fbpx

Ad Omref comanda la Airenossam

Ad Omref comanda la Airenossam

Una criptica poesia tra realtà e fantasia. Ad Omref comanda la Airenossam.


Fermo un attimo, vuoi comandare?
Bocche di rosa e giargiani non posson bastare!
Dentro i rituali devi entrare,
iscritto all’ordine per cominciare.
Non c’è spazio per i populisti,
tra avvocati e giornalisti.
“Sono stata/o chiamata/o ad entrare all’interno,
e con dedizione porterò avanti il mio impegno”.
La classica frase sentirete annunciare,
perché non è la passione ad elevare,
ma la chiamata dall’alto che deve arrivare.

Se la casata è significante,
ad entrar dentro avrai più “chance”.
Sui sampietrini
ti dovrai incamminare,
e via Perpenti dolcemente adorare.
Il numero sedici per la precisione,
dove fu presa la decisione.
Chi non comprende,
non è del posto,
mani strette e cartello esposto:
vicino alla Società di mutuo Soccorso.
Candelabri, cappucci e poco clamore,
se è meno importante alla luce del sole:
sotto le Logge è il posto migliore.
Lo scrisse in un libro anche un postino,
passavo di lì ogni giorno al mattino.
Tra antiche mura e preziosi scritti,
odore di vecchio e di molti sconfitti.
Entra all’interno dello Spezioli,
dalla cui finestra si vede il Priori.
Tutto è scritto, è raccontato,
già nella storia è stato narrato.

Per favore silenzio, signore e signori,
ecco passare in fila i Priori.
I cavalli hanno corso, si sono stancati,
il fantino venduto li ha tenuti staccati.
Sul proprio letto se l’ha Cavalcata,
il giorno in cui Maria se n’è andata.
Lo sguardo di Sisto al Duomo imponente,
il potere temporale inneggia il Grand’Oriente.
Al Gran Maestro dovrai sottostare,
e dalla maestranza veloce imparare.
Con Rotary e Lions dovrai dialogare,
e l’anticamera a vista ben presto arredare.
Col radio/giornale ben soggiogare
e con i network di parte lesto influenzare.
Piazza del Popolo o Popolo in Piazza?
Una pista di ghiaccio e chi si ammazza si ammazza.
Guarda le luci, la punta di abete,
“Scusate qualcuno sa dov’è il prete?”
Risponde un uomo: << A confessare!>>,
si va bene ma la satira locale?
Putrefatta in ospedale!
È vecchia, stantia e “dipartista”
per fare uno spettacolo venderebbero gli organi
e persino anche la vista.
Oramai comprati da chi organizza eventi,
come un’Eclissi nei giorni deludenti.

La solida retroguardia fa da apripista:
“Vigileremo sul nuovo ospedale”,
al Pronto Soccorso Mondrian si sente male.
Piastrelle colorate vicino all’obitorio,
e strutture pubbliche ridotte ad un mortorio.
Il terremoto ci ha ferito, il covid ci ha punito,
e nel frattempo dal balcone esce zio Benito.
“Noi vogliamo la democrazia” gridano i luminari,
gli stessi poi a votare il taglio dei parlamentari.

Silenzio avvocati, ora sento un rumore,
il Maestro venerabile è governatore.
Direttore gli articoli, il compasso ha vinto,
anche la pubblicista dentro abbiam spinto.
Romoli e Remoli come Romolo e Remolo.
Il popolo ha sete vuole essere saziato
con l’informazione giusta
va “sfanipolato” .
Mancini Spinucci,
Conti Vitali,
gli antichi nomi sono immortali.
Or dunque gente,
sapete la via,
fate da parte l’autarchia,
ad Omref comanda la Airenossam.

(Poesia di Michele Paoletti)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: