Infobusiness – Guadagnare dalle informazioni


Premessa

L’infobusiness è presente nel web oramai da parecchio tempo e chi è riuscito a capirne le potenzialità ha fatto un bel gruzzoletto vendendo informazione (più o meno lecitamente). Salvatore Aranzulla è stato proprio uno dei primi in Italia a capirne le potenzialità e ad usarlo in maniera corretta: dare agli utenti quello che gli utenti cercano. Il business dell’informazione oggi fa gola a tutti e mai come ora siamo bombardati da proiettili di informazioni digitali; il 90% di chi ha aperto un canale Youtube lo ha fatto non tanto per passione ma per tentare di fare soldi osservando chi i soldi è riuscito a farli veramente dalle pubblicità. La probabilità di riuscire a fare danaro con Youtube oggi è veramente ma veramente bassa. Coltivando le patate e vendendole lungo la strada la probabilità di fare il grano è sicuramente maggiore di quella che si otterrebbe oggi aprendo un canale Youtube. Prima regola da osservare: “non fare mai quello che fanno gli altri”. Perché questa regola?? È abbastanza semplice: se lo stanno facendo in molti significa che oramai il mercato è saturo e non ha senso entrare a meno che non si abbia una di quelle idee geniali da mettere in gioco tutto e tutti. Nel mercato si entra quando ci sono pochi concorrenti in modo tale da avere il tempo di radicare bene la strategia e iniziare a guadagnare. Tuttavia, se ce ne sono pochi vuol dire che c’è ancora poca informazione, scetticismo o altro; entrare prima significa quindi scommettere sul mercato in cui si tenta di entrare. Se va bene si avrà sicuramente il vantaggio di essere i primi, mentre se va male beh punite il vostro intuito (esempio dei negozi di sigarette elettroniche spuntati subito come funghi; molti usciti fuori dal mercato a causa di una irrazionalità dettata dal guadagno facile e non da una analisi razionale sullo studio di settore, target locale).

I guru

I “guru” dell’infobusiness, se vi interessa l’argomento, li avete sicuramente visti in qualche ads uscita fuori su Facebook e nel remarketing dei siti web quando per sbaglio almeno una volta avete cliccato sui loro contenuti. M. M., M. C., B. L. (riportiamo solo le iniziali), ecc… sono esempi di gente che dell’infobusiness ne ha fatto una vera e propria fonte di guadagno. Tralasciando quello che dicono che varia abbastanza l’uno dall’altro, l’importante è come lo dicono e come guadagnano. Le strategie in questo caso sono pressoché le stesse valide per tutti i “guru” dell’infobusiness:

  1. Fanno molti video da caricare sui social e cercano di raggiungere il loro target.
  2. Vendono corsi a caro prezzo. Fanno seminari, vendono gadget, fomentano i follower, consegnano attestati senza alcun valore.
  3. Offrono materiale informativo gratuito previa registrazione (ti fottono l’email per spammarti).
  4. Offrono video corsi a pagamento.
  5. Si reputano delle divinità.
  6. Ostentano spesso popolarità, ricchezza, guadagni, successi; insomma caricano a molla con molto più hype di quello che c’è veramente, anche perché spesso non c’è veramente nulla di nuovo ma bensì informazione che si può reperire tranquillamente online sopratutto se si conosce l’inglese. La differenza è che loro la concentrano, ma se la sai cercare la trovi/ricavi tranquillamente online.
  7. Fanno un uso massivo dell’advertising ottimizzato al meglio in modo tale da raggiungere il target da loro prefissato; se ricadete il quel target beh verrete spammati abbastanza, ma per fortuna Fb permette di segnalare e nascondere tali ads. Ora che è possibile vedere i post sponsorizzati date un’occhiata voi stessi nelle loro pagine alla voce inserzioni e osservate quanti video/articoli sponsorizzano. Usano la pubblicità in maniera spinta e costante per affermare la loro posizione nel web. La ripetizione e la perseveranza portano spesso al successo. I loro corsi costano molto per il semplice motivo che il 30/40% dei soldi viene speso in pubblicità.
  8. Fanno collaborazioni per affermare la loro popolarità.
  9. Scrivono libri: scrivere un libro/i è una delle prime strategie per avere un alta indicizzazione nei motori di ricerca, ostentare una certa autorità/sapienza da autori, autocompiacersi. Probabilmente loro scrivono solo una bozza e usano dei ghostwriter sottopagati per fare il resto o fanno un’accozzaglia di roba trovata nel web nei vari forum e community.
  10. I video non sponsorizzati hanno delle views ridicole (questo il motivo per cui cercano di sponsorizzarli tutti). Gente con centinaia di migliaia di follower o addirittura milioni con visualizzazioni da schifo. Insomma tutto fa presupporre a nulla di buono.
  11. Creano dei gruppi Facebook associati alla loro pagina che utilizzano per lo scopo da networking. Cercano di sviluppare la loro rete di fedelissimi adepti pronti a tutto per soddisfare i bisogni del loro guru. Una PNL usata a dovere per plasmare le menti.
  12. Si definiscono grandi imprenditori, fanno un uso massivo di link building anche tra siti che appartengono sempre a loro stessi.
  13. Utilizzano le landing page con il video motivante quando vogliono ottenere un risultato veloce e semplice.
  14. Qualcuno usa la ferrari affittata da radical chic finto ricco. Non vi diciamo chi perché hanno la coda di paglia.
  15. Hanno sicuramente preso spunto dai libri del famoso life coach Anthony Robbins. L’America è forte in questo mercato e molti copiano e importano di pari passo.
  16. Il prestigio di magia è che spiegano come vendere informazione vendendoti un corso su come vendere informazione. Una supercazzula che funziona a quanto pare. In sostanza il loro infobusiness è talmente semplice e sotto gli occhi di tutti che pochi ci fanno caso e cascano nelle loro trappole ben congeniate per raggiungere lo scopo. Sono comunicatori e plagiano il loro pubblico.
  17. Usano testimonianze di gente che è riuscita a fare soldi dai loro corsi.

L’utente uscito dal corso fisico/online avrà accumulato molte informazioni ma non sarà in grado di applicarle se non è altamente formato. L’informazione senza formazione è fine a se stessa.

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