Aforisma Charlie Chaplin


Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore: ciò che vuoi. La vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi: canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.
(Charlie Chaplin)

Fuck

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In nome dei “Bambini antiparticolato” di Porto Sant’Elpidio


Riccardo Rosettani ha lanciato questa petizione online contro il parco giochi per bambini (bambinopoli) realizzato nel centro di Porto Sant’Elpidio (FM) attaccato alla trafficata statale 16:

Piazza

Una segnale forte per la tutela dei più deboli e contro l’arroganza di una politica assurda e priva di “buon senso”. Il buon senso che non è altro, come cita WIKIPEDIA, che la capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza una situazione, comprendendo le necessità pratiche che essa comporta! E allora, come poter pensare di realizzare dei GIOCHI per BAMBINI in mezzo ad una delle strade più trafficate d’italia, quale la statale 16!?!

Tutto ciò completamente in barba a quelle che sono le linee guida (ove dovessero servire indicazioni per individuare il sito più adatto ad accogliere una struttura che accolga bimbi in tenerissima età che non sia la mezzeria di una carreggiata della Strada Statale Adriatica ovvero certamente non un esempio di salubrità), del Ministero delle Attività Produttive, ma in barba soprattutto alle mozioni ed i dubbi di una cittadinanza che contesta una spesa irrazionale di oltre 100 mila euro, con la consapevolezza che in ogni caso così è stato deciso dal “palazzo” e che non ci sarà nulla e nessuno in grado di cambiare qualcosa.

Ecco, se questa petizione ha proprio un obbiettivo, oltre al motivo cardine per la quale è stata composta, è proprio quello di verificare se anche a fronte di questioni che toccano drammaticamente ed irrazionalmente le “generazioni future”, i bambini, i nostri figli, i nostri nipoti, finalmente qualcosa si muoverà e qualcuno in grado di poter decidere diversamente interverrà! Una petizione che vorrebbe invertire la tendenza che la cosa pubblica sia gestita senza visione d’insieme, scarica da derive opportunistiche e clientelari, che il cittadino prima di tutto specialmente se è debole anziano e soprattutto minore, sovvertendo il paradigma per il quale come accaduto  fino ad oggi con molte, se non proprio per tutte le questioni annose che hanno coinvolto questa comunità, bisognerà prendere atto che nessuna decisione assunta dal palazzo, anche la più stolta, ottusa e dissennata, non potrà mai essere appellata!

—>>>FIRMA LA PETIZIONE<<<—

I commenti dal web:

  • Per la salute dei bambini che non dovrebbero giocare dove si respirano gli scarichi delle auto
  • È importante tutelare la salute dei nostri figli; viviamo in provincia, abbiamo sicuramente un luogo più idoneo per costruire un parco giochi; uccide di più l’inquinamento da smog che il fumo da sigaretta!! Inoltre la ss16 nel nostro paese è stata già scena di incidenti mortali!! Evitiamo che la storia si ripeta!!!
  • Sto firmando perché ritengo che non ci si può limitare ad avere “cose belle” nella propria città. Questo parco giochi si è bello ma è stupido. E’ stupido perché è stato realizzato attaccato alla statale, la strada più trafficata di Porto Sant’Elpidio e per giunta nei pressi di un incrocio, dove smog e pericolo di incidenti automobilistici aumentano. Si poteva benissimo realizzarlo in un’altro punto. Non mi sembra proprio una scelta fatta con la testa. Non ci possiamo accontentare perché si poteva fare meglio e se si poteva fare meglio andava fatto meglio, con la testa, con un progettazione sensata.
  • Ritengo non idoneo il luogo scelto per la bambinopoli
  • Ritengo uno spreco di soldi il lavoro fatto, per collocazione dei giochi, al sole e vicino al traffico, e per la scelta dei materiali che nelle ore diurne diventano incandescenti. I bambini devono giocare tranquilli senza respirare smog o ustionarsi. Ma chi è stato l’artefice di tutto ciò?
  • Una scelta gratuitamente dannosa, figlia della voglia di abbellire un’opera (la nuova piazza) che non ha ne capo ne coda, non pensata e non ragionata, non condivisa e sfruttata ai soli fini biecamente elettorali.
    Purtroppo questa “bambinopoli” tristemente chiamata così dal sindaco, è l’emblema del modo d’agire delle amministrazioni che hanno gestito Pse da troppi anni.

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Be Veggie: la calzatura ecosostenibile realizzata in legno e 100% made in Italy


L’idea

Guardare al futuro con un occhio al passato; è sicuramente questa la strada da intraprendere per avere successo in un mercato sempre più saturo di qualità, originalità e artigianalità. Guardare la scarpa da un altro punto di vista, quello dei materiali, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Avvicinarsi sempre più alla natura, all’etica ed alla riciclabilità è la via del presente/futuro. Naike Pascucci è riuscita a cogliere il cambiamento in atto nel mondo moderno e a promuovere la sua idea, il design rivisitato, esaltando positivamente l’artigianato calzaturiero, in una società volta ad uno sviluppo sempre più attento all’ecosostenibilità. Be Veggie è un brand giovane nato a fine 2017 ma sta emergendo a livello nazionale grazie a importanti collaborazioni.

Be Veggie

Nata per cambiare la concezione di calzatura. Avete mai indossato un albero ai vostri piedi?

La ricerca di materiali innovativi ed ecosostenibili, ha portato l’azienda Be Veggie a puntare sul legno lavorato attraverso laserature, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Attraverso questo esclusivo materiale Be Veggie è l’unica ditta a produrre scarpe in legno di ciliegio usando tutti i materiali vegani 100% bio, cruelty free. Uno stile elegante ed eccentrico di esclusive calzature artigianali italiane provenienti dall’azienda di famiglia con sede a Loro Piceno (paesino nelle Marche in provincia di Macerata). Le scarpe Be Veggie esprimono artigianalità e originalità, rivolgendosi ad un mercato ed una clientela attenta a calzature sostenibili ed etiche, con ricerca del design particolare esaltato dalla naturalezza del legno. Alcuni legni adoperati provengono da foreste gestite eticamente nel rispetto dell’ecosistema. La certificazione FSC (Forest Stewardship Council) garantisce tracciabilità e la provenienza del legno, Inoltre grazie all’accordo con Tree Nation, per ogni prodotto venduto viene piantato un albero in Niger.

LA COLLEZIONE 2018

Di seguito la nuova collezione di scarpe per la stagione 2018. Il made in Italy da sempre è sinonimo di tradizione, arte ma anche innovazione e la collezione di scarpe Be Veggie ne è senza dubbio un esempio.

Be Veggie Modelli

PAUL

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Paul

ADONE

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino traspirante, soletta rialzata in sughero. Fondo gomma e canapa.

Adone

ADAMO

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua. Inserti in sughero, elastico laterale. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero, fondo a cassetta in gomma.

Adamo

HERMES

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in sughero, lacci in cotone. Fodera in lino, suoletta rialzata in sughero. Fondo in gomma e canapa.

Hermes

EVA

 Tomaia in legno di ciliegio laserato, riporti in sughero. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato in micro e gomma con inserto in legno sul tacco. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola.

Eva

AFRODITE

Tomaia in legno di ciliegio, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino traspirante e soletta rialzata in sughero. Fondo in micro e gomma. Morsetto in metallo laminato oro.

ELETTRA

Tomaia in legno di ciliegio laserato, accoppiato con cotone tramite colla ad acqua, riporti in cotone ricamato resistente ad agenti atmosferici. Fodera in lino, soletta rialzata in sughero. Fondo unico brevettato micro e gomma, con inserto in legno sul tacco.

DAFNE

Tomaia in legno di ciliegio e sughero, fodera in lino trasparente, soletta rialzata in sughero. Laccio rosso in cotone abbinato alla suola. Fondo in micro e gomma con inserto di legno sul tacco.

Be Veggie Outlet

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Caporalato: il figlio prediletto del capitalismo


Dalla cronaca

Strage di braccianti

L’analisi

bracciantiIl caporalato è il figlio prediletto del capitalismo perché uccide l’identità dell’uomo in assoluto silenzio. La disintegrazione dei diritti del lavoratore è colpa del cinismo, dello sviluppo illimitato, della depravata globalizzazione. Abbiamo tutti le mani sporche di sangue ma siamo talmente ipocriti da dimenticarcene ogni giorno. È necessario rimembrare quanto riportato nel libro più famoso al mondo (la Bibbia) dove il Dio del vecchio Testamento distrusse con il diluvio universale la civiltà umana. Al di là del contenuto religioso a cui si può credere o meno per mezzo della parola chiamata fede, reputo la Bibbia molto più interessante se analizzata da un altro punto di vista: quello filosofico. Da fedele non riusciresti infatti a capacitarti di come possa il Creatore essere stato così malvagio da distruggere l’intera civiltà umana. Il pensiero cadrebbe in contraddizione e la domanda rimarrebbe irrisolta. Ma dal punto di vista filosofico il discorso torna. Perché Dio si incazzò di brutto? Perché si rese conto di aver creato una società fuori controllo, cinica, egoista, opportunista ma sopratutto ipocrita vocata all’autodistruzione (più o meno come la nostra). Probabilmente Dio entrò in uno stato di profonda confusione con se stesso, domandandosi come fosse possibile. Allora prese la decisione più difficile della sua vita: distruggere prima dell’autodistruzione con il primo Giudizio Universale.

