Il padre di Java: lavora per Amazon


Version 2

Dietro ad un colosso ci sono sempre menti immense troppo spesso nascoste nelle tenebre per dar luce al brand. Era la riflessione che facevo qualche settimana fa, quando in un servizio delle Iene sulla sicurezza informatica dissero: <<Chiediamo un parere ad un esperto del web>>, e apparve Fabio Rovazzi. All’inizio pensavo fosse uno scherzo, invece no, dicevano sul serio. Dunque se Rovazzi è un esperto del web allora James Gosling il co-fondatore di Java (uno dei linguaggi di programmazione più usati al mondo) che ora lavora per Amazon come possiamo definirlo?? Dio in persona? In effetti anche James se la ride con tutto rispetto per Rovazzi che ha saputo distinguersi non di certo per le sue conoscenze informatiche spinte. Un piccolo scivolone delle Iene, o meglio una trovata commerciale ben poco digeribile dalla scienza (come lo fu per il metodo Vannoni tanto osannato nei loro servizi ma poi rivelatosi un fake clamoroso). 

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Monte Urano: 25 Aprile al Parco Fluviale


Parco fluviale

Il bike sharing free floating: mercato cinese vs europeo


L’EBMA

L’ EBMA (European Bike Manufactures Association), ovvero l’Associazione europea dei produttori di biciclette, rappresenta l’industria europea delle biciclette per quanto riguarda una serie di questioni commerciali. L’ EBMA è a favore del libero scambio al 100%: ma anche il commercio deve essere equo e le regole dell’OMC (organizzazione mondiale del commercio) devono essere rispettate. In caso di dumping agevolato, EBMA farà tutto il necessario per difendere legittimamente i suoi 90.000 lavoratori e 800 PMI (piccole e medie imprese) nell’Unione Europea.

Bike Sharing Dockless

L’EBMA sostiene fortemente la produzione sostenibile nell’UE per far crescere 90.000 posti di lavoro green e le 800 PMI, per aumentare gli investimenti, le innovazioni e migliorare la creazione dell’Industria 4.0.

EBMA è membro di AEGIS Europe, un’alleanza industriale che rappresenta 30 settori chiave che mirano a promuovere gli investimenti produttivi, l’innovazione, l’occupazione e la crescita in Europa.

AEGIS Europa

Il bike sharing in Europa e l’evoluzione sfociata nel free floating

Dall’estate del 2017, anche i modelli di bike sharing cinesi dockless sono penetrati nel mercato europeo. In una dichiarazione, ofo ha affermato che il loro obiettivo è penetrare nel mercato globale della bicicletta e rendere la proprietà della bicicletta obsoleta (vedi qui). oBike ha fatto una dichiarazione simile per raggiungere l’equità sociale delle biciclette (vedi qui).

In Italia c’è anche Mobike, una società cinese che offre un servizio conosciuto come  “free floating”: gli utenti prendono le bici, le usano e le lasciano dove vogliono nella città. Non devono riporle nelle apposite stazioni a rastrelliera, come succede con il bike sharing tradizionale. Mobike funziona interamente attraverso un’app installata nel telefono: è un servizio che ha raccolto molti apprezzamenti e che si sta diffondendo in molti paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, attirando però anche qualche perplessità.

Oltre agli operatori cinesi sono emerse diverse Start-Up Europee come la tedesca Byke, l’irlandese Urbo Solutions e Bleeper Bikes, la belga Cloudbike e Mobit nonché la britannica YoBike e Pony Bikes. Tutte incontrano dei problemi simili come il vandalismo, ma generalmente hanno squadre di manutenzione affidabili e lavorano a stretto contatto con i funzionari della città.

Questi nuovi sistemi di bike sharing dockless (o free floating) della RPC (repubblica popolare cinese) sono attualmente presenti in numerose città europee e il loro numero continua a crescere. Oltre all’Europa, gli operatori cinesi di bike sharing dockless hanno già avviato le loro operazioni in Nord AmericaMessico.

Qui trovi un elenco delle città europee che hanno attivato dei programmi di bike sharing

Ps: tra tutte le città troverete Pesaro in cui l’EBMA, che ringraziamo, ha inserito il link al mio precedente articolo. I’m glad to have been cited from Brussels by European Bicycle Manufacturers Association.

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Cos’è veramente il VO2max e come si calcola?


Cos’è il VO2Max: la definizione fisica

Il VO2Max rappresenta il massimo volume di ossigeno consumato per minuto. Sarà pertanto espresso da un’unità di misura consona a definire il volume (ovvero la misura dello spazio occupato da un corpo, definito dall’unità di misura ml, sottomultiplo del litro) di ossigeno (formula chimica O2, è una molecola costituita da 2 atomi di ossigeno, rappresenta il comburente per ottenere energia bruciando calorie provenienti dal consumo alimentare) occupato all’interno del corpo (di una certa massa espressa in Kg) nell’unità di tempo (si utilizza un multiplo del secondo ovvero il minuto come riferimento). L’unità di misura è quindi mlO2/kg/min e definisce (definizione fisica precisa) il VO2 max come: la massima quantità di ossigeno (il numero totale di molecole di ossigeno) presenti in 1 ml di volume, consumata per ogni 1 Kg di massa corporea nell’arco temporale di 1 minuto. Ora che è stata chiarita la definizione fisica del parametro biologico VO2max dobbiamo andare a vedere da cosa dipende, ovvero la formula per il calcolo (ne vedremo una empirica, ovvero trovata sperimentalmente che quindi ci permette di valutare con elevata precisione il risultato, ed una approssimata utilizzata per via della sua semplicità e facilità di applicazione). Pertanto se trovate dei dati online prima di confrontarli con i vostri VO2max controllate che venga utilizzata la stessa unità di misura altrimenti dovrete fare la conversione.

Quali valori assume il VO2max?

Il VO2 max è un’indicatore delle prestazioni atletiche e deve aumentare quando il livello di forma fisica migliora. Inoltre grazie all’allenamento il nostro organismo migliora in efficienza riuscendo ad ottenere un miglior apporto di ossigeno alle cellule con meno sforzo da parte del cuore. Tuttavia, se ci alleniamo con lo stesso allenamento per parecchio tempo, l’organismo si adatterà, la frequenza cardiaca si ridurrà, lo scambio di ossigeno rimarrà pressoché costante e il VO2max scenderà. Ecco perché è sempre consigliabile variare gli allenamenti/schede dopo un tot periodo di tempo.

Se non ci si allena, la FC sarà bassa e il nostro organismo sarà anche meno efficiente nell’ossigenazione, con un conseguente VO2max basso. Ma la cosa interessante è che un soggetto allenato nelle normali condizioni di riposo riesce ad avere una pressione cardiaca minore rispetto ad un soggetto non allenato nelle stesse condizioni! Il cuore, non dimentichiamolo è il muscolo motore del nostro corpo, e come tutti i muscoli allenati permette performance maggiori e migliori. Se quindi fate vita sedentaria e avete una lieve ipertensione il medico di famiglia, che si fa i viaggi pagati dagli informatori scientifici mascherati da seminari di aggiornamento, vi consiglierà la classica pasticca, mentre il medico onesto vi consiglierà l’attività fisica (con tutto rispetto per la categoria dei medici che ogni giorno svolgono il loro prezioso lavoro).

 

Viola          

Ottimo

Blu              

Eccellente

Verde         

Buono

Arancione 

Adeguato

Rosso         

Scarso

Come si calcola il VO2max realmente? (formula empirica)

Attraverso la seguente formula:

VO2 max = FC x GS x (Δa-v)

ovvero Massimo consumo di ossigeno = Frequenza cardiaca x Gittata sistolica x differenza artero-venosa di ossigeno

  • La frequenza cardiaca (FC) rappresenta il numero di battiti che il cuore compie in un minuto.
  • La gittata sistolica (GS) esprime il volume di sangue (in ml) che esce dal ventricolo sinistro del cuore ad ogni contrazione (sistole).
  • La differenza artero-venosa (Δa-v) di ossigeno rappresenta la quantità di ossigeno che le cellule riescono ad estrarre dal circolo sanguigno durante il passaggio del sangue nei capillari.

