Bitcoin: correlazione tra volume di ricerca e valore di mercato


Premessa: parlare di Bitcoin o in generale delle criptovalute esula dallo scopo di questo articolo. Si vuole focalizzare l’attenzione sulla correlazione (evidente) tra andamento delle ricerche nei Search Engine (volume di ricerca) andamento del titolo in borsa (valore di mercato). Analizzando il confronto tra i due grafici vediamo come la curva nel tempo,pur essendo riferita nel primo caso al tasso delle ricerche e nel secondo caso al valore del titolo,subisce un andamento simile:

Bitcoin Andamento

Andiamo perciò a creare una sovrapposizione molto “spartana” con un programma di grafica giusto per avere un’idea migliore:

Popolarità e valore dei Bitcoin

Il volume delle ricerche è correlato all’informazione divulgata.Oggi molto più di ieri con Internet l’informazione (sempre più veloce e real-time) ha un ruolo preponderante nel far oscillare i prezzi del mercato. Una fake news diffusa globalmente può avere risultati molto più deleteri di quanto possa essere una real news proprio perché la notizia falsa è creata ad hoc per destabilizzare il “sentiment”,la parte irrazionale dell’individuo. L’informazione è essa stessa un bene immateriale da cui poter trarre un profitto economico materiale. L’astrattismo della parola influenza la realtà dei fatti. Cos’è il potere se non la capacità di manipolare,gestire e controllare le masse?Con i soldi puoi comprare i mezzi di informazione con i quali ampliare il potere (vedi un noto politico italiano ancora in politica). Essere “padrone” dell’informazione e quindi trarne un considerevole profitto economico,prestigio,credibilità,fama,notorietà si traduce in potere. Chi governa l’informazione,può decidere di investire su un bene/servizio prima di divulgare la notizia al grande pubblico conoscendo gli effetti del mercato. Se l’informazione è riservata e quindi non può essere pubblicata ma si specula comunque allora si parla di insider trading (=lo sfruttamento di informazioni non di dominio pubblico, la cui divulgazione avrà effetti nelle quotazioni di titoli, per effettuare operazioni in Borsa traendo vantaggio dalla loro conoscenza anticipata).

Due esempi italiani di Insider Trading presi dal web:

  1.  Paolo Cason e Ruggero Respigo: sanzionati dalla Consob per insider trading. Le sanzioni destinate a loro sono state di 4,9 milioni complessivi, infatti, la Consob si è avvalsa anche del diritto di confiscare i mezzi con cui è stato realizzato l’abuso, ovvero il denaro.
  2.  Banca Popolare di Milano(BPM): è stata 2 volte al centro delle cronache per 2 casi di sospetto Insider Trading. Prima quando nel 2011 la Consob e un PM milanese (Pellicano) hanno avviato un inchiesta per verificare se la fuga di notizie relativa all’ispezione di Bankitalia potesse o meno essere considerata Insider Trading.Poi nel 2015 una nuova indagine per capire se sono state sfruttare informazione di carattere privilegiato per muovere capitali in borsa con lo scopo di trarre dei vantaggi economici legati all’annuncio delle riforma bancaria sulle banche popolari proposta dal governo. Si sono visti dei netti movimenti di capitali alquanto sospetti in termini di volumi. Beh,le banche sono i soggetti chiave capaci di avere un’enorme liquidità di denaro e quindi di conseguenza trarre enormi profitti dall’insider trading (profitti alti e sicuri se non si viene scoperti).

Spesso la parola insider trading compare nei casi di conflitto d’interesse. Riuscire ad ottenere informazioni riservate è una grande fonte di guadagno economico perché permette di investire anticipando le oscillazioni del mercato. Allora diventano chiari alcuni casi all’apparenza insensati. Se da una parte ci sono giornali e giornalisti che pagano fior di quattrini per “estorcere notizie in esclusiva”,dall’altra parte negli ultimi anni si sono visti diversi casi sospetti di fuga di notizie,casualità o una messa in scena per far oscillare i mercati e speculare?