Tornando al presente analizziamo gli attori in gioco nella vita biblica moderna:

  • I braccianti sfruttati: ricordano Gesù crocefisso che si immolò per salvare il mondo; i braccianti si immolano per salvare l’economia locale in onore della competitività nel mondo globalizzato
  • I caporali: ricordano il sinedrio e i soldati che infilzarono la lancia al costato di Gesù deridendolo e schernendolo
  • La società inerme: ricorda Pilato e la folla che urla; quella pesante decisione di lavarsi le mani dinanzi ad una scelta; andare contro il popolo o fare la cosa giusta? Meglio far scegliere alla folla pensò Pilato. L’atto di lavarsi le mani è un gesto molto forte di ipocrisia. Vogliamo tutti avere la coscienza pulita nonostante le mani astrattamente sporche di sangue. Ovviamente la folla psicologica (ben descritta dall’antropologo Gustave Le Bon) prese la scelta sbagliata annebbiata dal pensiero comune
  • La plutocrazia capitalista: ricorda il cinismo di Erode, la supremazia a tutti i costi
  • I mezzi di comunicazione: ricordano la distorsione della realtà tramandata dalle maldicenze e dai ritocchi continui in stile telefono senza filo; la realtà arriva talmente distorta da essere spesso completamente contrapposta alla verità. I mezzi di comunicazione incitano all’odio e a sentimenti negativi perché vendono molto di più rispetto alla positività. I mass media fomentano la confusione e spalleggiano il capitalismo. La cronaca nera ha successo perché la gente prova un brivido di emozione nera, mentre la positività e il successo scaturiscono inconsapevole invidia in quanto esaltano le capacità altrui. Quando le disparità sociali aumentano aumenta anche l’invidia, un altro becero frutto del capitalismo malato.

 

SoldatiCome possiamo vedere utilizzando l’analogia e il dualismo si giunge a risultati interessanti. Il primo risultato è che la Bibbia è un libro multidisciplinare con contenuti filosofici. La religione non è altro che un mezzo inventato dagli uomini di intelletto per diffondere dei messaggi (i concetti filosofici fondamentali) per vivere serenamente nella società. La Bibbia è la Wikipedia della storia passata. La Bibbia è stata una sorta di involucro per contenuti importanti, un primo tentativo dell’uomo di creare Internet dove l’informazione potesse viaggiare, anche se statica e unilaterale, nello spazio e nel tempo. E dopo migliaia di anni l’informazione è arrivata, molto spesso criptata (dal “linguaggio di programmazione” del tempo ovvero le parabole) per sfuggire al ban dei tempi passati. Ecco perché spesso la Bibbia non la si comprende, perché non si riesce a tradurre bene i messaggi criptici o perché ognuno li interpreta a modo suo. In sostanza la chiave di lettura può apparire parecchio soggettiva e la soggettività rende troppo variabili i concetti dell’oggettività reale. Se si riuscisse a trovare una chiave di lettura univoca si potrebbero decriptare correttamente i messaggi.

Bibbia

In conclusione quando andiamo al supermercato a comprare i pomodori sottocosto a 39 centesimi noi della società inerme ci stiamo sporcando di un crimine contribuendo ad alimentare il sistema malato del capitalismo. Nel momento in cui prendiamo in mano il prodotto stiamo frustando un bracciante africano e al contempo pagando un caporale. Siamo noi ad alimentare inconsapevolmente (perché preferite Sky Calcio e Cristiano Ronaldo alla cruda realtà) e continuamente il sistema: questo è l’inganno del capitalismo (cripticamente molto ben denunciato nel film Matrix).