Il calcolo esatto di questo parametro biologico può essere quindi fatto solamente utilizzando una strumentazione altamente sofisticata gestita da personale medico. Come vediamo c’è un legame di proporzionalità diretta con questi 3 parametri importanti tra cui la frequenza cardiaca che è l’unico elemento che ritroviamo nella formula approssimata per via della sua semplicità di rilevazione (misura). Gli altri due parametri sono molto difficili da misurare in quanto non possiamo applicare dei sensori direttamente sulle cellule interne del nostro corpo! Per questo motivo richiedono una misura indiretta attraverso strumenti sofisticati (può essere misurato attraverso un test cardiopolmonare con l’utilizzo di un cicloergometro o tapis roulant, con un sistema per l’analisi dei gas (breath by breath, ossia che misura la ventilazione e la concentrazione di O2 e CO2 nel volume di aria espirata), un saturimetro ed un ECG a 12 derivazioni).

Come si calcola il VO2max in maniera approssimata? (formula approssimata)

La stima del VO2max rappresenta un calcolo stimato ovvero approssimato del valore empirico reale. In parole povere si cercano altri parametri misurabili direttamente che siano legati alla gittata sistolica e alla differenza artero-venosa. Naturalmente ci sono diverse formule approssimate e test che si possono trovare in letteratura medica, tra cui il test di Bruce sviluppato dal DR. Robert. A. Bruce nel 1963 per diagnosticare i problemi cardiaci dei suoi pazienti e che permette tramite una procedura di andare a valutare tale parametro. Con il miglioramento della tecnologia e l’arrivo di microprocessori sempre più piccoli e potenti, si è potuti passare dalla valutazione mediante test ad un calcolo molto più immediato tramite elaborazioni real time dei dati.

Sfruttando la conoscenza dell’indice di correlazione tra VO2max e FC valutato mediante studi scientifici si è arrivati a poter stimare il suo valore (naturalmente la stima è legata anche al fatto che non tutti hanno la stessa età, condizioni fisiche, problematiche congenite, ecc…):

  • 50% FC max = 35% VO2max
  • 60% FC max = 48% VO2max
  • 70% FC max = 60% VO2max
  • 80% FC max = 73% VO2max
  • 90% FC max = 86% VO2max
  • 100% FC max = 100% VO2max

Conoscendo quindi FC max basta applicare la formula inverse per ricavare il VO2max.

Arrivando ora agli sportwatch Garmin, avendo a disposizione anche altri dati come velocità, tempo, spazio, dati dinamici, sesso, massa, età, storici, ecc… è possibile implementare formule più complesse e algoritmi sempre più sofisticati in grado di migliorare l’approssimazione del calcolo. Per esempio utilizzando la correlazione tra FCvelocità l’algoritmo potrebbe concludere:

  • FC media bassa e velocità media alta ->ALTO VO2max: perché si riesce a fornire più ossigeno pompando meno il cuore (il che indica un ottimo allenamento)
  • FC media alta e velocità media bassa ->BASSO VO2max: perché si riesce a fornire meno ossigeno pompando di più il cuore (il che indica uno scarso allenamento)

Non siamo a conoscenza dell’algoritmo implementato da Garmin ma è probabile che il team di ingegneri del reparto elettronico, informatico e di bioingegneria siano in costante lavoro per migliorare l’affidabilità grazie alla sempre maggiore disponibilità di dati raccolti. Partendo da questo presupposto è anche importante sottolineare che un’errata valutazione della FC comporta un’errata valutazione del VO2max e questo è quello che potrebbe accadere in alcuni casi quando si utilizza il sensore ottico incorporato piuttosto che la fascia toracica.