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Network: creare connessioni nell’impresa 4.0


networkSiamo in piena era dei network. Ovunque vi giriate,ovunque navighiate,vi sarà visibile o nascosto un network. Chi ha successo oggi?Gli stessi che avevano successo ieri,solo che sono cambiate le modalità. Trent’anni fa era difficile creare delle connessioni (vi era il classico rappresentante porta a porta per pubblicizzare un prodotto o un servizio). Oggi formare un network grazie anche ai social media è diventato molto più veloce. Questo ha generato delle difficoltà negli imprenditori di piccole e medie imprese a causa proprio dei grandi network di vendita in grado di fornire un prodotto/servizio ad un prezzo molto più vantaggioso. Se si vuole sopravvivere nel mercato,bisogna studiare come evitare lo scontro con i grandi colossi e magari puntare su servizi non delocalizzabili come il turismo o prodotti di nicchia di alta qualità. In questa nuova rivoluzione industriale sono ottimizzazione,automazione,connessione(e spazi virtuali cloud storage),ricerca & sviluppo, le parole chiavi principali da tenere sotto controllo. Ottimizzazione dei tempi,della velocità,automatizzazione dei processi industriali,tecnologia spinta,riduzione della manodopera,digitalizzazione dei servizi e creazioni di rami d’impresa liquidi, sono alcuni dei task applicati alla grande impresa 4.0. È chiaro come la differenze tra il prodotto/servizio dell’artigiano e quello della multinazionale siano caratterizzati dalle diverse economie di scala e dalla diversa quantità degli investimenti.

Format Articolo Condivisione FacebookLa grande recessione finanziaria del 2008 è stata anche un punto di separazione e di preparazione industriale per l’inizio di una nuova epoca ancora più globalizzata e digitalizzata. I ricchi sono diventati sempre più ricchi,le diseguaglianze sono aumentate e le classi medie sono state spolpate. Il benestante è diventato più facoltoso perché ha sfruttato la recessione per investire e acquisire nuove fette di mercato,mentre l’imprenditore piccolo/medio è diventato più povero perché non ha potuto investire,ha subito delle perdite ed è quindi rimasto più indietro nel mercato. Molte imprese sono quindi uscite dal mercato stesso e le grandi aziende si sono appropriate delle fette rimanenti cercando l’espansione e confermando la loro posizione di supremazia. Chi è riuscito a superare la crisi ne è uscito rafforzato e forse è stata proprio una crisi finanziaria speculativa indotta al fine di far arricchire i ricchi e recuperare il denaro perso dalle banche sottraendolo ai meno facoltosi.

Format Articolo Condivisione FacebookTornando ai grandi network,di cosa stiamo parlando?Di tutte le aziende che creano una rete di contatti,rete di prodotti,rete di servizi con un fine specifico. Amazon,Ebay,Eprice,Uber,Trivago,BlaBlaCar,Cashback World,LinkedIn,Google,Facebook,Instagram,Snapchat,Twitter,Adwords,WordAds,ecc.. sono i più grandi esempi di come creare delle connessioni al fine di ottenere un grande profitto economico. Generare connessioni è diventato l’obiettivo principale delle grandi aziende e per farlo si avvalgono a loro volta di generatori di network all’interno di altri network ovvero di “influencer” che sfruttano la loro popolarità e capacità di influenzare le persone per ottenere dei compensi economici. Più sei in grado di influenzare e più sei pagato. I sistemi di analisi come Google Analytics permetto di vedere l’effetto di un “influencer” e il ritorno dell’investimento analizzando una grande mole di parametri. Tutto è controllato e tutto è studiato. L’analisi di una grande quantità di dati fa parte di questa nuova industrializzazione altamente digitalizzata. Tutto è diventato molto più astratto e intangibile. Oggi il guadagno non si fa sull’acquisto dei beni immobili (come accadeva un tempo) ,perché sono diventati un costo più che un beneficio, ma sull’investimento in capitale umano intellettualmente avanzato. Lo specialista skillato è l’investimento dell’impresa 4.0.

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