Matrix
Umani come macchine attaccate al sistema per fornire energia illimitata

Un ultimo appunto sulla distorsione dell’informazione: quando dicono “un lavoro che gli italiani non vogliono più fare” dicono fesserie in quanto gli italiani semplicemente non riescono a farlo per quanto massacrante. Un italiano (etnia italiana) a quei ritmi non resisterebbe 3 giorni. Di qui la balla del SIAMO TUTTI UGUALI. Non siamo per niente tutti uguali, siamo tutti diversi, con un’identità culturale e caratteristiche fisiche diverse. Questo livellamento del siamo tutti uguali genera esso stesso razzismo. Non viene insegnato l’apprezzamento bilaterale per culture diverse ma viene spiattellata la frase del siamo tutti uguali quando la realtà dimostra il contrario. Insomma va rivisto il concetto di razza, etnia, popolo distrutto dalla globalizzazione che ci vuole tutti uguali, tutti viaggianti nel mondo, tutti nomadi pronti per farci togliere l’identità della nostra patria, la nostra casa, i nostri campi, il frutto dei sacrifici tramandati dalle nostre generazioni. Vogliono costringerci ad abbandonare la nostra cultura, il nostro paese, i nostri ideali, i nostri affetti.

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L’establishment mondiale farà pressioni per far cadere il governo?


Hanno iniziato a colpire timidamente il governo italiano ma proseguiranno con un crescendo sempre più intenso cercando di ripristinare la vecchia lotta tra comunisti e fascisti decaduta e superata definitivamente nel 1989 con lo sgretolarsi del muro di Berlino; gli anni 90′ hanno lasciato spazio ad un combattimento ben più sanguinario anche se invisibile: quello tra capitalisti e anti capitalisti. Il caos politico e le conoscenze dei bassi fondi permisero l’entrata in campo dell’imprenditore palazzinaro più potente d’italia. Nacque l’era dell’egemonia berlusconiana. Anni caratterizzati da uno sviluppo incontrollato non solo edile ma anche tecnologico. Tutti hanno fatto quello che volevano senza essere troppo controllati. Nel frattempo l’economia finanziaria ha agito in silenzio, preparando la sua guerra scoppiata con la crisi mondiale del 2008 percepita in Italia nel 2011. Complice la deregulation degli stati sovrani il periodo di lacrime e sangue del governo Monti ha ucciso in silenzio migliaia di persone in nome della spending review (in 3 anni in Italia 471 suicidi a causa della crisi economica fonte) incrementando le disparità tra ricchi e poveri e riducendo notevolmente le dimensioni della classe media. Sono state fondate così le basi della nuova globalizzazione sempre più “libera”, violenta ed estremizzata sempre più al “biclassismo” di pochi ricchissimi e molti poverissimi.

Tornando indietro, gli anni 2000 sono stati segnati da eventi chiave che hanno fortemente cambiato le sorti del mondo moderno:

  • L’entrata in vigore dell’euro voluta dai forti poteri economici eurocratici.
  • L’attacco alle torri gemelle (autoindotto) utilizzato come pretesto per rafforzare il dominio orientale da parte del capitalismo USA.
  • Vendita di armi a dittatori (vedi Saddam Hussein eMu’ammar Gheddafiper acquisire l’egemonia territoriale e stoppare ogni fenomeno di rivoluzione sociale. Creare microguerre indotte per cancellare l’indipendenza degli stati, mettere i propri uomini e sfruttare le risorse naturali offerte da questi paesi ricchi di oro nero. Probabilmente tutto questo progettato con la crisi energetica del 1979 quando il prezzo del petrolio arrivò alle stelle.

Tutti attacchi dirompenti del potere capitalista per conquistare i mercati, il petrolio, gli stati indipendenti, ovvero l’egemonia mondiale.

In Italia per riuscire nel loro intento di generare caos e ribaltare la politica cosiddetta populista (termine dispregiativo e negativo introdotto appositamente per denigrare quanti si mettono dalla parte della demos, del popolo) utilizzeranno le armi principali di destabilizzazione ben radicate nella società contemporanea:

  • Razzismo
  • Omofobia
  • Spread -> Strumenti di speculazione finanziaria
  • Disoccupazione -> creazione di precari e di soggetti senza una stabilità economica, più facili da manipolare
  • Servizi segreti deviati, spionaggio e massoneria 
  • La Chiesa deviata e potente (quella che si è venduta al denaro)

Ma ora vi è l’estate ed è ancora troppo presto per infilzare lo spiedo. Attenderanno l’autunno per caricare il fucile a pallettoni dei mass media. L’Europa (ovvero la finanza capitalista) chiaramente non vuole al governo sovranisti in grado di ostacolare l’egemonia del mercato consumistico e del liberismo esaltato dai trattati di libero scambio. Inizieranno i sabotaggi e la macchina del fango lavorerà a regime al fine di creare malcontento nella popolazione. Inizieranno a ricostruire la fiducia nell’opposizione distruggendo quella della maggioranza e poi colpiranno.