Constatazioni sul VO2Max

  • nelle femmine è inferiore rispetto ai maschi
  • nella popolazione femminile media, da 20 a 29 anni è compreso tra: 35-43 ml/kg/min
  • nella popolazione maschile media, da 20 a 29 anni è compreso tra: 44-51 ml/kg/min
  • con l’allenamento il suo valore può essere incrementato dal 10% al 25%

I feedback del vostro corpo: ascoltateli

Il corpo manda sempre dei messaggi sopratutto quando si trova in una situazione di malessere e molto spesso noi non siamo in grado, non siamo abituati o meglio non vogliamo interpretarli. Se contattiamo l’interprete (medico) e la sua soluzione non cura la causa ma solo l’effetto forse è bene che ci poniamo qualche domanda etica/morale/scientifica passando più tempo a leggere invece di vedere le partite di campionato. Mio fratello prendeva le pastiglie per il reflusso gastroesofageo, dopo aver fatto un cambiamento drastico nella dieta alimentare diventando vegano per motivi etici, ora non prende più alcuna medicina poiché il reflusso è sparito. Questo è solo un esempio di come l’alimentazione giochi un ruolo fondamentale.

Chi è la persona migliore che ci conosce se non noi stessi? Sfruttiamo positivamente questo vantaggio di conoscere per esperienza il nostro organismo (prima dobbiamo imparare però ad ascoltarlo e non è difficile basta farci caso, quindi fateci caso). A questo punto vi dico però anche attenzione! Il mio non è un incitamento a non ascoltare il medico (che ha solide basi scientifiche), anzi sempre meglio ascoltarne più di uno. La mia è una riflessione più ampia e anche un po’ filosofica sul conoscere meglio i messaggi che manda il proprio corpo. Dall’altra parte pronti come avvoltoi ci sono i guru opposti alla scienza con costose cure acqua e limone. Pertanto il mio consiglio è di ascoltare il parere del medico, di non ascoltare i ciarlatani che vogliono spennarvi dei soldi con cose alternative inutili e conoscere meglio voi stessi, punto.

Tra i molti aspetti riguardanti la salute sicuramente l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale perché è il combustibile che produce l’energia necessaria per il fabbisogno giornaliero. Ora due dei tanti feedback importanti di cui mai si parla perché tabù sociale, sono le feci conosciute meglio come cacca e i gas di scarico del corpo; il colore, l’odore, la forma ed il consolidamento delle feci, il rumore sonoro, la puzza e la frequenza delle “scoregge”, sono caratteristiche che riflettono il nostro stato di salute. Se mangi male caghi male, non sono io a dirlo ma è un dato di fatto che tutti voi avete appurato nella vostra vita. Se mangi bene e caghi male potrebbe esserci qualcosa nell’organismo che non funziona come dovrebbe]

Curiosità sull’attività respiratoria, l’ossigeno e l’emoglobina

Tutto ha inizio con l’attività respiratoria la cui efficienza è valutata in base ai volumi e alle capacità polmonari, misurabili con uno spirometro. Durante una respirazione tranquilla abbiamo l’immissione e l’emissione di circa 500ml di aria. Grazie ai movimenti respiratori, l’aria entra ed esce alternativamente dai 2 polmoni ognuno dei quali presenta circa 300 milioni di rigonfiamenti, chiamati alveoli. I gas diffondono (meccanismo fisico/chimico) attraverso l’epitelio degli alveoli. L’ossigeno segue il suo gradiente di pressione ed entra nei capillari polmonari, e da qui grazie ai vasi sanguigni si arriva nei tessuti dove la concentrazione di ossigeno è bassa, il gas diffonde nel liquido interstiziale e da qui entra nelle cellule. L’anidride carbonica segue lo stesso percorso in maniera inversa e infine viene eliminata dai polmoni. È grazie alla presenza dell’emoglobina nel sangue che si realizza un efficiente trasporto di O2 e di CO2. Il 97% dell’O2 trasportato dai polmoni ai tessuti si trova legato chimicamente con l’emoglobina presente nei globuli rossi trasportati dal sangue. Il restante 3% si trova sotto forma di gas disciolto in fase acquosa nel plasma.  1 g di emoglobina combina 1,34 ml di ossigeno, essendo il nostro contenuto emoglobinico di 15 gr per 100 ml, ne deriva che: 100 ml di sangue trasportano circa 20 ml di ossigeno.

