Il post-sisma: Monte Urano aspetta ancora le aule scolastiche


IL COMUNICATO: le parole subito ma la consegna?

Dal comunicato del 12/09/2017 dell’azienda Rosss con titolo “ROSSS DONA UNA SCUOLA IN ACCIAIO AL COMUNE DI MONTE URANO” si legge:

Rosss, in data 24 Agosto u.s. (2017), ad un anno esatto dal sisma che ha colpito le zone del Centro Italia, ha stipulato una convenzione con il Comune di Monte Urano (FM), località devastata dal terremoto dell’Agosto 2016. La convenzione è relativa alla fabbricazione, donazione e gestione di un modulo in acciaio temporaneo ad uso scolastico da realizzare nel Comune di Monte Urano. La struttura che verrà realizzata non sarà un container, ma una struttura in acciaio ad un piano, su una superficie di circa 400 m2, con spazi confortevoli e tutti dotati di servizi necessari allo svolgimento dell’attività scolastica. A questo progetto, oltre a Rosss, hanno già aderito anche altre aziende ed associazioni della Toscana.

IL SISMA: un dramma per molti, un’occasione ghiotta per qualcuno? Che fine ha fatto ROSSS?

Monte Urano struttura scolastica acciaioI giornali locali riportavano come obiettivo la data Gennaio 2018:

“l’obiettivo è di inaugurare il modulo scolastico, che sarà perfettamente collegato alla scuola elementare e che ospiterà 6 classi su 10 della scuola media, entro Gennaio 2018. Speriamo di essere qui a Dicembre, diceva S. Bettini, ex presidente di Confindustria Firenze e numero 2 di Confindustria Nazionale Federmeccanica

Siamo a Marzo 2018 e forse dovremmo chiamare Federica Sciarelli di Chi l’ha visto dato che si sono perse le tracce, sia GIORNALISTICHE sia POLITICHE sia IMPRENDITORIALI, sulla struttura metallica. Ogni tanto un po’ di giornalismo d’inchiesta bisognerebbe osarlo e qualcuno tra Rosss, PD e/o Confindustria dovrebbe fare il Buffon della situazione mettendoci la faccia (basterebbe un comunicato scritto di poche righe anche senza foto con giacca e cravatta).

LE MIE OPINIONI PERSONALI: quindi profondamente intime?Si.

Nel frattempo sono maturate alcune mie opinioni personali che vi propongo senza filtri (in quanto opinioni personali rimangono tali, ognuno è libero di verificarle o meno):

Il verbo dona è riferito alla firma della convenzione e non all’arrivo della struttura (in quel caso il verbo era donerà)-> perché la struttura non è mai arrivata nel nostro territorio 
Nel comunicato non viene menzionata la linea temporale -> quando arriverà? Gennaio 2018 riportato dalla stampa è passato da tempo. Non si specifica l’arco temporale entro il quale la struttura verrà consegnata e montata. Neanche in consiglio comunale si era parlato di una data certa ma solo di ritardi
Non mi sorprende che la ditta sia Toscana -> il motivo dovrebbe essere chiaro e tinto di rosso
 Un vecchio detto dice Gratis è deceduto da parecchio tempo o in dialetto gradisse mpezzu che è mortu!”-> ora che una ditta dalla Toscana si venga a scomodare gratuitamente a Monte Urano perché ha un cuore grande sembra una delle più belle favole a lieto fine che io abbia mai ascoltato in vita mia, ma la realtà nuda e cruda, quando si parla di migliaia di euro, mi suggerisce nella testa una possibile spiegazione: influenza geografica/politica/economica. Insomma della serie cappuccetto rosso va a trovare la nonna (che vuole donarle 250.000€ in materiali a fondo perduto) ma alla fine trova il lupo (che se vole magnà tutto). E poi sopraggiunge anche il cacciatore che invece di salvare tutti fa accordi col lupo. Vi piace il cruento remake? Naturalmente è una favola alla quale qualcuno assocerà il termine “comblotto!1!”. Quale sarà dunque la merce di scambio con la quale si ripagherà il favore? Pensate veramente che siamo così ingenui da poter pensare al gesto eroico spacciato quasi come pietà post-sisma? (domanda la ragione alla parte irrazionale)
La struttura non è pervenuta: i ragazzi sono stipati nelle loro classi trasferite dalla scuola media alla scuola elementare, con un maggiore rischio sicurezza causa sovraffollamento, in caso di emergenza. Mentre i grandi giocano a Risiko spostando i carri armati dell’armata rossa -> Occhio all’arrivo delle armate verdi, nere e gialle, perché gli ultimi dati tirati hanno mostrato una strana sorte
Forse si è preferito far slittare verso la fine del mandato? No non penso, sarebbe troppo complottista come pensiero, ma su altri argomenti è plausibile -> la classica strategia di fare tutto al termine in modo da accumulare consensi nella società, da sdoganare in campagna elettorale grazie alla full immersion finale:

  • conclusione del sistema di illuminazione a led
  • marciapiedi
  • telecamere di videosorveglianza
  • inizio dei lavori al Cineteatro Arlecchino
  • e magari il progetto completo delle nuove scuole medie

Ps: i dossi li avete fatti subito perché stanno sul ca**o a tutti e farli dopo avrebbe portato via consensi. Devo dire geniali, scelte mai casuali, sempre ben strutturate. L’esperienza e le competenze del Partito Democratico non sono in discussione; quella che è in discussione è la trasparenza nelle scelte e certe priorità portate troppo per le lunghe (anche se certe volte non è nemmeno colpa loro ma dei privati che non tirano fuori i soldi). I comunicati per informare i cittadini andrebbero fatti nella buona e nella cattiva sorte.

