Travel Blogger per un giorno a Porto Sant’Elpidio [parte 1]


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[L’articolo mette insieme sarcasmo, ironia, società, pensiero personale e cultura popolare maschilista] Più di 20 km di costa macinata zaino in spalla, più di due litri di acqua persi sotto forma di sudore, più di 2000 persone scansionate, in cerca della “cara and vecchia faiga” (come disse Gerry link video). Si perché in fondo siamo tradizionalisti della vecchia scuola, amanti dei cinepanettoni trash con Boldi, De Sica, Gerry Calà &co. E in questo periodo di profonda crisi e di continuo spostamento di masse, anche la faiga sembra essersi ridotta tranne su Instagram dove è sempre pronta ad inserire la profonda citazione sul senso della vita postando una foto dove è a pecora sullo scoglio. Le classiche 7 donne per ogni uomo sembrano ridotte ad 1/7. Insomma scovare la preda che si nasconde nei meandri della costa adriatica non è facile e bisogna preparare le armi giuste per poterla stanare, sopratutto se ti trovi separato tra i due lungomari più rinomati di “faiga di qualitè” (per l’estetica, non per i contenuti): Civitanova e San Benedetto del Tronto. Non essendoci una guida di riferimento per la faiga, non essendoci un “tripadfaiga” o una guida Michelin, ho deciso di mettere alla prova le mie gambe e fare le cose più belle al mondo: camminarecorrereosservare, scrivere. Il vero travel blogger non fa la trasferta a Miami per farci il figo, è troppo facile. Anche in casa si possono gustare appieno gli odori, i sapori, i profumi e la natura che ci circonda. È solo andando lentamente che si possono osservare luoghi remoti nascosti nella vegetazione, e posti sconosciuti ma carichi di energia positiva. Tutto il necessario per fare ciò è la voglia di esplorare, di passeggiare, di approfondire scenari socioeconomici ancora poco chiari. Non voglio dilungarmi molto su questo aspetto, ma passando al fulcro maschile, come la teoria dell’eliocentrismo governa il sistema solare la teoria della faiga governa il tessuto sociale. Insomma la donna è il dono più bello e pericoloso che sia stato creato quindi merita tutte le attenzioni che sa dare. Ma tutto questo da dove nasce? Nasce semplicemente per dare una risposta ad una semplice domanda: ma tutte queste macchine che si vedono lungo la strada, hanno un responso elevato di faiga??? Dove si nasconde la faiga?? E l’analisi di quantità e qualità??? Dove si concentrano i turisti a Porto Sant’Elpidio?? Dove si concentrano le milf ?? What’s my age again nel player, cuffiette tattiche e si parte in avanscoperta. Cosa mi aspetto di trovare?? Nulla di emozionante. Cosa spero di trovare?? Macchine, anzi camion, anzi treni carichi di faiga provenienti da tutto il mondo pronti ad assaporare la cultura post mezzadrile marchigiana e perché no l’arte culinaria con annessi doppisensi. La vecchia scuola insegna naturalmente nel puntare camping e centri vacanze dove orde di turisti provenienti dalle stressanti città si riversano in cerca di relax, di buon cibo e perché no qualche trombatina extra, del resto il maestro De Sica insegna: “Le italiane in vacanza so e più troie” (vedi link video). Il turista può essere classificato principalmente all’interno di due categorie estreme: quello precisino ben vestito del nord, e il casciarone con la famiglia di stazza del Centro-Sud. Assioma: la cadenza napoletana e romana non mancano mai.

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La nostra attenzione si focalizza principalmente sulle MimoseHoliday e la Risacca. Partiamo da quest’ultimo sito nella parte più a nord di Porto Sant’Elpidio. La cosa che mi ha subito colpito addentrandomi nella Playa de Cococciò è stato il lato selvaggio e rude, ancora salvo dalla cementificazione incontrollata degli anni 70/80/90, ben visibile invece alla città ghetto Lido Tre Archi.

Già sapevo con profondo rammarico che non avrei rivisto la Casa del Mare [link Casa del Mare]. Le sterpaglie la fanno da padrona ma addentrandosi verso la spiaggia grandi massi e una piccola rientranza rendono il luogo magico, dove gli occhi possono perdersi nell’infinità dell’orizzonte grazie all’assenza di scogliere. L’altro aspetto positivo è l’acqua che sembra più trasparente e pulita grazie forse al maggiore ricambio. La panoramica vista spalle al mare sembra da savana, mancano i leoni ma alle leonesse piace prendere il sole a zinne di fuori in posti come questi, anche se devo dire che non ne ho viste, o forse non mi sono concentrato abbastanza su questo aspetto (male). Ps: sfatiamo il mito dell’ipocrisia e della finta discrezione: per guardare quella a zinne di fuori non bisogna mettersi gli occhiali scuri/a specchio! Vanno fissate alla luce del sole con la stessa indiscrezione con cui si sono messe a prendere il sole a tette di fuori in pubblico; se per loro non è un problema, non vedo perché dovrebbe essere quello di ammirare gratuite esposizioni di nudismo. Continua nel prossimo articolo.

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