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Da Google URL Shortener a Firebase Dynamic Links: URL sempre più intelligenti


Google URL Shortener è un servizio lanciato nel lontano 2009 per aiutare le persone a condividere più facilmente link ed a misurare il traffico online. In gergo tecnico questi sistemi di abbreviazione sono conosciuti con le parole chiave shortner link o collegamenti brevi. La condivisione di link “non pretrattati” comportava:

  • un fastidio visivo e poco attrattivo nei confronti dei consumer dovuto alla lunghezza esagerata di certi URL
  • una mancanza di anonimato nel link condiviso, passibile quindi in alcuni casi, di spam nelle community
  • una difficoltà nel monitoraggio degli utenti “ingaggiati”, ovvero di coloro che avevano cliccato il link (cosa molto utile o meglio indispensabile per avere un feedback sull’interesse)

per questo Google ha introdotto questo semplice e comodo servizio in grado di accorciare l’intero URL, rendendolo meno invadente e più funzionale.

Google Shortner URL

Da allora, sono emersi molti servizi popolari di abbreviazione degli URL e anche i modi in cui le persone trovano i contenuti su Internet sono cambiati radicalmente, dalle pagine Web principalmente desktop alle app, ai dispositivi mobili (Mobile Moment), agli assistenti domestici (vedi Google Home) ed altro ancora. L’evoluzione tecnologica non si arresta e di conseguenza c’è bisogno anche di rinnovare le piattaforme web per lo sviluppo. Per tale motivo il supporto per goo.gl verrà sostituito con Firebase Dynamic Links (FDL). I FDL sono URL intelligenti che consentono di inviare utenti esistenti e potenziali a qualsiasi posizione all’interno di un’app iOS, Android o Web. “Siamo entusiasti di crescere e migliorare il prodotto”, dicono gli sviluppatori Google. Mentre la maggior parte delle funzionalità di goo.gl alla fine verranno disabilitate, tutti i collegamenti esistenti continueranno ad essere reindirizzati verso la destinazione prevista. A partire dal 13 Aprile 2018:

  • utenti anonimi 
  • utenti che non hanno mai creato collegamenti brevi prima del 13 Aprile 2018

non saranno in grado di creare nuovi collegamenti brevi tramite la console goo.gl. Se stai cercando di creare nuovi link brevi, ti consigliamo di consultare i servizi più popolari come Bitly e Ow.ly in alternativa al più blasonato ed ex goo.gl. Se disponi già di link brevi goo.gl esistenti, puoi continuare a utilizzare tutte le funzionalità della console goo.gl per un periodo pari ad un anno, ovvero fino al 30 Marzo 2019, quando si interromperà definitivamente la console goo.gl. Puoi gestire tutti i tuoi link brevi e le loro analisi attraverso la console goo.gl durante tutto questo periodo. Dopo il 30 Marzo 2019, tutti i collegamenti continueranno ad essere reindirizzati verso la destinazione prevista. I tuoi link brevi esistenti non verranno migrati alla console Firebase, tuttavia, potrai esportare le informazioni dei tuoi link dalla console goo.gl. Per gli sviluppatori a partire dal 30 Maggio 2018, solo i progetti che hanno accesso alle API di Shortener di URL possono creare collegamenti brevi. Per creare nuovi collegamenti brevi, consigliamo le API FDL. I collegamenti brevi FDL sono ancora più intelligenti in quanto rileveranno automaticamente la piattaforma dell’utente e invieranno l’utente al Web o alla tua app, a seconda dei casi. Per gli sviluppatori che desiderano migrare su FDL, possono consultare la guida alla migrazione di Google. Come per i consumer, tutti i collegamenti continueranno a reindirizzare verso la destinazione prevista anche dopo il 30 Marzo 2019, tuttavia, i collegamenti brevi esistenti non verranno migrati alla console API di Firebase.

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Top 5 April 2018 Shazam Italy Search Charts [free download]


Top 5 Shazam Italy

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  1. X (EQUIS)-Nicky Jam x J. Balvin
  2. Alvaro Soler – La cintura
  3. Thegiornalisti – Questa nostra stupida canzone d’amore
  4. These Days feat. Jess Glynne, Macklemore & Dan Caplen

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Garmin Running Dynamic Pod: perché misurare le dinamiche della corsa


Perché utilizzare il Garmin Running Dynamic Pod?

