Il conflitto tra gli ultimi – Citazione di Diego Fusaro


Diego Fusaro Citazioni

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Incidente lungo la Valdete: muore una ragazza


Eliambulanza

La vittima è una giovane ragazza di circa 30 anni (secondo le fonti 26/27) residente nel territorio fermano. Oltre ai sanitari, ai carabinieri e ai vigili del fuoco, sul posto è giunta anche l’eliambulanza ma sono stati inutili i tentativi di rianimazione. Per la ragazza non c’è stato nulla da fare. La fiat panda e la fiat seicento dei conducenti sono andate completamente distrutte nell’impatto.

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Porto San Giorgio: incendio al Circo Orfei


Un camion del circo Orfei è stato divorato dalle fiamme di un incendio sulle cui origini sono in corso le indagini. Il fatto è accaduto poco dopo le 9.30 di oggi a Porto San Giorgio ed il rogo ha creato una colonna di fumo nero che si è innalzata in cielo. In un mio precedente articolo avevo sottolineato come in questi spettacoli circensi si debba vietare lo sfruttamento animale. Nonostante tutto continuano le “macabre rappresentazioni teatrali” nel territorio fermano senza l’opposizione di nessuno. Speriamo che l’episodio possa riportare alla luce dell’opinione pubblica il vero problema etico. BASTA CON LO SFRUTTAMENTO ANIMALE.

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Diego Fusaro incanta Rocca Tiepolo


Rocca TiepoloIl mare dentro è il nome dedicato al Festival approdato a Porto San Giorgio in questi giorni di fine Luglio. Tra gli innumerevoli ospiti della manifestazione dedicata al mare questa sera è toccato al filosofo Diego Fusaro uno dei pochi filosofi italiani capace di vendere libri e posizionarsi in classifica tra i libri più venduti. Fusaro, introdotto da Gino Troli, ha ripreso le narrazioni dell’acqua, del mare, dei suoi innumerevoli nomi e della storia legata agli antichi scritti di filosofi greci.

L’ economia dell’acqua, del talasso [dal gr. ϑαλασσο-, forma assunta in composizione da ϑάλασσα «mare»; lat. scient. thalasso-]. Primo elemento di parole composte, derivate dal greco o formate modernamente nella terminologia scientifica, che significa «mare» o indica in genere relazione col mare.


Porto San Giorgio Rocca

Anassimandro, Talete, Eraclito, ecc fino ad arrivare ad Hegel molto citato da Fusaro. Il tema del mare non poteva non toccare l’argomento per eccellenza riguardante i migranti; a richiesta sopratutto della platea con domande inerenti: Fusaro sottolinea come negli ultimi decenni siano scomparse le parole immigrati ed emigrati, che indicavano la direzionalità del flusso migratorio, sostituite nei primi anni 2000 dal participio presente del verbo migrare: migranti; la società è sempre più talassica, in continuo movimento nel mondo. Il capitalismo vuole cancellare le radici e le identità dei popoli. Dopotutto l’essere umano senza un’identità, senza un’idea di pensiero, senza un motivo per ribellarsi è simile ad un oggetto ad un prodotto da usare. Un po’ come quella privazione di identità relegata nel secolo scorso agli ebrei, identificati non più con un nome e cognome ma con una serie numerica.


Stiamo tutti diventando dei migranti, costretti dal sistema a spostarci sempre di più perdendo il contatto con quella che era la nostra cultura, i nostri ideali, le nostre battaglie vinte. L’annientamento dei diritti acquisiti è l’obiettivo primario del sistema capitalistico che vuole omologare e uniformare le masse.