RISPOSTE AI LETTORI: le critiche sono bene accette purché coerenti. Se mi critichi l’utilizzo improprio della lingua italiana dovresti prima appurare di conoscerla meglio di me o no? Siamo nati tutti a vanvera.

Un certo C.T. , un fuoriuscito dalla poltrona del palazzo comunale monturanese (e quindi politicamente molto schierato, ecco perché tengo particolarmente a rispondere a questo risentimento alla critica) commenta nei social ad un mio precedente articolo (clicca qui per leggerlo) riferendosi ad un’altra persona che ha condiviso il mio pensiero:

mescola lo pa’ mollo co lì fichi secchi e pretende pure di farci un frustingu!!! Sono stati mescolati argomenti che non hanno alcuna relazione gli uni con gli altri; una volta ci si vergognava quando si usava l’italiano a vanvera, ora é diventato un must come direbbero gli inglesi”

e poi:

“visto che siamo un paese piccolo, visto che ci conosciamo quasi tutti, visto anche tu conosci gran parte del gruppo dei consiglieri e dei membri monturanesi del PD, dimmi in tutta franchezza se delle boiate scritte come fanno i grillini a livello nazionale siano attinenti e congrue ad un contesto paesano come il nostro”

Volevo rispondere al caro signor C.T. ringraziandolo in quanto proverò a fare di meglio perché come disse Socrate “so di non sapere”:

  1. Dato che lei ha sottolineato come dovrei vergognarmi di usare “l’italiano a vanvera” , io le sottolineo che ha scritto “é” invece di “è” utilizzando l’accento acuto invece di quello grave, auto-confermando quindi anche lei una certa mancanza di padronanza nell’utilizzo della lingua italiana e/o nell’utilizzo di comuni strumenti digitali come una semplice tastiera. Visto che lei introduce il termine “must” come dicono gli inglesi, cercando forse di far intendere anche un’ampia conoscenza della lingua inglese, io introduco “details make the difference”. Sono d’accordo con lei che il mio italiano non rientra nel top di gamma presente in circolazione, ma non me ne vergogno affatto. A me sembra che si è concentrato a cercare di denigrare l’etichetta di un vino solo perché non condivide il contenuto. «Parlare a vanvera. Parlare a caso, senza considerare quel che si dica. Temere loqui. Dicesi anche: parlare in aria. Cioè: senza fondamento». La vanvera è spettacolare perché ti permette di spaziare veloce nel tempo e nello spazio. Anche nell’arte la vanvera ripercorre la bellezza dell’apparente caos. Persino Gesù Cristo parlava a vanvera ai suoi discepoli con parabole senza un apparente fondamento. Eppure il senso si comprende nell’interpretazione e nel punto di vista di chi legge. La vanvera per una persona può essere illuminazione per un’altra. Il mondo nacque a vanvera in maniera caotica ed inconcepibile. Eppure ancora oggi i ricercatori cercano di capire quella vanvera di fenomeni che hanno generato la vita. Siamo nati tutti dalla vanvera, in qualche punto non precisato dell’universo, e mi sto ancora sviluppando dalla forma di vanvera primordiale. 
  2. Le mie argomentazioni non sono articoli giornalistici ma bensì mie opinioni (che non credo contino un fico secco,giusto per restare in tema, e non lo pretendo ci mancherebbe, ma mi piace tenerle organizzate e disponibili a tutti quelli che vogliono leggerle e/o condividerle). Tra l’altro se proprio vogliamo dirla tutta sono state acclarate (e il tempo mi ha dato ragione) da quanto apparso nella pagina Facebook istituzionale del partito democratico monturanese nei mesi successivi: era solo campagna elettorale come pensavo ma più spudorata di quanto immaginavo, questo è sicuro (potete leggere qui la mia “indignazione ideologica”).
  3. “lo pa’ mollo co li fichi secchi” mi sembra un piatto abbastanza umile e genuino, non pretendo di farci certamente un “frustingu” ma sicuramente un pasto dignitoso che vada ad alimentare la mia libertà di espressione; lascio a lei ostrichecaviale e quel brindisi radical chic alla bella vita.

Con affetto, affettato e pasticcini….spero di non essere stato irrispettoso nei confronti di nessuno nell’esposizione democratica e cruda dei miei pensieri, vi ringrazio per la lettura e buon proseguimento. Ultimo aforisma: quando parlo a vanvera, vanvera risponde.

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