La mia esperienza di assistente bagnanti e l’amore per il mare


Il mare ti attrae e al contempo ti fa paura. Il mare si rispetta e si fa rispettare agli altri prendendosi in carico delle forti responsabilità (l’assistenza non è un gioco per adolescenti, è un impegno con lo scopo di prevenire e in casi estremi salvare vite). Il mare non va sfidato, va conosciuto ed apprezzato. Ci sono momenti in cui è incazzato e va lasciato solo, altri in cui è calmo e puoi fargli compagnia. Il mare è acqua, l’acqua è vita, osservare il mare significa osservare la vita.

(breve pausa di riflessione)

Molte volte i bagnanti si sono lamentati delle meduse in mare, allora ho spiegato loro che quello è il loro habitat, è normale che ci siano; casomai la domanda avrebbe più senso se fosse stata posta dalle meduse: “Che ci fanno gli umani in mare?!”

Osservare, capire ed apprezzare. Il mare lascia il tempo di pensare scandendo il tempo tra il fruscio del vento e il rovesciarsi delle onde. Il mare ristabilisce quella pace interiore sabotata dallo stress della vita quotidiana. Aggiungendo la lettera A a MARE otteniamo AMARE come se il mare fosse strettamente necessario all’amore.

 

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Idee rivoluzionarie low cost – Stufa pirolitica fai da te (2° Prototipo)


Primo test:

Ecco il video del 2° prototipo perfezionato e sul principio di funzionamento:

La piròlisi (o piroscissione) è un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno). In pratica, se si riscalda il materiale in presenza di ossigeno avviene una combustione che genera calore e produce composti gassosi ossidati; effettuando invece lo stesso riscaldamento in condizioni anossiche (totale assenza di ossigeno), il materiale subisce la scissione dei legami chimici originari con formazione di molecole più semplici. Il calore fornito nel processo di pirolisi viene quindi utilizzato per scindere i legami chimici, attuando quella che viene definita omolisi termicamente indotta.

Il principio scientifico è elementare: se metto della legna dentro un cilindro, aspiro l’aria e poi porto il cilindro a 400° C, succede che il legno si scinde in gas e cenere (una carbonella utilizzabile come fertilizzante per il terreno). Con la pirolisi si può trasformare qualunque sostanza organica secca (secca per evitare il processo di essiccamento che elimina tutte le particelle di acqua aumentando la resa) in gas. Questa caldaia sfrutta il movimento vorticoso della fiamma grazie a un’intercapedine nella quale si forma una forte corrente d’aria.
Il procedimento è semplice, si mette del triturato organico o del semplice pellet in un barattolo bucherellato, si accende ad esempio con del combustibile infiammabile liquido e quasi subito si forma la fiamma che ricopre il combustibile secco impedendo così che l’ossigeno lo raggiunga. Ora vi starete domandando: “Come può avvenire una combustione senza ossigeno??” La spiegazione è che in realtà il legno non brucia, si decompone a causa del calore prodotto dalla fiamma iniziale indotta!! Tale processo di decomposizione produce un gas che esce dal legno e brucia. Quindi il legno si decompone mentre il gas brucia, e questo processo prende il nome di pirolisi.

Andiamo sulla teoria: il processo di gassificazione

La pirolisi è uno dei processi di gassificazione, che si compongono principalmente di 3 fasi:

  • Il processo di essiccazione elimina l’acqua residua utilizzando temperature di 100-150°C. Nel caso della stufa è chiaro che l’efficienza è maggiore quanto maggiore è il prodotto essiccato inserito come combustibile.
  • La decomposizione pirolitica (pirolisi) che produce la vaporizzazione dei composti più volatili della sostanza organica con formazione di gas di pirolisi (250-550°C): composti volatili leggeri (CO, H2, CO2), idrocarburi pesanti (TAR) e residuo solido (CHAR).
  • L’ossidazione parziale (gassificazione) del TAR e del CHAR con il mezzo di gassificazione (aria, ossigeno o vapore d’acqua) a temperature di 700-1200°C. In questa fase si producono i componenti del gas di sintesi denominato syngas.

Gas combustibile

Approfondimenti: link

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