Diego Fusaro Porto San Giorgio
Gino Troli e Diego Fusaro

 

Rocca Tiepolo - Porto San Giorgio

Peraltro, la storia greca fino alle guerre persiane può esser descritta in termini di potenza navale: da sempre, fin dalle sue origini, come testimonia Tucidide all’inizio de Le guerre del Peloponneso, dove dà conto dei primi progressi della marineria dell’Ellade, e poi via via nel resoconto puntuale delle vittorie dovute al dispiegarsi della sempre più sofisticata potenza navale di Atene, fino e oltre l’età di Pericle.
Atene, già alla vigilia della seconda guerra persiana, si era trasformata in una effettiva talassocrazia.

«È la talassocrazia ad imporre la forma democratica. Il dominio del mare esige
che abbia il comando “il popolo che muove le navi” (Costituzione degli Ateniesi, I, 2). Se,
per principio, il fine dell’utile vuole l’arché dell’“ignobile”, nella presente effettuale situazione della città la democrazia è imposta dall’esigenza di dominare il mare». (fonte: M. Cacciari, Geofilosofia dell’Europa)

Da ateniese ammiratore di Sparta, Platone considera tutto il pericolo insito in un’espansione eccessiva degli interessi commerciali, nella spinta al guadagno, nei trucchi dei mercanti, nei costumi importati dagli stranieri, nella corruzione che può imporsi nei bassifondi portuali. Al punto da sconsigliare alla polis il possesso di foreste in grado di assicurare legni adatti alla costruzione navale. Così, se il pino serve per la costruzione delle triremi, è un bene che manchi nel territorio della città ideale. In questi accenti, si avverte in Platone l’eco, qui sì talassofobica, di Isocrate che, confrontando la forza terrestre e quella navale, aveva osservato che la prima esige obbedienza, ordine e padronanza di sé, mentre la seconda non sarebbe che un insieme di tecniche. Motivazione che anche Platone in parte accoglie, ridimensionando le vittorie ottenute sul mare, ascrivibili soprattutto a fattori tecnici che, per quanto rilevanti, possono finire addirittura col supplire all’eventuale mancanza di coraggio dei combattenti.

Invece in generale gli intellettuali Romani non amavano il mare e Roma ha imposto la propria talassocrazia al Mediterraneo lasciando gestire e guidare la propria flotta da ”specialisti” originari soprattutto del bacino orientale, specie Fenici, i “carrettieri” della costa siriaca [Guarracino 2007]. Ciò detto, è anche vero che è stato centrale il ruolo di Roma nel rendere il Mediterraneo un mare che unisce, piuttosto che uno che divide:

la prima, e ultima, unificazione politica del Mare Nostrum si deve
appunto ai Romani. Ha ragione Braudel a ricordare che non è il
mare a unire, ma sono i suoi popoli a farlo.

Approfondimenti: Anche il mare sogna – Luciano De Fiore

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Che fine hanno fatto i modà?


Kekko Silvestre ha abbandonato la musica e si è dato alla scrittura

Uno degli ultimi post nei social:

Ciao romantici, è passato un bel po’ di tempo dall’ultimo post e questo perché sono successe davvero un sacco di cose…
Preferisco risparmiarvi le vicende meno belle, quindi vi racconterò solo l’episodio che mi ha riempito di entusiasmo e mi ha permesso di godere di una nuova e stimolante avventura.

Verso fine Marzo sono stato contattato da un signore chiamato Alberto Rollo.
La sceneggiatura di Cash era finita tra le sue mani per non so quale segno del destino…
Insomma ci siamo sentiti e mi ha convinto che nella mia storia c’era un romanzo, un racconto, e c’era un bellissimo personaggio…e così ho cominciato a scrivere…
Sapevo benissimo quanto questa cosa sarebbe stata difficile per me, ma gli piacque così tanto che riuscì a convincermi a lavorare sulla scrittura.
Compito arduo per chi non lo ha mai fatto…
Mi sono fidato, mi ci sono buttato con la testa fino in fondo e pian piano ho visto quel sogno abbandonato a fine Novembre riprendere forma…in fondo non avevo mai perso la speranza, in cuor mio sapevo che in qualche modo Cash avrebbe visto la luce…solo che non pensavo così presto e sopratutto non immaginavo che a darmi questa grande opportunità fosse la Mondadori
Ieri ho firmato il mio primo contratto come scrittore, ancora non riesco a crederci, e oggi più che mai non vedo l’ora di farvi leggere finalmente la storia di Cash…uscirà la seconda settimana di Ottobre e anche se c’è ancora molto da fare sono carichissimo…
Mi scuso ancora per la mia assenza, ma un giorno vi racconterò un po’ di cose in più, chissà, magari attraverso un altro libro
Per ora vi abbraccio più forte che posso e vi auguro il meglio.

