Avete “fritto” la scheda video?Mettetela in forno a 200° e che Dio vi benedica…


Reflow casalingoNon stiamo assolutamente scherzando!Ho rispolverato queste vecchie foto dall’hard disk. La tecnica è conosciuta in gergo comune (nei forum online) come reflow casalingo o oven trick (trucco del forno). È arrivato il momento di svelare al grande pubblico questo piccolo trucchetto che fece resuscitare molte schede video affette da problemi come schermo nero all’avvio del pc, righe orizzontali ed artefatti (per quanto tempo funzioni non ci è dato saperlo,dipende da quanto siete fortunati). Sono questi i tipici sintomi di una scheda video rotta o in fase di rottura. Negli ultimi anni si è assistito ad una percentuale di breakdown di schede video nei notebook davvero preoccupante (molto probabilmente a causa di una progettazione non adeguata e a materiali scadenti). Se quando accendete il vostro pc desktop o portatile avete dei problemi video come quelli sopra descritti,fatevi il segno della croce. La scheda video è una tra le componenti più costose ed in molti casi è maggiormente conveniente sostituire l’intero notebook piuttosto che sostituire la singola scheda video (è la legge del mercato delle multinazionali,come quando ti vendono la stampante a 50€ ma il toner ne costa 70€ e tu credendo di fare l’affare guadagni prima ma perdi dopo). 

Cuocere scheda video

Realtà o leggenda metropolitana? 

Molti si chiedono se sia vero oppure no. Me lo chiesi anche io a suo tempo (diversi anni fa) quando la mia GeForce 8600 GT del vecchio portatile Acer AS5920G decise di abbandonarmi. Era un portatile del 2007 quando erano più delle vecchie stufe che dei notebook. Strumenti pesanti,scaldavano molto e consumavano parecchio. Mi misi a cercare una scheda video sostitutiva nel web,ma i prezzi erano proibitivi e comprare la stessa scheda palesemente difettata di fabbrica non era proprio il massimo! Fu così che mi imbattei nell’oven trick. E avendo un vecchio fornetto da buttare decisi di tentare l’ultima spiaggia per riportare in vita la GeForce, non avevo nulla da perdere. Avvolsi la scheda (chiaramente non una scheda integrata) con la carta stagnola e infornai per 10 minuti a 200°. La feci raffreddare,inserii la pasta termica e applicai nuovamente la scheda al notebook. Non potevo crederci: il video era tornato!!

Per quale motivo le vecchie schede grafiche si rompevano?

Da diverse analisi è emerso che la principale causa di rottura era data dai chip grafici difettosi usati per alcune schede video destinate ai computer portatili e desktop, alla qualità dei materiali usati nelle saldature (errata scelta delle percentuali di piombo e stagno utilizzate per la realizzazione della saldature, che non consentivano un raffreddamento ottimale della scheda) e nei sistemi di raffreddamento adottati (maggiore è il tempo in cui la scheda è sollecitata da alte temperature e minore sarà il tempo di durata).Lo stress termico provocato dal riscaldamento della scheda video e dal successivo raffreddamento è fatale per le saldature, che finivano per causare malfunzionamenti alle schede video (righe orizzontali ed artefatti) o all’intero computer (LED e ventole accese, ma schermo nero all’avvio del PC).
Nel tempo i produttori per ovviare o meglio per tamponare momentaneamente il problema,rilasciarono degli aggiornamenti bios per i notebook, che aumentavano il numero di giri alle ventole di raffreddamento della VGA . Questa soluzione anche se migliorava l’efficienza dissipativa non risolveva il problema della rottura rimandandola solo nel tempo, oltre a rendere i notebook più rumorosi. I possessori di vga desktop invece cercarono di risolvere cambiando dissipatore alla vga con soluzioni più performanti. Il motivo per cui la scheda tornava a funzionare dopo averla infornata era che l’alta temperatura del forno ristabiliva le connessioni delle saldature. È chiaro che i componenti a 200° non si sentono felici e molto probabilmente accorci la loro vita di parecchio tempo!

Scheda video in forno

LEGGERE ATTENTAMENTE: Si sconsiglia per tale pratica l’utilizzo del forno adibito ad uso alimentare: scaldare VGA a temperature elevate, provoca l’evaporazione e quindi il rilascio di sostanze tossiche all’interno del forno. In particolare metalli pesanti (Stagno, Piombo, Arsenico), acidi di lavorazione e diossina, maggiormente presenti in componentistica non ROHS (hardware datato, che non andrebbe infornato a prescindere, perché non adatto a sopportare temperature di 200°C).
In sostituzione del forno, si consiglia l’utilizzo di una pistola termica (meglio se con controllo di temperatura), in modo da riscaldare il solo componente difettato (GPU/RAM).

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