La prima sfilata a Milano delle sorelle Feleppa


Il debutto di Domenica 21 Settembre con la prima sfilata ed il sogno realizzato. Francesca e Veronica Feleppa dalle Marche hanno esportato il loro brand in passerella a Milano confermando i successi nel mondo della moda degli ultimi anni. Due giovani ragazze di talento che si sono subito fatte valere nel loro campo creando un loro brand molto attivo sui social (più di 100.000 followers su Instagram). Hanno unito il loro lavoro da stiliste a quello di influencer per potenziare il loro successo.

“Ci sono circostanze dove le parole non riescono a descrivere le emozioni. Oggi appena partita la musica ci siamo guardate negli occhi e in quel preciso momento le parole non bastavano più, gli occhi iniziavano a essere troppo carichi di emozioni e il cuore batteva talmente forte che si confondeva con il battito della musica. Era il nostro sogno diventato realtà!!”

Sorelle Feleppa

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I Beach Angel – Un’invenzione delle organizzazioni per aumentare gli incassi


Beach Angel JovanottiSono stati denominati Beach Angel e sono coloro che agli strapagati concerti del radical chic Jovanotti verranno impiegati come manodopera gratuita per poter aumentare i profitti dell’intera organizzazione (una vera e propria macchina da soldi che moltiplica per migliaia i 60€ a cranio sganciati dal fan aberrato). È questa la nuova invenzione delle “organizzazioni si profit” che sfruttano “gente no profit” per aumentare gli incassi; grazie ai comunicati stampa i ragazzi e le ragazzine vengono fomentati con la parolona Beach Angel (e quindi mi domando se per dualità i capi siano i Bitch Devil) e gadget dal valore economico ridicolo. È il marketing insomma a distruggere l’identità umana (per non parlare di quelli che si faranno sposare da Jovanotti, lasciamo perdere meriterebbero un girone a parte nell’inferno dantesco).

“Vuoi partecipare all’evento dell’estate 2019 a Fermo? Diventa un Beach Angel al Jova Beach Party“, così l’organizzazione del maxi evento in programma per il prossimo 3 Agosto sulla spiaggia di Lido di Fermo: “Il progetto dedicato all’ambiente e alla raccolta differenziata durante il tour estivo di Jovanotti – spiegano dall’organizzazione – cerca nuovi volontari per la gestione sostenibile dell’evento.

Lido di Fermo - Provincia di Fermo

Si sta usando e strumentalizzando l’ecologia e l’ecosostenibilità per sfruttare dei poveri ragazzi che aberrati e fomentati da un finto idolo (partecipe degli incontri del Gruppo Bilderberg, la massoneria internazionale per intenderci) aderiranno alla campagna di indottrinamento. In sostanza quello che dovrebbe fare gente pagata  (visto che impegnano il loro tempo per il profitto di qualcuno) viene adempita da volontari (parola errata in quanto non vi è un risvolto sociale se non quello di fare quello che dovrebbe fare gente addestrata dall’organizzazione a pulire e sorvegliare).

(breve pausa di riflessione per l’ecologia)


Questi signori miei non sono volontari sono esseri umani sfruttati dall’indottrinamento sociale per pulire quello che se non c’era lui era già pulitissimo (pensa che cazzo di perversione intellettuale!! Vuoi la spiaggia pulita?? Si, perché è anche la mia, quindi vai su un cazzo di palazzetto/stadio e non rompere i maroni!).

Il volontario non serve il padrone potente, il volontario serve la società umile e indifesa. 

Infine anche per il tema sicurezza il prefetto di Chieti ha confermato l’inconsistenza dell’evento di Vasto:


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Il ridicolo, l’accettazione, il valore economico ed affettivo


Scorri alla fine se vuoi ascoltare il podcast invece di leggere.

Donna incintaÈ tra le mode più brutte degli ultimi anni e sicuramente l’avrete vista nei social network: scriversi la percentuale sulla pancia per ostentare l’arrivo della prole.

