sfociano nel razzismo. Il razzismo è quindi molto spesso una conseguenza della mancata giustizia e le statistiche (strumenti matematici non razzisti ma analitici) dicono che i Rom vivono statisticamente di elemosina e micro-criminalità (senza considerare l’inquinamento arrecato alla società con roghi e mancata raccolta differenziata che grava sull’intera comunità che paga le tasse). Se non vi piacciono le regole del gioco, le regole matematiche, le regole della giustizia, cambiate gioco (=nazione o pianeta).

Copyright©2018 https://www.seremailragno.com by Michele Paoletti michelepaol@gmail.com. All rights reserved.
La proprietà intellettuale dell’articolo non può essere copiata, riprodotta, pubblicata o redistribuita perché appartenente all’autore stesso.
È vietata la modifica e la riproduzione dell’articolo in qualsiasi modo o forma se non autorizzata espressamente dall’autore.