Monte Urano: analisi risultati elezioni politiche 4 Marzo 2018


Confrontando i risultati delle votazioni politiche con quelli del Referendum Costituzionale si nota un aumento positivo di circa il 5% della percentuale votanti (da 75,64% ad 80,13%) ed una lievissima riduzione rispetto alle votazioni politiche del 2013 dove l’affluenza degli aventi diritto era stata dell’ 80.79%.

Monte Urano Risultati elezioni politiche 4 marzo 2018- Camera

Fonte: Comune Monte Urano Altre fonti ufficiali: Dati Eligendo

Monte Urano Risultati elezioni politiche 4 marzo 2018- Senato

Fonte: Comune Monte Urano Altre fonti ufficiali: Dati Eligendo

Elettori: 6.137 | Votanti: 4.918 (80,13%) Schede non valide: 158 ( di cui bianche: 83 ) Schede contestate: 0 |

Analizziamo le variazioni (ovvero l’indice di cambiamento) rispetto alla Camera del 2013  (ogni freccia verso l’alto è un raddoppio con arrotondamento per eccesso, verso il basso un dimezzamento con arrotondamento per eccesso):

  • LEGA NORD: da 25 voti a 812 voti della LEGA (↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑↑)
  • CASAPOUND: da 6 voti a 40 voti (↑↑↑↑↑↑↑)
  • FRATELLI D’ITALIA: da 71 voti a 151 (↑↑)
  • MOVIMENTO 5 STELLE: da 1.744 voti a 1.884 voti (↑)
  • PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI: da 49 voti a 56 voti di PARTITO COMUNISTA (↑)
  • FORZA NUOVA: da 23 voti a 12 voti con la lista ITALIA AGLI ITALIANI (Forza Nuova assieme a Fiamma Tricolore) (↓↓)
  • IL POPOLO DELLA LIBERTA’: da 868 voti a 456 voti di FORZA ITALIA (↓↓)
  • PARTITO DEMOCRATICO: passa da 1.349 voti a 974 voti (↓)
  • UDC: passa da 46 voti a 35 voti (↓)

Il risultato – Una migrazione imponente dei voti da Forza Italia ed altri partiti minori, verso la Lega. Si conferma quindi l’importanza dell’applicare anche in politica la proprietà commutativa dell’addizione: se in un’addizione cambiamo l’ordine degli addendi il risultato non cambia. I partiti sono gli addendi, la coalizione è il risultato. Cosa non bisogna fare per perdere voti?

  1. Non bisogna cambiare radicalmente nome al partito
  2. Il simbolo (logo) deve subire meno modifiche possibili
  3. Bisogna evitare le scissioni
  4. Bisogna evitare di ripresentare un rappresentante perdente
  5. Non bisogna cambiare coalizione

Vale la regola “less is more” applicata al brand (nome del partito) poiché permette di ampliare il target degli elettori, mantenendo una generalità utile. Ecco quindi che per cercare di aumentare i voti del Centro e del Sud la Lega Nord si è tramutata in Lega mentre per prendere i voti anche dei sempre maggiori non lavoratori il Partito Comunista dei lavoratori è diventato semplicemente Partito Comunista. Un minimo cambiamento, in questo caso l’applicazione del “less”, ha avuto i suoi benefici. La scissione del Partito Democratico a causa della reiterazione del perdente, incoerente e strafottente Matteo Renzi (alleato di mister B.?) ha fatto inevitabilmente perdere dei voti. Forza Nuova è entrata in una nuova lista e ha perso i voti. Casapound ha mantenuto il nome, ha aumentato la presenza sul territorio e ha sfruttato la “pubblicità” degli episodi sociali e l’aumento delle disuguaglianze per aumentare il proprio range di elettori. Il Movimento 5 Stelle ha rafforzato il brand generalizzando il web site nel logo che prima era il blog di Beppe Grillo, puntando sulla coerenza, nessun cambio di nome, nessuna coalizione, ma con un importante problema nelle votazioni online e qualche segnale di insofferenza interna ben gestito con le espulsioni ed usato come cavallo di troia per vincere la vicenda dei rimborsi elettorali. M5S ha usato l’astuzia spedendo Alessandro Di Battista nelle periferie a fare campagna elettorale al Sud dove M5S ha stravinto (e perché no autofinanziarsi in maniera geniale vendendo il suo libro) mentre Di Maio rafforzava la presenza politica in tv stigmatizzando l’aurea da futuro candidato premier (una strategia vincente premiata dagli elettori). Forza Italia aveva in passato cambiato nome in Popolo delle libertà perché quando le cose vanno male o si cambia nome, o si cambia cavaliere (giammai lo avrebbe fatto) o si fa la scissione o via dalla coalizione. Nel frattempo il brand del cavaliere (una volta vincente) si è riposato e ripulito, per poi sfruttare la nostalgia degli anni 90′ per essere rilasciato di nuovo nel momento più opportuno, ma il problema era cambiato, non era più lo spettro della sinistra italiana bensì il populismo e il pauperismo dei 5 stelle, a suo dire un male incurabile per la società. La padronanza delle tv di proprietà, i fogli A4 piegati e il lifting, hanno fatto il resto.

La Lega e M5S sono stati i migliori ed i primi ad usare la rete internet per le telecomunicazioni. Addirittura Salvini ha schierato una vera e propria task force di comunicatori nella gestione della sua pagina Facebook. La scelta consapevole di utilizzare internet come ariete di sfondamento è stata supportata dal trend dello sviluppo tecnologico che è arrivato per la prima volta ad un punto storico cruciale proprio il 16 Novembre 2017, quando l’accesso ad internet da mobile ha superato quello da pc:

Grafico Mobile vs desktop

Ovvero lo smartphone è diventato il principale dispositivo per la navigazione internet. E chi è che non ha un cellulare tra le mani? Oramai anche i non aventi diritto al voto come i bambini di 5 anni! Inoltre potremmo anche vedere il grafico come se la curva rossa fosse la presenza online di Salvini e quella blu la presenza televisiva di Berlusconi. Anche se il punto di intersezione in questo caso è avvenuto molto prima.

Cosa ci aspetta in futuro? Visti i risultati nelle prossime elezioni comunali monturanesi molto probabilmente nascerà una nuova lista (assente alle precedenti elezioni): quella della Lega. Ma come sappiamo i risultati nazionali hanno spesso differito con quelli locali dove il Partito Democratico ha una presenza storica ben radicata.

Consulta i documenti: Risultati Elezioni Politiche 2018 Monte Urano Camera_dei_Deputati, Risultati Elezioni Politiche 2018 Monte Urano Senato_della_Repubblica

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