Intro – Molto spesso abbiamo visto come l’essere ridicolo sia considerato erroneamente un qualcosa di relativo perché associato a dei riferimenti sballati. Ad esempio se 15 anni fa ti scattavi una foto davanti allo specchio eri ridicolo e tutti ti prendevano per il culo. Oggi se lo fai vieni considerato normale, perché? Perché non sei ridicolo uguale?? Il motivo è che ora rientri nella norma ovvero nel valor medio della distribuzione normale o di Gauss. La norma e la moda sono due termini statistici presi in prestito dalla matematica alla “lingua culturale” per indicare se esiste o meno un discostamento dal pensiero medio. Questo significa che sei, secondo l’erroneo concetto dei termini in prestito, normale se e solo se ti comporti come gli altri. Nel momento in cui vari e generi varianza, ti discosti dalla normalità e viaggi verso i punti anormali. Stai diventando pazzo per la società. Non sei più normale. Quanti ospedali psichiatrici hanno rinchiuso gente ad alta varianza? Tanti. Di qui la frase negativa “tu non sei normale” che invece dovrebbe essere al contrario un complimento! Se Albert Einstein fosse stato normale oggi non avremmo avuto un bel po’ di cose. Viva l’anormalità (culturale eh, no statistica)!

Se per le misurazioni fisico-matematiche la norma è un concetto importantissimo sopratutto se siamo difronte a processi stocastici, nel mondo reale della cultura la norma perde di significato logico. Mi spiego: il ridicolo non si dovrebbe a mio avviso commisurare al numero di persone che applicano la regola che li rende ridicoli o al guadagno economico. Per esempio Chiara Ferragni che ogni 5 minuti fa una storia su Instagram è oggettivamente ridicola ma viene considerata soggettivamente una star, un’influencer, ecc.. per il semplice motivo che tutti lo fanno e che ci guadagna molti soldi. Ecco quindi che l’accettazione (tutti lo fanno) ed il guadagno economico sono due fattori che fanno uscire il ridicolo oggettivo dalla sfera del ridicolesimo. Un po’ come la moneta debito che tutti ben conosciamo, rappresenta anch’essa un elemento ridicolo (fuori da ogni logica finanziaria, e se siete complottisti ne sapete qualcosa in merito altrimenti scrivete Giacinto Auriti su Google e ne avrete per mesi) ma essendo stata accettata ed essendo stato accettato il suo valore economico detiene il potere del valore reale. Ecco quindi come questi due elementi che sempre ritroviamo nella società contribuiscano a far uscire le persone dall’insieme del ridicolo. D’altro canto oggi ancor più di ieri vediamo un una forte correlazione che permette alcune volte di avere un unico elemento a disposizione. Infatti il valore economico fa molto spesso acquisire di diritto (salvo casi di haters) l’accettazione. Gianluca Vacchi era uno sconosciuto che è stato accettato proprio per aver ostentato ovunque valore economico. È anche vero però che l’accettazione può far uscire dal ridicolo anche senza il valore economico e qui ci ricolleghiamo all’inizio al caso delle mamme pancine. In tal caso il valore economico viene sostituito dal valore affettivo, dal sentiment. Un altro esempio del genere riguarda la cronaca nera, se ti muore un parente vieni accettato maggiormente perché aumenta il valore affettivo suscitato dalla mancanza in maniera direttamente proporzionale alla disgrazia. Ecco quindi che da questo discorso 3 sono gli elementi in gioco:

  1. Accettazione
  2. Valore economico
  3. Valore affettivo

Le mamme pancine sono oggettivamente ridicole perché il gesto è privo di un fondamento logico, di originalità, di senso compiuto. La prima che lo ha fatto è stata fuori dalla norma e quindi non ridicola ma poi si sono tutte normalizzate e quindi anche ridicolizzate. Scriversi la percentuale sulla pancia è pura ostentazione materna oltre che ad essere di cattivo gusto perché indica anche da quanto hai preso l’uccello nella tua vagina che è stata oggettivamente eiaculata dallo sperma. Pensateci, l’eiaculazione non viene vista bene nella società ma la donna pancina ostentatrice di uccello si (perché allusione indiretta). Insensato un po’ come Windows quando non ti apre un programma perché devi cliccare il tasto destro e fare esegui come amministratore. Questa società è no sense, è questo il senso dell’articolo ed è per questo che la rubrica la chiamai scostume&società.