Garmin offre sempre più prodotti che misurano la frequenza cardiaca al polso grazie alla tecnologia Garmin Elevate 2.0, tuttavia, fino ad oggi, per avere anche i dati delle dinamiche di corsa era necessario indossare una fascia cardio HRM-Run®. Grazie al nuovo Running Dynamic Pod puoi decidere di non indossare più la fascia ed avere ugualmente tutti i dati semplicemente applicando il pod sull’elastico dei pantaloncini e rilevare il battito direttamente al polso con uno strumento dotato di rilevazione Garmin Elevate.

Il prezzo

  • Prezzo massimo 74€
  • Prezzo Garmin 69,90€
  • Prezzo attuale 61,90€
  • Miglior prezzo Amazon 55.90€
garmin pod

Caratteristiche

  • Peso: solo 12g 
  • A clip, facile da applicare sull’elastico posteriore dei pantaloni
  • Misura tutte e sei le dinamiche di corsa avanzate
  • Sostituisce le metriche rilevate dalla fascia cardio RUN
  • Durata della batteria fino ad 1 anno
  • Si attiva automaticamente al movimento
  • Si connette via Bluetooth con il dispositivo Garmin compatibile
  • Dimensioni unità (LxAxP): pod con clip 37,6 mm x 23,2 mm x 19,2 mm
  • Peso: 12,0 g
  • Durata della batteria: 1 anno (ipotizzando un utilizzo di 1 ora al giorno)
  • Tipo di batteria: CR1632 (sostituibile dall’utente)
  • Classificazione di impermeabilità: 1 ATM
  • Connettività ANT+: sì

PARAMETRI VALUTATI CON IL POD

Il pod può valutare una serie di parametri molto importanti dal punto di vista tecnico, poiché permettono di valutare l’andatura del corridore, trasdotta in parametri numerici in grado di descrivere alcune dinamiche e movimenti biomeccanici del corpo. Quando si percorrono molti chilometri ogni minimo dettaglio può fare la differenza, certamente:

  • l’allenamento
  • la struttura biomeccanica dell’individuo
  • l’abbigliamento tecnico

sono i principali fattori da prendere in considerazione, ma anche l’analisi dei dati non è da sottovalutare poiché rappresenta il feedback da utilizzare per migliorare l’allenamento e quindi le prestazioni dell’individuo stesso! Dopotutto siamo nell’era dei “big data” e più andiamo avanti e maggiori saranno i sensori in circolazione in tutti gli ambiti da quello civile a quello commerciale per non parlare di quello militare da dove partono sempre tutte le tecnologie più avanzate (vedi online la storia del GPS). Le auto parleranno tra di loro, guideranno da sole e scambieranno informazioni con il cloud, quella che qualche anno fa era fantascienza ora è una realtà sempre più affermata e sempre più in rete. Se da una parte le informazioni diventano maggiori e preziose, dall’altra si avrà il problema della privacy e della sicurezza dei dati acquisiti. Avete saputo il casino successo poco tempo fa in ambito militare utilizzando Strava? ( link per scoprirlo ). Ogni nostra parte del corpo ha una sua funzione ben specifica ed è soggetta a delle sollecitazioni durante la corsa. Come avete potuto sperimentare di persona sicuramente le caviglie e le ginocchia sono i punti cruciali da tenere sotto controllo, vi siete chiesti perché? Non apriamo l’argomento perché sarebbe lungo da trattare ma dovete sapere che l’80% dell’energia proveniente dall’impatto con il terreno viene scaricata sulle caviglie! Ecco perché la caviglia si può infiammare spesso, perché è sollecitata notevolmente durante la corsa!

Tempo di contatto con il suolo

E’ il tempo di contatto del piede col suolo durante la corsa. Generalmente, il tempo di contatto con il suolo è decisamente breve, pertanto viene misurato in millisecondi. Il tempo di contatto con il suolo tende ad essere particolarmente breve per gli atleti più allenati, i cui tempi spesso sono inferiori a 200ms. In pratica, i tempi di contatto con il suolo di tutti gli atleti allenati è inferiore a 300ms, probabilmente perché hanno affinato la loro tecnica di corsa sollevando i piedi più rapidamente e calpestando il suolo in modo corretto. “L’overstriding” descrive uno stile di corsa in cui i piedi calpestano il suolo troppo lontano dal corpo frenando i movimenti e, generalmente, aumentando i tempi di contatto con il suolo.