Viviamo un’epoca nella quale l’etica sembra aver invaso tutto. La finanza è etica, le imprese adottano codici etici, il commercio è etico. Eppure il capitalismo sembra finito nel pallone. Mai «l’amore per il denaro», come avrebbe detto Keynes, lo avrebbe condotto agli eccessi che conosciamo: retribuzioni stravaganti, rendimenti da sogno, esplosione dell’ineguaglianza e della miseria, degrado dell’ambiente.
(Jean-Paul Fitoussi)

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Aberrazione sociale da seno piccolo: non c’è nulla che non va


Le vedi, sembrano avere un qualcosa da nascondere, un qualcosa di cui vergognarsi. Si sentono a disagio perché hanno le tette piccole ma non dovrebbe essere così. Avere le tette piccole non è reato, non è una colpa, non è brutto, non è orribile come la società capitalista vuole far intendere. Avere le tette piccole è normale (anche perché è sbagliato il riferimento della comparazione, infatti se 2 rispetto a 5 è piccolo, 2 rispetto a 3 non è molto distante). Avere le tette piccole ha il vantaggio di non distrarre l’uomo nel guardarvi dritti negli occhi, dritti nell’anima. Avere le tette piccole permette di scoprirsi senza mostrare l’eccesso e quell’abbondare che molte volte distorce la realtà dell’essere. Avere le tette piccole permette una gestione dell’outfit più sobria senza dover rinunciare all’inganno dell’aumento di volume/compressione fornito dai push up che piacciono tanto alla moda. Così l’uomo verrà attratto da quel seno sobrio, umile e modesto che ogni tanto aumenta e diminuisce di volume facendo crescere la curiosità nel vedere realmente la naturale dimensione. Le variazioni incuriosiscono l’osservatore attento, e quando si parla di tette gli osservatori attenti sono molti. Il seno è il baricentro frontale del busto superiore. È la seconda parte che un uomo guarda se le tette sono piccole, è la prima cosa che guarda se le tette sono grandi. Allora avendo le tette piccole avete molte più chance di giostrarvi gli occhi, lo sguardo, l’Io interiore per far colpo. Le tette sono una protuberanza che richiama attenzione ma non sono una condizione necessaria e sufficiente della donna che vuole conquistare l’uomo, anzi le tette grandi se mal gestite sono un fardello da dover sopportare a causa delle battutine di “uomini bambini” come se la donna dalle tette grandi avesse una “sportività” più accentuata per il semplice fatto di avere dimensioni maggiori. Dimensioni maggiori non implica una disponibilità maggiore, ma questo all’uomo che fissa per 90 minuti una partita di pallone invece che un buon libro non passa mai per la testa (e voi la date a questi individui? No comment ma ve lo cercate). La cultura delle tette grandi è una cultura sbagliata, capitalista, globalizzata e osannata dallo star system su cui si fonda l’estetica deviata, del “grande=bello”, modello ripreso dal marketing dei prodotti “più costa=maggiore qualità”. Il detto nella botte piccola c’è il vino buono corona il fulcro del ragionamento. Il vino è l’io interiore. La donna dalle tette grandi spesso gioca con la sua dote senza sapere a cosa va incontro annacquando quel vino di cui spesso si dimentica.

Le tette distolgono l’attenzione, alimentano il desiderio e l’irrazionalità dell’istinto umano fomentato dai cambi di testosterone. Le tette possono essere un potenziale blackout per l’uomo che le osserva. Possono essere fatali per la parte razionale. Le tette piccole vanno gestite bene, l’importante non è la dimensione ma come avviene la presentazione. Anche un nano bravo a presentare può comunicare meglio di un culturista incapace di parlare. Non vergognatevi quindi di avere le tette piccole in quanto non c’è nulla di cui vergognarsi. Non paragonatevi alle vostre amiche e non invidiate quelle dalle tette grandi. Voi siete così con i vostri pregi e i vostri difetti, apprezzatelo. Non pensate minimamente di rifarvi il seno per piacere a qualcuno, casomai rifatevi il senno per piacere a voi stesse. Perché alla fine chi non sa apprezzarvi per ciò che siete non merita di avervi.

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