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Millennial Generation Depopulation – Chi è la donna vestita di rosso?


È in atto da circa dieci anni ma si sta sempre più affermando il processo di “depopolazione” o “deportazione involontaria” dei giovani. Le grandi città sono diventate dei campi di concentramento dove cercare l’opportunità, mentre le periferie stanno cadendo in rovina e si stanno spopolando di linfa vitale. È un grave processo di decadenza a cui stiamo andando incontro. I giovani se ne vanno via delusi ed amareggiati.

  1. Il primo step è andare all’università (solitamente in grandi metropoli)
  2. Il secondo step è partecipare all’erasmus
  3. Il terzo step è la laurea
  4. Il quarto step è uscire dall’Italia

Il processo iniziato con gli scambi interculturali tra paesi europei negli anni ’90 si è ampliato sempre di più ed è diventato inarrestabile. Si parla tanto di immigrazione ma poco di emigrazione. Siamo diventati ufficialmente migranti. Hanno volutamente di strutto la stabilità. Non esiste più stabilità economica, stabilità familiare, stabilità emotiva. Siamo tutti perennemente instabili, liquidi, migranti. Siamo senza fisso ideale e rincorriamo gli idoli di turno su Instagram. Siamo diventati il prodotto perfetto della globalizzazione. L’obiettivo di creare uomini-prodotto in grado di essere spostati a destra e sinistra a seconda delle esigenze. La mercificazione dell’essere umano sta compiendo i suoi ultimi atti.

Un giorno parlando con mia nonna Filomena del passato mi raccontò di quel passaggio storico fondamentale che ha segnato la nostra storia moderna: l’offerta di andare in fabbrica ed abbandonare l’agricoltura.  Un’offerta che quasi tutti accettarono e i suoi occhi si illuminarono quando mi raccontò del primo stipendio ricevuto, nettamente superiore agli introiti che poteva offrire il lavoro nei campi. Su questo passaggio sono stati segnati i nostri destini. I nostri antenati sono stati comprati dal processo primordiale della mercificazione. È stato proprio da quel momento che il valore della lira ha iniziato a cambiare notevolmente. Si fondarono le basi per la costruzione della classe media operaia. L’intelletto e la cultura che prima avevano segnato il rinascimento e poi l’illuminismo si sono andati via via affievolendo. In sostanza il processo di costruzione del pensiero filosofico è andato pian piano a distruggersi dalla prima rivoluzione industriale. Tale decadenza di pensiero mista alla povertà ha generato ben 2 guerre mondiali. Dalle ceneri delle guerre è ripartito un altro processo di rivoluzione tecnologica e di stabilità economica: il momento d’oro che possiamo dire è iniziato dal 1950 fino alla prima crisi petrolifera del 1979. Ben 30 anni di benessere che hanno permesso a molti nonni di acquistarsi la propria casa di proprietà. Gli anni 80′ e 90′ sono stati caratterizzati da su e giù non solo economici ma anche politici. Il 2001 è stato l’inizio di uno dei più grandi atti di forza da parte dell’America (la capitalista per eccellenza) contro l’Oriente. Il terrorismo psicologico è stato sapientemente utilizzato per prima abbattere le torri gemelle e poi prendersela con degli innocenti. La strategia capitalista americana è stata cinica e agguerrita alla conquista del petrolio nonché della supremazia. L’Euro è stato invece il grimaldello degli oligarchi europei per privare il popolo del benessere accumulato. La crisi del 2008 ha infine chiuso un capitolo: possiamo dire che nel 2008 si è chiuso effettivamente il 900′.