CR7 DAY Trends – Tweet Case Study


Heatmap Cristiano Ronaldo

CR7 Day

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Garbì: il nuovo Gin prodotto nelle Marche


L’idea

L’idea nasce dal talento di quattro giovani sangiorgesi amici da sempre, ovvero Cristiano Del Rosso, Michele Ferrini, Guido Carlo Ragaglia e Carlo Santarelli, ed è semplice ma al contempo innovativa: creare un gin particolare in grado di raccontare la terra marchigiana mediante odori e sapori unici del territorio che si protrae dalle colline fino ad arrivare al mare. Per poter ottenere il risultato sperato ci sono voluti ben due anni di analisi, studi e sperimentazioni al fine di trovare il giusto equilibrio nel sapore finale. Sono state selezionate le migliori materie prime insieme ai migliori collaboratori in tutte le fasi della filiera, per assicurare elevati standard di qualità del prodotto finito.

Gli ingredienti

Nel distillato si può assaporare il gusto di ben dodici botaniche (in inglese botanicals, sono spezie o erbe aromatiche) del territorio marchigiano: ginepro (è l’unico che per legge deve essere presente nel Gin, il quale per definizione tautologica, deve sapere di bacche di Ginepro), mela rosa, angelica, coriandolo, cardamomo, frutta, menta, rosmarino, finocchietto, salvia, basilico, alcol di grano.

Design e sapore

Garbì Gin Marche

La bottiglia è una sorta di libro aperto e racconta una storia di vento, di mare e di magia. Il vento Garbì soffia le essenze e i sortilegi della maga Sibilla (la cui leggenda nasce nella notte dei tempi tra i ruderi dei monti Sibillini) ai naviganti d’adriatico e del mondo. Il bianco e nero unito all’insieme dei vari disegni rappresentati sulla bottiglia racconta in effetti una storia molto profonda: quella della regione Marche.

Si percepisce tutta la passione dei loro creatori: la natura in tutti i profumi intensi trasportati dal vento Garbì che scende dai monti Sibillini sino alle rive del mare Adriatico. Tra queste magiche montagne è stato raccolto il ginepro l’ingrediente essenziale da cui tutto ha inizio, e che dona al distillato la sua identità e l’inconfondibile impronta selvatica. Seguendo il fruscio del vento, le dolci colline hanno offerto le pregiate mele rosa, da cui stilla la botanica fruttata che rende il gusto sofisticato e unico. Al mare, sono dovute le essenze di macchia mediterranea con note di freschezza e sentori estivi. Il viaggio non è terminato ma continua: i giovani ragazzi salpati nel mondo della distilleria con il Garbì in poppa cercano nuovi porti dove poter attraccare per portare il loro sapore carico di storia e di spezie d’oltremare. Ora l’obiettivo è farsi conoscere, far assaporare il gusto, misto a quell’idea nata a Porto San Giorgio.

I cocktail

Al gin sono stati associati diversi cocktail in grado di esaltarne le fragranze come il Garbì Gitano, Garbì & Martini, Garbinos, Garbì Sour. Non resta che assaggiarli, magari in riva al mare, con il vento che accarezza la pelle e le botaniche che accarezzano delicatamente il palato. Buon Garbì a tutti!

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