Bilanciamento tempo di contatto con il suolo

Il monitoraggio del bilanciamento del tempo di contatto con il suolo (GCT) tra piede destro e sinistro consente di misurare la simmetria della corsa. Sugli smart sportwatch Garmin questo dato è sempre rappresentato come percentuale superiore al 50% con una freccia a sinistra o a destra, per mostrare quale piede calpesta più a lungo il suolo. Per la maggior parte delle persone è preferibile uno stile di corsa più simmetrico. Gli indicatori colorati sugli orologi Garmin e sul portale Garmin Connect, mostrano il dato di bilanciamento rispetto ad altri atleti. Molti atleti segnalano che il bilanciamento GCT tende a deviare dal 50/50 quando corrono in salita o in discesa, quando praticano esercizi di velocità o quando sono stanchi. Inoltre, alcuni atleti notano che maggiore è lo sbilanciamento e più alta è la probabilità di lesioni.

Cadenza

Si tratta del numero di passi effettuati al minuto, conteggiando entrambi i piedi. È una metrica di corsa comune, che fornisce molte informazioni sulla qualità della corsa. Ad esempio, a una certa andatura, una cadenza più rapida e un passo più breve producono piccoli sforzi in molte parti del corpo, ad esempio le anche, le ginocchia e i fianchi. Secondo la maggior parte degli esperti, la scarsa rilevanza di tali forze riduce il rischio di lesioni e infortuni. È chiaro che la cadenza può aumentare solo fino a un certo punto, tuttavia per gli atleti più soggetti a lesioni, correre con una cadenza alta può essere di aiuto. Un obiettivo di cadenza spesso citato è 180 passi al minuto, sebbene gli atleti più alti tendano ad avere una cadenza inferiore. Inoltre, è interessante notare come una cadenza maggiore corrisponda a una minore oscillazione verticale e a un minore tempo di contatto con il suolo.

Lunghezza del passo

Un altro dato fondamentale che misura lo stile della corsa è la lunghezza del passo, cioè la distanza percorsa da ciascun passo, destro e sinistro. Viene mostrato alla fine della corsa come campo dato all’interno dell’attività ed è visualizzabile mentre corri. Successivamente è possibile visualizzare questo dato con maggiori dettagli su Garmin Connect™ e scoprire le variazioni della lunghezza del passo in relazione all’andatura, alla cadenza, alla quota e ad altre metriche. La lunghezza del passo dipende da una serie di fattori, inclusa la morfologia del corpo, la forza muscolare e la flessibilità.

Oscillazione verticale

Si tratta del “rimbalzo” che produci in ogni passo della corsa. Misurato a livello del busto, indica, in centimetri, la distanza che percorri in verticale con ogni passo. Molti allenatori ritengono che una minore oscillazione verticale indichi uno stile di corsa più efficiente, poiché viene impiegata meno energia per il movimento verticale. Garmin ha effettuato ricerche su molti atleti di tutti i livelli. In generale, i corridori più esperti tendono ad avere una minore oscillazione verticale. Tuttavia, un passo più veloce corrisponde a una maggiore oscillazione verticale. Il rapporto verticale (descritto di seguito) tiene conto di questo dato. Un altro vantaggio di un’oscillazione verticale ridotta è quello di applicare meno stress sulla parte inferiore del corpo al momento dell’impatto con il suolo.

Rapporto verticale

Questo dato si riflette sull’efficienza della corsa relativamente alla spinta in avanti prodotta con ciascun passo. Il rapporto verticale è il “rimbalzo” prodotto nel passo, diviso per la lunghezza del passo ed espresso in percentuale. Poiché la lunghezza del passo è il movimento orizzontale della corsa, è il beneficio dell’azione, mentre l’oscillazione verticale è uno dei costi energetici della corsa. Un valore basso di rapporto verticale indica un costo ridotto e un grande beneficio. Ciò significa una corsa più efficiente.

Rielaborazione della Fonte: Garmin

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