Nel 2008 è partito il nuovo capitolo di mercificazione spinta ampliata agli esseri umani. La merce che prima era un prodotto si è trasformata, è mutata. La finanza europea detiene il dominio e controlla i paesi che vogliono uscire dalla Matrix Europea con la frusta dello spread mentre le agenzie di rating sono il secondo strumento finanziario per controllare i ribelli. Proprio come ben descritto da moltissimi film (come Matrix) abbiamo tre attori:

  1. I despoti
  2. Gli schiavi
  3. I ribelli

I ribelli lotteranno per liberare gli schiavi dalla tirannia dei despoti. Mi state ascoltando o state fissando la donna vestita di rosso?

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Be Veggie: la calzatura ecosostenibile realizzata in legno e 100% made in Italy


L’idea

Guardare al futuro con un occhio al passato; è sicuramente questa la strada da intraprendere per avere successo in un mercato sempre più saturo di qualità, originalità e artigianalità. Guardare la scarpa da un altro punto di vista, quello dei materiali, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Avvicinarsi sempre più alla natura, all’etica ed alla riciclabilità è la via del presente/futuro. Naike Pascucci è riuscita a cogliere il cambiamento in atto nel mondo moderno e a promuovere la sua idea, il design rivisitato, esaltando positivamente l’artigianato calzaturiero, in una società volta ad uno sviluppo sempre più attento all’ecosostenibilità. Be Veggie è un brand giovane nato a fine 2017 ma sta emergendo a livello nazionale grazie a importanti collaborazioni.

Be Veggie

Nata per cambiare la concezione di calzatura. Avete mai indossato un albero ai vostri piedi?

La ricerca di materiali innovativi ed ecosostenibili, ha portato l’azienda Be Veggie a puntare sul legno lavorato attraverso laserature, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Attraverso questo esclusivo materiale Be Veggie è l’unica ditta a produrre scarpe in legno di ciliegio usando tutti i materiali vegani 100% bio, cruelty free. Uno stile elegante ed eccentrico di esclusive calzature artigianali italiane provenienti dall’azienda di famiglia con sede a Loro Piceno (paesino nelle Marche in provincia di Macerata). Le scarpe Be Veggie esprimono artigianalità e originalità, rivolgendosi ad un mercato ed una clientela attenta a calzature sostenibili ed etiche, con ricerca del design particolare esaltato dalla naturalezza del legno. Alcuni legni adoperati provengono da foreste gestite eticamente nel rispetto dell’ecosistema. La certificazione FSC (Forest Stewardship Council) garantisce tracciabilità e la provenienza del legno, Inoltre grazie all’accordo con Tree Nation, per ogni prodotto venduto viene piantato un albero in Niger.

LA COLLEZIONE 2018

Di seguito la nuova collezione di scarpe per la stagione 2018. Il made in Italy da sempre è sinonimo di tradizione, arte ma anche innovazione e la collezione di scarpe Be Veggie ne è senza dubbio un esempio.

Be Veggie Modelli

PAUL

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Paul

ADONE

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo gomma e canapa.

Adone

ADAMO

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, elastico laterale. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero, fondo a cassetta in gomma.

Adamo

HERMES

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino, suoletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Hermes

EVA

 Tomaia in legno di ciliegio laserato, riporti in sughero. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato in micro e gomma con inserto in legno sul tacco. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola.

Eva

AFRODITE

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino traspirante e soletta rialzata in sughero. Fondo in micro e gomma. Morsetto in metallo laminato oro.

ELETTRA

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato micro e gomma, con inserto in legno sul tacco.

DAFNE

Tomaia in legno di ciliegio e sughero, fodera in lino trasparente, soletta rialzata in sughero. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola. Fondo in micro e gomma con inserto di legno sul tacco.

Be Veggie Outlet

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