Generazioni opposte spinte agli estremi


Passeggiando in centro ascolti una voce seguita da una moltitudine di voci provenienti dalla finestra dell’appartamento al quinto piano di un vecchio palazzo fatiscente; è la novantenne con il rosario di tv2000 a tutto volume. Nel contempo osservi nel bel mezzo del viale delle ragazzine bivaccare con shorts e 3/4 di chiappe al di fuori di quello che dovrebbe essere un indumento coprente. Uno spaccato di vita che riassume due epoche totalmente opposte separate da due guerre mondiali,dalla fame,dalla miseria,dal sacrificio e dalla generazione intermedia del 68,quella che ha spaccato in due il pensiero sociale. In pochi anni si sono sbriciolati secoli e secoli di tradizioni,credenze,valori e usanze. Quegli shorts sono il simbolo del declino sociale,della perdita del senno,della mancanza di contegno. Sono il sottolineare dell’assenza di un’autocritica,sono la mancanza di una propria libertà di espressione,sono la conferma di una moda che non bada al contenuto ma all’apparenza superficiale dei tempi moderni. È il famoso comportamento per imitazione, imitare una persona per somigliargli, a far si che una moda si sviluppi e faccia breccia nello shopping sfrenato femminile. La moda è uno strumento per controllare e manipolare le masse.  Ma spostando lo sguardo verso destra dietro l’ombra dell’albero, ecco seduta su una panchina una donna orientale con il velo integrale. Oltre allo scontro generazionale vi è uno scontro culturale,come se spazio e tempo fossero collassati in un unica dimensione per evidenziare i lati opposti dell’aspetto umano. Una bilancia quando è soggiogata dalle malattie del mondo perde l’equilibrio e si sposta ad uno degli estremi. La vecchietta che ascolta tutto il giorno il rosario fa parte di un estremo,come la ragazzina incurante di cosa sta mostrando in pubblico fa parte di un estremo,come la stessa donna coperta dal velo integrale fa parte di un estremo. È proprio necessario spingersi agli estremi?

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