Studio Aperto incita all’odio e al pregiudizio razziale


Queste sono le parole dei “giornalisti” : una violenta rissa anche in un altro centro di accoglienza, ovvero una scoppiata per la tv. Mica il permesso di soggiorno o un posto di lavoro, no adesso la rivolta è per il calcio. Le partite di pallone da seguire davanti alla tv. I profughi ospitati a Roncolevà nel basso Veronese non sono più disposti ad aspettare. Niente televisivo calcio d’inizio? E allora sia la protesta ad iniziare. Nelle immagini del quotidiano l’arena di Verona la manifestazione per fortuna pacifica inscenata davanti ai cancelli della casa d’accoglienza. Un tetto, un letto, un pasto caldo non bastano più.

Quello che chiediamo, dicono i migranti, è di poterci finalmente rilassare davanti alla pay tv

Cartelli, uno striscione e i carabinieri a vigilare. Il sit in è durato alcune ore fino a quando giunto il momento della consegna pasti gli AFRICANI, ci sono altri digiuni a cui pensare, hanno deciso di sospendere la loro protesta che non riguarda il solo calcio. I profughi chiedono venga adeguato e migliorato il menu proposto nella casa. Stanchi dei piatti di carne pretendono vengano servite più pietanze a base di pesce fresco. Vedremo adesso se la cooperativa di Vercelli vorrà soddisfare la lista di richiesta. La prima risposta è stata no.

L’articolo di larena.it ha un tono molto pacato e ben diverso da quanto riportato da Studio Aperto che aggiunge elementi carichi d’odio e non conformi alla realtà dei fatti, come la frase insensata e provocatoria “ci sono altri digiuni a cui pensare”. Inoltre non tutti hanno sospeso la protesta per andare a mangiare come dice l’arena.it. Questi toni viziati di Studio Aperto che utilizza la solita voce ansiosa per i medesimi servizi provocano nelle masse odio, rabbia e rancore. Per tale motivo questo è un “telegiornale” di bassi fondi, fazioso, strumentalizzante, con mancanza di fonti e con notizie inesatte e non corrispondenti a realtà. Per Studio Aperto si evince chiaramente come il problema non siano le Coop (società il cui unico scopo è la massimizzazione del profitto a discapito dei malcapitati) ma i migranti. Questo “gioco” di incitamento all’odio a discapito della civile convivenza è chiaramente un vantaggio per le cooperative o chiamatele anche aziende di esseri umani poiché il problema, esposto sotto questo punto di vista mediatico, non ricade su di loro ma sui loro beni immateriali vessati dal popolo ingannato dall’informazione manipolata. È così che cade a terra il seme dell’odio, da un semplice servizio giornalistico deviato, e così nuovi germogli intaccano l’equilibrio sociale, spingendolo a rivolte spesso violente. La violenza alimenta violenza, il clima si incendia e l’odio incrementa.

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